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I miti più diffusi su Israele e sui palestinesi spiegati in breve

 

 

Premessa: tratto da Qui e Qui

 

Premessa: Israele è in guerra con la Palestina/i palestinesi?

No, ed è grave che nessuna voce (o ben poche) si levi per dire che non è così, Israele non è in guerra con il popolo palestinese, infatti consideriamo che:
1) In Israele vivono 1,4 milioni di palestinesi (20% della popolazione israeliana) che non sono in guerra con Israele
2) In Cisgiordania vivono 2,4 milioni di palestinesi, che non sono in guerra con Israele
3) In Giordania vivono 2,5 milioni di palestinesi che non sono in guerra con Israele.
4) In Siria e Libano vivono almeno altri 500 mila palestinesi, che non sono in guerra con Israele.
Resta una minoranza di 1,4 milioni di palestinesi che vivono a Gaza (il 17% dei palestinesi dell'area. Senza contare quelli in giro per il mondo). Loro sì (per meglio dire, alcuni di loro), sono in guerra con "gli israeliani" (siano essi civili o militari, ebrei o musulmani.).
Lo scontro dunque, è tra una minoranza dei palestinesi residenti a Gaza e gli israeliani. O, meglio ancora, tra una minoranza di estremisti palestinesi che da quando Israele si è ritirato da Gaza lancia quotidianamente razzi su Israele, e un Paese che si è stufato di riceverli.
La controprova? Israele non ha problemi con gli altri 6,8 milioni di palestinesi (quelli che non gli lanciano quotidianamente missili sulla testa dal 2006).

 

 

1) "Israele ha sottratto illegalmente terra ai palestinesi".


Nel 1947, l'ONU votò una risoluzione che assegnava terra sia agli ebrei che ai palestinesi (agli arabi, nella dizione originale del 1947, NdT). Gli ebrei accettarono la partizione, e diedero vita legittimamente allo stato di Israele. Gli arabi respinsero il piano, e lanciarono un attacco. Anche dopo aver perso la guerra, gli arabi hanno detenuto la maggior parte della terra.

2) "Gli stati arabi confinanti in effetti vogliono dare vita ad uno stato palestinese".


Dopo la guerra (del 1948, NdT) il West Bank e Gaza sono risultate controllate rispettivamente dalla Giordania e dall'Egitto: per 19 anni! In questo arco di tempo, questi stati non hanno mai proceduto alla istituzione di uno stato palestinese; piuttosto, hanno utilizzato la terra occupata per i loro fini.

3) "Gli stati arabi vogliono risolvere la questione dei rifugiati".


I palestinesi (quelli convinti a lasciare Israele nel 1948 dagli stati arabi confinanti che si accingevano a dichiarare guerra al neonato stato ebraico, con la promessa che al loro ritorno avrebbero conquistate le case abbandonate dagli israeliani uccisi, NdT) si sono insediati negli stati arabi in tutto il Medio Oriente. Questi stati potevano risolvere immediatamente la crisi: consentendo ai rifugiati i medesimi diritti dei loro cittadini. Ma al contrario non hanno concesso loro il diritto di voto, non hanno consentito il possesso di terre; nemmeno di studiare nelle loro scuole. Ironicamente, l'unico stato del Medio Oriente che ha assegnato loro piena cittadinanza è stato proprio Israele: che ha assorbito 156 mila arabi dopo la guerra del 1948. Ancora oggi gli arabi siedono sui banchi del governo di Gerusalemme, della Corte Suprema (e delle altre istituzioni israeliane. Una cittadina di origine etiope è stato di recente incoronata Miss Israele, NdT).

4) "Gli sforzi delle Nazioni Unite stanno affrontando la questione dei rifugiati".


L'ONU è intervenuta per fornire assistenza ai rifugiati palestinesi. Ma anziché usare le istituzioni preesistenti per ricollocare le popolazioni in altri stati; ha creato appositamente l'UNRWA, che considera un palestinese rifugiato fino a quando uno stato palestinese sarà creato al posto dell'attuale stato d'Israele (NdT1: l'ANP, embrione di un futuro stato palestinese, che detiene la giurisdizione del West Bank, per bocca del suo leader ha chiarito che i "rifugiati" palestinesi - di fatto: figli, nipoti e pronipoti di coloro che abbandonarono Israele nel 1948 - non avranno mai e poi mai la cittadinanza del futuro stato.

NdT2: La politica dell'UNRWA è del tutto differente da quella dell'UNHCR, che si occupa dei profughi di tutti gli altri conflitti mondiali: perché è stato necessario creare un'agenzia apposita? perché l'ONU non si è impegnata a risolvere la questione dei profughi in questi decenni? per perpetrare lo stato di rifugiato, e la stessa esistenza dell'UNRWA? perché i paesi arabi confinanti non hanno mai integrato i loro "fratelli" all'interno del proprio stato?) Ciò rende per i palestinesi estremamente arduo vivere nelle nazioni ospitanti, e congela a vita lo status di rifugiato, che si trasmette alla propria discendenza (i rifugiati UNHCR non trasmettono tale condizione ai loro figli, NdT), il che ha portato al moltiplicarsi dei rifugiati dai 500 mila del 1949 ai quasi 5 milioni di oggi.
Con il deteriorarsi delle condizioni, sono sopravvenuti gli aiuti internazionali, il che ci porta al punto...

5) "La soluzione è fornire più denaro".


Davvero? gli stati occidentali hanno devoluto ai palestinesi massicci aiuti finanziari. Tenendo conto dell'inflazione, per ogni persona hanno fornito 25 volte di quanto ogni europeo ha indirettamente ricevuto per la ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dove si vedono i risultati per l'economia? perché le infrastrutture non sono migliorate? tutto questo denaro di sicuro avrebbe aiutato, ma è stato consegnato ad una leadership che aveva programmi diversi. Il che ci introduce al punto

6) "L'obiettivo primario dei leader palestinesi è la formazione di uno stato".


Tutto questo denaro è stato impiegato per alleviare le sofferenze di un solo uomo: Yasser Arafat. Dopo la sua morte, esperti contabili assoldati dalla stessa famiglia di Arafat hanno scoperto investimenti sconosciuti per più di un miliardo di dollari. Questa massa di denaro sarebbe stata minacciata se fosse stato creato uno stato palestinese; il che forniva ad Arafat (e a Mahmoud Abbas, se è per questo) un miliardo di buone ragioni per non sottoscrivere un definitivo trattato di pace. Il che ci porta al punto

7) "Israele può contare su un effettivo partner per la pace".


Ansiosi di una soluzione, nel 2000 gli israeliani hanno mandato al potere Ehud Barak, dotato di un mandato per conseguire la pace con i palestinesi. Barak offrì ad Arafat il 94% dei territori rivendicati, Gerusalemme esclusa. Arafat rifiutò seccamente. Clinton bollò il fallimento dell'accordo come la migliore opportunità persa in 60 anni, addossando le colpe ad Arafat (NdT: nel 2007 il suo successore Olmert propose una soluzione ancora più vantaggiosa, che includeva i quartieri orientali di Gerusalemme e il riconoscimento di un moderato "rientro" dei rifugiati. Malgrado lo stupore della Casa Bianca per l'offerta generosissima e al limite autolesionistica, Abu Mazen rispedì la proposta al mittente). Il che ci porta al più diffuso fraintendimento.

 

8) "Per conseguire la pace, Israele non deve fare altro che consegnare terra".
 

L'ultima volta che Israele c'ha provato risale al 2005, quando costrinse con la forza migliaia di coloni a lasciare le loro abitazioni a Gaza, in cambio della promessa palestinese di pace. Ma una volta che gli israeliani lasciarono la Striscia, i palestinesi consegnarono il potere ad Hamas: una organizzazione terroristica che da quando è salita al potere, ha sparato oltre 10 mila razzi verso le città meridionali di Israele (NdT: stessa sorte probabilmente toccherebbe allo stato ebraico se si ritirasse unilateralmente dai territori occupati nel West Bank: la leadership "moderata" di Abu Mazen sarebbe rimpiazzata da quella integralista di Hamas, che attaccherebbe immediatamente Israele). Qualcuno è sorpreso? perché, in caso affermativo, può aver preso per buono il prossimo fraintendimento.

9) "Molti palestinesi desiderano una pace duratura con Israele".


Alcuni in effetti lo vogliono; ma sono una minoranza. Da 60 anni, i responsabili dell'istruzione palestinesi hanno alimentato i bambini con robuste dosi di odio: esaltando nelle classi scolastiche gli attentatori suicidi e celebrando la morte.

10) "Fornire ora uno stato ai palestinesi è l'unico modo per porre fine alle loro sofferenze".


E' stato l'unico approccio tentato in questi ultimi 60 anni. Ma queste sono le persone di cui stiamo parlando, e attendere fino a quando avranno uno stato che fornisca loro gli stessi diritti, non ha fatto che peggiorare le cose.
In questo momento, Israele è l'unico stato che garantisce parità di diritti ai palestinesi nell'ambito dei loro confini, ma riconoscere loro parità di diritti in tutti gli stati in cui essi abitano, permetterebbe immediatamente di migliorare le loro condizioni di vita.

 

11) Israele sarebbe stato creato da colonialisti.

La verità è che gli ebrei hanno combattuto all'ultimo sangue per la terra dei loro avi. Mentre il Regno Unito aprì la porta con gli Accordi di Sanremo, e quindi con la Dichiarazione Balfour, il successivo piano di partizione e il mandato palestinese assegnarono i 3/4 della terra promessa (si perdoni il gioco di parole) al neocostituito regno ascemita, che avrebbe preso il nome di Giordania: il che dimostra che l'appoggio britannico non fu in realtà così amichevole. Se poi si considera l'embargo delle armi che agì soltanto nei confronti del neonato stato israeliano, il fatto che Londra armò e addestrò la legione giordana, e i limiti allora imposti all'immigrazione ebraica, mentre al contempo si incoraggiava l'immigrazione araba, si ottiene un quadro ben preciso del presunto favore britannico.
È piuttosto divertente che le persone che sostengono che Londra abbia "creato" Israele, sono le stesse che indicano il bombardamento del King David (in cui a seguito di attentato perirono 28 inglesi, noncurante dell'allarme lanciato prima dell'esplosione, NdT) come prova della cattiveria degli ebrei. Va detto che, in primo luogo il King David era il quartier generale del governo DI OCCUPAZIONE britannico. Soprattutto, non si chiedono mai come mai gli ebrei combattessero la gente che secondo essi avrebbe dato vita allo stato di Israele. È un perfetto esempio del motivo per cui dobbiamo ridimensionare la retorica colonialista. Naturalmente non mancherà chi giurerà che senza il sostegno coloniale, gli ebrei non sarebbero riusciti nel loro intento, quando nella realtà essi combattevano i colonialisti. Ovviamente gli inglesi maldigeriscono questa vicenda.

12: Israele è uno stato colonialista.

Questa è senza dubbio la castroneria più macroscopica. Chiunque sia in grado di osservare una cartina geografica, o di leggere la Bibbia o il Corano, o anche di leggere e scrivere, dovrebbe essere in grado di capire che gli ebrei sono nati qui: «i giudei vengono dalla Giudea, gli arabi dall'Arabia», faccio semplicemente rilevare a chi assume questa grottesca posizione. Siamo a livelli terra terra, eppure c'è chi sostiene che gli ebrei sarebbero... europei. La genetica prova chiaramente che gli ebrei aschenaziti in prevalenza hanno sangue mediorientale. L'archeologia prova chiaramente la presenza ebraica su questo territorio da oltre tremila anni. Bibbia e Corano confermano che gli ebrei sono stati la maggioranza per buona parte della storia ultramillenaria di questa terra. Diversi luoghi vantano nomi ebraici, anche se in seguito i colonizzatori arabi hanno provveduto ad arabizzarli: come Neapolis, ribattezzata Nablus perché nell'arabo non esiste il suono connesso alla lettera "p" (il vero nome della città in effetti è Schechem).
Quando ero piccolo leggevo di Hebron, la capitale biblica del Regno di David; e di Shiloh, dove gli ebrei costruirono il primo tempio finalizzato ad onorare Dio. Si tratta di verità fattuali che gli arabi non possono negare; ma cionondimeno, ci provano. Il Monte del Tempio è il luogo ove sorgeva il Tempio di Gerusalemme, eppure gli arabi pensano che dissacrandolo e costruendovi sopra una moschea, possa trasformarsi in un luogo arabo. Nessuna persona dotata di buon senso può accettare questo ragionamento.
Lo stesso giudaismo mostra senza ombra di dubbio che gli ebrei siano nati qui. Se così non fosse, i loro luoghi sacri sarebbero di altri, le loro ricorrenze religiose previste dal calendario non cadrebbero in quelle date, le loro tradizioni sarebbero differenti. Gli ebrei sono indigeni: l'evidenza è schiacciante. Il mondo colonialista è perfettamente a proprio agio con coloro che bollano Israele di essere un progetto colonialista, perché obiettivamente se un popolo indigeno riconquista il controllo delle terre ancestrali, chi non sarebbe contento?
E se i popoli indigeni iniziassero a guardar Israele per ciò che è: un esempio per i popoli indigeni di tutto il mondo di ciò che è stato possibile per un popolo che ha subito il peggior genocidio di tutta la storia; un popolo martorizzato e diviso che però non ha mai perso la speranza di tornare alla propria terra, e che ora la difende con tutte le proprie forze.

13: Senza il sostegno dell'Occidente, Israele non sarebbe sopravvissuto.

Questo è piuttosto divertente, perché senza Sanremo non avremmo formalizzato un aperto sionismo; ma, a parte questo, si tratta di una favola. Ed ecco perché.
Anzitutto, l'Occidente non ha fatto praticamente nulla per la creazione del moderno stato di Israele. Al contrario, fece il possibile per prevenirla.
L'unico concreto sostegno giunse da uno stato imprevedibile: la Cecoslovacchia! ironia della sorte, buona parte del materiale inviato in Israele era di fabbricazione tedesca. Fu una delle tante ironie della sorte, come quando gli ebrei volarono sul Messerschmidt 109s tedesco per combattere gli arabi che usavano velivoli di fabbricazione britannica. Più tardi francesi e inglesi fornirono armi ed equipaggiamento agli arabi, mentre mantennero un embargo nei confronti degli ebrei. Anche gli Stati Uniti praticò l'embargo, sebbene molti singoli cittadini americani e canadesi inviarono denaro, e non pochi corsero in Israele per combattere.
Questa propaganda è alimentata perché non si può accettare che popolazioni indigene riescono ad affermarsi senza il sostegno delle potenze colonialiste. Sarebbe un disastro, per la narrativa colonialista, ammettere che senza il loro intervento possa avvenire qualcosa di buono.

14: Gli ebrei avrebbero massacrato gli arabi.

Si tratta di una frottola facilissima da smontare; intanto osservando le statistiche: in oltre 67 anni di conflitti, sono morti meno di 45.000 arabi. Sebbene il numero sembri considerevoli, esso va collocato in prospettiva: queste vittime sono state registrate nell'arco di tre guerre maggiori e quattro conflitti minori. In meno di cinque anni, in Siria, sono morte 250.000 persone, mentre 200.000 sono le vittime delle guerre combattute in Iraq da quando sono intervenuti gli americani. Osservando i dati, si direbbe che gli israeliani hanno adottato molta cautela; o che non sono così fenomenali quando combattono, dal momento che hanno vinto tutte le guerre scatenate loro contro. Nel frattempo, la popolazione araba è aumentata di sei volte: il che la dice lunga...

 


 

15: Gli ebrei opprimono gli arabi con «migliaia» di checkpoint e con un gigantesco muro.

Se non ho contato male, esistono 13 checkpoint, e il «gigantesco muro» in realtà è una barriera in filo spinato per il 90% della sua lunghezza. È in cemento armato soltanto in certi punti per prevenire le uccisioni da parte dei cecchini. La verità è che la barriera difensiva ha funzionato: il numero delle vittime civili si è virtualmente azzerato, e la barriera segue un determinato percorso per massimizzare l'efficacia e proteggere la popolazione israeliana dagli attacchi terroristici palestinesi. Sembra oppressivo ma sfortunatamente gli arabi non hanno provato la disponibilità a mettere da parte il terrorismo ai danni degli ebrei.

 

 

 

16: Il motivo per cui il conflitto e la violenza persiste è perché i palestinesi non hanno uno stato.

Falso. I palestinesi hanno ripetutamente rifiutato di accettare uno stato-nazione per se stessi se questo significa accettare uno stato-nazione per il popolo ebraico accanto ad esso. Nel 1937, i palestinesi rifiutarono il rapporto Peel Commissione che prevedeva due stati per due popoli; nel 1947, hanno respinto il piano di spartizione delle Nazioni Unite che ha fatto lo stesso. Nel 2000 a Camp David e di nuovo nel 2008, i palestinesi rifiutarono nuove proposte che avrebbero creato uno stato palestinese. I palestinesi rifiutarono la pace sia prima che dopo la creazione di Israele, prima che Israele ottenesse il controllo dei territori nel 1967 e dopo che Israele aveva lasciata libera Gaza nel 2005. I palestinesi sono sempre stati più preoccupati di distruggere lo stato ebraico che della creazione di un proprio Stato . Il nucleo del conflitto resta il persistente rifiuto dei palestinesi di riconoscere lo stato-nazione del popolo ebraico in qualsiasi confine.

 

 

17: Il terrorismo palestinese è la conseguenza della frustrazione palestinese.

Falso. Il terrorismo palestinese è il prodotto dell’istigazione, che inculca una cultura di odio e di violenza nelle generazioni successive. La più grande frustrazione dei terroristi è che essi non sono riusciti a distruggere Israele.

 

 

 

Indovinate qual è l'unica nazione dove i palestinesi hanno gli stessi diritti dei suoi cittadini?

 

 

 

Si consiglia la visione di questo video che in 5 minuti spiega efficacemente ed in modo semplice come stanno le cose:

Il conflitto del Medio Oriente spiegato in modo semplice

 

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

http://veromedioriente.altervista.org