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Divampa la guerra ai cristiani d'Islam

 

 

Premessa: tratto da qui e qui

 

“The war on christians”. La guerra ai cristiani. Così ha titolato la copertina di Newsweek. Il servizio di otto pagine della rivista era firmato da Ayaan Hirsi Ali, la dissidente e apostata di origini somale attualmente residente a Washington, dove lavora per l’American Enterprise Institute for Public Policy Research. Adesso un nuovo rapporto dell’organizzazione no profit Open Doors getta nuova luce sulle dimensioni di questa agonia nel mondo islamico.

Nel documento annuale World Watch List 2012, Open Doors elenca otto su dieci paesi islamici fra le nazioni dove la fede cristiana viene di più perseguitata. Gli altri due, Corea del nord e Laos, sono regimi comunisti in cui l’anticristianesimo è dogma di stato. A Pyongyang, da quando si è instaurato il regime comunista nel 1953, sono scomparsi circa 300 mila cristiani e adesso si stima che vi siano dai 50 ai 70 mila cristiani nei terribili campi-prigione a causa della loro fede. Ma più generalmente ben 32 delle 50 nazioni della classifica sono islamiche. “Si tratta di un genocidio in corso che meriterebbe un allarme globale”, scrive Ayaan Hirsi Ali. “La cospirazione del silenzio che avvolge quest’espressione di intolleranza religiosa deve finire”.

 

Un consistente peggioramento è registrato per i cristiani in Pakistan, che entra nella top ten, mentre il Sudan passa dal 35esimo al sedicesimo posto. La Nigeria vanta il più alto numero di martiri cristiani e passa dal 23esimo al tredicesimo posto. Nell’Egitto della “primavera araba” scenari di attentati a chiese e gruppi di cristiani portano il paese dalla diciannovesima alla quindicesima posizione. L’Afghanistan è al secondo posto, seguito dall’Arabia Saudita, custode della Mecca e di Medina, che vieta ufficialmente ogni culto non islamico. Poi troviamo la Somalia e l’Iran, dove un pastore aspetta la condanna a morte per apostasia. Questa preziosa World Watch List, la lista nera dei paesi ove la persecuzione è più dura, è compilata attraverso un questionario appositamente progettato, composto da cinquanta domande sui vari aspetti della libertà religiosa.

Dal 2003 a oggi, oltre 900 cristiani iracheni (per gran parte assiri) hanno trovato la morte negli attacchi terroristici nella sola Baghdad e 70 chiese sono state date alle fiamme. Nel 2011 estremisti islamici hanno ucciso almeno 510 cristiani in Nigeria, dato alle fiamme o distrutto più di 350 chiese in dieci stati del nord. Impiegano armi da fuoco, bombe di benzina, persino machete, gridando “Allah Akbar” (Dio è grande) quando attaccano gruppi di cittadini. Tra i loro obiettivi si contano chiese, pub, consigli comunali, saloni di bellezza, banche. Gli islamisti di Boko Haram si sono concentrati nell’eliminazione dei cattolici. Nel Sudan meridionale i cristiani sono bersaglio di bombardamenti aerei, omicidi mirati, sequestri e altre atrocità. Per la fine dell’anno, oltre 200 mila cristiani d’Egitto avranno abbandonato le loro case.

 

Tutti gli occhi sono adesso puntati sulla Siria, dove si è passati da una rivolta contro il regime di Bashar el Assad a una guerra religiosa fra la maggioranza sunnita e le minoranze che detengono il potere: alawiti, ismailiti, cristiani, drusi e curdi. I cristiani rappresentano poco meno del dieci per cento, tanto quanto gli alawiti, mentre i tre quarti dei siriani sono sunniti. Adnan al Aroor, sceicco esiliato in Arabia Saudita e fra i leader della rivolta contro Assad, ha incitato i seguaci, attraverso appelli e sermoni, a “fare a pezzi, tritare e dare in pasto ai cani” la carne dei cristiani, bollati come “collaborazionisti”. La condizione dei cristiani è stata denunciata in un recente rapporto dell’agenzia cattolica Asia News: “Rivoluzione più ‘islamica’, cresce la violenza contro i cristiani”.

A Homs, epicentro degli scontri, si contano già più di 230 cristiani uccisi. Nei quartieri misti l’80 per cento degli abitanti cristiani sono partiti e si sono stabiliti presso amici o parenti nelle regioni cristiane, spesso nei rifugi sulle montagne. I cristiani di Hama e della sua provincia fanno lo stesso. Il fenomeno è progressivo e implacabile. Il paese si sta spaccando attorno alle linee etniche e confessionali. Musulmani sunniti non entrano più nei quartieri alawiti e viceversa. Al Qaida ha allungato le mani nella rivolta. Insieme al Libano, la Siria è oggi l’unico paese arabo dove l’islam non è formalmente definito religione di stato e la religione non è riportata sulle carte d’identità.

Il regime degli Assad ha sempre usato la laicità per tenere assieme le etnie e dominare il paese. Nel 1971, con la presa del potere da parte del colonnello Hafez el Assad, dal progetto di Costituzione venne omesso ogni riferimento all’islam come “religione di stato”. Migliaia di persone, mobilitate dai Fratelli musulmani, scesero in piazza per denunciare il “testo ateo”. Agnès-Mariam de la Croix, una delle voci più significative oggi della comunità cristiana siriana, ha dichiarato che “fino a ieri i cristiani non erano stati oggetto di una persecuzione ‘diretta’. Ma oggi sembra che il dato stia cambiando. Come se la tendenza che covava stia diventando una consegna”. Il 25 gennaio è stato ucciso il primo prete cristiano, Basilios Nassar. Uno slogan della resistenza anti Assad promette scenari poco edificanti: “I cristiani a Beirut e gli alawiti al muro”.

 

 

L’ “Occidente cristiano” viene percepito dall’islam tradizionale quale responsabile di tutti i mali della regione, e la ricostituzione dello Stato d’Israele, con la sua forza, viene giudicato un “ progetto dell’Occidente, e quindi un “ complotto cristiano”. Durante i passati vent’anni , queste idee sono sempre più penetrate nelle società mediorientali, soprattutto attraverso l’informazione satellitare e internet, presentando anche una sfida difficile al sistema normativo islamico, ai valori famigliari e al senso tradizionale di modestia caratteristico della regione.

Gli ambienti tradizionali islamici hanno attribuito la responsabilità della decadenza morale all’interno delle loro società all’ “Occidente”, che è guidato dai cristiani. La guerra condotta dall’Occidente contro l’Iraq sotto il comando degli Stati Uniti nel 1991, la guerra contro al Qaeda in Afghanistan del 2001 (“crociata”, come l’aveva chiamata il presidente Bush) e l’invasione dell’Iraq nel marzo 2003, hanno sollevato rabbia nella regione contro l’Occidente “cristiano”. L’alleanza tra i “cristiani occidentali” con i miliardari dei paesi del Golfo, stracarichi di petrodollari, ha causato l’invidia delle masse arabe povere, disoccupate, ignoranti, una gelosia che si riversata in rabbia contro i cristiani locali.

Un’altra differenza per capire l’odio verso i cristiani è la grande differenza tra l’Occidente “cristiano” e gli stati islamici: l’Occidente si sviluppa, è ricco, democratico, rispetta i diritti individuali dei cittadini, dei bambini, delle donne, mentre le società mediorientali sono arretrate, povere, immobili, dittatoriali, violente e oppressive. Queste differenze creano invidia fra le popolazioni mediorientali, che si trasforma in odio. Un odio che viene rivolto anche agli “occidentalizzanti”, vale a dire i cristiani locali. Si può affermare che più queste situazioni diventano complesse, più i cristiani vengono perseguitati nelle società islamiche.

Ai tempi della prima guerra mondiale, i musulmani turchi hanno sterminato più di un milione di armeni cristiani, in base al sospetto che collaborassero con le superpotenze europee cristiane contro l’impero ottomano turco, che fu sconfitto in quella guerra. Le nazioni del mondo fecero un favore ai turchi , quando ne ignorarono la componente religiosa, perché se il massacro fosse stato chiamato “ massacro di cristiani”, come in effetti era, la Turchia moderna avrebbe portato sul suo nome , sino ad oggi, un incancellabile “marchio di Caino” .

Dal 2003, vi sono stati innumerevoli pesanti attacchi contro le chiese in Iraq, mentre erano piene di fedeli; altre chiese sono state assaltate e depredaate, donne cristiane sono state obbligate a portare il velo in pubblico, le case dei cristiani assalite e svaligiate, il commercio colpito. A oggi, solo la metà dei cristiani che vivevano in Iraq 2003 è rimasta nel paese.

In Egitto, negli ultimi anni, vi sono stati molti attacchi contro i copti, mentre uscivano dalle chiese, con morti e feriti. Terribile fu quanto avvenne ad Alessandria alla vigilia del 2011, quando una auto-bomba esplose davanti a una chiesa, causando la morte di una quarantina di persone e un centinaio di feriti. Gli egiziani convertiti al cristianesimo sono considerati degli eroi da questi ultimi, ma secondo la legge, hanno commesso un reato, perché è legale convertirsi dal cristianesimo all’islam, ma non l’inverso. Non passa giorno senza che vengano commessi atti di violenza contro i copti. Il risultato è una emigrazione di massa, ne sono emigrati circa un terzo in questi ultimi anni.

In Sudan, la guerra civile tra il nord islamico e il sud cristiano e pagano ( la guerra civile più lunga finora nel mondo), ha causato in 50 anni due milioni di morti.
In Tunisia un video ci fa vedere come viene ucciso un giovane che si era convertito al cristianesimo.
Il Libano, la storia dell’esistenza dello stato in 80 anni è stato un esperimento per creare e mantenere uno stato cristiano maronita, malgrado il fatto che fossero una minoranza in una maggioranza musulmana.
I cristiano-maroniti stanno cercando di sopravvivere in uno stato controllato dai sempre più potenti Hezbollah sciiti, legati come sono alla loro terra, anche se è forte la tentazione di emigrare in altri stati per vivere al sicuro e serenamente. Ecco il risultato di questa guerra di sopravvivenza senza fine, i cristiani emigrati sono tra un quarto e un terzo della popolazione.

In Siria la situazione nell’ultimo anno e mezzo è ugualmente grave per la minoranza cristiana. Hanno fatto parte dei governi di Assad perchè aveva promesso in cambio sicurezza, come aveva promesso ad altre minoranze. Per essersi identificati con Assad, sono ora attaccati dai ribelli, minacciati di morte, repressione e spoliazione dei beni da parte della maggioranza musulmana. L’ anarchia in tutto il paese consente ai musulmani di entrare nelle chiese, luoghi di lavoro e case private, per derubare e uccidere. Non sappiamo quanti cristiani siano già fuggisti dalla Siria, si presume circa un decimo di quanti vi abitavano un anno fa.

Nell’Autorità palestinese – Gaza,Judea e Samaria – i cristiani sono perseguitati. Una libreria cristiana a Gaza è stata data alle fiamme, vengono esercitate pressione affinchè i giovani si convertano all’islam, i musulmani si sono impadroniti della case dei cristiani residenti a Beit Jalla – a sud di Gerusalemme per trasformarle in postazioni adatte a far fuoco contro il quartiere ebraico di Gilo, situato a pochi metri di distanza. I residenti cristiani di Beit Jalla sono fuggiti tutti in Sud America. Un quarto dei palestinesi che vivevano sotto l’ Autorità palestinese sono emigrati.

Da quando è iniziata la “primavera araba” alla fine del 2010, è stato chiaro il fallimento del progetto arabo nazionalista, e, con esso, l’idea di uno stato arabo moderno, entrambi finiti nel nulla insieme all’islam, che però è diventato più forte, e con l’avanzare del tribalismo costituisce una pesante sfida ai cristiani un Medio Oriente, che hanno ormai una sola possibilità, la fuga. Il Papa è intervenuto recentemente su questo problema, esprimendo grande preoccupazione.

Per finire, l’unico stato in Medio Oriente dove il numero dei cristiani non diminuisce è lo Stato di Israele. Qualcuno ha voglia di spiegarne le ragioni ?

 

 

 

Perché il massacro dei cristiani

 

Premessa: tratto da qui

 

Oggi i cristiani uccisi, il massacro è avvenuto in Nigeria, sono circa 90. Tutti i commentatori ci stanno spiegando le motivazioni del massacro. Il massacro è stato organizzato dalle organizzazione islamiche estremiste, che è un gran bel termine, perché è sufficiente che qualcuno sia più estremista, che qualsiasi folle fa le figura del moderato. Rispetto a Hitler Mussolini era un dittatore moderato, e rispetto a Stalin era moderato Krushov e così via.

Se paragonati ai salafiti, che vietano di tagliare il pomodoro in senso sagittale perché può formarsi il disegno della croce, certo i Fratelli Musulmani sono moderati. E quelli che ai cristiani vogliono togliere qualsiasi proprietà e qualsiasi diritto civile, ma sono disposti a lasciarli vivi, sono moderati rispetto a chi li sta ammazzando come si ammazzato i cani rabbiosi, come si sterminano i topi di fogna, nell’indifferenza generale di un occidente folle di buonismo islamicamente corretto e di delirante amore per il terrorismo islamico, quello palestinese in primis.

La domanda numero uno: chi è stato? trova una facile risposta: gli integralisti, anzi i salafiti, che in arabo vuol dire integralista, ma così cominciamo a imparare la lingua, il primo passo di chi si avvia alla sottomissione. I salafiti sono un gruppo a parte, l’islam è tanto buono. Non dobbiamo criminalizzare tutti per una minoranza.

Gli integralisti esisteranno sicuramente anche nel buddismo, però non uccidono mai nessuno, quindi una religione che se interpretata in maniera integrale è omicida, già si presenta male. Vorrei ricordare che il numero di tedeschi che era favorevole allo sterminio degli ebrei inclusi i bambini era una minoranza: questo non ha salvato gli ebrei. La maggioranza dei turchi non era favorevole allo sterminio degli armeni e in particolare delle donne e dei bambini: questo non ha salvato nessuno.

E' sufficiente che il 20 % di una popolazione sia favorevole alla violenza indiscriminata sui civili perché quella popolazione sia mortalmente pericolosa, estremamente pericolosa, potenzialmente genocidaria. E così la domanda numero uno è a posto si passa alla domanda numero due: perché? Le spiegazioni sono numerose. Scelgo a caso tra le varie ipotesi. L’attentato è stato fatto come reazione a un qualche atto non gradito del governo, come reazione alla cattiveria dell’Occidente, cattivo a prescindere, per destabilizzare il governo centrale e/o locale per scatenare una guerra interreligiosa.

L’ipotesi che il massacro è stato fatto per massacrare i cristiani, che per l’ islam sono infedeli, è un concetto troppo cattivo per il commentatore medio.

 

L’ islam è una religione fondata da un generale che l’ha imposta con la spada e che ordina di uccidere gli infedeli ovunque si trovino. I cristiani in Nigeria, come quelli del Senegal, come quelli del Kenya, come l’ intera popolazione di Israele, ma anche come l’intera popolazione dell’Europa sono infedeli.

Non tutte le persone di convinta e reale fede islamica desiderano ucciderci. La maggioranza desidera solo dominarci in una posizione di sottomessi che si dice dhimmi. Non è possibile, il Corano lo vieta, che un musulmano possa convivere con non musulmani rispettandoli e a diritti pari.

Ciò che il Corano comanda a proposito di noi infedeli:

Sgozza gli infedeli ovunque li trovi (2:191)

Fai la guerra agli infedeli che vivono vicino a te (9:123)

Quando si presenta l’occasione, uccidere gli infedeli ovunque li si cattura (9,5)

Gli ebrei ed i cristiani sono pervertiti; combattili (9:30)

Uccidere gli ebrei ei cristiani, se non si convertono all'islam o se rifiutano di pagare la jizya [tassa dell'umiliazione] (9,29)

Mutilare e crocifiggere gli infedeli se criticano l’islam (05:33)

Punire i miscredenti con indumenti (gabbie) di fuoco, aste di ferro con ganci, acqua bollente, si fondano la loro pelle e il ventre (22:19-21)

Ogni religione diversa dall’islam non è accettabile (3:85)

Non cercare la pace con gli infedeli; decapitateli quando li prendete prigionieri (47:4)

Terrorizzare e decapitare quelli che credono in altre scritture che il Corano (8,12)

I miscredenti sono stupidi; esortare i musulmani di combatterli (8:65)

I musulmani non devono prendere gli infedeli come amici (3:28)

I musulmani devono radunare tutte le armi possibili per terrorizzare gli infedeli (8:60)

Gli infedeli sono impuri e non vanno lasciati entrare in moschea (9,28)

Chi afferma che l’islam è o può essere una religione di pace è una persona che vuole credere in un’illusione, una persona molto poco informata o semplicemente qualcuno che sta mentendo. L’ unica pace possibile per l’islam è la sottomissione del mondo ai suoi precetti. Islam vuol dire sottomissione. Per la sottomissione, grazie , ma non contate su di me.

 

Gli islamici combattono dalle Filippine alla Thailandia, dall'India al Pakistan, dall'Afghanistan a Gaza, dall'Iraq alla Nigeria e al Mali Eppure Obama e gli europei ripetono che l'Islam è una religione di pace.
Spesso non è solo ignoranza, si sforzano di credere ad un paio di predicatori in giacca e cravatta, sempre pronti a sostenere il dialogo interreligioso e a stringere le mani di preti e rabbini. Ma nel mondo islamico dettano legge i combattenti. Sennò perché i giovani abbandonerebbero l'Europa per combattere con lo stato islamico? L'Islam dei predicatori gentili e carini è una montatura.

E non è possibile neanche combattere materialmente l'Islam violento: non puoi farlo perché da Birmingham all'Indonesia devi fare i conti con migliaia di imam pronti a proclamare la guerra santa appena tocchi un musulmano
 

Dobbiamo salvare i cristiani, fare tutto quello che possiamo per Israele, che è sotto minaccia nucleare e creare per gli uomini e le donne nati dell’islam una via di fuga da una teocrazia terrificante. Dobbiamo far uscire il mondo occidentale da questo strano incantesimo che ha annientato la sua critica e la sua potenza cognitiva nell’osceno impasto di buonismo e politicamente corretto.

Il primo passo, quello fondamentale, è che non venga più giustificato il terrorismo. Non è esistito un terrorismo armeno, non è esistito un terrorismo ebraico: gli armeni sopravvissuti non hanno fatto saltare le scuole a Istambul, gli ebrei usciti dai lager non hanno distrutto gli autobus di Berlino. Il terrorismo nasce da una cultura di morte. Ora la moda imperante è che il terrorismo sia una reazione alla sofferenza, quindi il terrorista diventa un individuo che ha ragione a prescindere: il solo fatto che sia diventato terrorista dimostra che gli hanno pestato i piedi. Non esiste un terrorismo tibetano, e per quanto riguarda Osama Bin Laden, deve essere stato un trauma terribile essere ricco sfondato.

Il secondo passo è sospendere il delirio che tutte le religioni siano uguali e meritino rispetto. Nulla, meno che mai una religione deve essere rispettata a prescindere. Nulla, e meno che mai le religioni devono essere al di sopra delle critiche.

 

  

 

 

 

Le verità sul medio oriente

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