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Storia ed informazioni sui confini moderni di Israele

 

 

Premessa: tratto da qui - Partiamo con la sequenza storica dei confini di Israele, ogni immagine si riferisce alla spiegazione sottostante.

 

 

 

La "Terra di Israele" indica il territorio che secondo le fonti bibliche (Genesi 15:18-21; Esodo 23:31; Numero 34:1-15) era abitato dalle 12 tribù di Israele cui era stata assegnata una parte della Terra Promessa, a est del Giordano (Terra di Canaan), a ovest del Giordano (nell'attuale Giordania) e a nord di Tiberiade (nell'attuale Libano del Sud e sud-est Siria).

 

 

I "Regni di Israele" (Saul, David, Salomone, il regno degli Asmonei e la dinastia di Erode) ebbero secondo le fonti storiche confini variabili, un po' più ristretti a nord rispetto alle tribù d'Israele, ma con maggiore influenza economica e politica sui territori circostanti.

 

 

La "Judaea" era la provincia romana che si espandeva dal sud del Mar Morto fino a Cesarea, comprendendo l'attuale Giudea e Samaria. Il nome fu cambiato solo nel II secolo, dall'imperatore Adriano, in "Palestina" per umiliare i rivoltosi ebrei e cancellare il loro attaccamento a Gerusalemme, rinominata "Aelia Capitolina". Mentre a nord di Cesarea fino a Damasco, i territori furono denominati Provincia di Siria.

Le successive dominazioni straniere (bizantini, arabi, crociati e mammelucchi) hanno esteso il loro potere sui territori ora corrispondenti a Israele, Territori Palestinesi, Libano e Siria, modificando sensibilmente i confini fino alla dominazione ottomana, che ha ridefinito le appartenenze territoriali secondo le suddivisioni amministrative di vilayet (regioni) e sanjak (province). Il Vicino Oriente era diviso tra il vilayet di Beirut, che si estendeva da Beirut fino a tutta l'attuale Galilea, il vilayet Siria, che si estendeva da Damasco fino alle attuali Samaria e Giordania, e il sanjak di Gerusalemme, che si estendeva da Gerusalemme a Gaza e a sud fino a Beer Sheva, conosciuto anche come "Siria del Sud".

 

 

Nel 1916, Francia e Gran Bretagna definiscono le proprie sfere d'influenza sui territori dell'ex Impero Ottomano. Alla Gran Bretagna è affidato il territorio che si estende da Baghdad ad Amman fino a Tel-Aviv, denominato Palestina. Questo territorio è suddiviso geograficamente secondo la linea del Giordano, costituendo la "Transgiordania", o "Palestina araba", e la "Palestina Ebraica", dove si concentravano le comunità ebraiche e quindi destinata a costituire l'area per la futura costituzione del "focolare nazionale ebraico".

 

 

I tentativi di arrivare a un compromesso sulla spartizione della Palestina si concretarono con la Commissione Peel (1936-1937), che prevedeva l'assegnazione agli ebrei di un territorio corrispondente alla Galilea e a un piccolo corridoio litorale, mentre in mano araba sarebbero rimasti Samaria, Giudea e il Negev. Il rifiuto arabo e le rivolte portarono a uno stallo delle trattative fino al dopoguerra, quando nel 1947 viene proposto il Piano di Spartizione della Palestina alle Nazioni Unite, che teneva invece conto della distribuzione etnica sul territorio. Agli ebrei fu assegnata una piccola parte di terra fertile e il Negev, e lo stato ebraico avrebbe avuto in realtà il solo 54% di popolazione ebraica e il 46% di popolazione araba. Agli arabi fu assegnata parte della Galilea, Samaria, Giudea, Gaza e parte del Negev Orientale con il 99% di popolazione araba.

 

 

Il rifiuto arabo del piano di spartizione diede inizio alla Guerra di Indipendenza o Guerra di Liberazione, del 1948-1949, che Israele dovette combattere contro una coalizione di eserciti arabi. Israele espanse il proprio territorio principalmente a nord, annettendo l'intera Galilea, e a sud, annettendo il Negev orientale e alcune terre attorno a Beer Sheva.
 

 

Tra il 1949 e il 1967 le linee armistiziali tra Israele e Stati confinanti rimangono intatte: il confine a nord con il Libano corrisponde a quello attuale, con la Siria arrivava fino ai piedi delle alture del Golan. La Giordania aveva occupato e annesso la Cisgiordania e gran parte di Gerusalemme, compresa la città vecchia, impedendo agli ebrei l'accesso al Muro Occidentale e agli arabi israeliani l'accesso alle moschee. Inoltre, l'accesso al Monte Scopus, sede dell'Università Ebraica rimasta in territorio giordano, doveva esser garantito dal passaggio Mendelbaum, ma, di fatto, solo stranieri e dignitari religiosi potevano attraversare il confine.

 

 

I confini di Israele cambiano sensibilmente dopo la Guerra dei Sei Giorni nel 1967, durante la quale Israele annette Gerusalemme Est, strappandola alla Giordania e le Alture del Golan conquistandole alla Siria, che le usava come vedetta per sparare sulle comunità israeliane a valle. Israele conquista la Cisgiordania, Gaza, che l'Egitto non ha più rivendicato, e il Sinai. Dell'occupazione di queste terre rimane ancora aperto il solo contenzioso sulla giurisdizione di parte della Cisgiordania.

 

 

 

Le concessioni israeliane
 


- Il considerevole territorio che Israele aveva conquistato nella Guerra dei Sei Giorni era stato mantenuto come mezzo di scambio per la pace, firmata solo con Egitto (1979) e con la Giordania (1994).

- I governi israeliani, pur non annettendo i territori conquistati, hanno negli anni favorito l'insediamento ebraico nelle nuove terre. Così, per arrivare alla pace con l'Egitto, Israele completa la restituzione del Sinai nel 1982, smantellando i 18 insediamenti costituiti.

- Con gli Accordi di Oslo nel 1993, Israele ritira l'esercito da Gaza e dall'area di Gerico, mantenendo la presenza per la sola difesa degli insediamenti israeliani.

- Nell'estate del 2005, come parte del piano di evacuazione per avanzare il processo di pace, si completa il ritiro da Gaza voluto da Ariel Sharon, con lo smantellamento delle 21 comunità israeliane residenti.


I confini attuali



Egitto: i confini sono stabiliti dal Trattato di Pace firmato nel 1979.

- Il confine con l'Egitto è da svariati anni oggetto del traffico umano di profughi sudanesi, eritrei e congolesi, detenuti in centri di tortura e stupro sistematico gestiti dai gruppi di beduini che ne chiedono il riscatto.

- Da dopo le rivoluzioni arabe, il confine tra Egitto e Israele è divenuto progressivamente insicuro per la massiccia presenza nel Sinai di estremisti islamici, anche provenienti da Gaza, che mettono in dubbio la capacità di controllo del territorio da parte delle forze egiziane.

- Dal primo attacco dei terroristi nel Sinai del 18 agosto 2011 contro soldati e civili israeliani (negli autobus di linea) si sono susseguiti 23 attacchi, che hanno coinvolto maggiormente le truppe israeliane di confine.


Giordania: i confini sono stabiliti dal Trattato di Pace firmato nel 1994.

- Nonostante la pace sia stata firmata, i confini rimangono in stato di conflitto latente. Nel 1997, un soldato giordano apre il fuoco su un gruppo di studentesse in gita presso "L'isola della Pace", sito naturalistico al confine tra i due stati.


Libano: i confini armistiziali corrono lungo la "linea blu".

- La linea blu corre lungo confini stabiliti da ONU e Israele, secondo la risoluzione ONU 425 del 1978, istitutiva dell'UNIFIL (Le Forze di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano), che richiedeva il ritiro delle truppe israeliane dal territorio libanese, avvenuto nel 2000, dove erano penetrate per combattere contro le organizzazioni terroristiche palestinesi responsabili di infiltrazioni e continui attacchi in territorio israeliano.

- La "linea blu" non corrisponde alla "linea verde", che corrisponde alle linee armistiziali del 1949 secondo il confine tra Libano e Palestina Mandataria.

- Dopo la "Guerra dei Sei Giorni", Israele occupa le Alture del Golan, assieme alle quali mantiene il controllo su due territori: le Fattorie di Sheba'a e il villaggio di Ghajar. Il Libano ne rivendica la giurisdizione, nonostante che durante il Mandato Francese facessero parte del territorio siriano. Le Fattorie di Sheba'a hanno un interesse strategico per le alture in cui sono poste, che permettono una visuale sui territori di Libano e Siria. Il villaggio Ghajar è in territorio controllato da Israele, ma la popolazione è per metà di cittadinanza israeliana e per metà di cittadinanza libanese, con conseguenti restrizioni di accesso al villaggio.

- Le infiltrazioni di Hezbollah, la forza estremista sciita che controlla il Sud del Libano e parte del governo, nel 2006 hanno causato la Seconda Guerra in Libano, ricordata per il rapimento di due soldati israeliani assassinati dai miliziani di Hezbollah, per il costante lancio di missili in territorio israeliano e per le falsificazioni dei reportage giornalistici sui raid aerei israeliani.


Siria: i confini regolati dall'armistizio del 1949 sono variati con la Guerra del 1967

- La "Linea Verde", ossia la linea armistiziale del 1949, includeva in territorio israeliano la Galilea e il Lago di Tiberiade (in ebraico, Kinnereth).

- Dopo la Guerra dei Sei Giorni, Israele occupa le alture del Golan, da cui i siriani si appostavano per colpire le comunità israeliane a valle (kibbutzim e cittadine). Nel 1981, Israele estende la propria giurisdizione al Golan, annettendolo al territorio nazionale.

- A causa della guerra civile siriana, il confine è divenuto sempre più rischioso. Nel luglio e settembre 2012, le forze di Assad hanno bombardato i villaggi di ribelli lungo il confine israeliano.

- Gli aiuti umanitari che Israele ha offerto alla popolazione siriana sono stati rifiutati nonostante l'intermediazione della Croce Rossa Internazionale. Ayoub Kara, parlamentare israeliano druso del Likud, si occupa di assistenza umanitaria ai rifugiati "per via indiretta". Israele si è impegnata ad accogliere i rifugiati che riescano a passare il confine, ma teme che il prossimo collasso del regime trasformi la regione in un anarchico regno del terrore, con il pericolo di infiltrazioni di terroristi tra i rifugiati.


Palestina: i confini provvisori sono stabiliti dall'Accordo Interinale nel 1995.

- La "Linea Verde" definisce la linea armistiziale tra Israele e la Giordania, che nel 1949 aveva annesso la Cisgiordania al proprio territorio. Impropriamente, spesso si cita la "Linea verde" come il tracciato dei legittimi confini dello stato palestinese.

- In base agli accordi di Oslo nel 1993 e al successivo Accordo del 1995, la Cisgiordania e Gaza vengono suddivise tra israeliani e palestinesi in aree amministrative a controllo civile e militare palestinese (aree A), a controllo civile palestinese e militare israeliano (aree B), e a controllo civile e militare israeliano (aree C).

- Dopo il ritiro da Gaza nel 2005, la suddivisione rimane valida solo in Cisgiordania, mentre i confini di Gaza sono stati congelati per l'imposizione di un embargo con l'obiettivo di danneggiare il regime di Hamas, che ha assunto nel 2006 il totale controllo di Gaza dopo una guerra civile seguita a libere elezioni.

- Le aree A e B, controllate dall'Autorità Nazionale Palestinese, costituiscono il 39% del territorio della Palestina, dove vive il 96% dei palestinesi, e sono inframezzate dalle aree C, controllate da Israele per la presenza di insediamenti.

- A causa delle attività terroristiche della Seconda Intifada, Israele aveva intensificato i controlli sulla popolazione palestinese, limitandone la libertà di movimento, nel tentativo di impedire i sanguinosi attentati, in particolare suicidi, che mietevano quotidianamente vittime civili israeliane. Grazie alla costruzione della barriera di separazione lunga 700 km tra Israele e Cisgiordania, che è muro per il 10%, gran parte dei blocchi stradali sono stati rimossi, così come i checkpoint temporanei, ed è aumentata la presenza della polizia palestinese nelle zone B, mentre il passaggio in Israele è garantito da 15 posti di frontiera.

- Gaza rimane un confine pericoloso per le attività di Hamas, che comprendono il lancio di missili e i tentativi di rapimento di soldati israeliani (come il caso di Gilad Shalit).

- I confini della Cisgiordania rimangono ancora da definire, da un lato c'è la richiesta dell'ANP a diventare Stato e dall'altra sussiste il rifiuto dell'ANP di trattare la pace con ogni governo israeliano. Fino alla conclusione di un trattato di pace, i territori rimarranno contesi e privi di un confine condiviso.

 

 

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