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Suscitare l’odio contro Israele per mezzo delle false citazioni

 

 

Premessa: tratto da qui, qui e qui

 

Ovviamente attribuire false dichiarazioni a scopo diffamatorio è un metodo molto praticato e che continua ad avere un discreto successo. In una discussione con chi “odia non gli ebrei ma i sionisti” ve le sentirete ripetere più e più volte. Sono utili per avvalorare la tesi dei “sionisti assetati di terra e sangue”. Ci sono delle pagine che detengono il record delle false citazioni. Una è Miftah.

 

 

Le citazioni “storiche”

Tra le “frasi memorabili” disponibili sul sito Web del MIFTAH una è attribuita al Presidente Heilbrun :

Dobbiamo uccidere tutti i palestinesi a meno che non si rassegnino a vivere qui come schiavi”.

Fonte : Heilbrun Presidente del Comitato per la rielezione del generale Shlomo Lahat, il sindaco di Tel Aviv, ottobre 1983

Indagine: La citazione si trova su numerosi siti anti-israeliani, oltre a MIFTAH, ma i fatti non hanno fondamento. Mentre Shlomo Lahat è stato effettivamente rieletto sindaco di Tel Aviv nel 1983, non  c’ è mai stato un qualsiasi “Heilbrun presidente.” La citazione è stata fatta risalire a un libro del 1988, “La storia nascosta del sionismo”, del radicale marxista Ralph Schoenman (respinto dai più autorevoli storici come un teorico della cospirazione folle), ed è una delle tante citazioni fittizie che si trovano nel libro, attribuite a  leader israeliani. Secondo Schoenman, la citazione di Heilbrun era stata ascoltata ed era arrivata a lui tramite “conversazioni privatee:

Citato da Fouzi El-Asmar e Salih Baransi durante le discussioni con l’autore, ottobre 1983

Inutile dire che le referenze di  Schoenman, delle quali si nutrono molti siti web anti-israeliani, lasciano molto a desiderare. CAMERA ha contattato l’ex sindaco Lahat che attesta non esserci mai stato un impiegato, del quale abbia sentito parlare o che abbia conosciuto, denominato “Presidente Heilbrun,” e che quanto segnalato non ha mai avuto luogo. Lahat ha inoltre sottolineato che non avrebbe mai permesso a nessuno dei suoi dipendenti di fare tali dichiarazioni, in quanto contraddicono completamente i propri sentimenti verso i palestinesi.

Anche qui

 

Il Rev. Alex Awad ha accettato di rimuovere una falsa citazione, attribuita al primo ministro israeliano, David Ben Gurion, da un DVD intitolato “Una prospettiva palestinese del conflitto arabo-israeliano.”

Questo DVD, che era disponibile a $ 10 al negozio di souvenir del Bethlehem Bible Collage nel corso dell’incontro ” Cristo al Checkpoint” nel marzo 2012, faceva parte degli “articoli in promozione” del  Rev. Awad, come il racconto della storia di sua madre, Huda Awad, che allevo’ da sola sette figli, dopo che suo marito fu tragicamente ucciso in un fuoco incrociato,  durante la guerra del 1948. Awad forniva anche una cronologia malamente distorta del conflitto arabo-israeliano. Uno dei momenti più eclatanti della sua presentazione  fu il suo uso di una citazione falsamente attribuita al primo ministro israeliano, David Ben Gurion. Durante il suo discorso, il Rev. Alex cita Ben Gurion che avrebbe detto

“Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre, e il taglio di tutti i servizi sociali per liberare la Galilea della sua popolazione araba”.

La citazione è attribuita a Ben-Gurion in  ”A Biography”, di Michael Ben-Zohard (Delactore, New York 1978). La citazione non compare in questo testo, né sembra essere nell’altro documento regolarmente citato come fonte – il memorandum Koenig,  su come trattare con i cittadini arabi di Israele, pubblicato nel 1976. La citazione, come altre falsamente attribuite a Ben Gurion, appare regolarmente su siti web anti-israeliani.

CAMERA ha  informato il Rev. Awad che la citazione è falsa. In risposta, il Rev. Awad ha ringraziato per averlo avvisato  e ha assicurato che  sarà rimossa dalle edizioni future del DVD.

Il Rev. Awad è decano a tempo pieno e istruttore al Betlemme Bible College di Betlemme, ed è un partner della Commissioned Mission dei ministeri globali della Chiesa Metodista Unita. E’ stato un sostenitore di spicco della risoluzione che chiede all’UMC di cedere tre società in affari con Israele. La risoluzione non è stata accettata.

 

“Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici: l’America farà questo e farà quello. . . Voglio dirti una cosa molto chiara: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi, il popolo ebraico, abbiamo il controllo America, e gli americani lo sanno.”

Fonte, attribuiti nelle versioni internet: Il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, 3 ottobre 2001, a Shimon Peres, riportata dalla Radio Kol Israel. La dichiarazione appare anche come: “controlliamo l’America.”

Si tratta di una bufala. Né Sharon ha mai fatto questa dichiarazione, né Kol Yisrael l’ha mai riportata.  Eppure il columnist Georgie Anne Geyer,  ha scritto il 10 MAGGIO 2002, nel Chicago Tribune, San Diego Tribune e altri giornali:

“In realtà, [il sostegno americano alle azioni di  Israele ] ha portato il Primo Ministro Sharon a raccontare di recente, “Io controllo l’America.”

Dove ha origine questa citazione e come si è inserita nei media mainstream?

E’ iniziata a girare il 3 ottobre 2001, in  comunicato stampa del gruppo pro-Hamas, IAP – Associazione Islamica per la Palestina, che attribuiva la citazione in una relazione sul tema “la radio israeliana ebraica, Kol [sic] Yisrael.”  In realtà, Kol Yisrael, attraverso il suo corrispondente politico, Yoni Ben-Menachem, che riferisce delle riunioni del Gabinetto, ha confermato di non aver mai fatto una tale trasmissione e che Sharon non ha mai fatto una tale dichiarazione. Né è stata riportato da qualsiasi servizio di altre notizie.

Messo a confronto, Geyer ha detto che si era basata su due fonti anonime israeliane. Secondo Geyer, una seconda citazione proveniva da un presunto articolo presunto di Ha’aretz, mai trovato. Un altro editor  del  United Press Syndicate ha confermato che la falsa citazione era stata ampiamente riportata dalla stampa palestinese (cioè da IAP, che cita la falsa fonte Kol Yisrael ), ma non poteva essere confermata da fonti indipendenti. QUI

 

Dobbiamo espellere gli arabi e prendere il loro posto.

Fonte, attribuita nelle versioni internet: David Ben Gurion, futuro primo ministro di Israele, 1937, “Ben Gurion e gli arabi della Palestina”, Oxford University Press, 1985.

Ben Gurion ha scritto il contrario:

“Non dobbiamo espellere gli arabi”.

Il documento originale negli archivi israeliani si è scoperto essere stato manomesso. Benny Morris, lo storico che ha avuto la responsabilità di aver fatto conoscere la versione falsificata, ha ritrattato la sua relazione. Ecco un buon resoconto dell’incidente, scritto per un pubblico di livello accademico: (vedi a: Tentativo di falsificazione degli archivi da parte di coloro che hanno accesso ai documenti)

“La mappa della Palestina è stata elaborata dal mandato britannico. Il popolo ebraico ha un’altra mappa che i nostri giovani e gli adulti dovrebbero cercare di soddisfare – Dal Nilo all’Eufrate”.

Fonte, attribuita nelle versioni internet: Ben Gurion

Il “Dal Nilo all’Eufrate delirio paranoico a volte divertente (vedi le “rivelazioni” di Arafat  circa un messaggio segreto sul conflitto, inciso su una moneta da 10 agorot). Nessun “taglia e incollatore” internauta  è riuscito ancora  a trovare o ad inventare un contesto in cui collocare questa frase di David Ben Gurion, il primo ministro israeliano, che vorrebbe indicare un disegno “occulto” degli Ebrei per impossessarsi delle terre “dal Nilo all’Eufrate”, appunto. QUI  e QUI In realtà, e questa volta ben documentata, è la campagna mediatica araba e sprattutto palestinese a invocare la scomparsa di Israele, affinché tutto il territorio sia Palestina. QUI e QUI e QUI

 

“E’ il popolo che deve prepararsi per la guerra, ma al momento è all’esercito israeliano il compito di portare avanti la lotta contro l’ ultimo ostacolo, prima di erigere l’impero israeliano.”

Fonte, attribuita nelle versioni internet: Moshe Dayan (Ministro della Difesa e ministro degli Esteri), il 12 febbraio 1952. Radio “Israele”.

Primo indizio: la cosiddetta Radio  ”Israele”. Dayan non è diventato ministro della Difesa fino al 1967. Non è stato nemmeno Capo di Stato Maggiore fino al 1953. Descriverlo vantarsi di erigere “l’impero israeliano” è solo stupido, ma pretendere che lo abbia esternato alla radio nazionale, nel momento in cui era un giovane ufficiale, è particolarmente goffo.

“Villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Non sapete nemmeno i nomi di questi villaggi arabi, e  non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non solo i libri non esistono, i villaggi arabi non ci sono neanche più.  Nahlal è sorto nel luogo di Mahlul; il Kibbutz Gvat al posto di Jibta; il Kibbutz Sarid al posto di Huneifis e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c’è un solo posto costruito in questo paese che non ha avuto una popolazione araba.”

Fonte, attribuita nelle versioni internet: ancora a Moshe Dayan,  al Technion, Haifa, riportato su Haaretz, 4 aprile 1969.

Chiunque abbia scelto questa citazione per propaganda, ha tagliato le parole di Dayan :

“abbiamo acquistato la terra dagli arabi e eretto villaggi ebraici dove un tempo erano villaggi arabi”. Dayan sollecitava la coesistenza come  soluzione a lungo termine al conflitto della zona. QUI

 

“C’è un enorme divario tra noi (ebrei) e i nostri nemici. Non solo nella capacità, ma nella morale, la cultura, la santità della vita, e della coscienza. Sono i nostri vicini di casa qui, ma sebbene siano a una distanza di poche centinaia di metri da noi,  sono persone che non appartengono al nostro continente, al nostro mondo, in realtà appartengono a un’altra galassia.”

Fonte, attribuiti nelle versioni internet: Presidente israeliano Moshe Katsav. Jerusalem Post, 10 MAGGIO 2001

 

Katsav parlava di terroristi della Jihad islamica e di una banda che si fa chiamare “Hezbullah-Palestina” che si era  vantata dell’omicidio di due tredicenni . I ragazzi avevano giocato a hooky a scuola e stavano facendo  trekking in un wadi vicino. I terroristi li misero con le spalle al muro, in una grotta, e fracassarono loro la testa con delle rocce. I mistificatori cercarono di far credere che Katsav parlasse di tutti i palestinesi nel loro complesso. QUI

 

Questa citazione è utilizzata più volte come prova che i sionisti sono razzisti e che ritengono i palestinesi esseri inferiori. Il testo vero che è apparso l'11 maggio 2001 nel Jerusalem Post:

 

“Il presidente Moshe Katsav ha detto ieri che Israele non si sarebbe mai abbassato alla brutalità che ha portato dei palestinesi a lapidare a morte due adolescenti a Tekoa, questa settimana.

C’è un enorme divario tra noi e i nostri nemici – non solo in capacità ma in moralità, cultura, sacralità della vita, e la coscienza “,ha detto  Katsav  ai giornalisti, a Beit Hanassi.

Non ci abbasseremmo mai alle brutalità inflitte alle vittime di Tekoa e Ofra “, ha aggiunto.” Sono i nostri vicini di casa qui, ma sembra come se a una distanza di poche centinaia di metri , ci fossero persone che non appartengono al nostro continente, al nostro mondo, ma ad un’altra galassia. “

 

 

“[I Palestinesi sono] bestie che camminano su due gambe”.

Fonte, attribuiti nelle versioni internet: Menachem Begin, discorso alla Knesset, citato in Amnon Kapeliouk, “Begin e le bestie”. New Statesman, 25 giugno 1982. Begin parla di terroristi che prendono di mira i bambini israeliani, chiamandoli “bestie”. La propaganda mistificatoria ha preso la frase e l’ha fatta apparire come se Begin si riferisse a tutti i palestinesi. QUI

Dallo stesso discorso appare inventata anche un'altra falsa citazione sempre di Menachem Begin, che appare in italiano così tradotta:

“La nostra razza è quella dei padroni. Noi siamo esseri divini su questo pianeta. Siamo diversi dalle razze inferiori tanto quanto queste lo sono rispetto agli insetti… Le altre razze sono come escrementi umani. Il nostro destino deve essere di regnare su queste razze inferiori.”

Si tratta di une frase completamente inventata, come spiegato qui e qui, attribuita sempre allo stesso articolo di Amnon Kapeliouk "Begin and the Beasts" (New Statesman, June 25, 1982) noto per aver manipolato le dichiarazioni di Begin, ma si tratta di una manipolazione della frase originariamente inventata e non è presente in nessun altra fonte contemporanea e nè nelle registrazioni audio del discorso.

 

Ci sono poi le false citazioni “complottiste”, quelle che si trovano sui siti che “trattano” del New World Order e che tendono tutte a illustrare gli ebrei come banchieri che si girano il mondo sulla punta delle dita.

“Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. L’unica domanda è se questo governo sarà raggiunto con la conquista o il consenso.” (Ebreo banchiere Paul Warburg, 17 febbraio 1950, testimoniando davanti al Senato degli Stati Uniti).

Warburg stava testimoniando come cittadino americano e sostenitore della pace, non come un sionista, un Ebreo o  un banchiere. Ha testimoniato a sostegno di una risoluzione del Congresso che avrebbe ampliato i poteri delle Nazioni Unite – una visione ingenua e utopistica forse, piuttosto che un sinistro complotto della congiura di banchieri ebrei, dicendo questo:

“Gli ultimi 15 anni della mia vita sono stati dedicati quasi esclusivamente allo studio del problema della pace nel mondo e, in particolare, al rapporto degli Stati Uniti con questo problema. Questi studi mi hanno portato, 10 anni fa, alla conclusione che la grande questione del nostro tempo non è se un mondo può essere o non essere realizzato, ma se possa essere realizzato con mezzi pacifici.”  La testimonianza completa qui.

Questa citazione è apparsa in molti siti web antisemiti:

“In tutto, siamo distruttori – anche negli strumenti di distruzione dei quali ci serviamo … Noi ebrei, noi, i distruttori, rimarranno i distruttori per sempre. Niente di ciò che farete soddisferà le nostre esigenze e richieste. . noi distruggeremo, perché abbiamo bisogno di un mondo tutto nostro. “- Maurice Samuels, Voi Gentili, pagina 155.

Samuels era un eccentrico autore ebreo radicale. La citazione utilizza le sue idee fuori contesto:

“In tutto siamo distruttori – anche negli strumenti di distruzione dei quali ci serviamo.  Il socialismo e l’internazionalismo attraverso i quali il nostro spirito strozzato cerca espressione, che sembrano minacciare il vostro modo di vivere, sono estranei alle richieste del nostro spirito e delle sue esigenze. . i vostri socialisti e internazionalisti non sono seri. Il fascino di questi movimenti, l’attrazione che esercitano, è solo nella loro lotta:. che è la lotta che disegnano i vostri radicali gentili “. – Pg 152-3

Ecco la citazione reale. Il testo in grassetto è sempre omesso:

“Noi ebrei, noi i distruttori, rimarremo  distruttori per sempre. Nulla di ciò che si fa soddisferà le nostre esigenze e le richieste. Noi distruggeremo, perché abbiamo bisogno di un mondo tutto nostro, un Dio-mondo, che non è nella vostra natura di costruire. Oltre tutte le alleanze temporanee con questa o quella azione è la divisione massimo in termini di natura e  destino, l’inimicizia tra il Gioco e Dio “. – Pg 155

Ovviamente Samuels parlava per sé e non per i sionisti.

 

“Lettera” di Baruch Levy a Marx:

“Il popolo ebraico nel suo complesso sarà il suo stesso Messia. Si otterrà il dominio mondiale dalla dissoluzione di altre razze, con l’abolizione delle frontiere, l’annientamento della monarchia, e con l’istituzione di una repubblica mondiale, in cui gli ebrei ovunque eserciteranno il privilegio della cittadinanza. In questo “nuovo ordine mondiale” i figli di Israele forniranno tutti i leader senza incontrare opposizione. I governi dei diversi popoli che formano la repubblica mondiale cadranno senza difficoltà nelle mani degli ebrei. Sarà quindi possibile per i dirigenti ebrei di abolire la proprietà privata, e in tutto il mondo sfruttare le risorse dello Stato. Così  la promessa del Talmud sarà soddisfatta: quando il tempo messianico arriverà,  gli ebrei avranno tutte le proprietà del mondo nelle loro mani “(da` La Revue de Paris ‘, pag. 574, 1 giugno 1928)

Questa citazione, mascherata da  ”anti-sionista” in numerosi siti web,  è in realtà ordinario  anti-semitismo, un’invenzione che non aveva attinenza con il sionismo. Israele non esisteva nel 1928 quando è stata inventata, quindi non è “legittima critica” alla politica israeliana. Su questo falso, ricercatori hanno scritto:

“I professionisti antisemiti continuamente scoprono i “complotti segreti ebraici”, con i quali infiammare le passioni dei loro seguaci ignoranti. Le menti semplici avidamente accettano semplici spiegazioni per tutti i problemi del mondo: sono causati dagli ebrei. C’è una attività regolare di produzione di documenti falsificati ebrei, ovvia per qualsiasi studioso serio che abbia in odio quei rivenduglioli che setacciano la terra in cerca di “documenti”, ponendoli in fila per utilizzarli al momento opportuno.

Così troviamo che una rivista reazionaria, Revue De Paris, nel suo numero del 1 ° giugno 1928, pubblicava  un lungo articolo in francese, il cui titolo tradotto è “Le origini segrete del bolscevismo:. Enrico Heine e Karl Marx” Un vizioso articolo antisemita , che racconta la “cospirazione” di un ebreo per conquistare il mondo e lega poi questa cospirazione immaginaria al comunismo. Come parte della  ”prova”,  cita una presunta lettera scritta da  Baruch Levy  a Karl Marx, il co-fondatore del . moderno movimento comunista.

In nessuna parte in questo articolo c’è qualche vaga idea di chi Baruch Levy potrebbe essere, se non che  è indicato come un neo -. messianico (qualunque cosa volesse indicare) La “lettera” di Baruch Levy delinea un progetto ebraico per conquistare il mondo. In nessuna parte degli scritti di Karl Marx vi è alcuna menzione di Baruch Levy e / o della sua presunta lettera. In realtà, si può essere ragionevolmente certi che Marx l’avrebbe consegnata all’ inceneritore, se mai l’avesse ricevuta.  Revue De Paris non dice come ha ottenuto la presunta lettera.

L’ovvia ragione  che si tratta di una frode, si può facilmente dedurre da evidenze del testo.  Il suo filo conduttore è quasi identico al tema centrale del falso su  Rabbi Rabinovich fabbricazione ( di cui abbiamo già discusso) e dei falsi Protocolli  dei Savi  di Sion (che presto potremo esaminare). In altre parole, qualsiasi persona sana di mente, che abbia una conoscenza della storia, puo’ facilmente riconoscere la lettera di Baruch Levy come una frode palpabile.

Trentasette anni dopo, Hal Hunt ha citato la lettera di Baruch Levy sulla prima pagina del suo foglio di odio, Cronaca Nazionale,  del 11 marzo 1965, insieme con la burla Kol Nidre e altri falsi.  Come ha fatto il direttore di un piccolo foglio ad ottenere un articolo da una rivista parigina e come ha fatto a ottenere una traduzione in inglese di questo saggio? Le risposte sono ovvie per chi fa ricerca sulle tecniche di propaganda delle pubblicazioni di odio: si tratta di un articolo di riserva, che viaggia da una pubblicazione d’odio a un’ altra, perché i membri di questa fratellanza  leggano e  si rimbecilliscano reciprocamente.

La bufala Baruch Levy è apparsa periodicamente, e probabilmente continuerà ad essere utilizzata fino a quando non ci sarà più un mercato per questo tipo di merce. Abbiamo chiesto al Dr. Herbert Aptheker, direttore dell’Istituto americano per gli studi marxisti, di fare alcune ulteriori ricerche sulla presunta lettera di Baruch Levy a Karl Marx. In una lettera, datata 5 settembre 1967, il dottor Aptheker ha dichiarato:

Ho esaminato cinque delle biografie di Marx. . . comprese quelle di Mehring, Ruhle, Postgate, Eastman, Lewis. . . e non ho  trovato alcuna menzione di qualsiasi cosa in qualsiasi modo somigli al materiale che cita Baruch Levy. In tutta la mia lettura del marxismo … considerevole, 33 anni. . . Non ho mai visto nulla di lontanamente simile. Lasciatemi aggiungere che ho esaminato gli indici di tutti i 6 volumi. . . Volumi da 27 a 32. . . dell’Istituto Marx-Engels Werke (Dietz Verlag, Berlin, 1963-1965) e non ho trovare alcuna menzione di un Baruch Levy o di qualsiasi indicazione di una lettera in alcun modo simile a quella della quale si parla. Questi sono i volumi che contengono le lettere di Marx e di Engels, dall’inizio del 1842 e fino all’ 1870 (tutti finora pubblicati). Credo che si possa dire quindi con sicurezza che la lettera è una bufala, come si potrebbe dedurre, in ogni caso dal suo contenuto. ” Fonte citata:  ”The Hoaxers – Plain Liars, Fancy Liars and Damned Liars ” di Morris Kominsky, Branden Press, Boston, 1970.

Più Informazioni QUI e QUI

 

Citazione falsa attribuita a Theodor Hertzl


“E’ essenziale che le sofferenze degli ebrei .. . peggiorino. . . questo aiuterà nella realizzazione dei nostri progetti. . . Ho un’idea eccellente. . . indurre gli antisemiti a liquidare la ricchezza ebraica. . . L’anti-semitismo ci aiuterà in tal modo, in quanto rafforzerà la persecuzione e l’oppressione degli ebrei. Gli antisemiti saranno i nostri migliori amici “. (Dal suo Diario, parte I, pp 16)

Questa citazione si è diffusa come un incendio su internet, tra antisemiti e acritici odiatori di Israele, ma è un falso. Si tratta di una falsificazione. Il problema è che questa citazione è stata usata da “rispettabili” studiosi , ad esempio in Svezia dall’ex diplomatico Ingmar Karlsson.
Vediamo il testo originale.

L’incompleta edizione, del 1922, dei diari in tedesco si può trovare su internet. Se la si guarda ci si accorge che la citazione è stata modificato pesantemente , rispetto al testo tedesco. Ma gli antisemiti di solito affermano che il tedesco nell’edizione del 1922 è stato modificato ed è una falsificazione; questo lascia spazio per l’edizione inglese.

Edizione del 1960 dei diari. (I diari completi di Theodor Hertzl Vol. 1 / a cura di Raffael Patai,.. Tradotto da Harry Zohn). A pagina 83-84 si trova la citazione. Inizia con le visioni e le fantasie che Herzl ha avuto sulla lotta per il diritto degli ebrei.

“Uno dei miei sogni nel corso del periodo di incertezza è stato quello di costringere Alois Lichtenstein, Schönerer o Lueger a duello. Se avessi sparato, una lettera lasciata da me avrebbe detto al mondo che caddi vittima di questo movimento ingiusto. Così la mia morte avrebbe almeno potuto migliorare le teste e i cuori degli uomini. Ma se avessi ucciso il mio avversario, avrei voluto fare un discorso magnifico davanti la Corte d’Assise, in primo luogo per esprimere il mio rammarico per “la morte di un uomo d’onore”, come Mores che aveva accoltellato il capitano Mayer a morte.

Poi sarei passato alla questione ebraica, facendo un potente discorso, come un Lassalle- , che avrebbe scosso e commosso la giuria e ispirato il rispetto della corte, che avrebbe portato alla mia assoluzione. Allora gli ebrei si sarebbero offerti di fare di me un membro del parlamento. Ma avrei dovuto rifiutare, perché non avrei voluto diventare un rappresentante del popolo sopra il cadavere di un essere umano. – E ora scopro che gli antisemiti ne sono pienamente in diritto. Sarebbe un’ottima idea chiamare rispettabili, accreditati antisemiti come liquidatori di proprietà.

Essi garantirebbero che non desideriamo portare l’impoverimento nei paesi che lasciamo. In un primo momento non sarebbero pagati molto per questo, altrimenti rovineremmo le nostre armi e li renderemmo simili a spregevoli ”fantocci degli ebrei. Più tardi i loro compensi aumenterebbero, e alla fine avremmo solo funzionari Gentili nei paesi da cui siamo emigrati. Gli antisemiti diventeranno i nostri amici più affidabili, i paesi antisemiti sono i nostri alleati.“

La frase, così come citata sopra è chiaramente un falso. Ecco le foto dei documenti: qui e qui. Via google si può verificare l’autenticità delle foto.

 

La falsificazione sopra, circola in tutto il mondo come prova del “male” dei primi sionisti. E’ usata come  “prova” che gli ebrei sono dietro il movimento antisemita. E’ spesso accompagnata da un’ altra falsificazione, i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. La prima fonte di questa citazione che sono stato in grado di rintracciare è dell’antisemita Andrew Carrington Hitchcock. che ha fatto esattamente questo. Un esempio di utilizzo della citazione da uno dei antisemiti: (qui )

 

 

 

Citazione falsa attribuita a Nelson Mandela

 

Che Israele sarebbe uno stato di apartheid lo sentiamo dire da un bel po’, almeno da quel 10 novembre 1975 quando l’Onu adotto’ la risoluzione 3379 con la quale asseriva che “il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale”. Quando capita di discutere con chi afferma con forza questa idiozia, inutile mostrare le prove lampanti dell’inesistenza di un immaginario apartheid.

Gli effetti della campagna mediatica che disperatamente ha cercato di equiparare la situazione della popolazione araba in Israele a quella dei neri sud africani ha ottenuto quanto si prefiggeva, supportata da decine di “intellettuali” alla Noam Chomski, pronti a giurare e stragiurare che si’, certo, Israele è come il Sud Africa dell’apartheid.

 

Ma chi più del simbolo stesso della lotta all’apartheid poteva dire la parola finale sulla questione? Chi più di quel Nelson Mandela che ha passato la maggior parte della sua vita in carcere per lottare contro il regime di apartheid sudafricano?

“L’apartheid è un crimine contro l’umanità. Israele ha privato milioni di Palestinesi della loro libertà e delle loro proprietà. Ha perpetuato un sistema di grande discriminazione razziale e iniquità. Ha torturato e incarcerato migliaia di palestinesi, contrariamente alle regole del diritto internazionale. E in particolare conducendo una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini.”

Ed è stato il sigillo apposto, la conferma. Ma…. c’è un piccolo ma che pesa come un macigno: Mandela NON ha mai pronunciato la frase che ormai universalmente gli è attribuita. Possibile? Si’, nel mondo della lotta “sporca”, delle guerre combattute a suon di foto false e false citazioni, questa spicca come uno dei capolavori di frode più riuscita. Com’è andata?

 

La frase attribuita a Mandela fu opera di Arjan El Fassed, un giornalista arabo, attivista pro-palestienese, co-fondatore di Electronic Intifada , un gruppo on line, “specializzato” nella propaganda  di odio contro Israele. Possibile? Sentiamo in proposito cosa racconta lo stesso El Fassed nel suo blog:

 

“Il 27 marzo 2001, Thomas Friedman scrisse una “falsa nota” a nome del presidente George Bush, come fosse indirizzata a Yasser Arafat….questo mi dette l’idea di rispondergli con una nota simile a nome di Mandela…. Dal momento che Nelson Mandela è diventato la personificazione della lotta contro l’apartheid, ho pensato che una ‘nota falsa’ a suo nome fosse la cosa più logica da fare. Avrei potuto anche usare Steven Biko, che ha detto che “l’arma più potenziale nelle mani dell’oppressore è la mente degli oppressi” o Oliver Tambo o altri attivisti anti-apartheid….

Il 27 marzo 2001, dopo aver letto la falsa nota di Friedman, ho scritto un articolo al New York Times, nello spazio di Friedman, sperando che lo leggesse e il NYT lo pubblicasse. Tuttavia, dopo due giorni, sono arrivato alla conclusione che il New York Times non avrebbe osato pubblicare questo pezzo e l’ho inviato in data 30 marzo 2001 al Monitor Media, uno spazio on line quotidiano….Ben presto mi sono accorto che era stata pubblicato senza specificare che era stato scritto da me…ha cominciato a girare in molte mailing list con il titolo “Mandela a Friedman” e sotto il mio nome, ma dopo un po’ il mio nome è scomparso…Intanto leggevo vari post nei quali il titolo era stato cambiato…”Mandela sostiene”, “Da leggere” ecc. Ma se fosse stata una vera lettera di Mandela, il NYT non l’avrebbe pubblicata?…

 

Il 24 aprile 2001, Akiva Eldar, capo politico e giornalista editorialista per il quotidiano nazionale israeliano Ha’aretz, scrisse nel suo spazio  ”Citazioni Famose di Mandela ” che il quotidiano palestinese Al Quds aveva pubblicato una lettera di Nelson Mandela a Thomas Friedman del New York Times, in risposta a un articolo del 27 marzo di Frideman, chiamato “Memo al presidente Bush.”  Immediatamente, scrissi una lettera a Ha’aretz per spiegare quello che era successo.

Molto probabilmente, qualcuno ha tradotto la nota (senza firma), in arabo e la stessa è stata ripresa dal quotidiano palestinese e stampata il 16 aprile 2001, senza verificarne la fonte. Il direttore di Al Quds, Marwan Abu Zalaf, ha detto che non aveva idea che fosse un falso, e che uno dei suoi reporter l’aveva trovata in Internet. 

Venerdì scorso, 18 aprile, il quotidiano libanese As-Safir ha ripubblicato la ‘nota falsa’ in arabo, sulla base di questo articolo pubblicato dal quotidiano palestinese Al-Quds. Lunedi 21 aprile The Daily Star aveva un editoriale dal titolo “Sharon: Perché il mondo mi ignora?” e nella parte superiore della ‘nota’, figurava la seguente introduzione: ”Thomas L. Friedman del New York Times  ha di recente reso popolare l’idea di scrivere articoli di opinione, trattati come” promemoria” da parte dei leader mondiali a diversi destinatari, incoraggiando altri scrittori ad imitare la pratica.

 

Per il sottotitolo, “The Star” aveva scritto in corsivo: Arjan El Fassed ha scritto questo commento per MediaMonitors, un sito web dedicato a fornire una piattaforma per tutte le opinioni politiche (NB: L’archivio del Daily Star al momento non era funzionante). Il Dagsavisen,  giornale norvegese,  pubblicò un commento in cui citava il Jerusalem Times che aveva pubblicato la ‘nota finta’, il 6 aprile 2001, ancora una volta senza fonte, sottotitolo, o autore….”

 

 

Citazione falsa attribuita a Theodor Herzl (e tra l'altro tradotta male in italiano):

"Tenteremo di sospingere la popolazione palestinese in miseria oltre le frontiere, procurandole impieghi nelle zone di transito, mentre gli negheremo qualsiasi lavoro sulla nostra terra. Sia il processo di espropriazione che di espulsione dei poveri devono essere condotti con attenzione e discrezione"

Fa parte di una serie di falsi storici inventati dal noto Ilan Pappè, i cui lavori sono già stati sbugiardati ripetutamente in passato:
http://www.librariansforfairness.org/news_post.asp?NPI=192

http://spme.org/spme-news/keeping-track-of-the-other-side/university-of-exeter-gives-pappe-a-pass-on-invented-ben-gurion-quote/10489/

http://www.cifwatch.com/2011/11/12/the-faux-zionist-history-of-ilan-pappe/comment-page-1/


La falsa frase, che risulta ulteriormente manipolata nella versione italiana, è stata inventata partendo da questa dichiarazione del 1895, come ben indicato anche qui e dimostrato da altri:

 

When we occupy the land, we shall bring immediate benefits to the state that receives us. We must expropriate gently the private property on the estates assigned to us. We shall TRY TO spirit the penniless population across the border BY PROCURING EMPLOYMENT FOR IT in the transit countries, while denying it any employment in our country. The property owners will come over to our side. Both the process of expropriation and the removal of the poor must be carried out discretely and circumspectly … It goes without saying that we shall respectfully tolerate persons of other faiths and protect their property, their honor, and their freedom with the harshest means of coercion. This is another area in which we shall set the entire world a wonderful example … Should there be many such immovable owners in individual areas [who would not sell their property to us], we shall simply leave them there and develop our commerce in the direction of other areas which belong to us.

Complete Diaries of Theodor Herzl, 12 June 1895, R. Patai ed., tr Harry Zohn, pp. 88-89

 

Nell'originale Herzl parla di tentare di spostare gli abitanti poveri, trovando lavoro in altri paesi, e parlava dei benefici che credeva avrebbe ricevuto la gente del posto. Egli ha inoltre indicato che coloro che non potevano essere convinti a vendere la loro terra potevano semplicemente rimanere.



Citazione falsa attribuita a David Eder:

 

"Ci sarà solo una nazione in Palestina e sarà quella ebraica. Non ci sarà eguaglianza fra ebrei e arabi, ma vi sarà la predominanza ebraica appena la popolazione e le proporzioni demografiche ce lo permetteranno"

 

Si tratta di una frase ricavata da una del 1921. Il libro dal quale proviene la frase è di Sahar Huneidi, sull’amministrazione Samuel (un libro molto simpatico alla causa palestinese, per usare un eufemismo). A pagina 135 c’è la testimonianza di Eder. Come notato da funzionari britannici, la sua testimonianza in merito al controllo sionista smentiva le posizioni ideologiche di importanti leader sionisti, come Weitzman, dalla SUA STESSA ORGANIZZAZIONE. La Commissione Haycraft, fu istituita per cercare di capire le rivolte del 1921,a Jaffa, contro gli ebrei. Ecco parte della piattaforma Poalei Zion, fin dal 1917:

“E ‘chiaro che questa colonizzazione non ha nulla in comune con la politica di conquista coloniale, l’espansione e lo sfruttamento. Il popolo ebraico non ha alcun potere di governare né di cercare mercati né monopoli di materie prime per la produzione in favore di una “madre patria”, non si può pensare di lanciare una politica di politica coloniale in Palestina o di molestare la popolazione del paese. Il popolo ebraico mira a creare un luogo sicuro di occupazione per i declassati, per le masse vaganti: si cerca di aumentare le forze produttive del paese in una cooperazione pacifica con la popolazione araba. La colonizzazione ebraica è già un fattore di notevole sviluppo economico della Palestina. L’immigrazione ebraica porta metodi progressivi di lavoro, uno standard di vita più alto, e una scala maggiore dei salari. Si può quindi solo aiutare la popolazione araba a superare i loro standard primitivi di civiltà e di economia “.
 

 

La falsa citazione di Tziphora Menache

Questa citazione è clamorosa perché anche i nazisti ammettono sia un falso. Potete trovarla sul sito Web di Stormfront, dove è stata smascherata.

Ovviamente non esiste nessuna “Tziporah Menache” portavoce israeliana.

“Sai molto bene, e gli americani stupidi sanno altrettanto bene, che controlliamo il loro governo, a prescindere da chi siede alla Casa Bianca. Vedi, io lo so e tu lo sai che nessun presidente americano può essere in grado di sfidarci anche se facesse l’impensabile. Che cosa possono farci (gli americani) ? Controlliamo il Congresso, controlliamo i media, controlliamo lo spettacolo, controlliamo tutto in America. In America si può criticare Dio, ma non si puo criticare Israele. Portavoce israeliano, Tzipora Menache 2009″

La prima diffusione di questa falsa citazione  è apparsa presumibilmente in un sito Web pakistano, ma non compare più. Non è stata smentita dai sionisti, ma da antisemiti e siti web anti israeliani, perché a quanto pare  la pagina Web conteneva un virus.

Su Above Top Secret  leggiamo:

“Dopo attenta ricerca da parte di molti membri della comunità ATS, si è concluso senza ombra di dubbio che questo thread è una bufala. La stessa citazione proviene da una singola fonte che ha dimostrato di essere fittizia. Inoltre, un’attenta ricerca ha dimostrato che la sola menzione del nome del portavoce, sempre, è in articoli relativi a questa dichiarazione presunta. In breve, non siamo nemmeno in grado di stabilire se la donna esiste affatto.”

 

Ecco come si costruisce una menzogna, come si fa strada in questo mondo incredibile del web, nel quale una non-notizia, una bufala, un falso dopo una brevissima gestazione comincia a vivere di vita propria, a girare viralmente, a essere riportata senza fonti, accorciata o allungata a piacimento finché diventa verità.

E Goebbels l’aveva già capito quando disse “ Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

 

 

Sono solo alcuni tra le migliaia di esempi delle false citazioni, le frase tagliate e estrapolate dal loro contesto, le falsificazioni di documenti usati per demonizzare Israele e gli Ebrei e formare un’opinione pubblica ostile. L’assalto contro Israele è gestito da esperti che sono spesso i migliori nel loro genere. Bisogna esserne consapevoli. E’ la tecnica utilizzata da Hitler, Stalin e Goebbels: riversare sull’opinione pubblica una quantità di falsi e ripeterli finché non ci sia la certezza che sono penetrati come “verità”.

Alcune di queste costruzioni sono fantasiose e anche occulte: un Magen David che appare un attimo in un trailer sul “Nuovo Ordine Mondiale”, un accenno alle presunte origini ebraiche di un banchiere, una vignetta caricaturale. Altri sono veri e propri falsi, spesso rozzamente concepiti, ma che colpiscono comunque nel segno. Nell’epoca della “cultura” appresa su internet, mentire è diventato davvero semplice.

 

 

 

 

 

 

Le verità sul medio oriente

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