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Israele sta attuando un genocidio contro i palestinesi?

 

 

Premessa: tratto da qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui

 

C’è qualcosa di spaventoso nella facilità con cui si dà credito ad ogni accusa contro Israele (e non alle sue smentite); c’è qualcosa di agghiacciante nell’insostenibile leggerezza con cui si trasforma Israele in un mostro.

Proviamo ad analizzare qui di seguito alcune affermazioni degli odiatori di Israele.

 

 

Israele sta conducendo una guerra di sterminio, cioè un genocidio contro i poveri palestinesi

 

Sapete quanti europei sono convinti che Israele stia conducendo niente di meno che una guerra di sterminio, cioè un genocidio contro i poveri palestinesi? I sondaggi dicono: il 48 per cento in Germania, il 42 in Gran Bretagna, il 39 in Olanda, il 49 in Portogallo, addirittura il 63 in Polonia. In Italia il dato è il 38 per cento. Del resto, perché meravigliarsi di questi dati? Quando si parla di un momento della storia contemporanea in cui gli ebrei sono stati sicuramente vittime, cioè la Shoah, si scopre che gli europei pensano in proporzioni anche più alte che gli ebrei cerchino di trarne vantaggio: 49 per cento in Germania (in Germania!), 32 in Francia, 52 in Portogallo, 72 in Polonia (in Polonia!), e un buon 40 per cento da noi.


Ma un momento, il genocidio significa la distruzione di un popolo, no? I numeri del popolo ebraico, fra i 15 e i 20 milioni in tutto il mondo non hanno ancora superato la ferita della Shoah: nel 1938 erano più o meno la stessa cifra. E i palestinesi? Ignoriamo le discussioni sul problema demografico e prendiamo per buone le loro cifre, come si fa qui: http://israelipalestinian.procon.org/view.resource.php?resourceID=000636#graph4 . Be' secondo questi dati o quelli pubblicati dalla Cia, che sono simili, nel 1949 gli abitanti arabi della "Cisgiordania" erano 462.000 e oggi sono circa due milioni ( https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/we.html ). A Gaza erano 82 mila e oggi sono un milione e settecento mila ( https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/gz.html ). In sessantacinque anni si sono moltiplicati per sette: da mezzo milione circa a tre milioni e settecentomila. Non vi sembra il più inefficiente genocidio del mondo?


Prendiamola da un altro punto di vista. Un genocidio implica delle uccisioni di massa, giusto? Sapete quanti arabi sono morti per terrorismo e guerre dall'inizio degli scontri nel 1920 (cioè 93 anni fa)? Guardate qui la statistica ( http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/casualtiestotal.html ): sono circa 90 mila (contro 25 mila israeliani). E' poco? E' tanto? difficile dirlo. Certo che sono di meno di quelli ammazzati nella guerra civile in Siria durante gli ultimi due anni (questo dato viene dall'Onu: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10202616/Syria-civil-war-death-toll-passes-100000-people.html ).
Ultimo punto. il genocidio presuppone la pulizia etnica, non vi pare? O al massimo la produce. Bene, gli arabi (se volete: i palestinesi) cittadini israeliani sono il 20 per cento della popolazione di Israele. Quanti sono gli ebrei nei territori amministrati dall'Anp? Neanche uno. Ci sono i "coloni" direte voi. A parte che non stanno nei territori amministrati dall'Anp ma solo nella cosiddetta Area C, non sono cittadini palestinesi. E Mahmoud Abbas ha detto chiaramente neanche uno: come dicevano i nazisti, il suo stato dev'essere Judenrein. Come Judenrein sono diventati Iraq, Libano, Egitto, Libia, Algeria dove una volta esisteva una vasta e millenaria residenza ebraica; Judenrein è l'Arabia saudita (qui la pulizia etnica l'ha fatta addirittura Maometto) e si avviano a diventarlo tutti gli altri stati arabi.
Insomma, il mondo è rovesciato: quelli che si lamentano e sono compianti crescono e si diffondono, i loro "oppressori" e "genocidi" sono spariti da tutto il Medio Oriente - salvo Israele, naturalmente è questa è la ragione giusta per boicottarlo e combatterlo. Pensateci la prossima volta che vi parlano dei "crimini" israeliani o vi interrogato sul futuro della pace.

 

E poi, genocidio? Solo nella seconda metà del XX secolo in tutto il mondo musulmano – Algeria, Sudan, Afghanistan, Somalia, Bangladesh, Iraq, Libano, Yemen, Giordania, Ciad, Kosovo, Tajikistan, Siria, Libia – dei musulmani hanno massacrato milioni di altri musulmani e di cristiani. Nella maggior parte dei casi si è trattato di brutali, metodici stermini che rispondono perfettamente alla spaventosa definizione di genocidio. Ma chi se ne importa? Erano musulmani, non ebrei che cercavano di difendere se stessi e la propria libertà.

Purtroppo ben altri sono i genocidi nel mondo, correnti e passati. Una rapida occhiata a Wikipedia testimonia come i palestinisti stiano abusando di questo termine, svuotandolo del reale significato che rappresenta, per farne uso improprio e strumentale. Le tragedie umanitarie che altrove affliggono questa Terra giacciono inascoltate. Ma per un popolo che ha goduto del privilegio di avere un'agenzia per i rifiguati ONU tutta per se', si può tollerare questo e altro, no?

 

L'aumento esponenziale della popolazione palestinese smentisce qualsiasi idea di genocidio

 

 

Gli ebrei oggi fanno ai palestinesi quello che hanno subito dai nazisti

 

Ciò è palesemente, clamorosamente falso. Per dare solo due dati. Primo: nelle guerre arabo-israeliane fra morti civili e militari, terroristi e loro vittime, i morti sono stati circa 50 mila, dalle due parti. Molto meno delle vittime della guerra civile siriana. Meno dell'un per cento della popolazione. Tantissimi di cui portare il lutto (per gli innocenti uccisi dal terrorismo, per coloro che sono caduti in difesa del diritto alla vita di Israele). Ma senza alcun confronto con il progetto nazista di distruzione totale del popolo ebraico e la sua realizzazione al 50 per cento (cui per quanto poterono, gli arabi della Palestina dettero il loro contributo).

Secondo: non è vero che Gaza sia Auschwitz, basta vedere le fotografie, leggere dei rifornimenti, sapere delle visite di stato che vi si recano, guardare i razzi che vi si costruiscono e che vi si lanciano contro le città israeliane.

 

La Nakba è la ricorrenza in cui si celebra il genocidio di Israele verso gli arabi del 1948 o è la ricorrenza in cui si celebra l'espulsione in massa degli arabi da parte di Israele nel 1948

 

Il 15 maggio è il giorno della Nakba, il "disastro" arabo in Israele. Termine che, spiegano i linguisti, si dovrebbe usare per gli eventi naturali come terremoti, incendi, inondazioni, ma che i "palestinesi" applicano a un fallimento politico, il loro, e che celebrano con grande intensità: contenti loro! C'è chi gioisce con la gioia e chi gioisce col lutto... Del resto l'hanno ripetuto in tutte le salse, come se fosse una superiorità: voi (israeliani e occidentali) amate la vita, noi amiamo la morte e dunque... E dunque pensano che vinceranno, ma non è vero, perché si vince con la speranza non col rancore.
Ma comunque la Nakba, il disastro, che razza di sciagura è? Già usare questo termine implica che sia stato qualcosa di subìto, come se loro non c'entrassero, qualcosa che gli hanno fatto, non che hanno fatto loro. Ma che evento ricordano gli arabi con tanto lutto? Semplice, di non essere riusciti a distruggere gli ebrei e a completare il genocidio come si proponevano. Ricapitoliamo i fatti.

Il 29 novembre 1947 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Risoluzione n. 181 che chiudeva il mandato britannico e lo divideva in due stati uno ebraico e uno arabo. Com'è noto gli israeliani accettarono subito e proclamarono il loro stato al momento della partenza degli inglesi, per l'appunto il 14 maggio 1948. Il 15 maggio, di cui oggi è l'anniversario, le truppe britanniche si ritirarono definitivamente dai territori del Mandato.

 

Lo stesso giorno gli eserciti di Egitto, Siria, Transgiordania, Libano e Iraq, attaccarono il neonato Stato di Israele. Il segretario generale della Lega Araba 'Abd al-Rahmān 'Azzām Pascià annunciò "una guerra di sterminio e di massacro della quale si parlerà come dei massacri dei Mongoli e delle Crociate" ( http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Israele ). In realtà la guerra era già iniziata da novembre e alla fine, dopo sforzi immensi, con la perdita dell'1 per cento della popolazione e del 10% delle forze armate, il neonato Israele ce la fece a respingerli - prima vittoria di una serie che non si è mai interrotta in tutti gli assalti successivi.
Ma questa è un'altra storia. I dirigenti dell'Anp hanno fissato il giorno della nakba proprio il 15 maggio, la data di inizio della guerra di sterminio contro Israele. Potrebbe essere un'ottima idea. Se questo volesse dire: ci siamo pentiti di aver cercato di distruggervi, viviamo a fianco a fianco e cerchiamo di collaborare come buoni vicini, rinunciamo per sempre alla violenza, bè allora questo vorrebbe dire che hanno saputo trarre le giuste lezioni dalla storia. Sarebbe bello, ma non è così. La nakba consiste nel non aver saputo realizzare gli obiettivi di quella guerra, di non essere riusciti a realizzare lo sterminio che si proponevano.

Un po' come se i tedeschi facessero il lutto per la data di inizio della seconda guerra mondiale (1 settembre 1939) non per deplorare l'aggressione alle pacifiche popolazioni circostanti ma per dispiacersi di non aver potuto completare la Shoà essendo stati malauguratamente sconfitti.


Non ci fu pulizia etnica, come dicono i loro propagandisti, non ci furono stragi programmate ma combattimenti casa per casa nei villaggi che servivano da basi per l'aggressione. La popolazione araba che accolse gli appelli dei generali invasori e scappò dietro agli eserciti aggressori fu coinvolto nella loro ritirata e non poté più tornare oltre confini che restano di guerra ancora oggi. Di qui l'esilio di una parte della popolazione, che dura ancora oggi dato che gli stati circostanti fecero il possibile per NON integrarla, al fine di usarla di nuovo contro Israele.

È bene sottolineare ancora che quelle persone non sono state espulse. Sono state convinte nel 1948 dagli stati arabi belligeranti ad abbandonare le loro case, convinti che presto si sarebbero appropriati delle dimore degli ebrei sconfitti. Purtroppo per essi, non è andata così
La Nabka fu, lo ripeto, un tentativo fallito di genocidio. Un tentativo che continua ancora. E ogni volta che gli arabi cercano di distruggere Israele con un mezzo o con l'altro - le campagne belliche frontali, il terrorismo degli aerei e quello degli attentatori suicidi, i razzi e le manovre di politica internazionale - quella è di nuovo una piccola nakba.

 

Basterebbe che la smettessero, ma sul serio, e non avrebbero più "disastri" da lamentare. Basterebbe che gli stati arabi assorbisse i profughi (come l'Italia ha fatto per istriani e dalmati, la Francia per i "pied noir", la Germania per gli abitanti di zone che oggi sono Polonia, Cechia, Russia, ecc.) Ma non lo fanno. Né i dirigenti "palestinesi" smettono di incitare al genocidio, né gli stati circostanti integrano i "rifugiati" o meglio i loro nipoti e pronipoti, tenendoli in uno stato di isolamento e mancanza di diritti. Non la smettono e continuano a cercare di inventare tattiche nuove per riuscire nel genocidio che fallirono il 1948.

Se da un lato si stima che qualcosa come 30-50 mila di quegli arabi palestinesi siano ancora viventi; la UNRWA (United Nations Relief and Works Agency) consente a figli, nipoti, pronipoti e discendenza all’infinito dei rifugiati effettivi di continuare a fregiarsi di tale titolo. Per cui, sulla base di questa pratica (unica al mondo: in nessun altro stato al mondo i discendenti dei rifugiati conservano lo status dei loro genitori, NdT), si calcolano oggi ufficialmente 4.9 milioni di palestinesi che possono vantare la condizione di “rifugiato”, accedendo ai relativi benefici.

 

Secondo credibili stime recenti, il numero di arabi defluiti da Israele subito prima dell’attacco subito dagli stati arabi confinanti nel 1948, si attesta a circa 350 mila unità. Un dato ovviamente rilevante; ma inferiore al numero di ebrei che furono ostracizzati, intimiditi, vessati, oggetto di violenze, ed espulsi dagli stati arabi del Nord Africa e del Medio Oriente. Ebrei oggi pienamente integrati in Israele. Mentre i rifugiati “palestinesi” (nel 1948 la palestina non esisteva, nell’accezione moderna) non sono mai stati integrati nelle società di Siria, Giordania, Egitto e Libia, dove sono stipati in luridi campi profughi, privi di dignità, spesso di cibo, di possibilità di lavorare, di diritti civili e politici; ma, da sempre, utili come strumento di pressione nei confronti dello stato ebraico.

 

Sapete che Israele isola Gaza con una barriera di filo spinato percorsa da corrente elettrica? Che Gaza è un campo di concentramento per 2 milioni di anime? Che Israele bombarda quotidianamente Gaza e che in due settimane nel 2009 i bombardamenti hanno massacrato 1400 persone di cui 390 bambini?

 

Quante allusioni al nazismo eh? "filo spinato...campo di concentramento.... mancano i forni crematori.....sti ebrei nazisti...eh?

Vediamo, hanno dimenticato di dire che la rete di protezione non è elettrica (come scrivono inducendo la gente a pensare ai fili spinati contro cui morivano i prigionieri dei lager nazisti se volevano scappare) ma semplicemente correlata di elettrodi che avvisano le guardie di frontiera se qualcuno tenta di tagliarla per venire in Israele ad ammazzare la gente.

Hanno dimenticato di dire che Gaza non è un campo di concentramento ma una minidittatura governata dal terrorista gruppo di Hamas e che è ovvio che Israele non permetta a una popolazione nemica di entrare nel paese per fare attentati. Hanno dimenticato di dire che i confini di Gaza con il "fratello" Egitto sono anche chiusi e che l'Egitto ha costruito addirittura un muro di cemento onde evitare l'entrata di palestinesi nel suo territorio.

Infine hanno dimenticato di dire che i palestinesi di Gaza hanno colpito Israele con 12.000 missili contro la popolazione civile del sud di Israele, che ammonta a un milione di anime, costrette a scappare nei rifugi decine di volte al giorno.
 

Sapete che Gaza è occupata da Israele?

 

Tutto questo fa comodo alla retorica occidentale che nemmeno si è accorta che la Striscia di Gaza non è più in alcun modo definibile come "territorio occupato". Termine, tra l'altro, errato anche qualora fosse riferito alla Cisgiordania.

Gaza non può dirsi occupata da più di sette anni. Fu infatti nel 2005 che il governo Sharon decise di obbligare con le buone o con le cattive gli abitanti dei villaggi ebraici presenti sulla striscia di Gaza ad andarsene, e l'operazione fu conclusa in settembre ( http://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/esteri/moriente16/evacuaz/evacuaz.html ).

La storia dirà se fu un errore, come senza dubbio è vero sul piano militare, perché da allora sono iniziati i bombardamenti coi razzi del sud di Israele, e ne sono stati lanciati più di 10.000 da allora, o un provvedimento saggio sul piano demografico, perché ha assicurato una stabile maggioranza alla popolazione ebraica in terra di Israele e su quello politico, perché un risultato dell'operazione è stato quello di evidenziare la divisione fra Hamas e Fatah, con le conseguenze che sappiamo.
Fatto sta che non c'è da sette anni un solo soldato israeliano che abbia presenza stabile nella striscia di Gaza, anzi sì, c'è stato Shalit rapito dai criminali di Hamas, che ancora lo insultano in maniera perfettamente analoga a come i neonazisti hanno ripreso a insultare Shlomo Venezia dopo la sua morte: per essere stato una vittima.
Non c'è nessuna occupazione israeliana, l'ha riconosciuto la stessa Hamas ( http://www.standwithus.com/app/inews/view_n.asp?ID=2441 ), questa è la versione ufficiale dell'agenzia Ma'an: ( http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=520228 ): "“Gaza is free of occupation, and contiguity with the outside world is easier as visitors from all over the world visited the coastal enclave.”, cioè "Gaza è libera dall'occupazione, e la contiguità con il mondo esterno è più facile per i visitatori provenienti da tutto il mondo nella striscia." Parola dello storico "ministro degli esteri" di Hamas, Mahmoud Zahhar. Se lo dicono loro...

 

Sapete che l''esercito israeliano o comunque i raid israeliani che a Gaza uccidono con precisione chirurgica bambini palestinesi?

 

I bambini palestinesi ammazzati sono una immonda bufala propagandistica che ricorda molto fortemente quelle antisemite dell'epoca nazista. Israele NON ammazza i bambini. NON punta le sue armi sui bambini. NON mette i bambini nel mirino. Mai.

Certamente sono morti alcuni bambini palestinesi nei conflitti di questi anni, in realtà molto meno di quel che ha presentato la propaganda. Ma non per volontà israeliana, come non sono morti per volontà americana i bambini di Milano e di Roma deceduti in seguito ai bombardamenti del 43-'44. Gli americani puntavano le truppe nazifasciste, gli israeliani cercavano di neutralizzare i terroristi. I bambini sono vittime della guerra, certo, lo sono sempre; ma questi non erano bersagli, sono stati colpiti contro la volontà di Israele, come in guerra può accadere. L'esercito israeliano ha sempre mirato ai terroristi, ai nemici combattenti e ha preso sempre straordinarie precauzioni per evitare di colpire la popolazione civile.
I militari calcolano che in caso di combattimenti nei centri urbani in genere muoiano otto volte più civili che combattenti. Nel caso delle operazioni israeliane questo rapporto è invertito. Nell'operazione di Gaza condotta purtroppo inevitabilmente in una zona ad alta densità abitativa, più della metà dei morti erano combattenti. Nell'ultima recrudescenza della settimana scorsa, diciotto su venti. Fra i morti di Gaza ci sono dei bambini, purtroppo, ma sono vittime non volute, coinvolte nei combattimenti senza responsabilità israeliana. La responsabilità principale della loro morte è dei terroristi che li usano come scudi umani.
Vi sono innumerevoli testimonianze sul fatto che i terroristi di Hamas come quelli di Hizbullah usano come basi militari, luoghi di sparo, centri di comando gli ospedali, le scuole, gli appartamenti di case molto popolate, gli asili, contando sul fatto che gli israeliani debbano risparmiarli. Quando ti sparano addosso da un posto dove ci sono bambini e rispondi per tutelare la tua vita, capita che muoia anche un'innocente. Ma la colpa è di chi ha sparato di lì apposta.
Gli israeliani NON ammazzano i bambini palestinesi; accade però esattamente l'inverso: gli arabi ammazzano spesso e volentieri i bambini israeliani. Li ammazzano apposta, non per sbaglio. Lo fanno di persona, faccia a faccia, afferrando le vittime con le mani e guardandole negli occhi mentre prendono la loro vita, o comunque essendo ben consapevoli di quel che fanno.
E' accaduto a Tolosa, è accaduto a Itamar, quando gli assassini della famiglia Fogel uccisero tre bimbi, la più piccola di otto mesi. Accade da Gaza, dove bersagliano le scuole coi razzi e un anno fa uccisero uno scolaro sparando un razzo teleguidato su uno scuolabus, ben riconoscibile per scritte e colore ( http://www.lettera43.it/attualita/12659/gaza-razzo-di-hamas-centra-scuolabus.htm ). L'hanno fatto per anni con attentati suicidi a mercati, discoteche e scuole, per tutta la storia della “resistenza palestinese” ( http://elderofziyon.blogspot.it/2012/03/list-of-palestinian-arab-terror-attacks.html ).

Hamas si concentra soprattutto su obiettivi civili, lo fa quotidianamente lanciando razzi contro le città israeliane: il suo obiettivo è assassinare israeliani. Piombo Fuso non è stata altro che la risposta di Israele agli attacchi di Hamas.

Gli israeliani NON ammazzano i bambini palestinesi, anche se è possibile che nella guerra, usati come scudi umani dai terroristi, qualcuno perda la vita. Gli arabi ammazzano i bambini israeliani, con gioia e convinzione. Quelli che non lo fanno direttamente, come i dirigenti dell'Autorità Palestinese, approvano e onorano gli assassini. Giudicate voi chi è come i nazisti, nelle azioni e nella propaganda.

Una nota finale sulla questione, come ben spiega questa foto (attenzione: immagini impressionanti), il mito antisemita più famoso nei secoli è sempre stato quello degli ebrei che uccidevano o facevano del male ai bambini. Oggi grazie alla disinformazione si porta avanti questo mito, nel seguente link ci sono degli esempi molto chiari:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.344698725578144.71435.187817611266257&type=3 (attenzione immagini impressionanti)

 

 

Sapete che in Cisgiordania gli ebrei fondamentalisti installatisi in insediamenti abusivi, violando gli accordi di Oslo, sparano, impuniti su contadini e pastori, sradicano gli olivi, devastano le terre e poi se ne impossessano?

 

E allora diciamo anche che i palestinesi si divertono spesso e volentieri a sgozzare intere famiglie di ebrei che vivono nei territori, compresi neonati di pochi mesi. La famiglia Fogel ve la siete già dimenticata? O forse non avete mai considerato il loro assassinio?

Diciamo che il terrorismo palestinese contro la Popolazione ebraica di Giudea e Samaria dura dal lontano 1967 e che forse oggi qualche testa calda ebrea si è rotta le scatole. Possibile no? Diciamo che i palestinesi si sono appropriati di terre non loro, violando gli accordi di Oslo, che ancora nessuno ha decretato che GIUDEA e SAMARIA (dette Cisgiordania) siano terre palestinesi. Diciamo che gli ebrei che si macchiano di crimini in suddetti territori, vengono arrestati. Diciamo che gli insediamenti illegali vengono regolarmente evacuati dalla polizia di frontiera e dall'esercito.

Sapete la colonizzazione ebraico-sionista rende impossibile un futuro stato palestinese?


Ma va? E io che credevo che Abu Mazen da tre anni rifiutasse ogni dialogo con Israele, e io che credevo che i palestinesi, dal 48 a oggi, avessero rifiutato ogni offerta di creare uno stato reclamando tutto Israele, e io che credevo che ogni gesto di distensione da parte di Israele provocasse un "Israele non ha diritto di esistere" da parte dell'ANP. Ma pensa te!

E io che credevo che, persino a detta della Banca Mondiale, i palestinesi non avessero nessuna struttura per creare uno stato avendo speso i milioni di miliardi di dollari, ricevuti da tutto il mondo, in terrorismo e in conti correnti presso banche europee.

Sapete che Israele sottrae l'acqua alla Cisgiordania e Gaza? Che gli israeliani consumano 350 litri pro capite e lasciano ai palestinesi poco più di 70 lt?
 

Qui siamo arrivati alla madre di tutte le menzogne. Ci sono fior di documenti su tutto ciò che riguarda la distribuzione dell’acqua, cioè a dire che il problema è regolato da accordi bilaterali ben precisi decisi sempre a Oslo: chi ne ha voglia si può informare e non di rado l’acqua fornita da Israele ai palestinesi è anche più di quella concordata. Va da sé che se gli israeliani usano il deserto per scavare pozzi e trasformarlo in terra coltivabile e i palestinesi usano le terre coltivabili per desertificarle e trasformarle in rampe di lancio, qualche differenza nella disponibilità di acqua fra le due parti è inevitabile.

Aggiungiamo che esistono una gran quantità di foto e filmati – realizzati non dalla "propaganda sionista" bensì da enti e organizzazioni palestinesi – che ci mostrano la piscina olimpionica di Gaza, i parchi acquatici, le piscine e le fontane, a documentare il fatto che di sete non sta morendo nessuno. Tutto questo però non ha la minima importanza, il dogma di tutti gli odiatori di Israele è che "gli ebrei rubano l’acqua".
 

Sapete che 4 milioni di ebrei vivono sul 90% di quella che fu la Palestina e 4 milioni di palestinesi vivono sul restante 10%?


Intanto dovrebbero aggiornarsi sui numeri: oggi gli israeliani sono quasi 8 milioni tra ebrei, arabi e altri. I palestinesi sono fluttuanti perché pare che raddoppino i numeri quasi quotidianamente E poi dovrebbero dirci di che Palestina parlano.

Se affermano che qui , al posto di Israele, esisteva una nazione sovrana di nome Palestina, purtroppo per loro non è vero, qui non è mai esistita una nazione di questo nome, la Palestina è una regione geografica che comprende Israele, la Giordania, parte della Siria e del Libano e che era chiamata anche Syria-Palaestina.

È d'obbligo aggiungere che Israele ha conquistato dei territori vincendo guerre per il suo annientamento organizzate dagli arabi. È altresì d'obbligo dire che le offerte di Israele di consegnare agli arabi parte delle terre per creare uno stato sono sempre regolarmente rifiutate al grido di "libereremo Haifa, Ashkelon, Gerusalemme", cioè Israele da nord e a sud. Un proverbio dice "chi troppo vuole nulla stringe".

 

 

Quell’impalpabile confine fra critica e istigazione all’odio, sicuramente scavalcato dalle menzogne. C’è qualcosa di spaventoso nella facilità con cui si dà credito ad ogni accusa contro Israele (e non alle sue smentite); c’è qualcosa di agghiacciante nell’insostenibile leggerezza con cui si trasforma Israele in un mostro.

Le lampanti menzogne contro Israele non rientrano nei limiti della critica legittima, e costituiscono invece una pura e semplice istigazione all’odio. Quando Israele viene continuamente accusato di commettere un genocidio contro i palestinesi, questa non è critica, bensì una “calunnia del sangue” (sullo stile di quelle medioevali che accusavano gli ebrei di infanticidi rituali, avvelenamento dei pozzi e cose di questo genere). Quando Israele viene continuamente accusato di essere l’erede di Hitler, o quando le Forze di Difesa israeliane vengono definite “naziste” per la morte di due palestinesi durante una manifestazione violenta, questa non è critica: è antisemitismo.

I tumulti e le angherie del sanguinoso pogrom della Kristallnacht, la Notte dei Cristalli del novembre 1938, non furono l’effetto di critiche contro i comportamenti degli ebrei: furono il frutto di istigazione all’odio basato su una montagna di ingiurie e menzogne. Una parte significativa degli attentati terroristici, tra cui probabilmente quello di Bruxelles, sono il risultato di un analogo lavaggio del cervello che trasforma i “nemici” in veri e propri rappresentanti di Satana, espressioni del Male assoluto.

 

 

 

Parole come "Crimini di guerra" e "Genocidio" usate in modo improprio

 

Pur di gettare odio su Israele, si fa a gara ad usare accuse come "Crimini di guerra" e "Genocidio" contro lo Stato ebraico, attribuite a realtà criminali palesemente inesistenti o a situazioni che hanno tutt'altro significato. Queste parole vengono svuotate del loro vero significato, stravolte in nome dell'odio contro lo Stato ebraico. E quindi spendiamo noi qualche parola sulle intollerabili e indecenti espressioni “genocidio” e “crimini di guerra” che tante persone, importanti o meno, usano nei loro discorsi per aizzare all'odio contro Israele.


Crimine di guerra è ciò che accade in Siria, dove il regime del presidente sta uccidendo la propria gente (adulti, donne e bambini) usando sia armi convenzionali che armi chimiche.
Crimine di guerra è lo “Stato Islamico” (ISIS) che massacra curdi siriani in Siria e civili sciiti in Iraq: massacri spietati, decimazioni e decapitazioni da vigliacchi di persone in catene.
Crimine di guerra è anche ciò che è accaduto in Algeria più di un decennio fa, quando gli islamisti uccidevano a sangue freddo migliaia di persone senza nessuna ragione.
Crimine di guerra è anche quello che è successo nel Darfur, in Sudan, nello Yemen, in Nigeria e in Somalia.
Questi sono crimini di guerra.

E il genocidio è un evento molto più mostruoso e catastrofico, totalmente fuori dal comune.
Genocidio è ciò che commisero i Khmer Rossi in Cambogia, che uccisero milioni di persone per inedia, lavori forzati, esecuzioni di massa.
Genocidio è quello che commise Stalin in Ucraina, causando la morte di tre milioni di ucraini.
Genocidio è quello che è stato commesso contro il popolo armeno ad opera dell’Impero Ottomano un secolo fa.
Genocidio è quello che è stato commesso a Timor Est, in Ruanda, nel Darfur e nel Burundi.
Il genocidio per eccellenza è quello che i nazisti e i loro collaboratori hanno fatto al popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale: la Shoà. Sei milioni di persone, tra cui più di un milione di bambini, uccisi in modo sistematico e organizzato per l’unico motivo che erano ebrei: un’industria della morte. Unicamente a causa della loro origine, bambini vennero strappati dalle braccia delle madri e uccisi schiacciandone la testa al suolo. Madri e bambini vennero fucilati alla schiena sull’orlo di fosse comuni che erano stati costretti a scavare. Milioni di ebrei vennero sterminati nelle camere a gas.
Genocidio è quello che è stato fatto ai bambini che vennero chiusi con la loro madre nelle camere a gas. Che morirono soffocando lentamente. Che cercarono di aprirsi un varco graffiando con le loro piccole unghie il muro di cemento. Che esalarono l’ultimo respiro con la domanda “perché?” sui loro volti innocenti. Questo è un genocidio.

Alcuni sostengono che l’uso di questi termini indecenti da parte delle persone che parlano contro Israele deriva da ignoranza. Ma noi conosciamo molte di queste persone da bel po’ di tempo e sappiamo che non non sono persone ignoranti. Quindi pensiamo che aver descritto il popolo di Israele come “criminali di guerra” colpevoli di “genocidio” sia stato da parte loro un atto di pura calunnia e cattiveria.
 

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

http://veromedioriente.altervista.org