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Lettera aperta a chi crede di essere nel giusto odiando Israele

 

 

Scritto in parte da Chloe Valdary (Lioness of Zion) , studentessa americana di colore

Se volete raccogliere l'eredità dei primi colonizzatori islamici che violentarono e saccheggiarono il Medio Oriente, soggiogando le popolazioni indigene che vivevano nella regione e imponendo loro una vita di persecuzioni e di degradazione, non potete permettervi di rivendicare il titolo di "Combattenti per la Libertà".

Se sostenete una dottrina razzista della supremazia araba e il desiderio (come corollario di quella dottrina) di distruggere lo Stato Ebraico, non potete spacciare i vostri pregiudizi per forme di legittima "resistenza".

Se i vostri eroi sono i chierici che siedono a Gaza progettando il genocidio di un popolo; che mettono i propri figli sui tetti nella speranza che vengano spazzati via dalle bombe; che declamano le lodi dei loro accoliti quando riescono ad assassinare studenti delle scuole ebraiche e far esplodere luoghi di attività in cui si radunano-civili ebrei; allora non potete sognarvi di presentarvi come immacolati paladini dei valori umani. Non lo siete affatto.

Se le vostre attività comprendono il rammaricarsi per la prestazione terribilmente incompetente dei lanciatori di razzi di Hamas e conseguentemente per la salvezza di milioni di vite ebree, per tutti gli adulti e i bambini che non vengono assassinati dai loro razzi, per il loro mancato smembramento, non potete sostenere che lottate per la giustizia. Vi professate irreprensibili. Ma non lo siete affatto.

Se la vostra idea di una giusta causa comporta prendere di mira e intimidire gli studenti ebrei, arrogandovi la loro storia di esilio-e-ritorno e modellandola a vostra somiglianza, non potete pretendere di farlo in nome delle libertà civili e della libertà di espressione.

Non potete avere come idolo un regime che pratica l'omicidio, la tortura e la persecuzione del proprio popolo, tenendolo deliberatamente in povertà e appropriandosi di miliardi di dollari, e al contempo sostenere che siete "pro-Arabi". Non lo siete.

Non potete avere come idolo un sistema in cui agli Ebrei è precluso acquistare terreni o viaggiare in determinate zone, solo perché sono Ebrei, e al contempo sostenere che siete promotori dell'uguaglianza universale. Non potete favorire quel sistema promuovendo il boicottaggio di aziende, attività ed enti di proprietà ebraica, e poi pretendere di essere "contro l'apartheid". E’ una cosa ipocrita e malvagia.

Non potete permettervi di giustificare bombardamenti calcolati e intenzionali, pestaggi e linciaggi di uomini, donne e bambini ebrei, facendo riferimento a tali azioni odiose come parte di una nobile "rivolta degli oppressi". Questo è razzismo. E' male.

Non potete far finta che voi e Rosa Parks sareste stati amiconi negli anni Sessanta. Rosa Parks era una vera combattente per la libertà. Rosa Parks era una sionista. Coretta Scott King era una sionista. A. Phillip Randolph era un sionista. Bayard Rustin era un sionista. Count Basie era un sionista. Martin Luther King era un sionista.
Anzi, loro e molti altri uomini e donne (di colore) hanno firmato una lettera nel 1975, che dice: "Condanniamo la lista nera anti-ebraica. Abbiamo combattuto troppo a lungo e troppo duramente per sradicare la discriminazione dalla nostra terra, per poter stare a guardare mentre interessi stranieri introducono questo fanatismo in America. Dopo aver sofferto così grandemente per il pregiudizio razzista, riteniamo sommamente ripugnanti gli sforzi da parte di Stati arabi di utilizzare il potere economico della loro ricchezza petrolifera neo-acquisita per boicottare le imprese commerciali che trattano con Israele o che hanno proprietari o dirigenti ebrei, e per imporre precondizioni anti-ebraiche per gli investimenti in questo paese."

Vedete, quelli della mia gente (le persone di colore) sono sempre stati sionisti perché il mio popolo si è sempre impegnato per la libertà degli oppressi. Quindi non dovete permettervi di appropriarvi culturalmente della storia del mio popolo per i vostri fini.

Voi non avete il diritto di evocare la lotta del mio popolo (la gente di colore) per i vostri scopi indegni e non dovete mascherarvi di vittimismo in nostro nome. Non avete il diritto di diffamare il buon nome del mio popolo e collegare la vostra causa a quella del Dr. King. Le nostre due cause sono diametralmente opposte l'una all'altra.

La vostra causa è l'antitesi della libertà. E’ costata centinaia di migliaia di vite di entrambi, Arabi ed Ebrei. E ha separato questi popoli, e ha fomentato animosità tra di loro. Ha portato dolore, tormento, morte e distruzione.

Naturalmente è vostra facoltà continuare a utilizzare banalità e luoghi comuni per la vostra causa. Siete in pieno diritto di riempirvi la bocca con parole come "uguaglianza", "giustizia" e "combattente per la libertà."
Potete continuare a usare quelle parole per tutto il tempo che volete. Ma io non credo che sappiate che cosa significano."
io sottoscrivo QUESTE parole, non le vostre!"

 

E non chiamate "partigiani" o "resistenza" chi combatte contro Israele, sono assassini spietati, terroristi riconosciuti a livello internazionale. Vi citerò qualche piccolo esempio di “guerra partigiana” di questi signori, come la definite voi:
1. il massacro di Pesach nel marzo del 2002, in cui 30 persone furono uccise a Netanya in una sala per banchetti;
2. il massacro sull'autobus numero 20 di Gerusalemme nel novembre dello stesso anno 2002 (11 morti);
3. il massacro sull'autobus numero 2 di Gerusalemme nell'agosto del 2003 (23 morti);
4. l'attacco alla città di Beersheba nell'agosto del 2004, (15 morti).
Sono solo una piccola parte delle operazioni rivendicate da Hamas. La totalità delle vittime erano civili. E secondo voi, questi assassini sarebbero partigiani. Strano, non mi risulta che i nostri partigiani abbiano mai fatto saltare in aria una birreria di Amburgo o una balera di Monaco o un filobus a Dresda.

È da disonesti non chiamare con l’appropriatissimo appellativo di terrorista un gruppo che compie e rivendica sfrontatamente attentati terroristici, che ha scritto nel suo statuto che intende rimpiazzare lo Stato d’Israele con una Repubblica Islamica, e che intende inseguire e uccidere tutti gli ebrei (gli ebrei tutti, non solo quelli di Israele) tranne quelli che si rifugeranno dietro un certo mitico albero.
Sono certo che voi conoscete lo Statuto di Hamas, non è vero? Si tratta di un documento a disposizione di tutti, è su internet. Tuttavia, ritenete che Hamas sia un valido interlocutore per Israele, la quale non avrebbe alcun fondato motivo per non sedersi ad un tavolo di trattative avendo di fronte un killer determinato ad ottenere nulla di meno che la sua stessa mera sopravvivenza come Nazione.
E questo perché Hamas comanda a Gaza in virtù di un’elezione democratica. Timidamente mi permetto di segnalare che anche Hitler e Mussolini ottennero la maggioranza relativa in elezioni sino ad allora democratiche. Altrettanto timidamente segnalo che Israele non ha misconosciuto il risultato di quelle elezioni:
- ne ha preso atto;
-  ha deplorato la scellerata opzione dei cittadini di Gaza, evidentemente autolesionista e criminale;
- ha osservato con raccapriccio il modo con cui Hamas ha completato e consolidato la sua vittoria elettorale: i rivali di Al Fatah buttati dai grattacieli di Gaza, gli oppositori politici immediatamente tacciati di “collaborazionismo” con il “nemico sionista” e giustiziati sommariamente, i loro cadaveri scempiati legati alle motociclette dei miliziani e trascinati per Gaza City fra le urla belluine di trionfo della folla osannante;
- ha infine valutato che Hamas è una banda di tagliagole, con una spiccata riprovevole predilezione per le gole dei bambini ebrei, ed ha deciso che con loro non si può trattare.


Ma tant’è. Per voi si tratta di partigiani, che - con mezzi assai rudimentali - lottano contro lo strapotere di uno dei più potenti eserciti del mondo. I mezzi assai rudimentali sono i gli oltre 15.000 razzi con cui si è terrorizzata per anni la popolazione civile di Sderot, di Ashqelon, di Ashdod, di Beersheba, ed ora anche quella di Tel Aviv, di Holon, di Herzliya, di Netanya, di Gerusalemme e persino di Haifa.
Oltre il 35% di questi ordigni sarebbe andato a bersaglio se non fosse stato intercettato dal mai abbastanza benedetto sistema contraereo Iron Dome, con le prevedibili conseguenti stragi, il cui mancato verificarsi è di tutta evidenza per voi motivo di cruccio e doglianza, così come lo è per i terroristi sanguinari di Hamas.

 

Non è forse quel delirio criminale chiamato antisemitismo che spinge a stare dalla parte dei terroristi sanguinari piuttosto che dalla parte dell'unica democrazia del Medio Oriente che viene aggredita da questi signori?
 

Non è forse quel delirio criminale chiamato antisemitismo che spinge a negare al popolo ebraico riunito in Israele, il diritto all’autodifesa?

 

Non è forse quel delirio criminale chiamato antisemitismo che spinge ad indignarsi e protestare solo quando c'è l'opportunità di poter odiare in qualche modo gli ebrei, mentre se non c'è, allora si ignorano massacri ed efferatezze di ogni genere in Medio Oriente?

 

E l'antisemitismo, e ci sono 2000 anni di prove, è una di quelle poche cose che si avvicina al concetto di male assoluto. Chi è antisemita non ha neanche il diritto di definirsi essere umano, non c'è nulla di umano nell'esserlo: è un mostro.

 

 

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

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