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Dizionario delle idee giuste sul Medio Oriente
 

 

Premessa: tratto da qui e qui

 

Parlar bene è importante, è la regola del successo nella vita e anche del raggiungimento di ciò cui tutti noi aspiriamo, la pace. Potete immaginare la mia gioia quando ho trovato in rete (http://honestreporting.com/guide-for-the-perplexed/) un dizionario che ci insegna le parole giuste e il loro giusto significato rispetto al conflitto mediorientale (pardon, all'aggressione dell'entità sionista). In fondo è quello che già applicano i giornali, ma è bene che le parole siano chiarite anche per chi non ha la scienza infusa euraraba delle redazioni esteri dei media più autorevoli. Eccolo, ve lo trasmetto senza commenti. Buona lettura e buona meditazione



Aggressione: Uccidere le persone che stanno cercando di ucciderti.

 

Aborigeno/Nativo: Ogni non-ebreo – preferibilmente arabo – che ha messo piede in Israele/Palestina negli ultimi 150 anni o sia uno scampato da qualche persecuzione araba. Ad esempio, Yasser Arafat ed Edward Said, entrambi nati in Egitto, sono “nativi” palestinesi.

Aggressione sionista: La risposta, che segue ad un avvertimento, ad un attacco contro donne e bambini israeliani inermi, o qualsiasi atto di auto-difesa, se eseguito da ebrei. Ad esempio, è “aggressione sionista” se un ufficiale di polizia israeliano spara ad un terrorista palestinese che tenta di schiacciare un gruppo di israeliani con il suo bulldozer.

Apartheid: L’unico sistema in Medio Oriente, democratico che garantisce ai cittadini arabi la piena uguaglianza, in base alla legge, compreso il diritto di diventare un giudice della Corte Suprema, un ambasciatore, un ufficiale militare o un Ministro nel Governo, è una forma di “razzismo”. Da non confondere con la diffusa discriminazione e l’esclusione dei palestinesi per motivi etnici in Libano, il che non è “apartheid”o in altri paesi arabi che non va considerata assolutamente "apartheid".

 

Califfato: L'unificazione delle terre governato in nome dell'Islam, governati da un califfo.

Checkpoint: Una crudele e malvagia misura di sicurezza – assolutamente inutile – in uso in Cisgiordania per difendersi da anni di attacchi suicidi, da equiparare alle peggiori forme di tortura mai inflitte nella storia. Da non confondere con i checkpoint di sicurezza in uso negli aeroporti di tutto il mondo e nelle frontiere internazionali, che sebbene provochino gli stessi disagi, sono perfettamente accettabili.

Civile: Un palestinese armato nell’atto di compiere o pianificare un attentato, che è colpito dall’esercito israeliano.

Compassione: Una debolezza umana da sfruttare attraverso bugie e invenzioni per demonizzare Israele. Ad esempio, i “sionisti” uccidono i cuccioli degli animali per divertimento.

Concessioni: La condizioni fondamentali costantemente e perpetuamente richieste ad Israele perché venga riconosciuta come controparte affidabile per il dialogo.

 

conflitto asimmetrico: se tu spari ad Israele, il mondo non vede e se proprio deve esprimersi, lo considera una legittima e comprensibile forma di doverosa emancipazione. Ma se Israele cerca di impedirtelo, è uno spietato mostro assetato di sangue. Quindi, per definizione, le tregue risultano violate da un'unica parte, la stessa che risulta ostinatamente refrattaria alla possibilità di accordi con lo stato ebraico. Insomma, Israele sta fermo, che ti devo menare e se ti muovi così, non vale.

Collaboratore: Ogni palestinese ucciso da gruppi come Fatah o Hamas, che esprima idee che possano farlo identificare come “sionista”. Per esempio: Amira è stata scagliata giù dalla finestra di un edificio per aver criticato Hamas sulla manutenzione inadeguata del sistema fognario di Gaza, lei era appunto una “collaboratrice”.

Crimini di guerra: Ogni atto di non-aggressione israeliano storicamente documentato. Per esempio, la trasformazione da parte dei “sionisti” del deserto in aranceti è un palese “crimine di guerra”.

Criminali di guerra: Ogni “sionista” che è invitato a parlare nelle università europee o atleta intento in una gara internazionale. Per esempio, Bar Refaeli è una “criminale di guerra”.

Crisi Umanitaria: Con riferimento a Gaza, la condizione di avere cibo in quantità e tutte le merci necessarie - consegnate giornalmente dagli israeliani – la possibilità di esportare prodotti all’estero e la costruzione incessante di hotel lussuosi.

 

Delitti d'onore: L'imperativo culturale di uccidere la figlia/ sorella / nipote che abbia umiliato in qualche modo i maschi di famiglia (vedi "Shariah").

Diritti Umani: Il credo per cui l'omicidio commesso da una persona da un paese che si chiamava "Terzo Mondo" (ormai considerato terminologia razzista) è buono (vedi "Resistenza"); quello fatto per ritorsione di un paese sviluppato, un bianco o soprattutto un ebreo, è male (vedi "aggressione).

Diritto del ritorno: La pretesa di vivere in Israele da parte di persone che lo odiano e vogliono distruggerlo, molto poche delle quali sono mai davvero vissuti.

Dimostrazione: Rivolta violenta di folle palestinesi, che comprende lancio di pietre e molotov contro soldati e civili e il fuoco delle mitragliatrici a loro concesse in conformità agli accordi di “pace”. In qualsiasi altro contesto, “dimostrazione” è la distribuzione pacifica di volantini stampati su carta di canapa da parte degli Hare Krishna.

Diritti Umani: La devozione acritica di narrazioni palestinesi che abusano del termine “sterminio” per demonizzare lo Stato ebraico ed evitare che i popoli che hanno bisogno reale di tutto il mondo ottengano l’attenzione o la riparazione che meritano. Inoltre, la filosofia politica dei “diritti umani” – che non è applicabile agli stati arabi – si propone di criticare solo l’America ed Israele. Ad esempio: i “diritti umani” mi impediscono, come ONG di prestare attenzione al genocidio in Congo perché verrebbe temporaneamente sospesa la disapprovazione di Israele.

Diritto: Ogni richiesta palestinese. Questo termine non si applica agli ebrei.

Ebraismo: Un concetto astratto di idee liberali e pro-palestinesi niente affatto legato ai 3500 anni di storia ebraica in terra d’Israele. Da non confondere con la religione di Gesù o dei profeti che erano, naturalmente, “palestinesi”.

Ebrei: Popolo che discende da popolazioni turche e Khazare che non ha alcun collegamento con gli antichi Giudei o Israeliti, che erano in realtà “palestinesi.” Sono considerati “ebrei” a pieno titolo inoltre, un certo gruppo di persone che rifornisce di argomenti la propaganda palestinese, con teorie deliranti. Ad esempio, Norman Finkelstein è un “ebreo”, Ehud Barak non è un “ebreo”. Per i mussulmani l'ebreo è la fonte di tutte ke decadenza e del male nel mondo, discendente di scimmie e maiali.

Entità sionista: Coloniale, illegittima e malvagio assemblea di individui che, attraverso la “propaganda” e il “razzismo”, producono regolarmente top model e scoperte scientifiche che alleviano la sofferenza umana e cercano di migliorare le condizioni di vita nel mondo. Per i mussulmani l'entità sionista è quel posto che non esiste, come sulle mappe arabe, ma che deve essere distrutto.

Eroe palestinese: assassino di bambini.

 

Fame/catastrofe umanitaria: Per quanto riguarda Gaza, l’avere di che mangiare e  tutte le forniture necessarie, tramite le consegne  quotidiane israeliane, l’esportazione di prodotti verso i mercati esteri e la costruzione di hotel di lusso.

Fatto: Termine Palestinese per intendere una “scomoda verità”. Esempio: è un “fatto” che non c’è mai stato uno stato palestinese nella storia del mondo.

 

Fatwa: un pronunciamento di un mullah che ordina un omicidio, ma solo di persone sgradevoli, come le donne non adeguatamente coperte, Salman Rushdie, ecc

Fascista: Chiunque metta in discussione diritti esclusivi dei palestinesi

Flotilla: Un assembramento di 400 jihadisti armati turchi che intonano sogni di “martirio” e 4 confuse, anziane, donne “ebree” che credevano di partire in crociera con la Costa Classica per Cefalonia.

Frustrazione: Forma di antisemitismo che precede la fase di “resistenza”.

Genocidio: La campagna deliberata dei “sionisti” per sterminare gli arabi palestinesi, che ha portato l’esplosione della popolazione palestinese dai soli 6000/700,000 nel 1948 ai più di 6 milioni di oggi, di cui oltre un milione di palestinesi israeliani, rappresentati nel parlamento israeliano.

 

Gerusalemme: città santa per l'Islam in cui gli ebrei non hanno storia.

Giordania: Uno stato popolato in maggioranza da palestinesi, che è stato creato per essere uno stato arabo palestinese e di cui la maggior parte palestinesi anche in Cisgiordania hanno la cittadinanza, ma che non ha alcuna rilevanza per la questione dell’autodeterminazione palestinese. Ad esempio, è “razzista” il suggerimento che la Giordania debba svolgere un ruolo nel governo della “Cisgiordania” o risolvere il problema di “apolide palestinese”.

Giornata della collera: Venerdì.

Gerusalemme: Capitale araba occupata che è stata il punto focale della cultura araba e le aspirazioni per 3000 anni, nonostante il fatto che – a differenza di Cordoba, Baghdad, Damasco, La Mecca, Il Cairo, Timbuktu – non è mai stata una capitale araba o un punto focale della cultura araba. Inoltre, una zona assolutamente priva di qualsiasi significato per gli ebrei e la storia ebraica.

Giudea: Un vetusto termine politico per indicare il territorio conosciuto fin dall’antichità classica come “West Bank”.

Giustizia: La resa immediata e incondizionata ad ogni esigenza – perennemente in espansione – palestinese, non importa quanto irragionevole o priva di fondamento.

 

Hamas: il governo democraticamente eletto di Gaza, il cui statuto chiama al genocidio ed alla distruzione di Israele.

 

Hezbollah: Il gruppo democratico il cui scopo è salvare il Libano dalle aggressioni israeliane, e la cui costituzione chiama al genocidio.

 

Jihad: la lotta interiore spirituale per l'auto-purificazione o lotta sanguinosa per il dominio militare del mondo – a seconda di chi sia il giornalista e in che lingua si parla.

 

Leader palestinese moderato: ex del KGB, negazionista dell'Olocausto, e finanziatore del massacro alle olimpiadi di Monaco.

Martire: Individuo che muore nell’atto di uccidere (o di provare ad uccidere) civili “sionisti” che stanno allegramente facendo un picnic.

Massacro: Ogni morte immaginaria o reale, accidentale o deliberatamente causata da uno o più terroristi palestinesi in una lotta armata solitamente avviata da detti terroristi. Inoltre, ogni atto di autodifesa ebraica, mai condotto. Di solito è un termine usato in una tipica sequenza di concetti degli ospiti di una trasmissione di Santoro o in una conversazione di Rula Jebreal o del compianto Nemer Hammad: “...la lotta…checkpoint…massacro…pistole…muro…massacro…proiettili…sionisti…massacro…” e così via. Persino Angelina Jolie ha perso peso a causa dei “massacri” dell’ “occupazione”.

 

Militante, combattente, resistente, attivista: terrorista.

 

Movimento radicale islamico: un gruppo il cui obiettivo dichiarato e ufficiale è il genocidio (vedi "Hamas" e "Hezbollah").

Muro dell’Apartheid: Una barriera di separazione eretta come risposta agli innumerevoli attacchi terroristici che ha la funzione di proteggere sia ebrei che musulmani da attentati suicidi.

 

Mutilazioni Genitali Femminili: Quel rituale di cui le organizzazioni femministe occidentali sembrano, in virtù del loro silenzio, approvare.

Muro del pianto/Kotel/Western Wall: Un appendice dell’Haram-el-Sharif a Gerusalemme, senza alcun significato per gli ebrei e per nessun altro, famoso solo per essere il posto auto del cavallo Al Buraq del Profeta Maometto.

Occupato: Lo stato di ogni zona geografica popolata dai sionisti, preferibilmente una zona con una storia ebraica lunga e indiscussa. Ad esempio, il Muro Occidentale e il Monte del Tempio di “Gerusalemme” sono “occupati”, Ramat Aviv Gimel è “occupata”. Inoltre, è definito “occupato” il perpetuo stato della Striscia di Gaza, che non ha un singolo “sionista” dentro.

Occupazione: Il perpetuo stato della politica palestinese, a prescindere dalla totale assenza di soldati israeliani in molte aree palestinesi, e una scusa per ogni singolo eccesso palestinese, compresa la violenza domestica e colesterolo alto. È caratterizzato dal fatto che il 96% dei palestinesi sono governati dai loro stessi leader eletti.

Olocausto/Shoah: L’eccessivamente documentato – anche se fabbricato industrialmente – omicidio di massa degli ebrei d’Europa da parte dei tedeschi con l’aiuto del leader nazionalista palestinese Haj Amin Husseini, ma che comunque non è mai avvenuto. Il termine viene comunemente usato però, per descrivere la situazione dei palestinesi.

 

OLP: Organizzazione creata nel 1964 per porre fine all'occupazione del 1967.

Oppressione: Il semplice esercizio di controllo e autodeterminazione degli ebrei e di Israele. Ad esempio, un controllo di frontiera tra Gaza e Israele è “Oppressione.” Inoltre, tutto ciò che ad un attivista palestinese non piace. Ad esempio, il fatto che Hamas abbia perso la guerra che ha causato nel 2009, è una forma di “oppressione”.

Pace: Termine con il quale si vuole indicare la volontaria cancellazione da parte di Israele di ogni presenza ebraica da ogni sito (difeso e riconquistato in numerose guerre di aggressione subita) di millenaria rilevanza ebraica. In cambio di terrorismo, demonizzazione, ingerenze europee e qualche meeting presso la Casa Bianca.

Pacifista: Termine di cui ci si serve in modo ambiguo. Molto spesso Jihadista turco o membro di una ONG noto per il suo supporto ad Al Qaeda, per incantare romantici occidentali ed essere usato come foglia di fico dalla Jihad.

 

Padre del popolo palestinese: Un egiziano, allevato da uno zio amico di Hitler, e uno dei cleptocrati di maggior successo al mondo. (Vedere "OLP" più avanti.)

Palestinese: Termine che nella lingua Palestinese indica un antico popolo arabo che improvvisamente si materializzo’ nel ventesimo secolo, ma che conta tra i suoi membri ebrei patriottici che vivevano sulla terra d’Israele millenni fa. Per esempio, Gesù, un rabbino della Giudea, era un “palestinese”. Utilizzato anche per gli oggetti: i Rotoli del Mar Morto sono artefatti  ”palestinesi”.


Parità di diritti: “Diritti” che devono essere conquistati per i palestinesi, con la violenza se necessario, e negati agli ebrei.

 

Piazza araba: folle inferocite a cantare e urlare il loro odio, decise a distruggere Israele e gli ebrei. Spesso si vedono bruciare bandiere americane e israeliane o regalare caramelle e sparare in aria, in segno di gioia per agli omicidi riusciti di occidentali.

Popolo: Lo stato di ogni gruppo di individui che condividono storia, lingua, cultura e origine geografica, tranne quando sono ebrei.

 

Presidente arabo: dittatore militare.

Primo ministro arabo: dittatore militare.

Primavera araba: sostituzione di una dittatura con un'altra, con l'aiuto di denaro occidentale e di media adoranti.

 

Processo di pace: lo smantellamento di Israele.

Propaganda: Ogni fatto storico documentato che supporta la prospettiva sionista.

Pulizia Etnica: L’atto con il quale Israele offrì al popolo arabo cittadinanza, nel bel mezzo di una guerra genocida condotta dai leader arabi nel 1948, dando  ai suoi cittadini arabi pieni diritti democratici e che permise alla sua popolazione araba di prosperare e crescere a un ritmo più veloce rispetto alla maggioranza ebraica. Per esempio, la tentacolare città  arabo-israeliana di Umm al Fahm  è la prova di “pulizia etnica” da parte di Israele.

Questione palestinese: La questione più urgente e pressante di fronte all’intera umanità – mai esistita. Anche se essa è il risultato diretto del rifiuto arabo di accettare il piano di spartizione dell’ONU e il rifiuto di ogni successiva offerta di pace israeliana. La “questione palestinese” è stata in qualche modo del tutto irrilevante tra il 1948 e il 1967 quando i loro fratelli giordani occupavano la “Cisgiordania”.

Razzismo: Qualsiasi espressione dell’ebraismo che non contenga riferimenti alla tragedia dei palestinesi. Ad esempio, è “razzismo” insistere nell’insegnamento della Shoah.

Razzista: Termine che si applica ad ogni, atto, evento, persona o cosa, che accetta in ogni modo, implicito o esplicito, l’esistenza di Israele o interrompe – anche se temporaneamente – il lamento ossessivo delle richieste dei palestinesi. Ad esempio, un momento di silenzio per commemorare la perdita di atleti uccisi da terroristi dell’OLP nel 1972 è “razzista”. Inoltre, “razzista” è un aggettivo che è sempre opportuno inserire prima di una parola, un oggetto, un concetto astratto, o un dispositivo, in qualche modo legato al “sionisti”. Ad esempio, la “razzista”micropill-cam che ha salvato la vita di mia nonna, è stata realizzata nell’ “Entità sionista” da “criminali di guerra”.

 

Re arabo: dittatore militare.

 

Repubblica Islamica: dittatura militare.


Resistenza: L’atto di uccidere deliberatamente scolari israeliani innocenti o altri uomini disarmati in ristoranti, autobus, asili nido o altre aree. Oppure il lancio di razzi su persone anziane. Ad esempio, massacrare 11 atleti israeliani rapiti dalle loro camere alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 è stata “Resistenza”.

Rifugiato: Status riconosciuto a qualsiasi arabo in tutto il mondo che affermi che uno dei suoi parenti è stato costretto a lasciare il nascente stato di Israele - nonostante gli appelli in senso contrario – a causa di una guerra iniziata da arabi nel 1948. Agli ebrei che furono espulsi dagli stati arabi nel 1948 a causa della stessa guerra, non deve essere riconosciuto questo status.

 

Risposta Sproporzionata: Vincere.

Sionismo: Indefinibile movimento globale per il male che è la causa di tutti i problemi che affliggono il mondo arabo dal 1300, dalla Mauritania, allo Yemen del Sud, Malmo, Maldive e Indonesia. E (secondo l’opportunità) anche la causa del crollo del sistema finanziario occidentale, espressa da fenomeni perniciosi come la crisi del credito del 2008, le connessioni lente dell’Internet siriano e gli squali addestrati come spie al largo della costa egiziana.

Sionista: Un termine che abbraccia tutti i cattivi in tutto il mondo nel corso della storia, in ogni campo dello scibile umano, anche se si sono attivamente opposti al sionismo; inoltre, sinonimo di “ebreo” che non deve mai essere riconosciuto come tale. Ad esempio, Vanilla Ice è stato un “sionista”, Bashar Assad era un eroe fino a quando non ha iniziato a massacrare la sua stessa popolazione e a questo punto è diventato un “sionista”, Hitler era un “sionista”, anche se non ha fatto nulla di male perché l’”Olocausto” non è mai accaduto, ma sta accadendo ai palestinesi di oggi.

 

Sciiti: Le persone che sono certo che i sunniti non sono reali musulmani, ma infedeli, che dovrebbe quindi essere macellati.

Scudi Umani: parte integrante della strategia militare di Hamas e Hezbollah.

 

Shariah: Il sistema islamico della giurisprudenza che codifica e nobilita lo stupro, il matrimonio infantile, specifiche classi di assassinio come delitto d'onore (vedi "delitti d'onore").

 

Sinistra: Sostenitore dell'OLP (vedi "OLP"), di Hamas (vedi "Hamas") e della Fratellanza Islamica (vedi "Fratellanza Islamica ").

Stato palestinese: Entità geografica e politica il cui destino è quello di vivere a fianco, in mezzo e al posto dell’”entità sionista”. Inoltre, la risposta a tutti i mali della vita, compreso il terrorismo internazionale e quello delle macchie di rossetto sulle tazzine del caffè.

Storia: Qualunque serie di finzione necessaria a promuovere la serie attuale di richieste palestinesi. Non è importante che abbia a che fare con ciò che è realmente accaduto, ma piuttosto dev'essere ciò che si vuol realizzare. Perciò è stata ribattezzata "narrativa", ossia "racconto di storie", Per esempio, è una "narrativa" parlare di "Nazione antica della Palestina,"

Stato d’Israele: Termine “razzista” per “entità sionista”.

 

Sunnita: Le persone che sono certo che gli sciiti non sono reali musulmani, ma infedeli, che dovrebbe quindi essere macellati.

Terre in cambio di pace: il procedimento mediante il quale si priva un paese, ad esempio Israele, sia della terra che della pace.

Terrorismo: Recentemente l’attacco ai soldati egiziani da parte palestinese. Quando il termine è usato dai “sionisti” però, il concetto è “razzista”.

Umiliazione: Termine che indica come le masse di palestinesi si sentano come risultato della politica di Israele di non fare assolutamente nulla di male e che spesso sfocia nell’organizzazione di una “Dimostrazione”.

Umiliazione araba: La sensazione diffusa sulla piazza araba generata dalla loro incapacità di annientare Israele e gli ebrei in numerose guerre. Molti opinionisti, esperti di Medio Oriente sostengono che l'umiliazione araba è alla radice del conflitto in Medio Oriente, cioè, "Se solo gli ebrei si lasciassero distruggere, la piazza araba si sentirebbe meglio con se stessa, e allora ci sarebbe la pace ".

Valori giudeo-cristiani: il credo di quella civiltà che ha perso tutti i suoi valori, ad eccezione che dell'idea che il razzismo è male, e la diversità è bene.
 

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

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