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 BDS: la verità su un movimento di odio verso Israele

  

  

Premessa: tratto da qui, qui e qui

 

C'è un appello lanciato da diversi editori per l’inizio di una “campagna verità” che sveli cosa è veramente il movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, in inglese, Boycott, Divestment and Sanctions against Israel), cioè un movimento che punta dritto a minare l’esistenza di Israele e non, come vogliono far credere, alla tutela dei Diritti dei palestinesi. In questo  articolo analizzeremo i fattori principali che caratterizzano questo oscuro movimento per poi passare a smascherare le vere intenzioni del BDS e le tante menzogne da esso diffuse.

 

 

I vertici del movimento BDS

 

Ai vertici del movimento BDS ci sono due signori, Omar Barghouti e Ali Abunimah, ai quali si uniscono importanti nomi della cosiddetta “sinistra ebraica” che, detto francamente, di sinistra hanno ben poco mentre hanno moltissimo di sinistro. Parliamo di personaggi come Ilan Pappe, Gideon Levy, Amira Hass, dell’americano Peter Beinart e tanti altri.

 

 

La ideologia del movimento BDS

 

Per capire bene il movimento BDS occorre prima di tutto capire come la pensano i suoi leader e fondatori. «L’idea dei due Stati è stata inaccettabile sin dall’inizio» ha detto di recente Omar Barghouti parlando in un campus americano aggiungendo poi che «la fine del controllo israeliano sulla Cisgiordania è solo il primo passo sulla strada dello smantellamento di Israele». Come si vede, quindi, il vero obbiettivo dichiarato del movimento BDS non sono i Diritti dei palestinesi, come vogliono far credere, ma è lo smantellamento dello Stato di Israele. 

 

Questo occorre spiegarlo bene a coloro che, magari in perfetta buona fede, credono alla campagna di menzogne messa in piedi dal BDS e finiscono per scivolare verso la deriva antisemita. Un caso su tutti è particolarmente emblematico dei veri obbiettivi del movimento BDS, un caso che dimostra come dei Palestinesi a questa gente non importi nulla, quello dello stabilimento della Sodastream situato nella cittadina cisgiordana di Mishor Adumim dove lavoravano centinaia di palestinesi. 

 

Ebbene, a causa del boicottaggio portato avanti dal movimento BDS e contestato dagli stessi palestinesi, quella fabbrica è stata costretta a trasferirsi altrove lasciando senza lavoro centinaia di palestinesi e senza pane centinaia di famiglie palestinesi. 

 

Eppure il movimento BDS l’ha venduta come una grande vittoria infischiandosene altamente di quegli stessi palestinesi che dice di voler difendere. Negli ultimi mesi sono migliaia i lavoratori palestinesi che lavoravano in aziende israeliane che hanno perso il lavoro a causa del BDS.

“Ci sono due peccati originali, il primo è radicato nella nascita di Israele, il secondo nella esistenza stessa di Israele”. Ilan Pappe

 

La teoria del complotto giudaico

 

La teoria, tutta nazista, secondo la quale la cosiddetta “lobby ebraica” controllerebbe tutto il mondo non è nuova. Hitler la usò per giustificare lo sterminio di oltre sei milioni di ebrei. Il movimento BDS l’ha fatta sua a piene mani tanto che importanti personaggi del movimento di boicottaggio contro Israele, come il cantante dei Pink Floid e portavoce del BDS, Roger Water, è arrivato a sostenere che «la lobby ebraica controlla tutto, persino Hollywood». E’ la solita bugia già usata da Hitler per dare il via all’olocausto, ma una bugia ripetuta tante volte diventa verità e sono in tanti a credere a questa bugia.

 

 

Chi finanzia il movimento BDS?

 

Secondo una recente ricerca condotta dal Prof. Ofira Seliktar che sta per essere pubblicata, a finanziare il movimento BDS con decine di milioni di dollari sarebbe principalmente il Qatar seguito a ruota dall’Arabia Saudita. I regimi del Golfo finanziano anche diverse università americane in prima linea nella guerra a Israele affiliate al movimento di boicottaggio di Israele, come la Georgetown University che ha ricevuto decine di milioni di dollari dal miliardario saudita Al-Walid bin Talal. Una mole di finanziamenti come quella che riceve il movimento BDS non è minimamente paragonabile a una semplice campagna per la tutela dei Diritti dei palestinesi, è chiaramente qualcosa che punta molto più in alto, cioè all’annientamento di Israele.
 

Si tratta di un vero e proprio movimento di odio che mira a distruggere l’unica democrazia in Medio Oriente, Israele. Un movimento che non si cura minimamente delle tante crisi mediorientali quali quella generata dal ISIS, dei problemi in Siria, in Iraq, in Iran, in Sudan ecc. ecc. né tantomeno si cura dei Diritti dei palestinesi. Ecco, se dovessimo fare una sintesi di questo movimento potremmo dire che “usano il cavallo di Troia dei Diritti dei palestinesi per minare alla base l’esistenza di Israele”. Il nazismo del terzo millennio.


 

BDS: la guerra asimmetrica fatta di menzogne contro Israele

 

Un menzogna ripetuta tante volte diventa realtà. Questo dovrebbe essere il motto del movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, in inglese, Boycott, Divestment and Sanctions against Israel) che ieri, proprio grazie alle sue menzogne, ha ottenuto una nuova vittoria, quella di portare i britannici della National Union of Students (NUS) dalla sua parte facendoli aderire al movimento BDS.

L’assurdo è che nella dichiarazione/delibera votata dal NUS si legge che “il Consiglio Nazionale del NUS condanna la presenza militare israeliana in Cisgiordania e a Gaza (a Gaza? n.d.r.), aderisce alla campagna BDS e da mandato ai movimenti studenteschi di organizzare iniziative a livello nazionale per boicottare Israele”. Nella allucinante dichiarazione si legge pure che il NUS ha preso questa iniziativa in quanto “Israele attacca deliberatamente il Diritto all’istruzione nella Striscia di Gaza” sottolineando anche che “le scuole della UNRWA e l’università islamica di Gaza sono stati fatti oggetto di attacchi deliberati da parte dell’esercito israeliano”.

 

Ora, a parte che l’esercito israeliano non è presente a Gaza (prima bugia, la famosa “occupazione di Gaza”) ma sostenere che l’IDF attacca il Diritto all’Istruzione nella Striscia di Gaza quando la stessa UNRWA ha denunciato che le scuole venivano usate come deposito dei missili e quando è stato accertato che le stesse scuole sono state usate come riparo dai miliziani di Hamas, è davvero una cosa ridicola che può essere solo frutto della malafede e non della cattiva informazione perché su questi temi di informazione ne è stata fatta a iosa.

 

 

La guerra asimmetrica

 

Yoaz Hendel, in un editoriale apparso su Yedioth Ahronoth, definisce la strategia usata dal Movimento BDS contro Israele come una sorta di “guerra asimmetrica”, una guerra fatta di agguati dove le bugie prendono il posto degli ordigni improvvisati, una guerra che mira direttamente a distruggere Israele sia come Stato che come fenomeno democratico. 

Non una guerra armata ma una guerra “di coscienza” che sotto certi aspetti è peggiore e più subdola di una guerra armata perché non mira solo alla distruzione di uno Stato democratico come Israele, ma punta a distruggerne il valore sociale e democratico che esso rappresenta. 

 

La campagna del movimento BDS non è altro che la continuazione con altri mezzi del lavoro iniziato dalla OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) che alla sua nascita si era prefissa come obbiettivo non l’indipendenza della Palestina ma la distruzione di Israele. 

 

L’accostamento della strategia del Movimento BDS a quella usata dai terroristi (guerra asimmetrica) assume quindi un valore particolare se vista come una vera e propria guerra fatta al fine di cancellare Israele ed è giustissimo equipararla a un atto di terrorismo specie quando le menzogne contro Israele sono create ad arte per provocare danno alla stessa democrazia israeliana. 

 

Yoaz Hendel nel suo editoriale riporta diversi esempi eclatanti di queste menzogne tra i quali quello della fantomatica strage di Jenin quando un drone israeliano riprese del tutto casualmente un funerale palestinese nel quale si vede una delle “salme” cadere in terra, rialzarsi prontamente e correre fuori dal corteo per nascondersi. 

 

Eppure proprio la fantomatica strage di Jenin è stata ampiamente strumentalizzata dal Movimento BDS per fare nuovi adepti. Ora si arriva addirittura a sostenere che Israele impedirebbe il Diritto all’istruzione a Gaza quando è ampiamente provato che Hamas usa le strutture scolastiche (e quelle sanitarie) per nascondere i suoi arsenali di morte. Una bugia palese ma che, come sempre, viene ripetuta in maniera spudorata talmente tante volte da convincere migliaia di disinformati.

 

 

Israele è democrazia, il BDS è nazismo

 

Il fine ultimo del Movimento BDS non è quindi l tutela dei Diritti dei Palestinesi ma è il sovvertimento della democrazia israeliana e così deve essere trattato questo fenomeno, come cioè un attacco militare portato con altri mezzi che punta a demolire una democrazia. 

E’ uno scontro impari perché proprio in quanto democrazia Israele non può usare le stesse armi usate dal Movimento BDS, cioè la sistematica menzogna. Uno Stato democratico è tenuto alle regole del Diritto Internazionale, non può mentire, deve aprire inchieste interne se ci sono denunce, deve seguire dei protocolli, cosa che il Movimento BDS non è affatto tenuto a fare. Di qui l’uso della menzogna come arma per delegittimare Israele.

 

 

E come non ricordare infine, a chi ha la memoria corta quanto le idee, che la volontà di boicottare Israele non è nuova, avendo più o meno la stessa età dello Stato ebraico, essendo nata il 2 dicembre 1945 da una decisione della Lega araba che presto avrebbe rifiutato, su tale base, la doppia Risoluzione dell’Onu che istituiva i due Stati? E che gli ispiratori di questa idea brillante furono, fra gli altri, quei criminali di guerra nazisti venuti a riciclarsi in Siria o Egitto e a dare ai loro nuovi padroni lezioni di «marchiatura» di negozi e imprese ebraiche? Un paragone non è una prova. E il senso di uno slogan non è tutto nella sua genealogia. Ma le parole hanno una storia. I dibattiti anche. Ed è meglio conoscere questa storia se si vuole evitare di ripetere gli stessi pessimi scenari.
 
No. La verità è che questo movimento è solo una sinistra caricatura delle lotte antitotalitarie della fine del secolo scorso. È una campagna i cui istigatori hanno come unico scopo di discriminare, delegittimare, demonizzare un Israele che decisamente continua a portare la sua stella gialla.
Ai militanti di buona volontà che fossero stati ingannati da una presentazione menzognera dell’impresa, desidero soltanto dire che ci sono troppe cause nobili in giacenza per lasciarsi imbarcare in questa lotta ambigua: la lotta contro i tagliatori di teste jihadisti, la difesa delle donne schiave di Boko Haram, il salvataggio dei cristiani d’Oriente e dei democratici del mondo arabo. E anche, naturalmente, la giusta pace fra israeliani e palestinesi.

 

 


 

Le verità sul medio oriente

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