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Perché si sostiene Hamas?
 

 

<< Noi amiamo la morte molto di più di quanto voi amiate la vita. >> (Hamas)

 

Premessa: tratto da qui, qui, qui, qui e qui

 

Hamas è parte della Fratellanza Musulmana, i suoi principi sono paragonabili a quelli dell'Isis. Per prendere il potere a Gaza nel 2007 ha precipitato dai tetti i suoi nemici di Fatah; quando Osama Bin Laden fu ucciso, Ismail Hanyieh ha condannato gli Usa; l'Egitto ha denunciato il legame fra Hamas e gruppi affiliati a Al Qaeda; gode del finanziamento dell'Iran e di Assad in Siria, del Qatar.

La Carta di Hamas predica il califfato mondiale e il genocidio: lo sceicco Younis Al Astal, del consiglio legislativo di Gaza, spiega che «il Corano insegna a massacrare gli ebrei».
E Hamas ci si impegna: il 39,9 per cento degli attacchi suicidi che hanno fatto circa 2000 morti nei bar, sugli autobus, nei supermarket sono di Hamas; gli attacchi riusciti e falliti dal 2001 al 2014, 18928. Fra gli attacchi più famosi quello di Natania che uccise 30 anziani, e quello della pizzeria Sbarro a Gerusalemme, con 15 morti, molti bambini.
La pioggia di missili sui civili è un'altra specialità. Hamas ha tentato di colpire anche gli impianti chimici di Haifa e di compiere stragi di massa. La sua politica mira a colpire anche i cristiani, che perseguita sul suo territorio.
Hamas impone la shaaria, indottrina i suoi bambini all'odio, quest'anno ha diplomato quindicimila ragazzi nei campi paramilitari, il doppio dell'anno scorso: «Questa generazione» ha detto Ismail Haniyeh «non conosce la paura, è la generazione dei missili, dei tunnel, delle operazioni suicide».

 

Dopo le ultime elezioni palestinesi nel 2006 e la vittoria di Hamas in seguito alla guerra civile a Gaza, il mondo è stato unanime nel condannare Hamas e inserirlo nelle liste nere delle organizzazioni terroristiche. Dopo la designazione di Hamas come organizzazione terroristica, l'Europa (inizialmente), gli Stati Uniti e altri Paesi del mondo occidentale non hanno più avuto contatti. Eppure oggi sia nella schiera delle organizzazioni umanitarie sia nel mondo politico avanzano le pressioni per "parlare a Hamas", che è stato "democraticamente eletto" e che, per i più estremisti, rappresenta la vera "resistenza palestinese".

 

Ma l'Europa nel 2014 ha perfino tolto Hamas dalle organizzazioni terroristiche. “Non ci sono le prove che Hamas sia un’organizzazione terrorista” hanno detto i signori giudici europei.

13.000 missili sparati contro la popolazione civile di Israele dal 2005 in poi da aggiungere ai 4.000 di quest’estate, in soli 50 giorni. Attentati di ogni tipo in Israele, kamikaze a centinaia sguinzagliati per ammazzare ebrei, autobus esplosi, teatri e ristoranti saltati per aria, centinaia di stragi, rapimenti, cittadini italiani amici dei palestinesi ma ritenuti gay strangolati col filo di ferro, stragi di intere famiglie palestinesi di sospetti collaborazionisti, oppositori politici giustiziati sulla pubblica piazza, Sharia imposta, educazione all’odio contro gli ebrei, giornalisti uccisi e imprigionati, sgozzamenti e accoltellamenti di ebrei, missili contro le città di Israele e contro l’aeroporto Ben Gurion.

Tunnel scavati da ragazzini, i loro stessi figli (molti ammazzati perchè non parlassero, molti morti per la fatica), per sbucare nel mezzo delle città israeliane e ammazzare gente innocente. Famiglie intere sgozzate, nessuna pietà per bambini neonati, stragi in sinagoghe, pietre contro macchine in transito e contro cittadini inermi. La propria popolazione usata come scudo umano provocandone la morte per poter accusare Israele.

Infine il massimo, quello che mai nessuno, oltre al nazismo, aveva osato pensare facendone addirittura un comma della propria costituzione, una legge scritta: l’eliminazione dalla carta geografica e la cancellazione dalla Storia di uno stato sovrano, Israele, unica nazione al mondo minacciata di distruzione. Hamas, criminali finanziati dai soldi europei, miliardi regalati senza mai chiedere riscontro, una organizzazione terrorista che riceve più soldi di qualsiasi paese in via di sviluppo, Africa compresa. L’Europa ha finanziato Hamas da sempre, nonostante fosse nell’elenco del Terrore, figurarsi i soldi che sborserà adesso, dopo averli ripuliti, lavati e candeggiati.

 


Pare che l'intero processo che ha portato Hamas e i suoi straordinari record di violazioni sistematiche dei diritti umani siano completamente dimenticati. Dopo le elezioni, Hamas ha iniziato una guerra a Fatah per il controllo del potere, vincendo a Gaza. L'instaurazione di un regime islamico a Gaza è passata per varie fasi, come la repressione dell'opposizione, l'introduzione di norme conformi alla shari'a e il consolidamento di un regime tirannico a Gaza.
La repressione dell'opposizione si è concentrata in primi due anni di guerra civile che hanno soffocato le voci di Fatah, i cui affiliati sono stati prima espulsi dagli uffici pubblici, minacciati, poi messi in prigione e giustiziati. La repressione continua ancor oggi, anche se l'opposizione si è fatta più quieta. Hamas reprime anche altre voci di opposizione, con la polizia interna che prende di mira gli "occidentalizzanti", il cui aspetto poco orientale li fa automaticamente identificare con Fatah.


Hamas ha poi instaurato una tirannide di ispirazione islamica, limitando i diritti delle donne e delle minoranze. Per un periodo è stato reintrodotto il pagamento della jizya, la tassa che gli infedeli devono pagare a un regime islamico in cambio di protezione, è stato imposto il velo anche alle poche donne cristiane rimaste, ed è stata istituita la " polizia morale ". Il sistema educativo è stato ancor più radicalizzato e i campi estivi per ragazzi sono stati trasformati in campi di addestramento per giovani terroristi. Attivisti dei diritti umani e giornalisti che hanno denunciato le prime violazioni sono stati espulsi, come tra il 2007 e il 2008.


Negli ultimi otto anni, i numerosi proventi che Hamas riceve dal mondo arabo e islamico e quelli che riesce a raccogliere dagli aiuti umanitari sono serviti all'acquisizione di missili, alla costruzione della Gaza sotterranea per arrivare a infiltrarsi in Israele. Le critiche dell'UNRWA per l'uso delle scuole gestite dall'agenzia ONU per i palestinesi come magazzini di missili e per la poca trasparenza nella gestione degli aiuti umanitari sono state presto dimenticate, mentre le altre violazioni passano nel silenzio più totale.


Hamas, appoggiato da altre organizzazioni affiliate ai Fratelli Musulmani ha fatto per anni lobby al parlamento europeo attraverso il Council for Europe-Palestine Relations, ora dichiarato illegale da Israele e con il sito oscurato. L'organizzazione terroristica palestinese ha fatto adepti tra i giovani musulmani europei, che hanno ritrovato nella foga antisemita la loro ragione di vivere, e ha raccolto consensi tra la sinistra anti-sionista che vede nell'islamico l'ultima forma di rivoluzione degli oppressi. Nel mondo politico aumentano le voci che invitano a parlare con Hamas perché "la pace si fa coi nemici", mentre l'organizzazione cresce e si fa più forte, fino al punto da trascinare Israele in una guerra e poi chiedere una hudna - la "tregua" islamica che ha finora permesso di inventare altri modi di colpire Israele.


Che fine hanno fatto quelle voci di reporter, attivisti dei diritti umani e politici che condannavano Hamas? I reporter sembrano non vedere gli attivisti di Hamas. Gli attivisti dei diritti umani si dividono tra coloro che non vedono e coloro che invece appoggiano l'islamismo palestinese per la comune ossessione antisionista. E i politici sembrano ormai insofferenti verso la convenzione per cui a Hamas non si parla.


Questa evoluzione sembra frutto di un accordo, forse anche tacito, per cui tacere sulle violazioni di Hamas avrebbe permesso agli internazionali di continuare a operare in Gaza. Ma dov'è l'amore per la Palestina che fa commuovere il mondo intero alla vista dei morti e della distruzione di Gaza? Dov'è l'amore per i palestinesi, che fa tanto odiare gli israeliani? Persino i palestinesi si sono sollevati due anni fa contro Hamas per aver portato Gaza a condizioni economiche insostenibili, e domandando ora il cessate il fuoco. Lo stesso mondo che implora "tacciano le armi" non può implorare "taccia Hamas"?

 

Infatti, Hamas lancia periodicamente centinaia di razzi diretti alla popolazione civile israeliana, per produrre una reazione, la quale inevitabilmente arriva e provoca morti tra la popolazione palestinese, che però sono appositamente voluti da Hamas stessa come mezzo di propaganda.

Israele ha fatto tutto il possibile per diminuire queste vittime, avvertendo prima degli attacchi aerei con telefonate e anche con la procedura di “bussare al soffitto”, cioè spedire una specie di grosso petardo sulle case da abbattere cinque minuti prima di colpirle. Per le zone più ampie, Israele ha diffuso volantini e appelli radio e telefonici un giorno prima di attaccare.

Vale la pena di ricordare che Hamas, oltre a non aver costruito rifugi per la popolazione, ma solo per i propri dirigenti e per le armi, cerca in tutti i modi di impedire alla gente comune di raccogliere gli avvertimenti israeliani e di fuggire: è arrivato a minacciare di uccidere lui i gazawi che scappano dalle zone minacciate. La sua strategia prevede infatti che le persona comuni debbano fare da scudi umani per le sue armi e i suoi terroristi.

Lo fa sia sparando missili da case, scuole, asili, ospedali, sia sistemando depositi e centri comandi sotto gli stessi edifici, sia infine cercando di trattenere il più possibile la gente dove ci sono gli obiettivi militari. è nel suo interesse che donne e bambini muoiano, per farne oggetto di propaganda.

Da questo punto di vista non è Israele a essere responsabile delle morti di persone che non c'entrano, ma Hamas, che commette continuamente crimini di guerra in questo senso. Per dirla in breve, mentre Israele usa i razzi (Iron Dome) per proteggere le persone, Hamas usa le persone per difendere i razzi.

 

Hamas in quindici giorni da Gaza è riuscita a lanciare su Israele circa duemila missili, di cui quattrocento circa intercettati da Iron Dome, cioè destinati a cadere in zone fittamente popolate. Può uno stato esporre la sua popolazione a un bombardamento del genere senza reagire? Può lasciare che due terzi del paese siano in sostanza paralizzati dai razzi? Può lasciare che il suo unico aeroporto internazionale e la sua centrale nucleare, oltre a tutte le sue città principali siano bombardate giorno e notte? Immaginate se questo riguardasse Milano, Roma, Napoli, gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, le nostre industrie chimiche... che farebbe l'Italia?

Hamas si adopera anche tramite attacchi da terra, usando tunnel che portano in territorio israeliano: l'obiettivo è di devastare, uccidere e rapire (si sono trovati addosso agli attaccanti manette e sonniferi). I tunnel sono lunghi alcuni chilometri, profondi 20 metri, costano almeno un milione di euro l'uno, sono stati costruiti nell'arco di due o tre anni, erano dunque già pronti da tempo. Ne sono stati trovati finora una quarantina. Hamas non ha certo scrupoli a rapire e uccidere anche in tempo di pace, come si è visto nel caso di Shalit e dei tre studenti sequestrati un mese fa. Può uno stato subire senza reagire una minaccia continua di questo tipo?

E perché Hamas  fa così? Basta guardare il suo statuto, leggere le sue dichiarazione, sentire i discorsi dei suoi leader. Perché la sua raison d'etre è la distruzione di Israele, la cacciata (o peggio) di tutti gli ebrei dal territorio islamico. Per farlo deve terrorizzare, uccidere, distruggere, sparare, condurre quella che Mao chiamava “guerra di lunga durata”.

La strategia è questa, esplicita, dichiarata, chiarissima. Israele non ha la minima intenzione di distruggere gli arabi, non potrebbe sognarsi neanche nei deliri più folli di eliminare 300 milioni di persone che ha tutt'intorno, del resto conta fra i suoi cittadini il 20% di arabi che hanno i diritti di tutti gli altri, partiti, deputati, giornali sindaci, moshee. Sono Hamas e Fatah e i leader arabi che dichiarano da cent'anni di voler eliminare col sangue l'affronto della presenza ebraica nella regione.

 

Quindi Gaza è governato da Hamas, che però riceve aiuti assai consistenti dall'estero. Come vengono spesi questi aiuti? Quasi completamente in acquisti di armi e in accaparramenti privati dei dirigenti di Hamas.
Chi assicura allora la sussistenza del popolo di Gaza? Pochi sanno che:
- la fornitura di energia elettrica è fatta da Israele;
- la fornitura di acqua potabile è fatta da Israele;
- la logistica degli aiuti che arrivano a Gaza dal mondo è fatta da Israele;
- la cura dei feriti e la cura di pazienti palestinesi con gravi patologie è fatta dagli ospedali israeliani.

- quando Hamas bombarda i civili Israeliani, è proprio Israele a fornire aiuto a Gaza facendo passare oltre 200 camion pieni di viveri, di cibo, di medicinali e prodotti base. Per prevenire una crisi umanitaria, a Gaza entrano inoltre 200.000 litri di carburante al giorno. Intanto pazienti palestinesi, di Gaza e del West Bank, sono curati in diversi ospedali israeliani.


In cambio di questa azione umanitaria fornita da Israele senza obbligo alcuno, Hamas evita di spendere risorse per case, scuole ed ospedali. Le spende per acquistare missili ed armi. La tecnica bellica di Hamas è infatti puramente terroristica. I suoi missili e razzi vengono lanciati a centinaia sulle città israeliane senza selezionare obiettivi ma puntando deliberatamente alla popolazione civile.
 

Qualcuno forse si starà chiedendo perché Hamas lancia periodicamente centinaia di missili sui civili israeliani sperando di compiere un genocidio. La risposta sta nell'informarsi sui principi seguiti da questa organizzazione.



La Carta di Hamas: Estratti

1. INVITI ALLA DISTRUZIONE DI ISRAELE:
• "Israele esisterà e continuerà ad esistere finché l'Islam non lo cancellerà, proprio come ha cancellato altri prima di esso" (Il martire, Imam Hassan al-Banna, di venerata memoria) ". [Introduzione]

• "Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento palestinese distinto, la cui fedeltà è verso Allah, e il cui stile di vita è l'Islam. Si sforza di alzare la bandiera di Allah su ogni centimetro della Palestina ..." [articolo 6]
 


2. INVITI ALLA JIHAD
• " Non c’è soluzione alla questione Palestinese se non attraverso la Jihad ." [Articolo 13]

• " Lo slogan del Movimento di Resistenza Islamico : Allah è il suo obiettivo , il Profeta è il suo modello , il Corano la sua costituzione : la Jihad è il suo sentiero e la morte per amore di Allah è il più alto dei suoi desideri. " [ Articolo 8 ]

• “ Di fronte all’usurpazione degli ebrei della Palestina, è obbligatorio che la bandiera della Jihad sia sollevata. " [ Articolo 15 ]

• " La Jihad per la liberazione della Palestina è un dovere individuale:". "Il giorno che i nemici usurpano parte della terra musulmana, la Jihad diventa il dovere individuale di ogni musulmano. Di fronte all’usurpazione degli ebrei della Palestina, è obbligatorio che la bandiera della Jihad sia sollevata. " [Articolo 15]

• " La struttura di base del Movimento di Resistenza Islamico è costituita dai musulmani che hanno dato la loro fedeltà ad Allah, il quale adorano veramente , - " ho creato gli jinn e gli esseri umani al solo scopo di adorare "- che conoscono il loro dovere verso se stessi, le loro famiglie e il paese. In tutto questo, temono Allah e sollevano la bandiera della Jihad in faccia agli oppressori, in modo che essi liberino la terra e la gente della loro sporcizia, viltà e mali. " [Articolo 3]
 


3. RIFIUTO DEI NEGOZIATI DI PACE:
• “Lasciare il cerchio di lotta con il sionismo è alto tradimento”. [Articolo 32]

• "Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina è un Waqf islamico consacrata alle future generazioni musulmane fino al giorno del giudizio. Questa o qualsiasi parte di essa, non deve essere sprecata. A questa o a qualsiasi parte di essa, non si dovrebbe rinunciare. Né un singolo paese arabo, né tutti i paesi arabi, né alcun re o presidente, né tutti i re e i presidenti, né alcuna organizzazione, né tutte, siano essi palestinesi o arabi, possiede il diritto di farlo ". [Articolo 11]

• " Ora ed in futuro l'invito per la convocazione di una conferenza internazionale per cercare dei modi per risolvere la questione palestinese...Queste conferenze sono solo dei modi per collocare degli infedeli nella terra dei musulmani come arbitri " [Articolo 13]
 


4. ANTISEMITISMO E TEORIE COSPIRATIVE:
• “ Il Profeta, Allah lo benedica e gli conceda la salvezza, ha detto: “ Il giorno del giudizio non verrà fino a quando i musulmani non combatteranno gli ebrei ( uccidere gli Ebrei), quando l'Ebreo si nasconderà dietro pietre e alberi. Le pietre e gli alberi diranno: O musulmani, O Abdulla, c'è un Ebreo dietro di me, vieni a ucciderlo.” [ Articolo 7 ]

• “ Il piano sionista è senza limiti. Dopo la Palestina, i sionisti aspirano ad espandersi dal Nilo all'Eufrate. Quando avranno digerito la regione che hanno superato, essi aspirano ad un'ulteriore espansione, e così via. Il Loro piano è incarnato nel " I protocolli dei Savi Anziani di Sion ", e il loro comportamento attuale è la migliore prova di quello che stiamo dicendo”. [ Articolo 32 ]

• “ Per molto tempo, i nemici stavano pianificando, abilmente e con precisione per la realizzazione di ciò che hanno ottenuto. Hanno preso in considerazione le cause che influenzano il corso degli eventi. Hanno cercato di accumulare una grande e sostanziosa ricchezza materiale che hanno dedicato alla realizzazione del loro sogno. Con i loro soldi, hanno preso il controllo del mondo dei media, agenzie di stampa, la stampa, case editrici, emittenti, e altro. Con il loro denaro provocarono rivoluzioni in varie parti del mondo, con lo scopo di conseguire i loro interessi e raccoglierne i frutti. Erano dietro la rivoluzione francese, la rivoluzione comunista e la maggior parte delle rivoluzioni di cui abbiamo ascoltato e sentito parlare, qua e là. Con il loro denaro formarono società segrete, come la Massoneria, Rotary Club, Lions e altre in diverse parti del mondo, allo scopo di sabotare le società e il raggiungimento degli interessi sionisti. Con i loro soldi sono stati in grado di controllare i paesi imperialisti ed istigarli a colonizzare molti paesi per consentire loro di sfruttare le loro risorse e diffondervi la corruzione. Si può parlare quanto si vuole di guerre regionali e mondiali. Erano dietro la prima guerra mondiale, quando sono stati capaci di distruggere il Califfato islamico, ottenendo guadagni finanziari e il controllo delle risorse.” [ Articolo 22 ]

• “ L'invasione sionista è una invasione feroce. Essa non si astiene dal ricorrere a tutti i metodi, usando tutti i modi malvagi e spregevoli per raggiungere il suo fine. Essa si basa fortemente sulle sue operazioni di infiltrazione e spionaggio delle organizzazioni segrete a cui ha dato origine, come la Massoneria, i Rotary club e Lions, e di altri gruppi di sabotaggio . Tutte queste organizzazioni, siano segrete o aperte, operano nell'interesse del sionismo e secondo le sue istruzioni. Essi puntano a minare le società, distruggere i valori, corrompere le coscienze, deteriorare il carattere e ad annientare l'Islam. E’ dietro il traffico di droga e l'alcolismo in tutti i suoi generi in modo da facilitare il controllo e l'espansione.” [ Articolo 28 ]

• " La nostra lotta contro gli ebrei è molto grande e molto seria ... Il Movimento è solo uno squadrone che dovrebbe essere supportato da sempre più squadriglie di questo vasto mondo arabo e islamico, fino a quando il nemico non sarà sconfitto e la vittoria di Allah sarà realizzata. " [ Presentazione ]

• “ I popoli dovrebbero aumentare da ulteriori passi sulla parte loro, i gruppi islamici di tutto il mondo arabo dovrebbero fare lo stesso, dato che tutti questi sono meglio attrezzati per il futuro ruolo nella lotta con i guerrafondai ebrei. ” [ Articolo 32 ]
 


5. IL CONFLITTO CON ISRAELE COME UNA LOTTA RELIGIOSA:
• “ Il programma del Movimento è l’Islam. ” [Articolo 1]

• “ è necessario instillare nelle menti delle generazioni musulmane che il problema palestinese è un problema religioso, e dovrebbe essere trattata su questa base. ” [Articolo 15]

• “ Il Movimento di Resistenza Islamico è una delle ali dei Fratelli Musulmani in Palestina. I Fratelli Musulmani è un'organizzazione universale che costituisce il più grande movimento islamico nei tempi moderni. ” [Articolo 2 ]

• “ La Palestina è una terra islamica Waqf consacrata alle generazioni musulmane fino al giorno del giudizio. Premesso questo, chi potrebbe pretendere di avere il diritto di rappresentare le generazioni musulmane fino al Giorno del Giudizio ? ” [Articolo 11]

 

Inoltre, ribadiscono continuamente il loro pensiero, si pensi ad esempio alla propaganda di odio che mandano sulla Tv palestinese di Hamas, come ad esempio quello che segue (Fonte: MEMRI, 27.7.10):

 

«Cari beneamati, la moschea di Al-Aqsa [a Gerusalemme] è sottoposta a una feroce campagna di giudaizzazione e di contaminazione per mano delle più sporche creature che siano state plasmate da Allah: gli ebrei. […] Oggi vediamo i fratelli delle scimmie e dei maiali che distruggono le case con gli abitanti ancora all’interno, che sradicano gli alberi dalla loro terra, che uccidono donne, bambini e anziani. […]

 

Un tributo di sangue sarà pagato per la moschea di Al-Aqsa. Il nostro popolo non abbandonerà mai la moschea di Al-Aqsa e la Palestina. Noi la redimeremo con le nostre anime, col nostro sangue, coi nostri figli, con ciò che abbiamo di più caro, senza badare ai sacrifici che dovremo sostenere, fino a quando sarà liberata, con la grazia di Allah, e fino a quando questa terra sacra sarà purificata dalla sozzura degli ebrei. […]

 

Fratelli nella fede, la moschea di Al-Aqsa permane sotto una tirannica occupazione. Gli ebrei continuano a insozzarla con la loro lordura. L’unico modo per liberarla è attraverso la jihad [guerra santa] in nome di Allah. […]


Oggi la jihad è un dovere individuale, che spetta a ciascun musulmano, uomo e donna. Secondo il principio giuridico islamico, quando un nemico invade una terra musulmana, la jihad diventa il dovere individuale di ogni uomo musulmano e di ogni donna musulmana. Il figlio deve dedicarsi alla jihad anche senza il permesso del padre, la moglie deve dedicarsi alla jihad anche senza il permesso del marito, il servo deve dedicarsi alla jihad anche senza il permesso del suo padrone.»

 

Chi volesse verificare le più recenti espressioni genocide di Hamas può visitare il sito web di Palestinian Media Watch (PMW). Un esempio recente di islamo-nazismo è la dichiarazione di Muhammad Deif, il capo militare di Hamas, durante la guerra a Gaza “ Oggi voi israeliani combattete contro i soldati di Dio, che amano morire per Allah come voi amate la vita, e che fanno a gara tra loro per diventare martiri come voi cercate di evitare di morire”.
PMW ha anche citato recentemente una trasmissione TV nella quale Ismail Haniyeh, leader di Hamas, già Primo Ministro palestinese, ha detto: “ noi amiamo la morte come i nostri nemici amano la vita ! noi amiamo il martirio, il modo in cui muoiono i leader di Hamas”. La stessa TV ha poi diffuso un sermone nel quale veniva ripetuto che l’ideologia di Hamas, in accordo con l’islam, sterminare gli ebrei è il destino dei musulmani. Il sito PMW diffonde molti sermoni palestinesi che incitano a uccidere israeliani e ebrei.

 

E non sono solo parole. I fatti (i missili, gli esplosivi, i rapimenti) seguono.

 

D'altronde Hamas è chiara, come in questa dichiarazione pubblica https://www.youtube.com/watch?v=6NbRUXIXZOI «E’ giunto il momento che diciamo che la nostra vera guerra non mira all’apertura dei valichi di frontiera. La nostra vera guerra mira alla liberazione di Gerusalemme, ad Allah piacendo».

 

Ma perché Hamas fa la guerra ad Israele, pur con ideali islamici di conquista e distruzione, se sa che Israele ha la forza di bloccare i suoi attacchi di rispondere? È solo fanatismo religioso?

 

Il terrorismo è la ragion d'essere di Hamas. Gli islamisti di Gaza non sanno governare, non hanno nemmeno cercato di trovare una logica economica per il loro dominio di Gaza. Prendono il più possibile degli aiuti internazionali per sé (i capi non vivono certo in miseria) e per l'industria degli armamenti.

Se col cemento che hanno usato per costruire i loro tunnel trappola avessero costruito rifugi o magari industrie produttive, non solo i loro sudditi saprebbero dove rifugiarsi, ma senza dubbio sarebbero meno poveri e disperati. Hamas ha bisogno di fare la guerra, perché è la sola cosa che giustifica la sua sanguinosa dittatura, la sua missione principale, il suo DNA, come si può vedere da una rapida lettura del suo statuto.
 

Vi è poi certamente l'effetto propagandistico esterno: agli occhi del mondo, che Hamas sa bene in maggioranza antisemita, si può cercare di apparire vittime dello Stato ebraico anche quando si è gli aggressori. Si esibiscono fotografie di bambini uccisi in Siria o in Iraq spacciandoli per vittime palestinesi, si usa la compiacenza della stampa per rovesciare l'ordine causale presentando l'aggressione come una resistenza, e il gioco è fatto.

 

L'obiettivo è, quindi, quello di attirare la risposta israeliana. Questa produce morti palestinesi per la televisione internazionale. È per questo che Hamas esorta perversamente il suo popolo a non mettersi in salvo quando Israele lancia volantini di avvertimento per un imminente attacco.

D'altronde Hamas nonostante riceva milioni di euro, non ha speso neanche quei pochi soldi per comprare delle sirene per avvertire la popolazione del pericolo e non ha neanche costruito rifugi per la popolazione (come invece fa Israele), perché l'obiettivo è per l'appunto far morire la propria gente (in compenso Hamas ha costruito decine di lunghi tunnel in cemento armato per colpire Israele, dotati di aria condizionata, cibo e letti, in cui però la popolazione civile non può rifugiarsi ma solo i militari di Hamas possono farlo).
Muovere deliberatamente guerra in modo che il tuo popolo possa essere telegenicamente ucciso è pura follia morale e tattica. Ma poggia su una premessa molto razionale: dato lo stato orwelliano del trattamento che il mondo riserva a Israele (vedi: il grottesco Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani), alimentato da un mix di classico antisemitismo, ignoranza storica pressoché totale e simpatia riflessiva per l'apparente diseredato Terzo Mondo, queste eruzioni che mostrano vittime palestinesi in definitiva minano il supporto per la legittimità e il diritto all'autodifesa di Israele.
 

C'è poi anche la spinta culturale. Hamas quando si trova in difficoltà, per esempio quando vede movimenti terroristici come l'Isis che possono essere seri concorrenti al suo predominio su Gaza e al suo ruolo in “Palestina”, si comporta sempre nello stesso modo. è per sconfiggere questi concorrenti e per ristabilire il suo ruolo, insomma per mantenere il suo business che Hamas spesso inizia a bombardare Israele di missili; o meglio, è per questa ragione che espone la popolazione di Gaza alla sofferenza e al lutto. Non solo i danni a Israele, ma anche quelli a Gaza sono sua responsabilità: se rinunciasse a bombardare Israele anche l'autodifesa israeliana su Gaza cesserebbe; ma naturalmente Hamas in questo caso perderebbe la faccia.

L'”orgoglio”, l'”onore”, il “rispetto” sono importantissimi per la cultura del luogo. Anche se non è politicamente corretto dirlo, non si può non tener conto del fatto che la società araba è tribale e segnata da un sistema di valori molto diverso dal nostro, in cui la legalità, l'uguaglianza e il rispetto della vita umana sono sostituiti da altri principi, come l'onore, che non è affatto simmetrico o egualitario, perché esso consiste in un sistema gerarchico, alla cui sommità devono stare i capi guerrieri arabi, e poi giù giù la gente comune, le donne, i cristiani, gli ebrei.

Uno dei punti fondamentali dell'ideologia islamista è la restaurazione di questo sistema autoritario contro la democrazia occidentale, il che comporta naturalmente l'obbligo di rimettere gli ebrei al loro posto. Provarci, sfidare gli equilibri che negano la gerarchia tradizionale, rifiutare la pace e i compromessi non sono vissuti in una società tradizionale come follia ma come eroismo. Fino a che questo sistema di valori non sarà sconfitto, una pace vera fra Israele (ma in generale fra mondo occidentale) e arabi non sarà possibile.

 

 

Come ben sottolineato qui, da noi la questione palestinese è stata per decenni il cavallo di battaglia di una sinistra pretestuosamente anti israeliana. E di una stampa devotamente allineata. Vittima di una sorta di complesso pavloviano la nostra stampa persevera nelle vecchie abitudini nonostante il principale partito della sinistra sia ormai nelle mani di un personaggio che proverebbe, probabilmente, un sincero imbarazzo a stringere la mano ad un capo fondamentalista.

La manifestazione più grave di questo cronico riflesso condizionato è l'incapacità, talvolta, di distinguere la causa palestinese da quella di Hamas ritrovandosi così al servizio della propaganda fondamentalista. A differenza dei giornali stranieri molte testate nostrane continuano a raccontarci un'inesistente guerra di Israele ai palestinesi anziché lo scontro con una fazione che ha fatto del terrorismo la sua principale arma. Una fazione che nel 2007 sbatté fuori da Gaza i «fratelli» dell'Anp eliminando a colpi di esecuzioni sommarie chi non s'allineava ai suoi diktat.
Una formazione armata che ha brutalmente assassinato tre innocenti ragazzini israeliani. Un'organizzazione che il 7 luglio, mentre il governo israeliano invitava a rispondere «con calma alla calma», completava un tunnel per far penetrare un commando suicida dentro Israele e, scoperta, scatenava i missili per sopperire all'insuccesso. Sull'onda di queste sviste scompare dalle cronache nostrane anche qualsiasi riferimento all'intervista in cui il presidente palestinese Mahmoud Abbas, intervistato dalla televisione libanese Al Mayadeen, scarica su Hamas le responsabilità per le vittime di Gaza, condanna chi da «entrambe le parti» usa «la guerra per i propri interessi» e ricorda che «gli unici a rimetterci saranno i palestinesi».

La posizione del presidente palestinese, qui da noi assai ignorata, fa il paio del resto con quella di gran parte dei Paesi arabi. Primo fra tutti quell'Egitto del presidente Abdel Fatah al-Sisi che non si limita a considerare Hamas, nato da una costola della Fratellanza Musulmana, alla stregua di un nemico, ma sigilla i tunnel usati per rifornire la Striscia e blocca al confine gli sfollati in fuga dalle aree attaccate dagli israeliani. Un atteggiamento largamente condiviso dai sauditi che in questi giorni non spendono una parola per Hamas e soci. E anche la decisione di convocare solo domani una Lega Araba riunita, in altri tempi, in tempi assai più rapidi è significativa della diffidenza che circonda ormai il regno fondamentalista di Gaza.

Un regno dove donne e bambini continueranno a morire a centinaia a causa dell'inveterata consuetudine di usare i civili come scudi umani. Una consuetudine ampiamente documentata dal rapporto di Human Rights Watch che analizzando la morte dei 135 palestinesi uccisi da Israele durante le operazioni del 2012 a Gaza ricorda come Hamas metta a repentaglio le vite degli abitanti «lanciando ripetutamente razzi da aree densamente popolate nei pressi di abitazioni, centri d'affari e hotel». Conclusioni spesso accolte con distratta sufficienza da una stampa nostrana ancora incline, talvolta, a considerare la tragedia di Gaza una fiera battaglia per l'indipendenza anziché la cinica partita di un'organizzazione pronta a sacrificare i suoi stessi civili per riconquistare l'attenzione e la solidarietà internazionale.

 

Come ben evidenziato qui, durante la cristi dell'estate 2014, i reporters, non tutti ma alcuni, una volta usciti da Gaza hanno cominciato a parlare. Il quadro che ne è risultato era facilmente intuibile, ma per la prima volta i diretti interessati lo hanno confermato: a Gaza i media “lavorano” per Hamas. 

Sappiamo che Hamas usa gli scudi umani. Ma perché riportare questa notizia quando si è seduti nel bel mezzo della Striscia di Gaza, circondati da uomini armati di Hamas?”

La domanda che ci si potrebbe porre, all’inverso è: Perché stare a Gaza se non per riportare notizie?

Perché non si sottolinea la violenza con cui Hamas obbliga i civili a fare da scudi umani ed a morire inutilmente? L’uso di scudi umani è esplicitamente vietato dalla Convenzione di Ginevra!

 

E non una parola sui poveri palestinesi uccisi da Hamas perché sospettati di aiutare Israele, come gli oltre 30 Palestinesi, uccisi senza processo durante una delle “tregue umanitarie” volute da Hamas, con la ridicola accusa di essere “spie di Israele”! Le prove? Carte telefoniche israeliane, “ritrovate” nelle tasche delle vittime. 

E’ la fine che fa chi osa alzare la voce contro Hamas. Dove stavano i solerti reporters? 

Sami Abu Lashin, attivista di Fatah a Gaza, racconta: Il 28 luglio, pochi minuti dopo la chiamata alla preghiera della sera, nel primo giorno della Aid Al Fitr, eravamo riuniti, io e la mia famiglia, quando abbiamo sentito bussare alla porta. Aspettavo un amico e sono andato ad aprire. Mi sono trovato davanti una ventina di uomini incappucciati. Uno di loro si è staccato dal gruppo e mi ha sparato alle gambe, prima alla coscia destra e poi a quella sinistra. Mi accusavano di non aver rispettato l’ordine di non lasciare la mia abitazione, durante le incursioni aeree israeliane. Circa 250 attivisti di Fatah sono stati arrestati da Hamas con la stessa accusa. 125 uccisi subito, per essersi rifiutati di fare da scudi umani. 

 

La notizia è immediatamente rimbalzata su tutte le testate giornalistiche principali? Ma che! Non una parola. I reporters erano troppo occupati a seguire le direttive di Hamas ed a costruire gli stages preferiti dai loro lettori. Ad esempio a mettere in scena “le bambole di Gaza“, un tema ricorrente e che incontra il gusto dei lettori. Dai cumuli di macerie fumanti dopo i raid israeliani, sbucano sempre bambole intatte e pulitissime, stratagemma veloce e di sicuro impatto. 

Non c’è tempo per mostrare i morti ammazzati o feriti, gli scudi umani incatenati ai palazzi e per raccogliere le voci di chi, a rischio della propria vita, protesta. 

 

Il regista israeliano Michael Grynszpan descrive su Facebook uno scambio avuto con un giornalista spagnolo, appena uscito da Gaza. “Abbiamo parlato della situazione del Paese. Lui era molto cordiale. Ho chiesto come mai non si vedono sui canali televisivi di reporting da Gaza, i militanti  di Hamas: niente uomini armati, niente lanciarazzi, nessun poliziotto. Vediamo solo civili in questi reportages, per lo più donne e bambini. Mi ha risposto francamente:”E” molto semplice, abbiamo visto le rampe di lancio di Hamas, li abbiamo visti lanciare i missili, erano vicino al nostro hotel, ma se mai avessimo osato  puntare la nostra macchina fotografica su di loro ci avrebbero semplicemente sparato e ci avrebbero ammazzati  ‘”

 

Nick Casey, del The Wall Street Journal, John Reed del The Financial Times, Harry Fear, del Rt sono tutti giornalisti minacciati di morte per aver descritto il lancio di missili da parte di Hamas. Radjaa Abou Dagga, giornalista franco-palestinese, racconta su Libération di come sia stato catturato da militanti di Hamas, portato in uno dei quartieri generali del gruppo terrorista, basato (guarda caso) all’ospedale di Shifa e di come gli fosse intimata la partenza immediata da Gaza se voleva avere salva la vita. Libération ha rimosso, in seguito, il suo articolo. 

Certo, le voci scomode, per quanto flebili, cominciavano a essere troppe e cosi’ la Foreign Press Association (FPA) Associazione della stampa estera, ha dovuto necessariamente rilasciare un comunicato: 

“La FPA protesta energicamente contro i metodi flagranti, incessanti, energici e poco ortodossi utilizzati dalle autorità di Hamas e dai loro affiliati, contro i giornalisti internazionali a Gaza.” 

 

Mentre Israele usa sistemi antimissile per proteggere la popolazione civile e mette in carcere i terroristi, loro usano i civili palestinesi per proteggere i missili e glorificano gli assassini. L’alto numero di civili che trovano la morte sono da attribuirsi ad Hamas, che opera volutamente in mezzo ai civili, una tecnica che viene sottratta dall’informazione, sui giornali ma soprattutto nei servizi televisivi. Mostrare immagini strazianti è la regola, Hamas lo sa bene, e fornisce il materiale umano che impressionerà i telespettatori, non fornirà spiegazioni ma solo emozioni. Altrimenti dette propaganda.

 

Hamas dal canto suo è chiara non solo con i fatti, ma anche con le parole: https://www.youtube.com/watch?v=LWISvih1HAw e cioè la strategia di Hamas: condurre la propria gente alla morte. Così si è espresso il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri, che potete sentire in questo video sottotitolato in inglese: “Questo è qualcosa che la gente dovrebbe sentire, oggi non stiamo conducendo la nostra gente alla distruzione. Noi stiamo conducendo il nostro popolo a morte".

 

Hamas ha disperato bisogno dell’appoggio morale dell’Occidente, non può permettere che la narrazione de “l’eterna vittima” che così tanto successo ha ottenuto, sia inquinata dalla verità. Ha bisogno di mostrare solo una popolazione inerme, i danni dei bombardamenti, i lutti, le bambole tra le macerie per allontanare la domanda “Perché?”. Non esiste causa e effetto, gli attacchi israeliani devono essere considerati solo manifestazione della ferocia innata di un popolo. E quindi è necessario non inquadrare mai i militanti che terrorizzano la popolazione, mai le rampe di lancio, mai ammettere quante fra le vittime siano stati “incidenti di percorso” interni.

Così le minacce verso i giornalisti esteri continuano, nonostante le proteste della FPA. E i reporters che accettano? Si sa, il mondo dell’informazione è spietato, non lascia spazio a chi si dovesse porre domande etiche.

 

Israele fa la guerra contro Hamas, non fa la guerra contro i palestinesi, ed è difficile biasimarlo perché qualsiasi Stato al suo posto lo farebbe. Quello che è da biasimare è il comportamento degli italiani/europei che si schierano troppo spesso dalla parte dei pazzi criminali, cioè Hamas.

 

 

Perché gli europei si commuovono solo per i morti di Gaza? Durante la guerra a Gaza, in soli 2 giorni in Siria sono state uccise 700 persone (http://www.aawsat.net/2014/07/article55334493). Negli ultimi tre anni oltre 150 mila.  I cristiani di Mosul sono stati appena cacciati sanguinosamente da una città dove vivevano dai tempi dei padri della chiesa, le loro case invase, la chiesa e l'episcopato distrutti. Sono le ultime presenze cristiane in una zona che fu la culla del cristianesimo: una strage fisica, oltre che culturale. Avete visto molte manifestazioni per la Siria?

Avete visto molte proteste per la distruzione sistematica di tutto ciò che non è islamico in Medio Oriente (il che è esattamente lo stesso obiettivo di Hamas in Israele)? Non ne avete vite? E allora perché? Perché i bravi pacifisti cattolici si indignano per i bambini di Gaza e non gli importa niente dei bambini di Mosul e di Aleppo e di Damasco? Perché?

Non sarà che questa indignazione che sentono gli piace perché si rivolge contro gli ebrei? Non sarà che nel loro animo riemerge il vecchio istinto della caccia ai giudei, quello di Hitler, ma anche quello delle calunnie del sangue, dei pogrom, dell'Inquisizione? Quando a Berlino si sente gridare nei cortei “ebrei ebrei schifosi maiali, venite fuori” (https://www.youtube.com/watch?v=TbYTUUZLGus), non vi viene neanche un piccolo sospetto? Quando dite che Israele ammazza i bambini, non vi ricordate della distruzione della comunità ebraica di Trento, cinque secoli fa, con la falsa accusa di aver ucciso un tal bambino Simone (http://it.wikipedia.org/wiki/Simonino_di_Trento) e di mille casi analoghi?  Pensateci.

 

E’ strana e incomprensibile l’impunità che Hamas gode nel mondo occidentale, i Governi europei e la Casa Bianca non osano dire una sola parola contro questo movimento di terroristi assassini?
E’ strana e incomprensibile la fiducia che i giornalisti stranieri hanno nelle fonti di Hamas o forse si tratta semplicemente di paura e allora io mi chiedo cosa ci vanno a fare a Gaza i giornalisti occidentali se sanno di dover sottostare alle regole di Hamas per quanto riguarda l’informazione? Che ci vanno a fare se sanno di dover raccontare falsità e menzogne?
Non è strana nè incomprensibile l’ostilità, in molti casi l’odio, che si riversa su Israele che da 70 anni si difende dal mondo arabo/islamico unito ( per tutto il resto si scannano a vicenda) soltanto nel tentativo di distruggere questa piccola e unica democrazia del Medio oriente.
Non è strano e incomprensibile tutto questo perché su Israele da un lato si riversa l’odio sempre vivo e pulsante contro l’ebreo e dall’altro gli interessi dell’Occidente , USA compreso, col mondo arabo.
E non è strano nè incomprensibile che l’ONU sia sempre schierato con il terrorismo e contro Israele, tra gli stati membri è massiccia la presenza di stati arabi, islamici, dittature e 120 su 193 Paesi membri sono di fatto ostili riguardo Israele e favorevoli alla politica araba.

 

 

Chissà se i pacifinti ricordano che Hamas ha costretto numerose persone a farsi esplodere in luoghi affollati e su autobus israeliani allo scopo di ammazzare quanti più civili possibili? Lo sanno che Hamas ha mirato ad ammazzare direttamente donne in cinta, bambini ed anziani?

Ecco ad esempio una lista che riguarda solo gli attentati suicidi in Israele e dove sono indicati quelli rivendicati da Hamas:
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Palestinian_suicide_Attacks

Si tratta di veri e propri massacri di massa contro civili innocenti, contro bambini e donne, senza contare i feriti, spesso mutilati a vita.

Anche gli attentati non suicidi di Hamas sono alquanto cruenti, come ad esempio quando intenzionalmente crivellavano di pallottole famigliole con tanto di donna incinta:

http://www.oggi.it/attualita/notizie/2010/09/01/israele-palestina-hamas-versa-sangue-sulla-ripresa-del-negoziato/


D'altronde, i civili israeliani da anni sono sottoposti ad un massacro continuo ed indiscriminato, si veda ad esempio la lista dei principali attacchi terroristici conto Israele dal 2001 al 2011
http://archive.adl.org/israel/israel_attacks.html#.U_rnKlIcTIU


Ma tutti questo i pacifinti non lo sanno o fanno finta di non saperlo, e fanno pure in modo che altri non lo vengano a sapere, non sia mai che la gente capisse chi sono davvero i cattivi....

 

 

   

 

L'ideologia di Hamas chiama alla distruzione di Israele e alla conquista di tutto il suo territorio, senza la possibilità di accordi o compromessi, come c'è scritto nel suo statuto. E' un'ideologia che esalta esplicitamente la morte, chiamandola “martirio”, fino alla pratica degli attentati suicidi. Ha dichiarato un alto suo dirigente in un video che si trova facilmente su Internet: “ Noi amiamo la morte per Allah. Hamas ama la morte come gli israeliani amano la vita. Oggi gli israeliani, stanno combattendo i soldati divini che amano la morte per Allah e il Martirio, come voi amate la vita."
Questo spiega il fatto sconvolgente che Hamas non difende la propria popolazione civile, come fa Israele, ma la usa come scudo umano per le proprie armi, esponendola alla sorte “felice” del martirio. Quando sistematicamente si sparano razzi, colpi di mortaio, fucilate da scuole, case affollate, asili, ospedali, come è stato abbondantemente documentato, è inevitabile che la reazione coinvolga dei civili.
Le morti di donne, bambini e altri civili durante la guerra di Gaza è una cosa terribile, ma bisogna capire che sono state volute e perfino progettate da Hamas, mentre Israele ha fatto tutto quel che poteva per evitarle, ben consapevole fra l'altro che sarebbero state usate contro di lui.

Israele ha sostenuto suo malgrado e vinto una guerra difensiva, condotta in maniera da offrire più volte una via d'uscita e da minimizzare le vittime civili. Ciò nonostante è stato violentemente demonizzato dall'opinione pubblica pacifista, che praticamente non si occupa delle vittime cento volte più numerose in Siria e Iraq, o in Libia o in Nigeria e Mali, dove gli islamisti sono all'attacco.
Bisogna interrogarsi sulle motivazioni profonde di questo atteggiamento unilaterale, ideologico, sordo a tutti gli argomenti e le prove, che ha incriminato insieme Israele ed ebrei d'Europa. La ragione di questa “mancanza di proporzionalità” è una sola: antisemitismo.

Israele è il paese che molti amano odiare, perché è il paese dove hanno costruito la loro patria gli ebrei che per duemila anni sono stati paria in Europa e nei paesi arabi, sottoposti ad angherie quotidiane e stragi frequenti. Anche se si presta talvolta un omaggio verbale alle vittime della Shoà, l'odio antisemita non è affatto morto. Solo che oggi si dirige con tutti i pretesti contro Israele, come a partire da settantacinque anni fa perseguitò a morte gli ebrei italiani ed europei.
 

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

http://veromedioriente.altervista.org