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Il criterio del doppio standard contro Israele

 

 

Premessa: adattato da qui, qui, qui e qui

 

Fra i pericoli che Israele si trova a dover affrontare ce n’è uno apparentemente di non facile identificazione, la guerra sotterranea delle parole. Può essere rubricato sotto la definizione generica di ‘doppio standard’, nel senso che a Israele vengono richiesti atti e comportamenti che in genere nessuno si sognerebbe mai di rivolgere ad altri stati.

 

L’uso di doppi criteri di giudizio nei confronti degli ebrei, è stato uno dei metodi più sfruttati dall’antisemitismo attraverso i secoli. Fino al punto da segregare gli ebrei in una zona specifica della città, dove non erano liberi di vestirsi come volevano, senza la libertà di scegliere gran parte delle professioni.
Questo doppio standard ha segnato in modo drammatico molti aspetti delle loro vite, una discriminazione che ha avuto come conseguenza la loro demonizzazione.
Il Dizionario Cambridge così definisce il ‘Doppio Standard’:
“ una regola generale di buon comportamento che, ingiustamente, alcune persone devono seguire, mentre ad altre non viene richiesto”
La definizione di anti-semitismo redatta dalla “Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali” – una emanazione dell’Unione Europea- riconosce l’importanza che il ‘Doppio Standard” gioca nella discriminazione di Israele per le sue componenti antisemitiche.
Il documento che contiene questa definizione menziona anche come le manifestazioni di anti-semitismo “possono colpire lo Stato di Israele, in quanto stato degli ebrei” Vi è inclusa anche la propaganda che ordina di uccidere gli ebrei, dopo averli de-umanizzati e demonizzati, accusati di essere l’origine di ogni male, include i negatori della Shoah e coloro che accusano gli ebrei di essere come i nazisti, e infine nega agli ebrei il diritto di auto-determinazione, applicando a Israele, con l’uso del doppio standard, comportamenti che non vengono fatti valere a nessun altro stato democratico.
Distingue, cioè, la normale critica verso Israele dall’uso di definizione specificatamente anti-semite.

Le categorie nelle quali viene applicato il Doppio Standard sono infinite.
Per illustrare i vari aspetti di questo fenomeno, sarà utile descrivere i vari esempi usati contro Israele e paragonarli agli altri.
 

Una categoria è quella del pregiudizio nei Rapporti e nelle Dichiarazioni a livello internazionale, ad esempio le Nazioni Unite e altri organismi, governi, parlamenti, leader religiosi, media, sindacati, Ong, università.

 

Un’altra categoria è l’omissione di informazione importanti, che si realizza manipolando il contesto.

Thomas Friedman aveva scritto parecchi anni fa sul New York Times che i corrispondenti occidentali a Beirut prima del 1982 non gli avevano mai accennato della notoria corruzione dei leader dell’Olp in Libano. Aggiunse inoltre che quei giornalisti giudicavano l’Olp con molta più benevolenza di quanto facevano i falangisti, gli israeliani o gli americani.
Il motivo stava nel fatto che dovevano mantenere buoni rapporti con l’Olp, altrimenti non avrebbero mai potuto avere la molto ambita intervista con Yasser Arafat da inviare al proprio giornale.
 

Una terza categoria di doppio standard è il comportamento squilibrato, ad esempio quando sui media vengono riportate notizie negative su Israele in maniera sproporzionata al fatto accaduto, mentre una notizia simile , se riguarda il mondo arabo/islamico, è già tanto se ottiene qualche riga.


Un quarto tipo è l’ interferenza negli affari interni di Israele.
Ad esempio la risoluzione approvata all’unanimità dal Parlamento tedesco sull’incidente della Flotilla di Gaza del 2010. L’azione israeliana, venne votato, “non era necessaria per gli interessi politici e alla sicurezza di Israele”

 

Vengono poi gli atti discriminatori contro Israele, che possono sovrapporsi alla categoria delle dichiarazioni pregiudiziali che abbiamo visto prima.
Un decennio fa, Irwin Cotler, che sarebbe diventato in Canada Ministro della Giustizia, definì le Nazioni Unite come il simbolo del doppio standard applicato a Israele. Dichiarò “ Malgrado gli stermini in tutto il mondo, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha tenuto dal marzo a maggio 2002 una sessione praticamente ininterrotta per discutere del mai-avvenuto massacro di Jenin".

Una sesta categoria riguarda il doppio standard della applicazione della legislazione internazionale.
L’avv. Meir Rosenne, già ambasciatore in Usa e Francia, si è espresso ancora più duramente di Cotler, “ Ci sono due tipi di legislazione internazionale, una si applica a Israele, l’altra a tutti gli altri stati. Risulta più che evidente se si valuta come Israele viene trattata nelle istituzioni internazionali…”
 

Una settima categoria può essere definita “ razzismo umanitario”, una delle più recenti forme riconosciute di razzismo, e si realizza attribuendo responsabilità ridotte a certi gruppi etnici o nazionali a seguito adiatti criminali compiuti o che stanno per esserlo. Crimini e comportamenti vengono giudicati differentemente a seconda dell'etnia e del potere di chi li ha commessi.

 

La più famosa richiesta di doppio standard è la pretesa che il diritto alla difesa non è contemplato quando si tratta di Israele. In sostanza, Israele non ha diritto di difendersi  e se lo fa, tale difesa viene etichettata come aggressione ingiustificata ai danni di innocenti. Questo è un problema enorme per uno Stato del genere, poiché fin dal primo giorno della sua nascita è stato oggetto di attacchi di ogni tipo e quindi è obbligato continuamente a difendersi per non essere distrutto.

La pretesa che Israele non abbia diritto a difendersi è totale, neanche l'invasione dei confini nazionali è contemplata, al punto che quando è avvenuta gli Stati europei hanno taciuto ed i loro media hanno duramente contestato il tentativo di difesa israeliano.
Lo svantaggio strategico principale di Israele è di essere uno stato molto piccolo (grande poco più del Piemonte), abitato da 7 milione di persone, in mezzo a paesi molto più grandi, con centinaia di milioni di abitanti. Gli manca ogni "profondità strategica". Tutti i confini sono vicini alle grandi città. Non è possibile una risposta elastica. E se funzionasse anche solo un po' la tattica di mandare folle più o meno disarmate a invaderlo, che adesso tentano i nemici di Israele, sarebbe facile mandare milioni di egiziani o di iracheni o di algerini a sommergerlo e distruggerlo.
Perché l'obiettivo è proprio questo, sempre quello dal 1948, distruggere lo Stato ebraico, ricacciare in mare (cioè ammazzare) gli israeliani. Non costruire uno Stato palestinese, che non importa nemmeno ai palestinesi; ma espellere quello che qualche mese fa un bravo vescovo cattolico, monsignor Edmond Farhat ex nunzio in Libano, ha brillantemente definito "un corpo estraneo", "non assimilato" al Medio Oriente.

Molto altro si potrebbe dire, come anche si condannino anche misure difensive pacifiche di Israele, come muri anti cecchini che hanno salvato molte vite, ma sarebbe un discorso quasi infinito.
Israele è sola, la sua sicurezza è affidata alla forza delle sue armi, alla determinazione dei suoi cittadini e governanti.

La seconda richiesta più famosa di doppio standard è riguarda il fatto
Israele sia l’unico paese al mondo al quale l’opinione pubblica internazionale, attraverso i media più diffusi, chiede di scusarsi per qualcosa che non ha commesso, ma subìto, nel senso che dovrebbe essere Israele a doverle ricevere.

 

 La Turchia lo scorso anno ha svolto una azione decisiva nell’organizzazione della spedizione della nave Mavi Marmara, diretta a forzare il blocco davanti a Gaza, una azione illegale per il diritto internazionale, in quanto il blocco navale è stato ritenuto totalmente legale. La nave non aveva l’obiettivo, come falsamente sostenuto, di portare cibo agli abitanti della striscia, ma aveva lo scopo dichiarato di voler forzare il blocco.

Che poteva fare il governo israeliano ? Fingere che la nave fosse carica di pacifisti, di volenterosi portatori di aiuti umanitari ? Che fosse piena di pacifisti, quando tutti sapevano che erano violenti e armati, con l’obiettivo di riaprire l’ingresso di armi per via mare nella Striscia ?

Era ovvio che Israele non l’avrebbe permesso, la Turchia lo sapeva benissimo, anzi, era proprio questa certezza, il fatto che ne sarebbe derivato un scontro, che aveva convinto Erdogan dare il là alla spedizione. I pacifici passeggeri erano armati fino ai denti, e i soldati israeliani, reagendo, non hanno fatto altro che praticare l’uso della legittima difesa. Ma gli adoratori del doppio standard, ignorando il vero significato della spedizione, hanno puntato il dito contro Israele, accusandola di reazione sproporzionata, una affermazione già fatta propria da D’Alema durante dal guerra di Gaza, e da allora diventata di uso comune.

Se ci si difende, si reagisce in maniera sproporzionata, se si attaccano i soldati israeliani, con l’intento di ucciderli, se ne può discutere, è questa la narrativa che circonda l’informazione mediorientale.

Il capolavoro però viene più tardi, quando la Turchia, seguendo il progetto di una rinascita del fu impero ottomano, si rende conto che l’alleanza con gli ebrei è un ostacolo per arrivare ad essere leader di un mondo musulmano che cambia, che sta sostituendo i propri leader, e che forse si è liberata la casella per un nuovo Nasser. Perché non Erdogan ?

L’idea non dispiace ai nostri commentatori, si fa subito strada la possibilità di una richiesta di scuse da parte di Israele per le nove vittime della Mavi Marmara, uccise nel conflitto ‘mors tua vita mea’, voluto però da chi l’aveva previsto, e cercato, fin dall’inizio. Invece di imputare al governo turco la messa in scena, omicida nelle intenzioni e nel risultato, è a Israele che si imputa l’arroganza, così viene definita, nel non voler pronunciare quella parola, che avrebbe potuto, per incanto, risolvere la crisi fra i due stati.

Nessuna analisi delle reali intenzioni di Erdogan, mai un accenno della sua volontà di volersi impadronire dal gas sottomarino di proprietà israelo-cipriota, silenzio sull’occupazione di una parte di Cipro, condannata da tutti gli stati del mondo, ma che non viene quasi mai citata dai media, forse per non disturbare i buoni affari con la Turchia. Che può aggredire (Israele), occupare (Cipro), derubare (Israele/Cipro), bombardare (Curdi), perseguitare (minoranze religiose e etniche), nel silenzio complice della disinformazione internazionale, molto più attenta e affascinata dallo sviluppo dell’economia, cosi allettante per economie occidentali in crisi.

La richiesta si è ripetuta nei confronti dell’Egitto. Dopo l’attacco sulla strada che porta a Eilat, lungo il confine con il Sinai, dove sono stati uccisi civili e militari israeliani, anche qui l’attenzione del mondo si è bloccata sulla reazione di Israele, che insieme ai terroristi ha ucciso anche cinque militari egiziani, che però erano dalla stessa parte di coloro che avevano sparato contro gli israeliani. Che facevano quei soldati egiziani ? non dovevano essere a guardia del confine ? Perché non hanno cercato di fermare i terroristi provenienti da Gaza ?

I militari israeliani hanno risposto all’attacco sparando contro gli aggressori, la domanda corretta doveva essere quella di voler sapere che ci facevano i soldati egiziani in mezzo ai terroristi. Ma nessuno l’ha posta, ciò che premeva erano le scuse di Israele. Scuse che nessuno ha preteso poi dall’Egitto quando la folla ha assaltato l’ambasciata israeliana al Cairo, bruciato la bandiera, devastato i locali.

Se diplomatici non fossero riusciti a sottrarsi in tempo, sarebbe stati sicuramente linciati. Israele ha ricevuto delle scuse per quanto è accaduto ? Certo che no, e perché mai dovrebbe pretenderle, Israele è forte, invincibile, ce lo ripetono fino alla nausea, ad un punto che persino fra gli amici di Israele, sinceri, ne siamo più che certi, si è fatta strada la convinzione che Israele dovrebbe cedere alle richieste di coloro che vorrebbero mettergli accanto uno Stato senza alcuna attenzione verso la sua sicurezza, che a 6 Km di distanza dall’aeroporto Ben Gurion ci sia uno Stato palestinese pronto a distruggerlo con un missile, passa in secondo piano, Hamas, che da anni si esercita da Gaza, in attesa di poterli lanciare dalla Cisgiordania, diventa un fatto irrilevante.

D’altronde qualcuno ha mai chiesto le scuse di Hamas per tutte le migliaia di missili che ha lanciato su Israele da Gaza ? No, il doppio standard lo vieta, le scuse si possono pretendere solo da Israele.

 

Ci sentiamo spesso ripetere che l’Occidente è impregnato di islamofobia, che i musulmani sopportano pregiudizi e critiche ingiustificate. Invece, quel che avviene in Occidente, è l’opposto: le istituzioni fondamentali della nostra società, dai media che sono ritenuti rispettabili, così come sono ritenuti tali università e scuole in generale, hanno stabilito che, quando si tratta di islam, e solo di islam, le regole cambiano. Persino le opinioni più inaccettabili, detestabili, anti-democratiche vengono trascurate, in quanto vengono giudicate facenti parte del dogma islamico. Lo stesso succede per quanto riguarda i rapporti con i gruppi terroristi.
Ciò che colpisce è vedere come questa politica si sia diffusa un po’ ovunque nel mondo occidentale in un modo relativamente indipendente, senza collegamenti o un coordinamento su scala internazionale, senza alcuna cospirazione. Editori e giornalisti, rettori e presidi, governi e forze militari, o chi volete, tutti, chi più chi meno, sembrano decidere che a un certo punto l’islam deve essere trattato con i guanti. Che sia pura codardia o un mal guidato senso di tolleranza, o tutti e due, quando il soggetto è l’islam, viene deciso che è semplicemente non appropriato porre domande scabrose o verificare certe difficili situazioni, meglio accontentarsi di verità parziali e palesi menzogne.

Tra i risultati di questa terribile politica malamente prodotta, c'è anche la diffamazione e la disinformazione ai danni di Israele, che è il nemico numero uno dell'Islam.

 

Più in generale, i fatti dimostrano che quello ebraico è un popolo a parte:


* ciò che è permesso alle altre nazioni è proibito agli ebrei.
* Altri paesi hanno cacciato migliaia, persino milioni di persone e non è mai esistito il problema dei rifugiati. E’ successo in Russia, in Polonia, e in Cecoslovacchia. La Turchia ha espulso un milione di greci, e l’Algeria un milione di francesi. L’Indonesia ha cacciato, lo sa il cielo, quanti cinesi e nessuno ha detto una parola riguardo ai rifugiati. Ma nel caso di Israele, i profughi arabi sono diventati rifugiati perenni. Tutti sostengono che Israele debba farli tornare tutti indietro. Arnold Toynbee giudica l’espulsione degli arabi un’atrocità superiore a qualsiasi crimine nazista (e ricordiamo che Israele non li ha mai espulsi ma se ne sono andati loro spinti dalla propaganda araba).
* Gli altri paesi, in caso di vittoria, dettano le condizioni di pace. Ma se è Israele a vincere, tocca allo Stato ebraico chiedere la pace.
* Tutti si aspettano che solo gli ebrei siano i veri cristiani in questo mondo.
* Gli altri paesi, in caso di sconfitta, sopravvivono e si riprendono. Ma se dovesse essere sconfitta, Israele verrebbe distrutta.
* Se Nasser avesse trionfato nel giugno 1967, avrebbe cancellato Israele dalla carta geografica e nessuno avrebbe mosso un dito per salvare gli ebrei.
* Nessun impegno verso gli ebrei da parte di ogni paese, incluso il nostro, ha più valore della carta su cui è stato ratificato.
* Tutto il mondo insorge con un grido d’indignazione quando la gente muore in Vietnam o quando dei neri sono giustiziati in Rodesia. Ma quando Hitler massacrò gli ebrei nessuno fece dimostrazioni contro di lui. Gli svedesi, che erano pronti a interrompere le relazioni diplomatiche con l’America per quel che venne fatto in Vietnam, non dissero una parola quando Hitler massacrava gli ebrei. Rifornirono Hitler di minerali di ferro e cuscinetti a sfera, e permisero il transito dei treni militari tedeschi da e per la Norvegia.
* Gli ebrei sono soli al mondo. Se Israele sopravvive, lo deve solo agli sforzi del proprio popolo. E alla propria forza.
* Anche in questo momento, Israele è l’unico nostro alleato affidabile e incondizionato. Noi possiamo fidarci più di Israele di quanto Israele possa fidarsi di noi.
* E provate solo a immaginare cosa sarebbe successo se l’estate del 1967 avesse visto la vittoria degli arabi e dei loro sostenitori russi, per capire quanto sia vitale la sopravvivenza di Israele per l’America e per l’Occidente in generale.

 

Gli israeliani sono sempre accusati per qualsiasi misura prendono per la propria difesa. Aver capito poco e troppo tardi la natura di questo processo di demonizzazione e delegittimazione e come veniva applicato l’uso del doppio standard, è stato un grave errore commesso dai vari governi israeliani.
Nello stesso tempo, analizzando questo processo, ne consegue una chiara visione del degrado delle società contemporanee, incluse quelle occidentali.

 

 

Ci sarebbero da aggiungere molte cose, ad esempio, c'è doppio standard anche in come si ignorano casi clamorosi per concentrarsi ossessivamente su Israele. Facciamo l'esempio delle barriere e dell'occupazione.

 

Oggi nel mondo ci sono 50 barriere difensive. Bill Clinton ha fatto costruire il muro che divide gli Usa dal Messico; la Spagna ha costruito recinzioni per impedire l’ingresso ai marocchini; l’India sta erigendo un muro di separazione dal Kashmir; tra la Corea del Sud e la Corea del Nord c’è il confine più fortificato al mondo; i ricchi sceiccati arabi stanno recingendo il confine con il poverissimo Oman; Cipro è divisa da muri; Belfast è una città recintata da barriere in mattoni, ferro e acciaio, e persino l’ultra-liberale Olanda ha costruito un recinto intorno al Hoek van Holland.
Tuttavia solo le barriere di Israele sono state condannate, solo le barriere di difesa di Israele hanno ricevuto continui attacchi sui media e sono sbattute in prima pagina e solo i checkpoint di Israele interessano alle manifestazioni degli attivisti.
Mentre negli altri paesi le recinzioni impediscono l’ingresso a immigrati clandestini dai paesi limitrofi, solo in Israele le recinzioni e i posti di blocco hanno come giustificazione un motivo veramente umanitario: quello di garantire alla popolazione civile il diritto alla vita. Filo spinato, pattugliamenti stradali, telecamere e sensori elettronici sono utilizzati in Israele per impedire che un ristorante, un centro commerciale o un albergo possano trasformarsi in stragi di corpi umani. Corpi di ebrei.

Però il mondo è ossessionato dalla barriera difensiva di Israele e solo quelle condanna. Non sarà perché lì ci sono gli ebrei?

 

Ci sono Paesi come Cipro, membro dell'Unione Europea, che è per metà sotto occupazione illegale dei turchi. Una guerra d'invasione, gente cacciata di casa, antiche città espropriate e stravolte...
Ma nessuno ha detto chiaro e tondo ai turchi che devono andarsene dai territori occupati, nessuno ha proposto di boicottare i loro prodotti, di disinvestire dalle loro industrie. Nessuno conta le case che gli immigrati anatolici importati dalla Turchia a Cipro costruiscono, nessuno considera queste case o pollai o balconi “crimini contro l'umanità” Nessuno ha fatto mozioni di censura all'Onu, all'Unesco, nei vari parlamenti europei. Nessuno ha dato fastidio agli immigrati turchi che in Europa sono milioni.
Quindi, vedete, nel vostro errore non siete soli. Tutto il mondo si comporta come voi. Ignora l'occupazione vera di una parte cospicua del territorio di uno stato perfettamente legale e si concentra ad esempio sulla gestione edilizia di un territorio israeliano che di fatto, di diritto e per trattato firmato dalle parti non è occupato ma solo conteso, discusso, oggetto di negoziati.

 

Perché tutto quel che succede in giro per il mondo, perdono la pazienza con Israele e non si sentono neppure un po' scocciati con la Turchia che occupa Cipro, paese membro dell'UE da quarant'anni (e costruisce anche lei)?

Perché trattengono la loro impazienza nei confronti della Russia che occupa pezzi della Georgia e dell'Ucraina, paesi associati all'UE ?

Perché non si interessano del Tibet, del Sahara occidentale, e anche del rifiuto della Spagna di concedere un referendum per l'indipendenza alla Catalogna, che secondo i sondaggi vincerebbe largamente, della Francia di fare lo stesso con la Corsica, della Gran Bretagna con la Scozia ?

Perché sentono il bisogno di mentire sullo stato giuridico di Giudea e Samaria, dicendolo illegale quando non lo è, perché si sentono autorizzati a intervenire su dispute territoriali in cui non hanno nessun titolo e nessun interesse legittimo?

Perché la Francia non si occupa del fatto che alcune decine di migliaia di suoi cittadini ebrei quest'anno trovano così intollerabile la condizione di sicurezza sul suo territorio da decidersi a emigrare, condividendo questo primato con l'Ucraina in piena guerra civile, e invece si preoccupano della condizione civile degli arabi di Giudea e Samaria, che suoi cittadini non sono?


Chissà perché. Che sia questione di marketing politico? O forse c'è un'ombra di antisemitismo in questi comportamenti così differenti? Sarà che la maggior parte della stampa, dei politici e magari anche della gente ha qualcuno che ama odiare, cioè gli ebrei che hanno anche il difetto di essersi fatti un loro Stato, mentre non è interessata a partecipare emotivamente ad altri conflitti?

 

 

PS: il doppio standard nel mondo islamico è ovviamente la regola nel mondo musulmano. La tecnica è consolidata e collaudata: in tempo di guerra, prima si riporta la reazione israeliana, enfatizzandola, e più avanti, quando l'attenzione del lettore si appanna, si cita frettolosamente la causa scatenante; solitamente, l'aggressione da parte palestinese. Oppure: si tace sulle vittime - spesso civili - israeliane, e si versano lacrime di coccodrillo per i poveri terroristi, rei di agguati, aggressioni e lesioni gravi.
Dopotutto, sotto la prospettiva del jihad questa tecnica è comprensibile: tutto il mondo è waqf, proprietà islamica, e un buon musulmano ha il dovere di esercitare qualunque mezzo per ricondurla al legittimo proprietario; anche se quella terra è stata occupata diversi secoli addietro. Vale per Israele come vale per l'Andalusia spagnola, la Sicilia, l'Armenia, l'India. E chi aggredisce non è mai colpevole; anzi, è meritevole di encomio, perché elemento di una guerra difensiva, giusta e legittima. Mentre chi subisce l'aggressione deve soccombere perché rappresenta un'aggressione nei confronti di Allah.
Comprensibile come la tecnica del jihad venga coniugata quotidianamente dall'Islam più violento. Meno comprensibile che a questa quotidiana aggressione si prestino i media occidentali. Che risultano talmente parziali, con le loro omissioni e con una titolazione costruita ad arte, da risultare spesso grotteschi. Cosa non si fa, per apparire simpatizzanti nei confronti della "causa palestinese".

 

 

 

Cosa accadrebbe se di invertissero le parti?

 

Premessa: tratto da qui

 

Immaginate che cosa accadrebbe nei giornali e nella diplomazia internazionale se un bel giorno la televisione israeliana, magari la rete più popolare e nella trasmissioni dedicate all'educazione dei bambini, insegnasse ai bambini che gli arabi sono "le più malvagie fra le creature, scimmie barbariche, miserabili maiali", che Gerusalemme "li vomita" eccetera eccetera. Sarebbe una grande scandalo, non credete?
Quanti si straccerebbero le vesti... Il fatto è che i media israeliani non fanno questo, per un decimo di una frase come questa il responsabile non sarebbe solo licenziato, ma incarcerato.

La televisione palestinese invece sì. Guardate qui: http://www.palwatch.org/site/modules/videos/popup/video.aspx?doc_id=9312

E qui: http://palwatch.org/main.aspx?fi=157&doc_id=9737

 

E nessuno dice niente, in Europa e in America, sui media progressisti come nel mondo politico. E se i giornali israeliani mostrassero degli arabi pieni di teschi, con la forma di una piovra che divora il mondo, come un diavolo che devasta le tombe, se pubblicassero "poesie" che li descrivono come diavoli con la coda, come serpenti, come pipistrelli, come coltelli, come vermi. Immaginatevi l'indignazione generale.
Ma i media dell'Anp, la buona e moderata autorità palestinese lo fanno quotidianamente (date solo un'occhiata qui, al confronto Vauro è un amico degli ebrei:
http://www.palwatch.org/main.aspx?fi=757

 

e tutti tacciono. Se ci fosse un falso dei servizi segreti chessò francesi, che descrivesse "I protocolli dei savi di Muhammad" e qualcuno lo vantasse? Non accade in Israele, ma ecco l'esaltazione del falso dei servizi segreti zaristi che piaceva tanto ai nazisti (e ai fascisti, naturalmente): http://www.youtube.com/watch?v=NVkLX1KGteM

 

E se trasmissioni più serie, riservate agli adulti dicessero che tutti gli arabi dell'Anp sono nemici dell'umanità e il principale ostacolo alla pace nel mondo? Eccole, queste dichiarazioni: qui
http://palwatch.org/main.aspx?fi=764 , qui http://cifwatch.com/2013/10/29/imagine-if-israeli-tv-referred-to-palestinian-muslims-as-evil-barbaric-animals/

 

Insomma, trattative di pace o meno, la propaganda razzista e genocida dell'Autorità Palestinese e di buona parte dei paesi arabi continua senza soste e senza che nessuno si scaldi per questo: http://www.israelhayom.com/site/newsletter_opinion.php?id=6135

 

Non è affatto un caso, perché nessuno se l'è presa neppure per il fatto che il suo dittatore (dice di essere il presidente, ma che presidente è uno al nono anno di un mandato che per costituzione ne dura quattro?) il dittatore dunque ha baciato e abbracciato i peggiori assassini di cui ha ottenuto il rilascio da Israele in cambio del dubbio privilegio di condurre trattative "di pace" con loro. Eccovi il video, se desiderate vedere come è andata: http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/173462#.UnX8S_ldCSq

 

E, a proposito, che trattative di pace sono quelle in cui per entrare bisogna liberare degli assassini a sangue freddo, rei confessi? Badate, non dei combattenti, non miliziani che abbiano ucciso in conflitti a fuoco con l'esercito, assassini comuni, psicopatici che hanno ammazzato a tradimento dei vecchi seduti su una panchina in un parco, dei ragazzi che facevano un'escursione, cose così. Sono questi gli eroi della "Palestina"... E se Israele decidesse che è un eroe Baruch Goldstein l'unico terrorista paragonabile alle decine di palestinesi, l'autore della sparatoria di vent'anni fa a Hebron, che direbbe il mondo?
Qui bisogna fermarsi un attimo. Che accadrebbe se Peres o Barak, che se non sbaglio erano al governo allora (il primo ministro era Rabin) si assumessero la responsabilità degli atti di Goldstein, dicendo: l'abbiamo mandato noi, proprio noi? Se ne chiederebbero subito le dimissioni, lo stato di Israele dovrebbe pagare non so quali prezzi politici e quali riparazioni. Questo è quel che dice Muhammed Abbas, il dittatore dell'Anp in questo video, che vi prego davvero di vedere: hanno fatto quel che noi, noi abbiamo ordinato loro di fare, per questo ne vogliamo la scarcerazione

http://blog.camera.org/archives/2013/10/wheres_the_coverage_abbas_admi_1.html

 

Dunque vi è una responsabilità diretta, palese, ammessa dell'Anp nel terrorismo. Ma nessuno se ne dà cura. E diciamola tutta: è una responsabilità che non è mai cessata, con l'esaltazione e con quel terrorismo a bassa intensità o "resistenza popolare"  http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=51185

 

Che volete, sono razzisti, eredi dei nazisti http://www.centerforsecuritypolicy.org/wp-content/uploads/2013/10/CSP_A_Salient_Example_of_Hajj_Amin_el-Husseinis.pdf  terroristi di stato. Ma la colpa per il mondo, per la politica e per i giornali è di Israele. Israele causerà la terza guerra mondiale http://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/14005#.UnX8s_ldCSp

Israele è il nemico della pace, Israele opprime i poveri "palestinesi". Come quando nel Medioevo gli ebrei avvelenavano i pozzi, uccidevano i bambini cristiani per farne azzime o esercitavano tutti l'usura per impoverire i poveri cristiani che circondandoli nella proporzione di mille a uno erano - poverini - costretti a bruciarli vivi per pura autodifesa.
Chiamatelo, se volete, antisemitismo.


 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

http://veromedioriente.altervista.org