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I dieci modi con cui Israele è discriminato

  

 

Premessa: tratto da qui Nell'immagine qui sopra: come osi difenderti Israele?

 

È sconcertante osservare come Israele sia trattato con un metro di paragone assolutamente diverso da quello adottato per altri stati. Ovviamente, lo stato ebraico è sottoponibile a giudizio; come tutti gli altri, d'altro canto. Ma meriterebbe pari trattamento, non diverso.

Tanto per incominciare, Israele è l'unico stato della comunità internazionale di cui è continuamente messa in discussione lo stesso diritto ad esistere.

Malgrado il fatto che Israele impersonifichi un antiche legame con il popolo ebraico, come ripetutamente citato nel libro più letto al mondo: la Bibbia, che sia stato istituito con una risoluzione ONU del 1947, e che sia membro pieno effettivo delle Nazioni Unite dal 1949; persiste un implacabile gruppetto di nazioni, istituzioni e soggetti che ne negano la legittimità politica.

Nessuno oserebbe discutere il diritto ad esistere di tutti gli altri stati, la cui legittimazione storica e legale è decisamente più discutibile: inclusi gli stati istituiti dopo atti di forza, occupazione o creati a tavolino. Diversi stati arabi, per dire, rientrano in almeno una di queste categorie. Perché allora soltanto nei confronti di Israele è continua caccia aperta? non ha niente a che fare con il fatto che trattasi di uno stato con maggioranza ebraica al mondo?

 

 

Secondo: Israele è l'unico stato al mondo che sia oggetto di minaccia esistenziale da parte di un altro stato membro delle Nazioni Unite.

Pensateci un attimo: la dirigenza dell'Iran, assieme alle "filiali" di Libano e Gaza, invocano ripetutamente la cancellazione di Israele dalle cartine geografiche. C'è una sola altra nazione che fronteggi una simile minaccia?
 

 

Terzo: Israele è l'unico stato la cui capitale (Gerusalemme) non sia riconosciuta dagli altri stati.

È assurdo. Le diplomazie internazionali hanno sede formale a Tel Aviv, ma conducono tutta la loro attività a Gerusalemme. Sebbene nessuna nazione occidentali contesti la presenza israeliana nella zona occidentale della città, dove ha sede la residenza del primo ministro, il parlamento (Knesset) e il ministero degli Esteri; nessuna ambasciata ha lì sede.

Difatti, se si desse un'occhiata alle principali città internazionali, per il tramite dei rispettivi passaporti, si leggerebbe: Parigi, Francia; Tokyo, Giappone; Pretoria, Sudafrica; Lima, Peru; Gerusalemme... senza stato, o orfana, se preferite.

 

 

Quarto: le Nazioni Unite hanno istituito due agenzie che si occupano di profughi.

Una, la United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR), si sofferma sui rifugiati di tutte le popolazioni del mondo, tranne una. L'altra, la United Nations Relief and Works Agency for Palestine (UNRWA), si occupa specificamente dei palestinesi.

Le differenze non vertono solamente su strutture istituzionali e burocrazie. Il mandato è ben differente: la UNHCR si impegna a ricollocare i rifugiati; la UNRWA, no. Quando nel 1951 John Blanford, all'epoca direttore dell'UNRWA, propose di ricollocare fino a 250.000 rifugiati palestinesi nelle nazioni arabe circostanti, questi stati reagirono stizziti e respinsero la proposta, costringendo Blanford alle dimissioni. Il messaggio fu recepito: da allora, nessun altro presidente proposta una soluzione simile.

Inoltre, le definizioni di rifugiato divergono: mentre l'UNHCR si occupa solamente di chi ha abbandonato la propria madrepatria, l'UNRWA si occupa «dei discendenti delle persone che acquisirono nel 1948 lo status di rifugiato»; senza alcuna limitazione generazionale (con la non trascurabile conseguenza che i 600.000 profughi palestinesi di allora sarebbero oggi circa 30 mila, e invece sono diventati 6-7 milioni, NdT)

 

 

Quinto: Israele è l'unico stato al mondo che vince le sue guerre di sopravvivenza e di autodifesa, eppure è messo al muro dagli avversari sconfitti, che pretendono di dettare le condizioni del piano di pace.

E nel far questo, ironia della sorte, sono spalleggiati da altri stati i quali, avendo a loro volto vinto le loro guerre, hanno preteso e ottenuto un aggiustamento dei confini a loro vantaggio.

 

 

Sesto: Israele è l'unico stato al mondo a cui sia stato riservato un argomento permanente di discussione al Consiglio ONU dei Diritti Umani, con sede a Ginevra.

Per nessun altro stato membro, inclusi i violatori seriali di diritti umani come la Corea del Nord, l'Iran e il Sudan, è previsto un simile trattamento. L'unica democrazia del Medio Oriente è trattato in modo così spudoratamente parziale; perché è così che funziona: cane non mangia cane, e tutti si coalizzano contro Israele, creando una maggioranza automatica ad esso ostile.
 

 

Settimo: Israele è l'unico stato al mondo condannato esplicitamente quest'anno all'assemblea annuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, come "violatore" del diritto alla salute. Ciò malgrado Israele abbia fornito una assistenza medica di primo livello ai siriani in fuga dalla guerra civile, e ai palestinesi di Gaza; malgrado abbia raggiunto un'eccellenza tale da conseguire una delle più elevate aspettative di vita per i suoi cittadini (un quinto dei quali arabi, NdT), e risponda immediatamente alle emergenze umanitarie che deflagrano nel mondo, da Haiti al Nepal. Senza parlare dei progressi quotidiani nella Medicina.


 

Ottavo: Israele è l'unico stato al mondo che sia bersaglio quotidiano di tre agenzie ONU stabilite al solo scopo di supportare la "causa palestinese" e demonizzare Israele: il "Comitato per l'esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese", il "Comitato speciale per l'indagine sulle pratiche israeliane che impattano sui diritti umani del popolo palestinese" e la "Divisione per i diritti palestinesi" in seno al Dipartimento degli Affari Politici dell'ONU.

 

 

Nono: Israele è l'unico stato bersagliato ogni anno da anche 20 risoluzioni dell'Assemblea Generale dell'ONU e da innumerevoli provvedimenti di altre agenzie del Palazzo di Vetro, come il "Consiglio dei diritti umani".

È sconcertante, ma ogni anno Israele è oggetto di simili attenzioni più che tutti gli altri 192 stati membri messi assieme. Nessuna persona in buona fede può argomentare che un simile trattamento sia giustificato, ma è un dato di fatto dovuto alla maggioranza venutasi a creare in seno alle Nazioni Unite (eccezion fatta per il Consiglio di Sicurezza, ove vige il diritto di veto).

Quando i due terzi delle nazioni al mondo sono iscritte al movimento dei "Non Allineati", e quando essi eleggono l'Iran alla presidenza, con il Venezuela a supporto; questo spiega tutto...

 

 

E, infine, decimo: Israele è l'unico stato al mondo attaccato dal movimento BDS (non risulta siano oggetto di denuncia le occupazioni di Cipro da parte della Turchia, l'occupazione del Sahara occidentale da parte del Marocco, e l'occupazione del Tibet, NdT).

 


 

Qualcuno per caso ha scorto una qualche attività nei campus che si orienti verso i veri violatori dei diritti umani, non lontani dai confini di Israele; che, con la forza, convertono o espellono i cristiani? utilizzano armi chimiche sulla popolazione civile; negano i diritti ai palestinesi, e usano pene capitali, anche per i minori?

Qualche gruppo studentesco ha forse provato ad impedire agli studenti di viaggiare in altri stati che non siano Israele, come ha prescritto di recente una raccomandazione circolata all'UCLA?

Qualcuno ha scorto una qualche flottiglia organizzata da movimenti di estrema sinistra europei che non siano diretta in Israele?

Qualcuno ha notato inviti rivolti a società, finalizzati a chiederne il disinvestimento da stati che non siano Israele?

La Turchia, per dirne una, ha sfacciatamente e ingiustificabilmente occupato un terzo di Cipro dal 1974, impiegando 40.000 soldati, e trasferendovi forzatamente popolazioni turche dall'Anatolia; eppure nessuno protesta all'indirizzo di Ankara, denunciandone l'occupazione.

Alla luce del contesto politico, affrontare ciascuna di queste istanze di doppiopesismo e di ipocrisia è una sfida a dir poco impegnativa. E la lista è soltanto parziale.

C'è un vecchio adagio secondo cui non occorre essere ebrei per apprezzare il pane di segale di Levy's Jewish. Allo stesso modo, non occorre essere filoisraeliani per essere indignati da questo grottesco trattamento iniquo di Israele. Tutto ciò che occorre è la capacità di avere il senso della morale, a fronte di ciò che sta accadendo ai giorni nostri.

 

 

 

 

Che brutta cosa il razzismo - salvo che sia rivolto contro Israele, naturalmente...

 

Il boicottaggio dei prodotti e delle università israeliane organizzati da movimenti che si dicono progressisti in Europa e negli Stati Uniti sono uno scandalo, una ripresa “democratica” delle attività antisemite di stampo nazista. E altrettanto scandalosa è la scelta dell'Unione Europea di favorire queste pratiche di discriminazione e razzismo, ordinando a tutti i paesi membri di mettere un'etichetta speciale - già di per sé discriminatoria - ai prodotti provenienti da Giudea e Samaria: la sola regione al mondo isolata dal suo contesto di appartenenza per ragioni esclusivamente politiche. Come se la Russia proibisse alla Spagna di scrivere “made in Spain” per i prodotti catalani, per la sola ragione che Putin fosse favorevole alla secessione della Catalogna.

 

Anche su questo punto bisogna chiedersi perché l’Unione Europea prende un atteggiamento del genere solo su Israele e su nessuno degli altri circa 200 conflitti territoriali che agitano il pianeta. Perché per esempio non imporre alla Turchia etichette o altri strumenti che accertino come nei suoi prodotti nulla sia stato fatto nella zona occupata di Cipro Nord (che è territorio europeo)? Perché non chiedere alla Russia lo stesso per la Crimea (territorio ucraino) e l’Abkazia (territorio georgiano)? Perché non farlo rispetto all’ex-Sahara spagnolo col Marocco, che gode di finanziamenti europei per sfruttare le risorse minerali e ittiche di questo territorio occupato?

 

Ma questo è solo un dettaglio. Ci sono i professori universitari che non volendo compromettere la loro purezza ariana col contatto con gli ebrei (o i professori ebrei che non vogliono perdere la loro sudata immagine da Zio Tom di ebrei buoni, “progressisti e democratici” rifiutano qualunque contatto con Israele, anche in questo caso senza che in un mondo pieno di conflitti, di ingiustizie e di aggressioni ci siano altri stati boicottati.

 

E ci sono gli stati che non permettono di fare entrare chiunque abbia un passaporto israeliano, come Algeria, Bangladesh, Brunei, Gibuti, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Oman, Pakistan, Arabia Saudita, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen - cioè in sostanza la grande maggioranza degli stati arabi e un po' d'altri musulmani. A questo proposito è uscita nei giorni scorsi una storia interessante: essendosi la linea aerea del Kuwait rifiutata di accettare dei passeggeri perché israeliani sulla linea New York - Londra, ed avendo questi fatto causa, un giudice ha ordinato alla Kuwait Airlines di cessare la pratica discriminatoria. Ma per non farlo la linea aerea ha addirittura rinunciato alla tratta (http://www.focusonisrael.org/2015/12/17/no-biglietti-ad-israeliani-kuwait-airlines-sospende-tratta-new-york-londra/). Chissà se accadrà qualcosa del genere con Etihad, che ha base ad Abu Dabi (Emirati) ed è la nuova padrona dell'Alitalia...

 

E però altri episodi sono insieme più subdoli e più arroganti. C'è la storia di quel dentista in pensione che aveva deciso di fare volontariato patriottico curando gratis i soldati di una base: una cosa molto americana... Peccato che gli sia stato negato il nulla osta di sicurezza. Capirete i segreti che poteva tirar fuori dalla bocca dei suoi possibili pazienti... Ma quel che conta è la ragione, resa esplicita da chi gli ha comunicato il rifiuto: non solo aveva il torto di essere ebreo, ma era stato in Israele ed aveva atteggiamenti di amicizia e sostegno per lo stato ebraico (http://www.dailywire.com/news/1959/you-can-serve-military-dentist-unless-youre-jew-aaron-bandler, http://www.jpost.com/Diaspora/American-Jewish-group-urges-US-army-to-stop-denying-security-clearances-due-to-Israel-ties-437795). Ripeto, questo è accaduto negli Stati Uniti, non in Iran o in Algeria. Effetti della buona amministrazione Obama, che difende la pace. Insomma, bisogna rendersene conto. il razzismo è una bruttissima cosa - salvo che sia rivolto contro Israele (http://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/18075).


 

Le verità sul medio oriente

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http://veromedioriente.altervista.org