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Rapporto Amnesty: mai cosi mendace e fazioso contro Israele

 

 

Premessa: tratto da qui

Personalmente non credevo che Amnesty International potesse cadere così in basso. Che fosse chiaramente una associazione anti-israeliana è ormai chiaro a tutti ma pensavo che almeno potesse mantenere un minimo di dignità o comunque una briciola di imparzialità. Invece il rapporto 2012 su “Israele e Territori Occupati” ha svelato (e dimostrato) il vero volto di Amnesty International.

 

Il Rapporto (che potete trovare sul sito di AI) è un insieme di menzogne senza precedenti nei confronti di Israele e non tratta minimamente il terrorismo arabo (non nomina mai Hamas), non parla delle palesi violazioni dei Diritti Umani perpetrate a Gaza e in Cisgiordania, non fa alcun cenno all’omicidio Arrigoni, ai blogger incarcerati da Hamas e dalla ANP, ai bambini e ai civili usati come scudi umani dai terroristi, al fatto che i terroristi non vestono una divisa e quindi si rendono irriconoscibili rispetto ai civili.

 Nomina appena le centinaia di missili sparati dai terroristi su Israele e sui civili israeliani (14 parole in tutto in otto pagine). Sembra quasi un comunicato dell’Onu o di Catherine Ashton, tanto è parziale.

 

In compenso abbonda di stereotipi e menzogne. Parla di “blocco di Gaza e crisi umanitaria” evidenziando che a Gaza questi non ci sono mai andati (questa è la crisi di Gaza). Parla di “restrizioni in Cisgiordania” citando posti di blocco e barriere protettive come se fossero “angherie” verso gli arabi quando invece sono misure di sicurezza e di LEGITTIMA DIFESA che negli ultimi anni hanno azzerato gli atti di terrorismo in Israele. Parla di “diritto all’alloggio” come se fossero gli israeliani a dover garantire gli alloggi agli arabi che occupano il territorio israeliano.

Parla di “uso eccessivo della forza” come se ci fosse un modo moderato di usare la forza e squalificando così i legittimi atti di difesa israeliani senza mai nominare Hamas, gli scudi umani, gli atti di terrorismo, i tentativi di rapimento ecc. ecc. Bellissimo (si fa per dire) quando parla di “impunità” citando la Commissione Turkel che ha assolto da qualsiasi accusa l’esercito israeliano in merito all’operazione Piombo Fuso. Evidentemente non hanno nemmeno letto e conclusioni della commissione.

Condanna poi le detenzioni abbinate alla “detenzione amministrativa” e critica il fatto che ad alcuni prigionieri (tra i peggiori terroristi) venga impedito di vedere i famigliari per ragioni di sicurezza. Parla poi di “torture e maltrattamenti” e di “processi iniqui” senza sapere bene dove abbia preso le quattro informazioni che dice di avere a riguardo (mai una volta che portassero un testimone o che provassero quello che dicono).

Ma i massimo quelli di Amnesty lo raggiungono quando parlano di “libertà di espressione e di associazione” contestando il fatto che il Parlamento israeliano (la Knesset) abbia approvato una legge che punisce quelle associazioni israeliane (e non) che propongono il boicottaggio di Israele o che collaborano con il nemico.

Non gli sta bene poi che ad alcune Ong israeliane sia stato impedito di ricevere fondi dall’estero quando è ampiamente dimostrato che proprio quei fondi finanziavano attività anti-israeliane dimenticando (facendo finta di dimenticare) che Israele è un Paese in guerra.

 

Insomma, chi legge il rapporto di Amnesty International senza sapere quale sia la realtà in Medio Oriente si fa una idea completamente sbagliata, quella di uno Stato (Israele) che commette una infinità di violazioni dei Diritti Umani  mentre degli altri (Hamas, la Jihad Islamica, la ANP, ecc. ecc.) non fa una sola parola. Non spiega perché i civili arabi vengono uccisi, non spiega che Hamas si fa scudo di quei civili e si rende irriconoscibile mischiandosi a loro.

Di Hamas proprio non parla (come detto in otto pagine di rapporto il gruppo terrorista non viene mai nominato), non spiega perché gli arabi vengono detenuti e perché ad alcuni (pochissimi) viene impedito di avere contatti con l’esterno (un 41 bis in stile israeliano).Il rapporto di Amnesty non spiega proprio niente di tutto questo. Attacca semplicemente Israele tralasciando perversamente e deliberatamente tutto il resto.

 

Questo non è un rapporto imparziale, è schifosamente parziale e dimostra in maniera inequivocabile la natura fortemente anti-israeliana di Amnesty International. Il punto più basso mai toccato dalla ONG inglese Premio Nobel per la Pace.

 

E sapete cosa è accaduto sul rapporto Amnesty riguardante l'anno 2014? Paragonare Israele all’Isis e chiedere alla comunità dei Paesi aderenti all’Onu di non vendere più armi allo stato ebraico. Per Amnesty international, in arte “Amnesy”, si può. E coprendo i terroristi di Hamas come al solito: http://www.opinione.it/esteri/2015/02/26/buffa_esteri-26-02.aspx

 

 

 

Gaza: quello che Amnesty International non dice su Hamas

 

 

Premessa: tratto da qui

Qualche giorno fa abbiamo denunciato la parzialità e la faziosità del “rapporto 2012 su Israele e territori occupati” emesso da Amnesty International. In quel rapporto Amnesty non nomina mai Hamas e non parla minimamente delle violazioni del Diritto perpetrate da Hamas nella Striscia di Gaza (che pure sono tante e clamorose), una mancanza a cui vorremmo in qualche modo porre rimedio.

 

Persecuzione del gruppo GYBO (Gaza Youth Breaks Out) -  Il primo slogan che ha reso famoso questo gruppo di giovani di Gaza è stato: “Vaffanculo Hamas. Vaffanculo Israele. Vaffanculo Fatah. Vaffanculo Onu. Vaffanculo UNWRA. Vaffanculo USA”. Per intenderci, il gruppo ce l’ha con tutti.

Quando diffusero per la prima volta il loro “manifesto” (in Italia fu il defunto Vittorio Arrigoni a farlo) attaccarono sia Israele che Hamas e Fatah. Da allora iniziarono le persecuzioni nei loro confronti . Uno dei loro leader (Abu Yazan) venne incarcerato da Hamas il 14 agosto 2011 al ritorno da una conferenza tenutasi in Francia dove parlò delle condizioni di vita dei giovani di Gaza sotto l’occupazione di Hamas e sotto quello che lui chiamava l’assedio israeliano.

 

Negli ultimi mesi decine di attivisti del gruppo GYBO sono stati arrestati solo perché contestavano Hamas (e comunque sempre Israele). Molti di loro sono stati duramente malmenati solo perché denunciano la violenza e la prepotenza di Hamas, la corruzione di Fatah e, naturalmente, “l’assedio israeliano” (che poi è una conseguenza delle prime due accuse). Amnesty International non ha speso una sola parola nel suo rapporto sulle persecuzioni alle quali è sottoposto questo gruppo pacifista palestinese, forse perché per una volta oltre che ad attaccare Israele attaccano anche Hamas (ma forse questo non fa audience).

Arresti di membri di Fatah – Amnesty International non ha fatto menzione nel suo rapporto degli arresti indiscriminati di membri di Fatah effettuati nei mesi scorsi da Hamas (51 arrestati solo il 24 marzo 2012). Secondo il portavoce di Fatah, Fayez Abu Eita, anche lui arrestato il 25 marzo, Hamas sta eseguendo gli ordini di Teheran che non vuole un riavvicinamento tra i due gruppi palestinesi in quanto pregiudicherebbe un eventuale attacco di Hamas a Israele nel caso quest’ultimo decidesse di colpire le centrali nucleari iraniane. I membri di Fatah arrestati senza alcuna accusa formale, sono stati duramente percossi e torturati in carcere.

 

Gestione degli aiuti umanitari – Amnesty International non ha nemmeno minimamente guardato quello che succede nella gestione degli aiuti umanitari destinati alla popolazione. Come avevamo già denunciato nel 2010 la gestione degli aiuti umanitari è quasi completamente nelle mani di Hamas che ne fa quello che vuole. Anzi, se possibile dal 2010 la situazione è addirittura peggiorata. Oggi si calcola che circa l’80% degli aiuti umanitari destinati alla popolazione venga sequestrata da Hamas e messa in vendita quando invece dovrebbe essere consegnata gratuitamente.

Molte ONG che operano a Gaza devono sottostare alle direttive del gruppo terrorista e cedere parte delle loro risorse al gruppo terrorista, tanto è vero che molte ONG serie se ne sono andate oppure operano da Israele o dalla Cisgiordania. Il “business degli aiuti umanitari” frutta ad Hamas molti milioni di dollari mentre esaspera ancora di più la situazione di povertà di una certa cerchia di popolazione. Questa è una delle maggiori contestazioni che il gruppo GYBO (di cui abbiamo parlato sopra) muove ad Hamas.

 

Diritti delle donne – Circa un anno fa, nel silenzio più assoluto dei cosiddetti “pacifisti”, apriva il Centro Donne di Gaza, con l’intenzione di creare un centro di ascolto per le donne della Striscia e un punto di riferimento per la rivendicazione dei loro Diritti troppo spesso oscurati dall’islamismo integralista di Hamas. Durante questi dodici mesi il Centro è stato più volte “visitato” dai membri di Hamas, le donne intimidite e picchiate. Nonostante questi “impedimenti” il Centro Donne di Gaza in questo anno di vita ha aiutato centinaia di donne vittime di violenza e discriminazione.

Ma, secondo molti osservatori, il Centro ha i giorni contati. Da troppo fastidio ad Hamas. Nemmeno di questo Amnesty ha fatto il minimo cenno, nonostante i Diritti delle donne a Gaza (a partire dall’abbigliamento o dal semplice recarsi in spiaggia) siano notevolmente limitati.

 

Arresti di blogger e giornalisti – Negli ultimi mesi i servizi di sicurezza di Hamas hanno arrestato diversi blogger e giornalisti che avevano avuto l’ardire di criticare l’operato del gruppo terrorista. In alcuni casi addirittura hanno arrestato anche giornalisti accondiscendenti verso la politica di Hamas perché comunqe pubblicavano articoli non approvati dai servizi di sicurezza. Nemmeno un accenno a tutto questo nel rapporto di Amnesty International.

 

Attentati contro civili israeliani – Abbiamo lasciato volutamente questa voce alla fine perché è la parte mancante più evidente nel rapporto di Amnesty International che gli ha dedicato appena 14 parole in otto pagine. Nel corso degli ultimi 12 mesi Hamas (o la sua affiliata Jihad Islamica) ha lanciato centinaia di missili contro obiettivi civili israeliani e lo ha fatto in maniera deliberata. E’ una violazione gravissima di cui però Amnesty International sembra non tenere conto, come se i civili israeliani potessero essere presi di mira deliberatamente e la cosa non fosse una violazione del Diritto Internazionale.

E’ evidente che in Amnesty hanno una scarsa considerazione delle vittime israeliane. Nemmeno un accenno ai sanguinosi attentati di Eilat quando i terroristi hanno attaccato due autobus civili israeliani. Una mancanza davvero vergognosa che dimostra, se ce ne fosse bisogno, come l’ormai ex premio Nobel per la Pace si sia trasformato in un megafono per i terroristi palestinesi.

 

Ce ne sarebbero ancora tante di cose da dire su Hamas  che Amnesty ha deliberatamente omesso ma vi rimandiamo a questi due approfondimenti:


Vogliamo dare uno sguardo al Rapporto di Amnesty? Prima parte: http://bugiedallegambelunghe.wordpress.com/2012/06/18/vogliamo-dare-uno-sguardo-al-rapporto-di-amnesty-prima-parte/


Vogliamo dare uno sguardo al rapporto di Amnesty? Seconda parte: http://bugiedallegambelunghe.wordpress.com/2012/06/18/vogliamo-dare-uno-sguardo-al-rapporto-di-amnesty-seconda-parte/

 

Come si legge qui, Amnesty International si conferma una organizzazione monopolizzata dall'odio contro Israele. A Gaza sono avvenuti, e continuano ad avvenire, orrendi crimini che violano i più elementari diritti umani, ma il responsabile non è Israele, bensì Hamas, l'organizzazione terroristica che da otto anni governa nel terrore la Striscia.
Eppure Amnesty International condanna Israele, dimenticando il terrorismo e il fondamentalismo islamo-fascista di Hamas. Forse farebbe meglio a occuparsi del terrorismo palestinese contro Israele.

 

Nota: le ONG italiane non sono migliori. Abbiamo letto con profondo stupore quanto scritto dalle “ONG italiane presenti a Gaza” al Ministro Terzi e prontamente riportato da Repubblica nella sua sezione “mondo sociale”, una sezione spesso usata a scopi strumentali e politici quando invece dovrebbe essere una servizio ai lettori.
Di seguito riportiamo la lettera integrale che, come al solito, contiene false informazioni come quella che a iniziare le ostilità sarebbe stato Israele, dopo che per mesi e mesi sono piovuti migliaia di missili sul Sud di Israele sparati dai terroristi di Gaza.
Le Ong italiane, chiunque esse siano perché non viene fornita una lista dei firmatari, dovrebbero piuttosto spiegare come fanno a lavorare a Gaza visto che le ONG serie se ne sono andate tutte per non sottostare ai ricatti e ai taglieggiamenti di Hamas che mette letteralmente un pizzo su qualsiasi aiuto umanitario quando non se ne appropria. Nella lettera anche accuse gratuite al Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che ha avuto l’unica colpa di dire la verità. Lasciamo ai lettori ogni considerazione.

http://www.globalblogger.org/ong-italiane-a-gaza-quando-mentire-e-una-questione-di-interessi/

 

PS: restando in tema si ricorda che la famosa e purtroppo molto influente organizzazione Human Rights Watch, che è ferocemente anti-israeliana:. oth, che controlla Human Rights Watch dal 1996, si è sempre dimostrato ossessivo nell’attaccare lo stato ebraico, e le persone che ha scelto di mettere alla guida della sezione medio oriente e nord Africa di Human Rights Watch sono affette dallo stesso radicato pregiudizio:

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=47272

e

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=47306

 

per non parlare dell'UNESCO, a colpi di schiaffi in faccia alla storia, l’Unesco ha fatto propria la  propaganda araba e ha espropriato la storia ebraica. L’Unesco è la dimostrazione di come Joseph Goebbels - fu lui a dire che una menzogna ripetuta molte volte  diventa  verità -  era riuscito nell’intento da far accettare al mondo il principio nazista di “Judenrein”:

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=47299

 

Ma non meravigliamoci, perfino il Vaticano è diventato portavoce dei palestinesi:

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=47513

Così come le ONG cattoliche:

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=47952

 

E già che ci siamo citiamo il ben tristemente noto fatto che l'Unione Europa continua a credere solo alla propaganda palestinese, prendendo sempre posizioni contro Israele nonostante alla base ci siano proteste illegittime da parte dei palestinesi. Non c’è MAI stata una analoga presa di posizione altrettanto dura ed immediata contro il comportamento politico delle leadership palestinesi, o contro il terrorismo palestinese o contro il lancio continuo di razzi dalla Striscia di Gaza su civili israeliani, o contro l’indottrinamento all’odio antiebraico che viene effettuato tramite le televisioni gestite da Hamas e dall’ANP di Abu Mazen (quello moderato…) o contro le dichiarazioni negazioniste dei vari leader palestinesi, ma questa è una storia che purtroppo conosciamo bene. Non stupisce quindi che l’Unione Europea si sia immediatamente schierata contro lo Stato di Israele, seguendo fedelmente lo schema proposto dalla propaganda palestinese.

http://www.focusonisrael.org/2012/12/23/unione-europea-insediamenti-colonie-propaganda-palestinese/

 

 

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

http://veromedioriente.altervista.org