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Appendice: Le teorie del complotto? Ispirarono Hitler e Stalin

 

 

 

Premessa tratto da qui. In apertura a sinistra c'è una vignetta propagandistica nazista che mette in guardia contro una teorica cospirazione ebraica mondiale. A destra c'è un tipico esempio della propaganda nazista che dipinge gli Ebrei come i responsabili di una cospirazione per provocare la guerra, la didascalia recita: "Dietro al Potere del Nemico, c'è l'Ebreo" (1942).

 

Il cospirazionismo è un vero e proprio cardine dell’Occidente. Ma non tutte le idee sui complotti generano gli stessi effetti: quando al potere salgono personalità che ne sono ossessionate, come Adolph Hitler o Joseph Stalin, il corso della storia cambia in peggio.
Curioso dettaglio: nella cultura islamica, il mito del complotto per dominare il mondo era assente. Lo ha ereditato dall’Europa, traducendolo in chiave antisemita: un classico caso di cattivo prestito culturale.

 

Sulla teoria del complotto affrontata da Pierluigi Battista in un editoriale e discussa da Umberto Eco con Gianni Riotta sul Corriere della Sera del 12 luglio, Daniel Pipes ha scritto due libri, The Hidden Man (L'uomo nascosto, o come diremmo noi il Grande vecchio) nel ‘96, e Conspiracy (Congiura) nel ‘97, questo secondo d'imminente pubblicazione in Italia.
Direttore dell'Istituto di studi mediorientali a Filadelfia, consulente della Casa Bianca e del Congresso a Washington, Pipes, uno dei più importanti studiosi americani dell'Islam, ricorda che non si sorprese quando il Mossad israeliano venne accusato di essere intervenuto per avvisare gli ebrei di lasciare le Torri Gemelle.
Così come non si sorprende delle voci che dietro la strage della metropolitana di Londra ci siano i servizi segreti anglo-americani.
«Nata in Europa nel XII secolo e poi esportata in America, la teoria del complotto accompagna da 900 anni i grandi eventi storici. Spesso è innocua perché infondata. Ma quando chi la coltiva va al potere, come Hitler e Stalin, produce genocidi e atrocità, dall'Olocausto al Gulag».

Eco ne ha ricostruito il percorso ricordando anche che è alla base di molti libri in tutti i tempi, dall'Iliade al Codice Da Vinci. Che cosa ne pensa?
«Io distinguo tra la teoria del piccolo e la teoria del grande complotto. Il piccolo complotto può essere quello che attribuiamo a un vicino o un parente, come può essere quello politico e militare che si traduce in un golpe in un singolo Paese. Questa teoria è diffusa dovunque nel mondo. Il grande complotto è quello di una società segreta, oppure di un'etnia o di un governo, che vuole conquistare il mondo. Questa teoria è europea, non esisteva nelle altre culture. L'Islam la ignorava, l'ha acquisita dall'Europa, come l'America».

Nel libro Conspiracy lei la fa nascere con l'Ordine dei templari.
«Esatto. L'Ordine dei cavalieri del Tempio istituito a Gerusalemme nel XII secolo fu il primo ordine religioso e militare con i crismi della società segreta, e gli venne attribuito l'intento di controllare l'intera umanità. Fu bandito dalla Francia intorno al 1340 ma c'è chi dice che rinacque nella massoneria. La teoria del complotto prese più tardi a bersaglio gli Illuministi, e alcuni anni fa la Commissione trilaterale, altre presunte società segrete, solo per fare due esempi».

Nel libro lei individua una seconda teoria del grande complotto, quello degli ebrei e Israele.
«Precisamente. La teoria del complotto ebraico per il dominio mondiale provocò i primi pogrom nella regione del Reno, e successivamente nella Russia zarista, e generò in Occidente libelli come I protocolli dei savi di Sion, lo evidenzia anche Eco. Non sorprende che abbia attecchito nei Paesi arabi, che se ne valgono contro lo Stato di Israele. E' alla radice dell'antisemitismo passato e presente».

Come mai la teoria del grande complotto ha finito per coinvolgere i governi inglese e americano?
«Per quanto riguarda l'Inghilterra si diffuse con l'espansione del suo impero nel secolo XIX, e l'America con la sua ascesa a superpotenza nel secolo XX. E' facile anche se totalmente sbagliato vedere nei servizi segreti inglesi e americani forze occulte e maligne. Quando morì la principessa Diana, scrissi un articolo sulla reazione dei Paesi arabi: tra le tante tesi, illustrai quella che Diana, fidanzata a un egiziano, fosse stata eliminata perché i reali inglesi non volevano un nipote musulmano».

Società segrete, Israele e America: è questa la troika della congiura dei più gravi attentati terroristici?
«Sì, ma solo da noi e voi e nell'Islam. Sono uno storico dell'Islam e, lo ripeto, nella sua cultura la teoria del grande complotto per il predominio mondiale non era mai affiorata. Le cito un esempio: il Pakistan non attribuì mai questa intenzione all'India, il suo nemico storico, come avrebbe potuto fare».

E' una teoria pericolosa?
«Da quanto la esposi sono passati dieci anni, e purtroppo da allora si è diffusa ancora di più. Se un Paese potente finisse in mano a qualcuno che la accetta sarebbero grossi guai. Le ho parlato di Hitler e Stalin: il primo era ossessionato dal grande complotto ebraico, il secondo dal grande complotto dei gruppi segreti. Ne scaturirono la guerra più sanguinosa della storia e le persecuzioni più atroci di milioni di innocenti in tutta l'Europa».

 

Interessante anche questo articolo su alcuni aspetti del complotto giudaico massonico: Allarme antisemitismo torna il complotto giudaico massonico

 

Per approfondire il discorso specifico sui Protocolli di Sion, è possibile leggere questo articolo: I protocolli dei Savi anziani di Sion

 

E poi c'è Youtube, e più genericamente la parte complottista di internet che diffonde falsità di ogni tipo sugli ebrei in uno stile non troppo dissimile dalla propaganda nazista, che purtroppo escono con una certa facilità nei risultati di youtube e di google. 

L'antisemitismo si mescola con le più ridicole teorie del complotto, gli Illuminati e i Massoni e i Templari e le scie chimiche e la crisi economica e il conflitto mediorientale e il negazionismo della Shoà: un immenso deposito di menzogne, diffamazione, incitamento all'odio razziale. La conclusione è sconfortante, perché questi video oltre a una volontà propagandistica mostrano un fondo oscuro evidentemente molto diffuso, una mobilitazione antisemita sufficientemente vasta e attiva per indurre della gente a produrre, doppiare, scaricare, cercare, riprodurre, commentare questi prodotti ignobili.
Dopotutto YouTube è di Google, che si è affermata nel mondo per la raffinatezza del suo meccanismo di ricerca: sono questi i risultati? E non si potrebbe indurre la multinazionale a un minimo di vigilanza almeno sulle affermazioni più pericolose e insultanti? E non ci sarà un pubblico ministero che colga in questi materiali la loro caratteristica di apologia di reato, di apologia del fascismo, di incitamento all'odio razziale? Insomma, non si può fare proprio niente per limitare questa invasione orripilante?

Qui un breve punto della situazione: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=47342

 

 

Come le teorie complottiste musulmane colpiscono gli ebrei

 

Premessa: tratto da qui

 

Manfred Gerstenfeld intervista Richard Landes
(Traduzione di Angelo Pezzana)

“ In questo nuovo secolo assistiamo a un ritorno delle teorie complottiste, e le società musulmane sono al primo posto nella classifica, per diffusione e mistificazione. La più conosciuta è probabilmente è quella che riguarda l’11 settembre, gli americani sarebbero stati gli autori dell’ attacco, oppure era stato il Mossad ad aver organizzato il tutto e non l’jihad di Al-Qaeda, una leggenda che continua ad essere diffusa nel mondo musulmano. Ma anche in periodi più tranquilli queste teorie erano all’ordine del giorno. Dopo la seconda guerra mondiale, molti paesi ritenendo di essere stati discriminati dalla cultura occidentale, si richiamarono al testo dei “Protocolli dei Savi di Sion”.

“ Le teorie complottiste diffuse nel mondo islamico si accompagnavano ad un altro strano fenomeno. Nel passato, i complottisti individuavano il ‘cattivo’ negli ebrei, nei lebbrosi, nelle streghe, nei comunisti. Oggi, invece, vi sono degli occidentali che credono in queste teorie auto-accusatorie – per esempio quella dell’11 settembre- diventando di fatto alleati con i loro stessi nemici. La narrativa post-moderna della cospirazione recita così: “ Noi siamo da condannare, è il nostro nemico ad essere innocente”.

Richard Landes è un medievalista che insegna alla Boston University, il suo campo sono le correlazioni tra il pensiero elitario e quello comune nelle varie società. Ha pubblicato molti libri, ed è presente in internet sul sito ‘The second Draft’ (1) e sul blog ‘Augean Stables’ (2).

Landes osserva : “ Nella storia occidentale e mediorientale dell’ultimo millennio, più si diffondeva la teoria del complotto, più ne erano protagonisti gli ebrei, che svolgevano un ruolo chiave, dalla ‘accusa del sangue’ ai complotti internazionali fino al voler schiavizzare l’intera umanità. Le società che si sentivano impotenti di fronte alla Morte Nera, la peste, incolpavano gli ebrei, accusandoli di avvelenare i pozzi per uccidere i propri vicini. Queste teorie gli rendeva più semplice la comprensione di quanto accadeva: ‘ le cose terribili che ci colpiscono non sono colpa nostra, dicevano, ma del diavolo che si è impossessato degli altri’.

“ Queste teorie complottiste richiedono e giustificano azioni estreme. Tutto è permesso quando si lotta per la propria esistenza contro qualcuno che complotta per ucciderci. Alla peggio, diventano ‘autorizzazioni per lo sterminio’ (3).

“ Il libro ‘I Protocolli degli Anziani di Sion’ è un falso acclarato, chi è in buona fede può trovare facilmente le prove. (4) . Ma questo approccio realista non ha presa sui fanatici che ritengono, al pari di Hitler, che anche se fosse un falso, rappresenta comunque la realtà (5). La Shoah ci offre un esempio sorprendente: è stata realizzata da un popolo in preda ad una paranoia di massa, che credeva in una gigantesca cospirazione ebraica.

“ Dopo la seconda guerra mondiale, le teorie complottiste naziste contro gli ebrei trovarono eccellente accoglienza presso gli arabi (6). Trovandosi a confronto con il loro umiliante fallimento nel tentativo di cancellate lo Stato indipendente dei ‘ Dhimmi’ nel cuore dell’Islam, gli arabi si giustificarono citando i ‘Protocolli’, quindi non un esercito di miserabili ebrei, ma una vasta cospirazione mondiale aveva sconfitto la potenza di ben sette eserciti.

“ Dal 2000, però, le teorie complottiste hanno presentato significativi cambiamenti nel mondo arabo-musulmano. Sono aumentate in senso esponenziale per intensità, varietà e sofisticazione (7). I mezzi di informazione più importanti diffondono ogni tipo di cospirazione, dal cibo preparato dagli ebrei con il sangue di un ragazzo musulmano (8), fino alla produzione di film che raccontano, in modi orrendi e sanguinolenti, come il complotto ebraico cerchi di distruggere gli arabi e l’islam (9).

“ Il contenuto di questi attacchi – dalla TV dell’Autorità palestinese ad Al Jazeera, fino al principale quotidiano egiziano Al-Haram –rivelano un degrado paranoico, odio e cospirazione che non possono avere paragoni con altri nella storia. Nel mondo arabo-musulmano, la teoria della cospirazione è fatta propria dalle èlites musulmane, incluse quelle moderate, filo-occidentali e liberali (10). Le teorie sono così connaturate in questa cultura che, come è stato notato da molti, tanto da affermare: ‘Nel Medio Oriente, non preoccuparti se non riesci a spiegare un fatto politico con una teoria complottista’ (11). Nel futuro, gli storici, probabilmente rileveranno quanto l’attuale anti-semitismo nelle società arabe e musulmane abbia raggiunto livelli molto più alti di quelli del nazismo “ (12).

“ Nel passato, il complottiamo suscitava nei musulmani un certo fatalismo: chi può combattere un nemico così potente ? Ma nel 21° secolo, queste teorie hanno stimolato una reazione. Hanno trovato il loro spazio nelle ideologie che hanno dato vita agli attacchi dei terroristi suicidi, il flagello del nuovo secolo.

“ Molti ‘progressisti’ occidentali fanno proprie queste teorie complottiste che prendono di mira loro stessi e le società nelle quali vivono. Si crea così un legame quasi matrimoniale tra il ‘sadismo pre-moderno e il masochismo post-moderno ‘, grazie alle accuse paranoiche che hanno preso l’Occidente quale capro espiatorio. L’auto-critica senza limiti di questi occidentali accetta tutto come se fosse vero.

“ Organizzazioni come Hezbollah, Hamas e al-Qaeda iniziarono gli attacchi all’inizio del 21° secolo, con la collaborazione dell’Occidente. In particolare fu Israele, il capro espiatorio per eccellenza, l’ebreo fra le nazioni. (13). Il primo successo avvenne con lo scoppio della seconda intifada nell’autunno del 2000 (14). I palestinesi furono sconfitti sul campo di battaglia, ma vinsero la guerra di propaganda”.

Landes conclude: “ Ogni progressista o liberale che vuole una società civile multiculturale nel 21° secolo, si dovrà confrontare con il capro espiatorio coercitivo del mondo musulmano. Al quale dovremmo dirgli: ‘ imparare a vivere in pace con Israele fa parte della maturità del mondo globalizzato. Finchè tratterete i vostri simili come vittime all’altare sacrificale per vendicare il vostro onore perduto, non venitevi poi a lamentare con noi per come ‘loro’ ‘vi’ opprimono”.

Manfred Gerstenfeld è Presidente del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta.

[1]) www.seconddraft.org

2) www.theaugeanstables.com

3) Norman Cohn, Warrant for Genocide (New York: Oxford University Press, 1970).

4). For the relationship between the Protocols and its inspiration, the mid-nineteenth-century Dialogue in Hell of Montesquieu and Machiavelli, see Cohn’s appendix to Warrant for Genocide. See also, Paranoid Apocalypse: One Hundred Year Retrospective on the Protocols of the Elders of Zion (NYU Press, 2011).

5). Adolf Hitler, Mein Kampf, trans. Ralph Manheim (Boston: Houghton Mifflin, 1999), 307-08; David Redles, Hitler and the Apocalypse Complex: Salvation and the Spiritual Power of Nazism (New York: NYU Press, 2005), Ch. 3.

6). Kenneth Timmerman, Preachers of Hate: Islam and the War on America (New York: Crown Forum, 2003).

7). For the best archive of this activity, see MEMRI’s collection of anti-Semitic material in the Arab media ( www.memri.org/antisemitism.html ).

8). www.adl.org/Anti_semitism/arab/saudi_blood_l.asp .

9) http://memri.org/bin/articles.cgi?Page=archives&Area=sd&ID=SP62703 . Horseman without a Horse

10) Tariq Fatah, “MCC Expresses Relief at Arrest of Alleged Terror Cell,” Press Release, Muslim Canadian Congress, 3 June 2006, www.muslimcanadiancongress.org/20060603.html.

11). Tom Friedman, “Mideast Rules to Live by”, New York Times, December 20, 2006, http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9A06EEDE1031F933A15751C1A9609C8B63 ; Daniel Pipes, The Hidden Hand, (New York: St. Martin’s Press, 1998).

12). Matthias Küntzel, “National Socialism and Anti-Semitism in the Arab World,” Jewish Political Studies Review, Vol. 17, Nos. 1-2 (Spring 2005), www.jcpa.org/phas/phas-kuntzel-s05.htm.

13). See the discussion of pre-2000 activity in David Cook, Understanding Jihad (Berkeley: University of California Press, 2005), 128-61.

14). On the Second Intifada’s impact on global Jihad, see Richard Landes, “How French TV Fudged the Death of Mohammed Al Durah,” New Republic Online, 17 October 2006, www.tnr.com/user/nregi.mhtml?i=w061016&s=landes101706

 

 

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