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Miti e fatti: Israele ed il Libano

di Mitchell G. Bard

 

 

 

Miti da confutare

01. "Israele non può sostenere che la sua invasione del Libano del 1982, lanciata contro un'OLP male equipaggiata, sia stata una guerra difensiva".

 

02. "L'OLP non era una vera minaccia per Israele. Quando Israele attaccò, l'OLP stava osservando un accordo di cessate il fuoco già da un anno".

 

03. "L'OLP trattava i Libanesi con dignità e rispetto".

 

04. "L'invasione israeliana del Libano ha provocato 10.000 morti e 600.000 senzatetto nel Libano meridionale".

 

05. "L'OLP era disposta a lasciare Beirut nell'estate del 1982 per proteggere la popolazione civile da ulteriori attacchi, ma Israele rese questo impossibile".

 

06. "Israele fu responsabile per il massacro di migliaia di profughi palestinesi innocenti a Sabra e Shatila".

 

07. "Le invasioni del Libano del 1978 e del 1982 e la prosecuzione dell'occupazione del territorio libanese sono la prova delle intenzioni aggressive d'Israele".

 

08. "Israele non ha ancora soddisfatto la richiesta dell'ONU di ritirarsi completamente dal Libano a causa dell'occupazione illegale delle fattorie di Shebaa".

 

09. "Israele ha lanciato un attacco non provocato alle forze di pace ONU in Libano".

 

10. "La Siria e' stata una forza di stabilità e bontà nel Libano. Ne ha sempre rispettato sovranità ed indipendenza".

 

11. "La Siria ha fatto tutto quel che poteva per impedire ai terroristi libanesi di mettere a repentaglio la pace nella regione".

 

12. "La Siria e' intervenuta in Libano solo perché le fu chiesto dalla Lega Araba".

 

13. "Israele rifiuta di rilasciare i prigionieri che cattura, mentre i Siriani ed i Libanesi rilasciano immediatamente i soldati che catturano".

 

14. "Il rapimento da parte d'Israele dello Sceicco Abdul Karim Obeid nel 1989 ha prolungato la crisi degli ostaggi. Ed ha pure provocato la morte del Tenente Colonnello William Higgins, un ostaggio che sarebbe stato poi ucciso dai suoi carcerieri per rappresaglia".

 

15. "Gli attacchi israeliani contro il Libano dimostrano l'aggressività israeliana e la sua determinazione ad occupare il territorio libanese".


I Miti in dettaglio

 

01. MITO

"Israele non può sostenere che la sua invasione del Libano del 1982, lanciata contro un'OLP male equipaggiata, sia stata una guerra difensiva".

01. FATTI

Nel Giugno 1982, quando Tzaha"l entrò in Libano, l'OLP aveva reso intollerabile la vita nell'Israele settentrionale con i suoi ripetuti bombardamenti delle città israeliane. In decine di luoghi del Libano era accampata una forza di 15-18.000 membri dell'OLP. Circa 5-6.000 erano mercenari stranieri, che venivano da paesi come Libia, Iraq, India, Sri Lanka, Ciad e Mozambico [1]. Israele scoprì in Libano abbastanza armi leggere e di altro tipo da equipaggiare cinque brigate [2]. L'OLP aveva un arsenale che comprendeva mortai, razzi Katyusha, ed una vasta rete di postazioni antiaeree. L'OLP aveva inoltre portato nella regione centinaia di carri armati T-34 [3]. La Siria, che permise che il Libano divenisse un rifugio per l'OLP ed altri gruppi terroristici, porto' missili terra-aria in quel paese, creando un ulteriore pericolo per Israele.

Gli attacchi israeliani e le incursioni dei commando non erano riuscite a frenare la crescita di quest'esercito dell'OLP. Israele non aveva la pazienza di attendere ulteriori attacchi letali contro la sua popolazione civile prima di agire contro i terroristi.

02. MITO

"L'OLP non era una vera minaccia per Israele. Quando Israele attaccò, l'OLP stava osservando un accordo di cessate il fuoco già da un anno".

02. FATTI

L'OLP aveva ripetutamente violato l'accordo del cessate il fuoco del Lugio 1981. Nei successivi 11 mesi, secondo le accuse Israeliane, l'OLP organizzo' 270 attacchi terroristici in Israele, in Cisgiordania ed a Gaza, e lungo i confini libanese e giordano. Negli attacchi morirono ventinove israeliani e piu' di 300 furono feriti [4]. La situazione in Galilea divenne intollerabile dacche' la frequenza degli attacchi costringeva migliaia di residenti a lasciare le loro case od a trascorrere molto tempo nei rifugi. In questo periodo, Israele lancio' attacchi di rappresaglia contro le basi dell'OLP in Libano. Dopo che Israele ebbe lanciato un attacco siffatto il 4-5 Giugno 1982, l'OLP rispose con un massiccio attacco di artiglieria e di mortai contro la popolazione israeliana della Galilea. Il 6 Giugno, Tzaha"l entro' in Libano per cacciar via i terroristi.

L'ex-Segretario di Stato Henry Kissinger difese l'operazione israeliana "Nessuno stato sovrano puo' tollerare indefinitamente l'accumularsi ai suoi confini di una forza militare che lo vuol distruggere e che persegue i suoi obbietivi con bombardamenti ed attacchi periodici" [5].

"In Libano, e' chiaro che sia noi che Israele cerchiamo la fine della violenza li', ed un Libano sovrano ed indipendente", disse il Presidente Reagan il 21 Giugno 1982, "Noi siamo d'accordo che Israele non deve subire violenza dal nord".

Dei documenti rinvenuti da Tzaha"l in Libano durante l'operazione mostravano che i gruppi terroristici avevano preparato dei piani dettagliati per bombardare le citta' nell'Israele settentrionale. Seguono le traduzioni di due documenti trovati al Quartier Generale dell'OLP a Sidone. Entrambi recano la data del Luglio 1981:

Nome del bersaglio bombardato: Kiryat Semona Numero di salve: 17 colpi in due parti, ogni parte dal 120 mm. Unita' incaricata: L'Artiglieria delle Forze Unite del Sud.

Destinatario: El-Haj Ismail. Saluti per la Rivoluzione! Il Consiglio Supremo Militare ha deciso di concentrarsi sulla distruzione di Kiryat Shemona, Metullah, Dan, Shear Yashuv, e Nahariya ed il suo vicinato. Kiryat Shemona: verra' distribuita tra tutti i plotoni e bombardata con proiettili "Grad" migliorati. Metullah: verra' bombardata con mortai da 160 mm (Fronte di Liberazione della Palestina - As-Saiqa) Nahariya ed il suo vicinato verranno bombardati con cannoni da 130 mm - 1mo Battaglione d'Artiglieria Dan e Shear Yashuv: saranno responsabilita' del settore orientale. Rivoluzione fino alla vittoria! [6]

03. MITO

"L'OLP trattava i Libanesi con dignita' e rispetto".

03. FATTI

Per i residenti arabi del Libano meridionale, il controllo dell'OLP fu un incubo. Dopo che l'OLP fu espulsa dalla Giordania da Re Hussein nel 1970, molti dei suoi quadri si recarono in Libano. L'OLP s'impossesso' di intere aree del paese, in cui brutalizzava la popolazione ed usurpava l'autorita' del governo libanese.

Il 14 Ottobre 1976 l'Ambasciatore libanese Edward Ghorra disse all'Assemblea generale dell'ONU che l'OLP stava portando il suo paese alla rovina: "Elementi palestinesi appartenenti a varie (...) organizzazioni hanno fatto ricorso al rapimento di Libanesi (e talvolta di stranieri) facendoli prigionieri, interrogandoli, torturandoli e talvolta uccidendoli" (New York Times, 15 Ottobre 1976).

I giornalisti Rowland Evans e Robert Novak, che non si sono fatti la fama di filoisraeliani, dichiararono dopo aver visitato il Libano meridionale e Beirut che i fatti "sembrano sostenere l'affermazione israeliana che l'OLP e' stata permeata di malfattori ed avventurieri" (Washington Post, 25 Giugno 1982).

I giornalisti parlarono ad un dottore la cui fattoria era stata espropriata senza indennizzo dall'OLP, e trasformata in un deposito militare. "Ci chiedete ora che ne pensiamo degli Israeliani", disse, "al confronto dell'inferno che abbiamo passato in Libano, gli Israeliani sono fratelli". Altri Libanesi - sia cristiani che mussulmani - hanno detto le stesse cose.

Innumerevoli Libanesi hanno riferito resoconti orripilanti di stupri, mutilazioni ed omicidi compiuti dalle forze dell'OLP. L'OLP "uccideva la gente e gettava i loro cadaveri nei cortili. Alcuni di loro erano mutilati ed i loro arti amputati. Non uscivamo per paura di fare la loro fine", dissero due donne arabe di Sidone. "Non osavamo andare alla spiaggia perche' ci molestavano armi in pugno". Le donne parlarono di un incidente, che avvenne poco prima dell'invasione israeliana, in cui degli uomini dell'OLP stuprarono ed uccisero una donna, gettandone il corpo vicino ad una famosa statua. In un giornale locale e' stata pubblicata una foto del corpo mutilato della vittima [7].

Il Dottor Khalil Torbey, un noto chirurgo libanese, disse ad un giornalista americano che egli era "chiamato di frequente nel cuore della notte per curare vittime delle torture dell'OLP. Ho trattato uomini i cui testicoli erano stati amputati durante le torture. Le vittime, il piu' delle volte erano (...) Mussulmani. Io ho visto degli uomini, uomini vivi, trascinati per le strade da auto in corsa a cui erano legati per i piedi" [8].

Il corrispondente del New York Times David Shipler visito' Damour, un villaggio cristiano presso Beirut, che era stato occupato dall'OLP fin dal 1976, quando Palestinesi e Libanesi di sinistra saccheggiarono la citta' e massacrarono centinaia dei suoi abitanti. L'OLP, scrisse Shipler, aveva trasformato la citta' in una base militare, "usando le sue chiese come fortilizi ed arsenali". (New York Times, 21 Giugno 1982).

Quando Tzaha"l scaccio' l'OLP da Damour nel Giugno 1982, il Primo Ministro Menachem Begin annunzio' che i residenti cristiani della citta' potevano tornare a casa e ricostruirla. Gli abitanti trovarono al loro ritorno le loro vecchie case insozzate da slogan nazionalisti palestinesi dipinti con la bomboletta spray, da materiale propagandistico di Al Fatah, e da poster di Yasir Arafat. Essi dissero a Shipler quanto felici erano che Israele li avesse liberati.

"Fuori da Damour, mi sentivo un uomo morto. Ma tornando qui, sono molto felice", disse Walid Azzi, anni 27, la cui casa era stata distrutta. "Gli Israeliani sono nostri amici, e spero che stiano con noi per un po'" [9].

04. MITO

"L'invasione israeliana del Libano ha provocato 10.000 morti e 600.000 senzatetto nel Libano meridionale".

04. FATTI

"E' chiaro a chiunque abbia viaggiato nel Libano meridionale, come hanno fatto molti giornalisti e soccorritori, che le cifre originali di 10.000 morti e 600.000 senza tetto (....) erano esagerazioni estreme", scrisse il giornalista del New York Times David Shipler, un acuto critico dello sforzo bellico israeliano [10].

La cifra di 600.000 senzatetto nacque a meta' del Giugno 1982 all'interno della Mezzaluna Rossa palestinese, comandata dal fratello di Yasir Arafat Fathi. Francesco Noseda del Comitato Internazionale della Croce Rossa, che aveva in origine usato la cifra falsa, la disconobbe in futuro. Il Washington Post riferi' poi che Noseda aveva portato la cifra vera dei senzatetto a circa 200.000. Ma Noseda aggiunse che il numero era assai diminuito dacche' i combattimenti in quella zona erano cessati. In un'intervista, Noseda nego' che il suo ufficio fosse responsabile per la cifra di 10.000 morti [11].

Certo, ci sarebbero stati zero morti e nessun senzatetto se l'OLP non avesse usato il Libano meridionale come base da cui minacciare Israele.

05. MITO

"L'OLP era disposta a lasciare Beirut nell'estate del 1982 per proteggere la popolazione civile da ulteriori attacchi, ma Israele rese questo impossibile".

05. FATTI

Per oltre un mese l'OLP si e' dimostrata intransigente, nel tentativo di trarre una vittoria politica dalla sua sconfitta militare. Arafat si dichiaro' "in linea di principio" disponibile a lasciare Beirut, ma poi si rifiuto' di recarsi in qualsiasi paese. Arafat tento' inoltre di spingere gli Americani a riconoscere l'OLP. Per tutta la durata dell'assedio, l'OLP si nascondeva dietro civili innocenti, calcolando che se Israele avesse attaccato, sarebbe stata condannata internazionalmente. Infatti ...

A meta' Giugno, le truppe israeliane avevano circondato 6.000-9.000 terroristi che si erano appostati in mezzo alla popolazione civile di Beirut Ovest. Per prevenire vittime civili, Israele acconsenti' ad un cessate il fuoco che consentisse ad un diplomatico americano, l'Ambasciatore Philip Habib, di mediare un pacifico ritiro dell'OLP dal Libano. Come gesto di buona volonta', Israele acconsenti' a permettere alle forze dell'OLP di lasciare Beirut con le loro armi individuali [12]. Ma l'OLP continuava a rilanciare.

Per settimane l'OLP parlava di ritiro, ma a condizioni che lo rendevano impossibile. L'OLP adotto' una strategia di violazioni controllate del cessate il fuoco, allo scopo di causare perdite ad Israele e di provocare ritorsioni israeliane sufficienti da far incolpare Tzaha"l per aver turbato i negoziati ed aver nuociuto ai civili.

"Gli Israeliani bombardavano degli edifici che da fuori sembravano innocui, dove pero' il loro spionaggio diceva che erano nascosti gli uffici dell'OLP", scrisse l'analista del Medio Oriente Joshua Muravchik. "Il loro spionaggio raccontava inoltre loro dell'enorme rete di santebarbare sotterranee che sarebbe stata poi scoperta dall'Esercito libanese. Senza dubbio Israele getto' delle bombe nella speranza di penetrare in quelle santebarbare e far esplodere le munizioni. L'OLP aveva artiglieria campale ed antiaerea semovente, che sparava agli Israeliani e poi fuggiva" [13]. Gli Israeliani reagivano e talvolta sbagliavano mira, colpendo involontariamente bersagli civili.

Spesse volte, i media hanno erroneamente riferito che Israele stava colpendo bersagli civili in aree dove non ce n'era di militari vicino. Una notte di Luglio, dei proiettili israeliani colpirono sette ambasciate a Beirut. L'NBC trasmise un dispaccio che sembrava dar credito alle affermazioni dell'OLP secondo cui essa non aveva postazioni militari nella zona. Come osservo' Muravchik, Israele "presto divulgo' delle foto aeree che mostravano che l'area delle ambasciate era un favo di carri armati, mortai, mitragliatrici pesanti e postazioni antiaeree" [14].

06. MITO

"Israele fu responsabile per il massacro di migliaia di profughi palestinesi innocenti a Sabra e Shatila".

06. FATTI

Fu la milizia libanese cristiana falangista la responsabile dei massacri che avvennero nei due campi profughi il 16-17 Settembre 1982. Le truppe israeliane consentirono ai Falangisti di entrare a Sabra e Shatila per sradicare le cellule terroristiche che si credeva che vi fossero. Si era stimato che potessero esserci fino a 200 uomini armati nei campi, che facevano uso degli innumerevoli bunker costruiti dall'OLP nel corso degli anni, bunker zeppi di munizioni [15].

Quando i soldati israeliani ordinarono ai Falangisti di uscire, essi trovarono centinaia di morti (le stime variano dai 460 secondo la Polizia libanese ai 700-800 calcolati dallo spionaggio Israeliano). Secondo i Libanesi, i morti comprendevano 35 donne e bambini. Il resto erano uomini: Palestinesi, Libanesi, Pakistani, Iraniani, Siriani ed Algerini. Le uccisioni coronarono i 95.000 morti stimati della guerra civile libanese 1975-1982 [16].

Gli assassinii furono perpetrati per vendicare gli assassinii del Presidente libanese Bashir Gemayel e di 25 dei suoi seguaci, uccisi qualche giorno prima da una bomba [17].

Israele aveva consentito ai Falangisti di entrare nei campi come parte di un piano per trasferire l'autorita' ai Libanesi, ed accettò la responsabilita' di quella decisione. La Commissione d'Inchiesta Kahan formata dal governo israeliano in risposta all'indignazione ed al dolore del pubblico, riscontro' che Israele era indirettamente responsabile per non aver previsto la possibilita' che i Falangisti ricorressero alla violenza. Israele segui' le raccomandazioni della commissione, tra cui la destituzione del Ministro della Difesa Ariel Sharon e del Generale Raful Eitan, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.

La Commissione Kahan, dichiaro' l'ex-Segretario di Stato Henry Kissinger, fu "un gran tributo alla democrazia israeliana (...) ci sono pochissimi governi nel mondo di cui si possa immaginare che facciano una simile indagine pubblica su un episodio tanto difficile e vergognoso" [18].

Ironicamente, mentre 300.000 Israeliani manifestavano in Israele per protestare contro gli omicidi, nel mondo arabo di reazioni ce ne furono poche o nulle. Al di fuori del Medio Oriente, proruppe una fortissima protesta internazionale contro Israele. I Falangisti invece, che avevano perpetrato il crimine, furono risparmiati dalla condanna.

Di contro, poche voci si levarono nel Maggio 1985, quando dei miliziani mussulmani attaccarono i campi profughi palestinesi di Shatila e Burj-el Barajneh. Secondo i funzionari ONU, 635 furono i morti e 2.500 i feriti. In un conflitto durato due anni tra la milizia sciita di Amal, appoggiata dai Siriani, e l'OLP, piu' di 2.000 persone, tra cui molti civili, si dice siano stati uccisi. Nessuno ha protestato contro l'OLP od i Siriani ed i loro alleati per il massacro. Le reazioni internazionali sono state inoltre mute nell'Ottobre 1990, quando le forze siriane travolsero le aree controllate dai Cristiani in Libano. Nella battaglia di otto ore, 700 Cristiani persero la vita - la peggiore battaglia della Guerra Civile libanese [19].

07. MITO

"Le invasioni del Libano del 1978 e del 1982 e la prosecuzione dell'occupazione del territorio libanese sono la prova delle intenzioni aggressive d'Israele".

07. FATTI

Israele ha da molto tempo cercato un confine settentrionale pacifico. Ma l'essere il Libano un rifugio per i gruppi terroristici lo ha reso impossibile. Nel Marzo 1978, dei terroristi dell'OLP s'infiltrarono in Israele. Dopo aver assassinato un turista americano che passeggiava vicino alla spiaggia, dirottarono un autobus civile. Quando i soldati israeliani intercettarono l'autobus, i terroristi aprirono il fuoco. In totale, 34 ostaggi morirono nell'attacco. Come ritorsione, le forze israeliane attraversarono il Libano e travolsero le basi terroristiche della parte meridionale del paese, allontanando i terroristi dal confine. Tzaha"l si ritiro' dopo due mesi, consentendo alle forze ONU di entrare. Ma le truppe dell'ONU non riuscirono ad impedire ai terroristi di infiltrarsi nuovamente e di introdurre nuove armi piu' pericolose. Fu quest'escalation che condusse all'invasione israeliana del 1982.

Gerusalemme ha ripetutamente sottolineato che Israele non desiderava un solo pollice del territorio libanese. Il ritiro israeliano del 1985 lo ha confermato. La piccola forza israeliana di soli mille effettivi, disposta su una striscia di territorio che si estendeva per otto miglia (11 chilometri), proteggeva le citta' ed i villaggi dell'Israele del Nord dagli attacchi. Inoltre Israele ripete' piu' volte che si sarebbe completamente ritirato dal Libano in cambio di una situazione di stabile sicurezza sul suo confine settentrionale.

Israele ha ritirato tutte le sue truppe dal Libano meridionale il 24 Maggio 2000, terminando cosi' una presenza militare di 22 anni. Tutti gli avamposti di Tzaha"l e dell'Esercito del Libano del Sud furono evacuati. Il ritiro israeliano fu concluso in coordinamento con lo'ONU, e fu l'adempimento delle obbligazioni israeliane secondo la Risoluzione 425/1978 del Consiglio di Sicurezza. Israele spero' che il governo libanese disponesse poi il suo esercito lungo il confine meridionale per disarmare i terroristi e mantenere l'ordine, ma questo non e' accaduto, ad onta delle critiche dagli USA, dall'ONU e da Israele [20]. Percio' gli Hezbollah continuano ad essere a briglia sciolta ed a minacciare il confine settentrionale d'Israele.

08. MITO

"Israele non ha ancora soddisfatto la richiesta dell'ONU di ritirarsi completamente dal Libano a causa dell'occupazione illegale delle fattorie di Shebaa".

08. FATTI

Ad onta del verdetto dell'ONU secondo cui Israele ha completato il suo ritiro dal Libano meridionale [21], Hizballah ed il Governo libanese insistono che Israele possiede tuttora un territorio sul versante orientale del Monte Dov, un appezzamento di cento miglia quadrate [259 chilometri quadri - Liang] chiamato "fattorie di Shebaa". Questa rivendicazione da' il pretesto ad Hizballah di continuare le sue attivita' antiisraeliane. Percio' dopo aver catturato tre soldati israeliani in quel luogo, esso annunzio' di averli catturati sul suolo libanese.

"Loro non ce lo dicono e noi non lo sappiamo" - cosi' disse il Ministro della Difesa libanese Khalil Hrawi degli sforzi di Hizbollah di liberare le Fattorie di Shebaa da Israele. "La resistenza puo' compiere azioni che un governo non puo' compiere. Il nostro governo non vuole apparire come se facesse qualcosa di illecito ... da un punto verso nord siamo noi ad imporre le regole, ma da un punto verso sud, non c'e' presenza alcuna delle forze armate, ed Hizballah coordina le sue azioni con se stesso" [22]. Israele, che ha costruito una serie di posti d'osservazione su delle alture strategiche sul luogo, sostiene che la terra fu presa dalla Siria. I Siriani hanno sostenuto la rivendicazione di Hizballah. Secondo il Washington Post, la controversia giova ad ognuna delle parti arabe. "Per la Siria, questo significa che Hizballah puo' essere ancora usato per sbilanciare Israele; per il Libano, questo da' modo di premere su questioni come il ritorno dei prigionieri libanesi ancora nelle carceri israeliane. Per Hezbollah, e' una ragione per tenere la sua milizia armata ed attiva, fornendo un nuovo obbiettivo bell'e pronto ad un movimento di resistenza che altrimenti non avrebbe piu' nulla a cui resistere" [23].

09. MITO

"Israele ha lanciato un attacco non provocato alle forze di pace ONU in Libano".

09. FATTI

Nell'Aprile 1995 Tzaha"l inizio l'"Operazione Furore" per bloccare i bombardamenti di Hizballah contro la frontiera settentrionale israeliana. Durante l'operazione, l'artiglieria israeliana colpi' per errore una base ONU a Kafr Kana, uccidendo quasi cento civili. Dopodiche' fu creata una "Macchinazione Congiunta di Controllo", comprendente rappresentanti americani, francesi, siriani e libanesi, per prevenire attacchi non provocati contro la popolazione civile e l'uso di civili come scudi per attivita' terroristiche.

10. MITO

"La Siria e' stata una forza di stabilita' e bonta' nel Libano. Ne ha sempre rispettato sovranita' ed indipendenza".

10. FATTI

Damasco ha una storia lunga e sanguinosa di interventi in Libano, e non ha mai nascosto la sua speranza di fare del suo piu' debole vicino una parte della Siria. Dalla creazione del Libano contemporaneo nel 1920, "la maggior parte dei Siriani non ha mai accettato il Libano moderno come uno stato sovrano ed indipendente" [24]. Lo scoppio della guerra civile libanese nel 1975 diede a Damasco l'opportunita' di realizzare il suo credo che il Libano e la Siria sono una cosa sola.

Nel 1976, la Siria intervenne nella guerra civile libanese in pro dei Cristiani libanesi. Nel 1978, Damasco volto' gabbana, e sosteneva una coalizione di sinistra ed anticristiana di Palestinesi, Drusi e Mussulmani. Alla fine, le truppe siriane occuparono due terzi del Libano. Il posizionamento di batterie di missili terra-aria in Libano, e la sua politica di consentire all'OLP ed ad altri gruppi terroristici di attaccare da li' Israele, contribui' ad innescare la guerra del Libano del 1982 [25].

Nella prima settimana dell'"Operazione Pace in Galilea", nel Giugno 1982, le truppe siriane si scontrarono con le forze israeliane. Gli Israeliani distrussero o danneggiarono 18 delle 19 batterie di missili, ed in un giorno solo abbatterono 29 caccia MIG siriani senza perdere un solo aereo. Siria ed Israele evitarono attentamente gli scontri per il resto della guerra.

Cionondimeno, la Siria trovo' altri modi di nuocere ad Israele. Nel 1982, degli agenti siriani uccisero il presidente eletto Bashir Gemayel, che voleva la pace con Israele. Due anni dopo, la Siria obbligo' il Presidente Amin Gemayel, fratello di Bashir, a denunciare un trattato di pace che aveva firmato l'anno prima con Israele [26].

Le attivita' siriane non erano dirette solo contro Israele, ma anche contro l'Occidente. Nell'Aprile del 1983, i terroristi degli Hizballah, che agivano da territorio controllato dalla Siria, bombardarono l'ambasciata americana a Beirut, uccidendo 49 persone e ferendone 120. Sei mesi dopo, dei terroristi Hizballah guidarono due camion carichi di esplosivi dentro le caserme dei Marines e dei Francesi a Beirut, uccidendo 241 Americani e 56 Francesi.

Nel 1985 gli agenti di Hizballah cominciarono a rapire degli Occidentali dalle strade di Beirut e di altre citta' libanesi. Fin dall'inizio fu chiaro che i Siriani ed i loro complici iraniani potevano ordinare in ogni momento il rilascio degli ostaggi occidentali. Per esempio, quando un Francese fu rapito nell'Agosto 1991, i Siriani chiesero che egli fosse liberato. Ed in pochi giorni lo fu. Gran parte degli ostaggi erano tenuti nella Valle della Bekaa o nei sobborghi di Beirut. Ambo le aree sono controllate dalla Siria.

Dal 1985 al 1988, i miliziani sciiti di Amal, strettamente allineati alla Siria, uccisero centinaia di civili palestinesi in attacchi ai campi profughi.

Nell'Ottobre 1990, mentre l'attenzione dell'Occidente era concentrata sul Kuwait, le truppe siriane fecero un'incursione nella roccaforte di Beirut dell'insorto cristiano Generale Michel Aoun. A parte le morti in battaglia, furono massacrate circa 700 persone [27]. Con questa guerra lampo Damasco spazzo' via l'ultima minaccia alla sua egemonia in Libano.

Il 22 Maggio 1991, il Presidente libanese Elias Hrawi viaggio' a Damasco per firmare un "Trattato di fratellanza, cooperazione e coordinamento" col Presidente siriano Hafez Assad. L'accordo afferma che la Siria assicurera' la "sovranita' ed indipendenza" del Libano, anche se Damasco ha il permesso di tenere il suo esercito d'occupazione in quel paese.

Un accenno alle vere intenzioni della Siria e' venuto dal Ministro della Difesa Mustafa Tlas diverse settimane prima della firma del trattato. Tlas previde che l'unita' tra i due paesi si sarebbe ottenuta "presto, od almeno nella nostra generazione" (al-Hayat, 9 Maggio 1991).

Oltre ad approvare attivita' terroristiche in Libano, la Siria e' pesantemente coinvolta nel traffico di stupefacenti nella Valle della Bekaa. Il Dipartimento di Stato USA ha ripetutamente criticato la Siria per non aver adottato dei controlli contro gli stupefacenti e per non aver cooperato con gli sforzi americani di bloccare i flussi di droga [28].

11. MITO

"La Siria ha fatto tutto quel che poteva per impedire ai terroristi libanesi di mettere a repentaglio la pace nella regione".


11. FATTI

Hizballah riceve finanziamenti ed armi dall'Iran, normalmente attraverso Damasco. Hizballah - che all'inizio si era limitato a lanciare attacchi verso l'Israele settentrionale con razzi Katyusha ed a tendere imboscate ai soldati israeliani nella zona di sicurezza - ha negli ultimi anni elevato il livello degli attacchi contro i civili israeliani.

L'esercito libanese, sostenuto dai Siriani, deve ancora agire contro Hizballah od altre organizzazioni terroristiche, come il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), il Comando Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (CG-FPLP), che hanno delle basi nell'area controllata dalla Siria della Valle della Bekaa, nel Libano orientale.

Infatti, la Siria ha dato a queste organizzazioni sostegno illimitato. Ad una domanda sul suo sostegno ad organizzazioni terroristiche come Hizballah, Assad rispondeva che essi erano a dire il vero "patrioti e militanti che combattono per la liberta' e l'indipendenza del loro paese (...) non si puo' dare del terrorista a queste persone" [29].

Gli analisti credono che la Siria usi questi terroristi come surrogati per mantenere un certo livello di violenza contro Israele e premere sugli Israeliani per negoziare sulle Alture del Golan.

12. MITO

"La Siria e' intervenuta in Libano solo perche' le era stato chiesto dalla Lega Araba".

12. FATTI

La Siria porto' il suo esercito in Libano prima di ricevere l'approvazione della Lega Araba. Damasco intervenne nell'Aprile 1976 dopo che il Signore della Guerra Druso Libanese Kemal Jumblatt respinse la richiesta del Presidente siriano Hafez Assad di un cessate il fuoco nella guerra. Il rifiuto di Jumblatt di frenare gli attacchi delle sue forze contro i Cristiani libanesi diede ad Assad il pretesto che gli serviva per intervenire.

Nel Giugno 1976, il Segretariato della Lega Araba convoco' un incontro a cui la Siria, la Libia, l'Arabia Saudita ed il Sudan acconsentirono ad inviare delle truppe per "far rispettare la pace". Assad invio' ulteriori truppe nel paese, mentre gli altri inviarono solo contingenti simbolici [30]. In breve, l'"avallo" della Lega Araba non era altro che la presa datto del fatto compiuto.

13. MITO

"Israele rifiuta di rilasciare i prigionieri che cattura, mentre i Siriani ed i Libanesi rilasciano immediatamente i soldati che catturano".

13. FATTI

Il Libano e la Siria maltrattano abitualmente i soldati israeliani che catturano. E' difficile per Israele ottenere una qualsivoglia informazione sui suoi soldati, ed i Libanesi ed i Siriani hanno abitualmente negato alla Croce Rossa il permesso di visitare i prigionieri di guerra. Inoltre, anche i corpi degli Israeliani che sono stati uccisi sono tenuti in ostaggio nel tentativo di usarli come merce di scambio. Per esempio, nel Settembre 1991 Israele rilascio' quasi cento prigionieri libanesi sciiti, in cambio dei resti di quattro soldati israeliani uccisi in Libano.

Il pilota Ron Arad si e' schiantato nel 1986 e fu catturato da terroristi sciiti. Israele si e' offerto di rilasciare centinaia di prigionieri libanesi in cambio di informazioni su Arad, ma Hizballah si e' rifiutata di collaborare ed Arad e' stato considerato fin da allora "disperso in missione". Il 7 Ottobre 2000 tre soldati israeliani - il sergente Adi Avitan, il Sergente maggiore Benyamin Avraham ed il Sergente Maggiore Omar Sawaid furono rapiti da Hizballah. Essi furono catturati mentre pattugliavano la parte meridionale (quella israeliana) del confine israelo-libanese. Il 16 Ottobre il Segretario Generale di Hizballah annuncio' che la sua organizzazione stava trattenendo un cittadino israeliano, Elhanan Tenenboim, che lo si e' ritenuto catturato durante un viaggio d'affari in Europa.

Dal momento del loro rapimento, i quattro Israeliani sono stati tenuti in isolamento da Hizballah in un luogo ignoto. I sequestratori hanno negato al Comitato Internazionale della Croce Rosse e ad altri il permesso di visitarli per informarsi del loro stato di salute e delle condizioni della loro detenzione.

14. MITO

"Il rapimento da parte d'Israele dello Sceicco Abdul Karim Obeid nel 1989 ha prolungato la crisi degli ostaggi. Ed ha pure provocato la morte del Tenente Colonnello William Higgins, un ostaggio che sarebbe stato poi ucciso dai suoi carcerieri per rappresaglia".

14. FATTI

Il Tenente Colonnello William Higgins, un Marine che faceva parte della Forza di Pace ONU in Libano, fu catturato ed ucciso dal gruppo terrorista sciita libanese Hizballah. Colpevoli erano anche l'Iran e la Siria, dei paesi che danno ricetto ai terroristi.

"Dobbiamo stare attenti a ricordare che non sono stati gli USA a causare l'omicidio. Non e' stato Israele", disse l'Ambasciatore Paul Bremer, gia' capo dell'Ufficio Antiterrorismo del Dipartimento di Stato. "E' stato un gruppo di assassini nel Libano meridionale" [31].

La cattura dello Sceicco Obeid, che e' ritenuto responsabile del rapimento di diversi soldati israeliani, non dev'essere messa a confronto con il rapimento di civili innocenti da parte di terroristi, nonche' di un membro delle Forze di Pace ONU. Visto che l'Occidente non mostra di preoccuparsi granche' degli ostaggi israeliani, trattenere Obeid puo' essere l'unico modo per Israele per riavere i suoi prigionieri di guerra.

15. MITO

"Gli attacchi israeliani contro il Libano dimostrano l'aggressivita' israeliana e la sua determinazione ad occupare il territorio libanese".

15. FATTI

Le Nazioni Unite hanno verificato che Israele ha adempiuto alla sua obbligazione di ritirarsi dal Libano; pero' Hizballah, armato di una vasta gamma di armi, e piazzatosi lungo il confine internazionale, ha ripetutamente attaccato dei bersagli israeliani, teso imboscate e rapito dei soldati, e molestato gli abitanti ebraici dei villaggi nell'Israele settentrionale con lo scopo di provocare un'escalation nelle ostilita'.

Israele ha ripetutamente richiesto, col sostegno dell'ONU e delle Nazioni Unite, che il Libano disponesse il suo esercito nel Sud e disarmasse i guerriglieri. Dacche' la Siria davvero controlla il Libano, Israele ritiene ambo i governi responsabili del non aver impedito le provocazioni di Hizballah. La loro mancanza ha obbligato Israele a ricorrere a misure preventive e di rappresaglia per proteggere i suoi cittadini ed i suoi soldati.

 

Note:

[1] Jillian Becker, The PLO, (London: Weidenfeld and Nicolson, 1984),pp. 202, 279.[2] Jerusalem Post, (28 Giugno 1982).
[3] Raphael Israeli. Ed., PLO in Lebanon, (London: Weidenfeld andNicolson, 1983), p. 7.[4] Becker, p. 205.[5] Washington Post, (16 Giugno 1982).[6] Israeli, pp. 26-28.[7] Intervista alla TV israeliana, (23 Luglio 1982).[8] Los Angeles Herald-Examiner, (13 Luglio 1982), citato in Becker, p.153.[9] New York Times, (21 Giugno 1982).[10] New York Times, (14 Luglio 1982).[11] Washington Post, (25 Giugno 1982).[12] New York Times, (3 Luglio 1982).[13] Joshua Muravchik, "Misreporting Lebanon," Policy Review, (Winter1983), p. 60.[14] Muravchik, p. 60.[15] Zeev Schiff and Ehud Yaari, Israel's Lebanon War, (NY: Simon andSchuster, 1984), p. 70.[16 Becker, p. 212.[17] Schiff and Yaari, p. 257.[18] Washington Post, (8 Febbraio 1983).
[19] New York Times, (19 Ottobre 1990).[20] Washington Post, (30 Gennaio 2001).[21] Il Consiglio di Sicurezza approva la Conclusione del SegretarioGenerale sul Ritiro Israeliano dal Libano alla data del 16 Giugno,Comunicato Stampa ONU, (18 Giugno 2000).[22] Washington Post, (30 Gennaio 2001).[23] Washington Post, (30 Gennaio 2001).[24] Daniel Pipes, Damascus Courts The West, (DC: The WashingtonInstitute for Near East Policy, 1991), p. 26.[25] Becker, pp. 204-205.[26] Patrick Seale, Asad, (Berkeley: University of California Press,1988), p. 417.[27] Pipes, p. 27.[28] Rapporto del Dipartimento di Stato USA sulle pratiche dei DirittiUmani per il 1999; Rapporto sulle Strategie Internazionali di Controllodegli Stupefacenti, 1999.[29] Al-Baath, (18 Febbraio 1992); Washington Post, (31 Luglio 1991).[30] Becker, p. 131.[31] Near East Report, (7 Agosto 1989).

 

 

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