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Perché si continua a ripetere che Israele ammazza i bambini a Gaza?

 

  

 

Premessa: tratto da qui

 

In mezzo a tutte le grandi questioni strategiche, politiche, etiche, tecniche, antropologiche, geopolitiche che influenzano la guerra di Gaza e su cui si può discutere all'infinito, infilato nella cronaca che cambia ogni giorno con colpi di scena sempre uguali (le tregue imposte dalla “comunità internazionale”, i sabotaggi degli “alleati” allo sforzo bellico israeliano, i razzi sparati da Gaza a tradimento da scuole alberghi e ospedali) c'è un piccolo dettaglio irritante e doloroso come una spina nel piede, con cui bisogna assolutamente fare i conti: i bambini di Gaza.

Israele, ci dicono, uccide i bambini palestinesi, con una spiccata preferenza per quelli di Gaza. Se ne sono mostrate tante fotografie, che in realtà ritraevano vittime della guerra civile in Iraq e in Siria, scene da film americani dell'orrore, perfino i poveri figli della famiglia Fogel, ebrei di famiglia religiosa scannati come agnelli da due palestinesi poi catturati, rei confessi e condannati; uno aveva sei mesi.

Ma non importa, perché le fotografie dovrebbero ritrarre davvero quel che intendono denunciare, quel che conta è il concetto, non vi pare? Del resto ci sono un sacco di vignette pubblicate sui giornali arabi in cui i mostri israeliani divorano neonati innocenti; qualcosa del genere uscì anche dalla matita di Forattini, qualche anno fa, ve lo ricordate? C'era un Gesù bambino perseguitato da militari israeliani che implorava di non essere ammazzato “di nuovo”! Istruttivo, non vi pare, dopo la sofferta rinuncia della Chiesa a maledire il “popolo deicidia”... 
 

Non importa, ciò che ci dicono di sapere è che gli israeliani ammazzano i bambini palestinesi. Lo sanno tutti, no? Per esempio quando l'araba israeliana Suha Arraf, invitata al festival del cinema di Venezia con un film finanziato quasi escusivamente da fonti pubbliche israeliane, l'ha presentato sotto la nazionalità palestinese, suscitando grandi polemiche in Israele e richiesta dai media di dare spiegazioni, ha reagito così: "Non ho nessuna risposta. Sarei molto felice di rispondere circa l'assassinio di bambini a Gaza. Questa è la mia risposta."

A Gaza non vi è una guerra provocata dai lanci di razzi di Hamas e più in generale dalla sua volontà di “liberare” il territorio israeliano dall'occupazione, no. Si ammazzano bambini e basta. (http://www.tabletmag.com/scroll/181736/anger-after-director-distances-israeli-funded-film-from-israel) E i suoi colleghi filmaker che partecipavano al festival di Gerusalemme hanno fatto qualche giorno fa una conferenza stampa per chiedere una tregua, affermando, fra l'altro “I bambini di Gaza non godono della protezione dei sistemi Iron Dome. Non hanno spazi garantiti residenziali, e nessuna sirena.

I bambini che vivono a Gaza oggi sono i nostri partner per la pace di domani. L'uccisione e l'orrore che infliggiamo servono solo a spingere ogni soluzione diplomatica più lontano.” (http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/.premium-1.605095) Non ci si chiede perché a Gaza non si è impiegato il cemento per costruire rifugi ma tunnel offensivi e la tecnologia missilistica per razzi da sparare su Israele e non su antimissili; non ci si è neanche chiesto perché non ci sono le sirene che costano pochissimo.

E non si è fatta la domanda principale, perché Hamas vuole risolvere i problemi della popolazione araba facendo la guerra a Israele. No, si parla solo di “uccisione ed orrore” “inflitti” ai “bambini”. Naturale, no? Israele ammazza i bambini, è questa la sua vocazione, e in particolare lo fa su Gaza. Badate che non ce l'ho in particolare coi cineasti, dichiarazioni del genere le hanno fatto tutti, l'Unicef e i 5 stelle, gli islamisti e i comunisti, i fascisti e i cattolici progressisti. L'operazione di Israele a Gaza consiste nell'ammazzare i bambini.

 

C'è un solo piccolo dettaglio da aggiungere al quadro, per porsi le domande giuste, ed è questo: non è vero. Non è vero che Israele cerchi di ammazzare i bambini a Gaza o altrove, come peraltro fanno gli islamisti coi bambini cristiani in Iraq (guardate questo video per sentirne la testimonianza: https://www.youtube.com/watch?v=V9JuMZ8spFQ). O, se cerca di farlo, è straordinariamente inefficiente.

Lo dice non un amico di Israele, ma il New York Times, le cui posizioni sono sempre sbilanciate dalla parte araba quasi come quelle  del “Manifesto”: “La nostra analisi, basata su 1431 nomi [di morti arabi nell'operazione di Gaza], mostra che il settore di popolazione che ha più probabilità di essere fra i combattenti, gli uomini fra i 20 e i 29 anni, è anche la più sovrarappresentata nella lista degli uccisi: essi sono il 9% del milione e seicentomila abitanti di Gaza, ma il 34% dei morti di cui è stata data l'età.

Al contrario, donne e bambini sotto i 15 anni, quelli che è meno probabile siano bersagli legittimi [di un'azione di guerra israeliana], erano i più sottorappresentati, dato che sono il 71% della popolazione e solo il 33% dei morti [… sono stati colpiti in tutto] sei neonati sotto l'anno di vita e 82 piccoli fra l'1 e i 5 anni.  (http://www.nytimes.com/2014/08/06/world/middleeast/civilian-or-not-new-fight-in-tallying-the-dead-from-the-gaza-conflict.html?_r=1).

Questi dati sono rafforzati da un'analisi in profondità sull'identità dei primi 150 morti nell'operazione di Gaza che trovate qui (http://www.terrorism-info.org.il/Data/articles/Art_20687/E_124_14B_472268844.pdf). Se volete verificare da soli, potete lavorare sulla lista fornita da Al Jazeera, che non è proprio una televisione amica di Israele, con l'elenco completo dei morti e per la maggior parte di loro il sesso e l'età: http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2014/07/gaza-under-seige-naming-dead-2014710105846549528.html.

Israele sostiene che dei 1948 abitanti di Gaza uccisi fino al 10 agosto,  1068 cioè circa il 55% erano sicuramente membri combattenti dei vari gruppi terroristici di Gaza, una percentuale particolarmente alta per combattimenti in ambiente urbano. E come nota la BBC (http://www.bbc.com/news/world-middle-east-28688179) le analisi dell'esercito israeliano sui precedenti conflitti sono state riconosciute più o meno esatte da Hamas, anche se all'inizio le contraddiceva per ragioni propagandistiche.

I dati, bisogna ricordarlo, anche quando sono asseverati dall'Onu vengono da Hamas attraverso il suo “ministero della salute” e quindi sono sempre da leggere in maniera critica (http://www.commentarymagazine.com/2014/08/08/exposing-the-uns-unreliable-data-on-gaza-casualties/)

 

Mi rendo conto che questa macabra contabilità è noiosa e contrasta con la genuina compassione dei veri pacifisti. Ma, che volete, i fatti sono ostinati e se si vuole scendere dagli alti cieli azzurri dell'ideologia, bisogna pur tenerne conto.

I dati che vi ho citato mostrano o che Israele è singolarmente incapace di eseguire il proprio programma omicida di bambini, o che ha fatto il possibile, in quella terribile situazione che è una guerra, per colpire i nemici combattenti e non le loro famiglie e i loro scudi umani; avvertendo per esempio quando e dove avrebbe colpito, se l'obiettivo era vicino a luoghi abitati e c'era il tempo di avvisare (non per esempio se da una scuola partiva il fuoco di sbarramento contro le truppe israeliane che per non morire dovevano immediatamente difendersi).

 

Dunque gli israeliani NON hanno cercato di ammazzare i bambini, anzi, hanno cercato di NON ammazzarli; mentre i razzi di Hamas erano inviati sulle città in maniera indiscriminata, mettendo a rischio la vita di bambini, cui però lo stato ebraico aveva fornito rifugi, sirene, antimissili. E naturalmente degli affiliati di Hamas un mesetto fa hanno rapito e ucciso tre ragazzi israeliani e altri terroristi arabi hanno ammazzato i bambini dei Fogel e parecchi altri prima di loro e spesso ferito gravemente bambini in macchine fatte oggetto di lanci di sassi e bombe molotov.


Ma lasciamo perdere. La domanda che voglio porvi è un'altra. Com'è che se i numeri di Hamas, Al Jazeera, New York Times e chi vi pare dimostrano che gli israeliani cercano di NON uccidere i bambini e in buon misura ci riescono (immaginate quali sarebbero i dati se l'autodifesa israeliana fosse stata indiscriminata), tutti, compresi alcuni dei migliori cineasti e intellettuali del paese, nobili pacifisti, prelati e naturalmente propagandisti islamici, dicono che gli israeliani ammazzano i bambini? Bella domanda, eh? La mia risposta è semplice. Il fatto è che gli israeliani sono prevalentemente ebrei. E gli ebrei, a loro volta, notoriamente ammazzano i bambini.

Iniziò Erode con la “strage degli innocenti” concepita per eliminare Gesù prima che nascesse, a quanto si racconta. Peccato che Erode fosse di origine idumenea e non ebraica (http://it.wikipedia.org/wiki/Erode_il_Grande), che fosse stato nominato re dai Romani, che se la strage fosse davvero avvenuta (me nessun testo storico indipendente ne parla: http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_degli_innocenti)  avrebbe colpito tutti i bambini EBREI, e anche che Erode il grande sia morto nell'anno 4 prima della data convenzionale della nascita di Gesù.

Ma non importa, nel racconto del Vangelo secondo Matteo vi è un grande archetipo, che in qualche modo promosse una relazione fra l'uccisione di bambini e il “deicidio” di Gesù, attribuito agli ebrei anche se deciso dal procuratore romano, eseguito da soldati romani, dopo un processo romano e con un metodo di esecuzione romano con l'imputazione per Gesù di un “crimine” nazionalistico (“rex Iudeorum”).

Chi più di un bambino innocente poteva avvicinarsi a Gesù vittima innocente? E se gli ebrei avevano assassinato questo, certamente ripetevano il loro crimine con quelli, in particolare naturalmente con i bambini cristiani, ma anche con quelli musulmani, dato che gli ebrei, nel caso non lo sapeste, avevano almeno tento di ammazzare l'innocente Maometto, servendogli del montone avvelenato.

L'aveva fatto una donna del suo harem, un'ebrea cui il profeta aveva ammazzato l'intera famiglia in mezzo alla strage degli ebrei seguita alla battaglia di Kybar, il primo tentativo di genocidio che anticipò Auschwitz, risparmiando solo lei per approfittare delle sue grazie. Un angelo avvertì Maometto che sputò la carne avvelenata; ma forse la vedova indomita riuscì anche nel suo scopo, visto che Maometto non si riprese mai del tutto e dopo qualche mese morì.

 

Questa accusa di omicidio di bambini restò propaganda d'odio e ragione di persecuzione per molti secoli. Ma emerse in un'aula giudiziaria per la prima volta nel 1144 a Norwich, in  Inghilterra, quando l'intera comunità ebraica fu sterminata dopo orribili torture, per l'accusa di aver ucciso un bambino, detto William di Norwich, per usare il suo sangue nella confezione del pane azzimo per Pasqua (http://en.wikipedia.org/wiki/Blood_libel).

 Nei nove secoli che sono seguiti, questa calunnia è stata ripetuta molte centinaia di volte in molte varianti, provocando sofferenze infinite: in Russia, in Siria (il caso di Damasco nel 1840, http://en.wikipedia.org/wiki/Damascus_affair), in Italia fra l'altro a  Trento (http://it.wikipedia.org/wiki/Simonino_di_Trento) a Treviso e a Marostica, in Austria, in Polonia, in mezzo mondo, spesso con l'appoggio pieno di giornali e gerarchie cattoliche, protestanti, ortodosse, islamiche. 


Non occorre essere consapevolmente antisemiti per essere influenzati da questa narrazione, che purtroppo fa parte da secoli dei luoghi comuni cui non si fa molto caso. Gli inglesi sono altezzosi, i calabresi vendicativi, i tedeschi disciplinati, i bolognesi ghiottoni, i cinesi crudeli... e gli ebrei ammazzano i bambini (e inoltre sono avari, ricchissimi, sovversivi, molto intelligenti, terribilmente solidali fra loro, desiderosi di potere eccetera eccetera). C'è qualcuno che usa cinicamente questi luoghi comuni per diffamare gli altri; ma la maggior parte della gente semplicemente se ne lascia attraversare, li tiene sul fondo del magazzino della memoria, e quando è il momento buono li tira fuori, o meglio, crede facilmente a chi li utilizza.

Se l'esercito israeliano ammazza i bambini di Gaza, la colpa è di Erode, o degli apologisti cristiani dei primi secoli che volevano scaricare sugli ebrei la colpa dell'uccisione di Gesù o dei discendenti di Maometto che volevano rendere etnicamente e religiosamente pura le terre che conquistavano. Non sono buone ragioni, è chiaro.

Bisognerebbe guardare la realtà, non le favole ripetute per millenni ai bambini (e agli adulti). Ma che ancora la calunnia del sangue di Norwich si usi contro l'esercito israeliano la dice lunga sulla distinzione fra antisionismo e antisemitismo.

 

 

 

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

http://veromedioriente.altervista.org