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Miti e fatti:  I diritti umani in Israele e nei Territori

di Mitchell G. Bard

 

 

 

 

Miti da confutare

19.a. "Israele compie discriminazioni a danno dei suoi cittadini arabi".

19.b. "Israele compie discriminazioni a danno degli Arabi israeliani impedendo loro di comprare la terra".

19.c. "Gli Arabi Israeliani subiscono discriminazioni nel mondo del lavoro".

19.d. "Gli Arabi nelle prigioni israeliane sono torturati, pestati ed uccisi".

19.e. "Israele usa la detenzione amministrativa per imprigionare degli Arabi pacifici senza processo".

19.f. "Israele ha a lungo cercato di denegare i diritti politici ai residenti della Cisgiordania e di Gaza".

19.g. "Israele sta rubando l'acqua dagli Arabi nei Territori. Israele consente agli Ebrei di scavar pozzi, ma lo impedisce agli Arabi".

19.h. "Il modo in cui Israele usa le deportazioni viola la Quarta Convenzione di Ginevra".

19.i. "Il trattamento israeliano dei Palestinesi è simile al trattamento dei Neri nel Sudafrica dell'Apartheid".

19.j. "Le nazioni dell'Africa nera hanno interrotto le relazioni con Israele a causa delle sue politiche razziste verso i Palestinesi".

19.k. "Israele sta perseguendo una politica di genocidio verso i Palestinesi paragonabile al trattamento nazista degli Ebrei".

19.l. "Le politiche israeliane nei territori hanno provocato una crisi umanitaria fra i Palestinesi".

19.m. "Le lagnanze israeliane sui terroristi palestinesi nascosti tra i civili non sono che un tentativo di giustificare il loro uccidere persone innocenti".



[I miti in dettaglio]



19.a. [Mito]

"Israele compie discriminazioni a danno dei suoi cittadini arabi".

19.a [Fatti]

Israele è una delle più aperte società del mondo. Su una popolazione di 6,3 milioni, circa 1,1 milioni (il 18% della popolazione) non sono ebrei (945.000 Mussulmani, 130.000 Cristiani e 100.000 Drusi) [1].

Gli Arabi in Israele hanno eguale suffragio; anzi, è uno di pochi luoghi del Medio Oriente in cui le donne arabe possono votare. Gli Arabi attualmente detengono 8 seggi nella Knesset (che ne ha 120). Gli Arabi israeliani hanno anche avuto diversi incarichi governativi, e tra essi ci sono stati un ambasciatore israeliano in Finlandia e l'attuale vicesindaco di Tel Aviv. Il primo governo Sharon comprendeva il primo ministro arabo, il druso Salah Tarif, ministro senza portafoglio. Un Arabo è anche giudice della Corte Suprema.

L'Arabo, come l'Ebraico, è lingua ufficiale in Israele. Più di 300.000 bimbi arabi frequentano le scuole israeliane. Al momento della fondazione d'Israele, non c'era un liceo arabo. Ora ci sono centinaia di scuole arabe [2].

L'unica distinzione legale tra i cittadini ebrei ed arabi d'Israele è che questi ultimi non sono coscritti nell'Esercito israeliano. Questo è per risparmiare ai cittadini arabi la necessità di impugnare le armi contro i loro fratelli. Comunque, i Beduini hanno servito tra i paracadutisti ed altri Arabi si sono arruolati volontari. Per loro richiesta, la coscrizione si applica anche alle comunità druse e circasse.

Alcuni dei divari economici e sociali tra gli Ebrei e gli Arabi israeliani sono causati dal fatto che questi ultimi non vanno sotto le armi. I veterani infatti hanno diritto a benefici che gli altri non hanno; ed inoltre il servizio militare aiuta a socializzare.

D'altro canto, gli Arabi hanno un vantaggio nell'ottenere alcuni lavori negli anni in cui gli Israeliani sono sotto le armi. Inoltre, settori come le costruzioni e gli autotrasporti hanno finito con l'essere dominati dagli Arabi israeliani.

Sebbene alle volte degli Arabi israeliani siano stati coinvolti in attività terroristiche, essi si sono generalmente comportati da leali cittadini. Nelle guerre del 1967, 1973, 1982, nessuno ha commesso atti di sabotaggio o slealtà. Talvolta, a dire il vero, degli Arabi si sono offerti di assumere le funzioni civili dei riservisti. Durante lo scoppio della violenza nei Territori che iniziò nel Settembre 2000, gli Arabi israeliani per la prima volta si sono dati ad ampie proteste con una certa violenza.

Gli Stati Uniti sono stati indipendenti per 226 anni [computo dal 1776 al 2002 - Liang] eppure non hanno ancora integrato tutte le loro diverse comunità. Anche oggi, circa 40 anni dopo che fu adottata la legislazione sui diritti civili [nel 1963 - Liang], non si è ancora sradicata la discriminazione. Non c'è da stupirsi che in soli 54 anni [computo dal 1948 al 2002 - Liang] Israele non abbia risolto tutti i suoi problemi sociali.

19.b. [Mito]

"Israele compie discriminazioni a danno degli Arabi israeliani impedendo loro di comprare la terra".

19.b. [Fatti]

All'inizio del [20°] secolo, il Fondo Nazionale Ebraico fu costituito dal Congresso Sionista Mondiale per acquistare in Palestina la terra per l'insediamento ebraico. Questa terra, e quella acquisita dopo la Guerra d'Indipendenza d'Israele, fu rilevata dal governo. Di tutta la superficie d'Israele, il 92% appartiene allo Stato ed è gestita dall'Ente di Gestione della Terra. Non può essere venduta a nessuno, sia egli ebreo od arabo. Il restante 8% del territorio è proprietà di privati. Per esempio, il Waqf arabo (la fondazione caritatevole mussulmana) è proprietario di terreni ad uso e beneficio specifico degli Arabi mussulmani. La terra del governo può essere concessa a chiunque, indipendentemente dalla razza, dalla religione o dal sesso. Tutti i cittadini arabi d'Israele possono ottenere terra del governo in concessione.

19.c. [Mito]

"Gli Arabi Israeliani subiscono discriminazioni nel mondo del lavoro".

19.c. [Fatti]

La legge israeliana vieta le discriminazioni nel mondo del lavoro. Secondo il Dipartimento di Stato, tutti i lavoratori israeliani "possono fondare organizzazioni sindacali liberamente ed aderirvi". La maggior parte dei sindacati fa parte dell'_Histadrut_ o della più piccola _Histadrut Ha-'Ovedim Ha-Leumit - Federazione Nazionale del Lavoro_, entrambe separate dal Governo.

19.d. [Mito]

"Gli Arabi nelle prigioni israeliane sono torturati, pestati ed uccisi".

19.d. [Fatti]

La prigione non è un luogo di villeggiatura ed abbondano le lagnanze sul trattamento dei detenuti nelle carceri americane. Le prigioni israeliane sono probabilmente tra quelle marcate più strettamente di tutto il mondo, ed un motivo è che il Governo consente ai rappresentanti della Croce Rossa e di altri gruppi di ispezionarle regolarmente.

La legge israeliana vieta l'arresto arbitrario dei cittadini, e gli imputati sono considerati innocenti fino a prova contraria, hanno il diritto al decreto di _habeas corpus_ [ovvero di scarcerazione immediata perché l'arresto non si è dimostrato legale - Liang] e ad altri mezzi di tutela processuali. Israele non ha prigionieri politici e la sua magistratura è indipendente.

Alcuni prigionieri, specialmente Arabi sospetti di coinvolgimento nel terrorismo, sono stati interrogati con metodi duri che sono stati criticati come eccessivi. La Corte Suprema d'Israele ha emesso una sentenza fondamentale nel 1999 che ha proibito l'uso di diverse modalità abusive d'interrogatorio.

La pena capitale si è applicata una volta soltanto, nel caso di Adolf Eichmann, l'uomo in gran parte responsabile della Soluzione Finale. A nessun Arabo è mai stata inflitta la pena capitale, nemmeno dopo i più barbari atti di terrorismo.

19.e. [Mito]

"Israele usa la detenzione amministrativa per imprigionare degli Arabi pacifici senza processo".

19.e. [Fatti]

Israele ha ereditato e mantenuto alcune leggi promulgate dai Britannici; una è l'uso della detenzione amministrativa, che è lecita in alcune circostanze quando c'è di mezzo la sicurezza. Il detenuto ha diritto all'assistenza di un avvocato, e può interporre appello alla Suprema Corte d'Israele. L'onere di giustificare il processo a porte chiuse spetta all'accusa. Spesso i funzionari temono che esibire le prove in un processo a porte chiuse comprometterebbe i loro metodi spionistici e mettere in pericolo le vite delle persone che hanno fornito informazioni sulle attività terroristiche pianificate.


In buona parte del mondo arabo la detenzione amministrativa è superflua, perché le autorità arrestano frequentemente la gente e la sbattono in galera senza alcuna garanzia processuale. Non possono protestare gli avvocati, le organizzazioni per i diritti umani o dei media indipendenti. Perfino negli Stati Uniti, che sono estremamente generosi a concedere la libertà su cauzione, la gente può essere trattenuta in custodia preventiva senza processo, e si sono applicati degli standard giuridici speciali per consentire la prolungata carcerazione dei Talebani e dei membri di Al-Qaida catturati in Afghanistan.

"Non si giudica una democrazia dal modo in cui i suoi soldati, giovani maschi e femmine, reagiscono d'impulso ad una tremenda provocazione. Si giudica una democrazia dal modo in cui reagiscono i suoi tribunali, nel fresco spassionato delle camere di consiglio. E la Corte Suprema israeliana e le altre hanno reagito magnificamente. Per la prima volta nella storia del Medio Oriente, c'è una magistratura indipendente disposta ad ascoltare le lagnanze degli Arabi - Questa magistratura è detta Corte Suprema d'Israele" - Alan Dershowitz [3].

19.f. [Mito]

"Israele ha a lungo cercato di denegare i diritti politici ai residenti della Cisgiordania e di Gaza".

19.f. [Fatti]

Mentre difendeva la sua esistenza contro delle forze arabe ostili, Israele si impadronì della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Nell'affrontare una violenta insurrezione, Israele è stato costretto a limitare alcune attività dei Palestinesi. Israele non può offrire ai Palestinesi tutti i diritti che gli Americani danno per scontati in una nazione che non è in guerra, mentre i Paesi arabi mantengono uno stato di belligeranza con Israele, ed i Palestinesi si danno al terrorismo contro gli Israeliani.

Dato il vincolo delle esigenze di sicurezza d'Israele, si sono fatti degli sforzi fin dall'inizio per dare ai Palestinesi la più grande libertà possibile. Dopo la Guerra dei Sei Giorni, la tradizionale leadership filogiordana continuò ad occupare molti impieghi pubblici, e ad essere pagata dalla Giordania. Si tennero le elezioni comunali nel 1972 e nel 1976. Per la prima volta fu consentito alle donne ed a chi non era proprietario terriero di votare.

Le elezioni del 1976 portarono al potere i sindaci arabi che rappresentavano diverse fazioni dell'OLP. Muhammad Milhem di Halhoul, Fahd Kawasmeh di Hebron e Bassam Shaka di Nablus erano affiliati al Fatah. Karim Khalaf di Ramallah rappresentava il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, ed Ibrahim Tawil di El-Bireh era associato col Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina [4].

Nel 1978 questi sindaci ed altri radicali formarono il Comitato Nazionale di Guida, che si opponeva vigorosamente ad ogni accordo con Israele, tentò di raccogliere ampi consensi per l'OLP in Cisgiordania ed incitò al rigetto del trattato di pace israelo-egiziano. Nel 1981 Israele espulse Milhem e Kawasmeh. Fu concesso loro di tornare per appellarsi contro l'ordine di espulsione, che però fu confermato dalla Corte Suprema d'Israele.

Due settimane dopo la sua espulsione, Milhem disse: "Non c'è spazio per l'esistenza dei Sionisti in una situazione di vera pace. Loro sono capaci di esistere solo in una situazione di tensione e di guerra ... e questo vale per tutti i partiti ... [essi] non sono né falchi né colombe, ma solo suini" [5].

Kawasmeh fu nominato al Comitato Esecutivo dell'OLP nel 1984. Ma in quello stesso anno fu ucciso ad Amman da radicali palestinesi.

Come parte dei negoziati di Camp David, Israele propose un piano di autonomia per concedere ai Palestinesi maggior controllo sui loro affari. I Palestinesi respinsero però l'opzione dell'autonomia, perché continuavano a sperare nella creazione di uno stato palestinese.

Per il resto del decennio, Israele tentò nondimeno di spostare sempre più grandi responsabilità dagli amministratori militari a quelli civili, ed ai Palestinesi. Gli sforzi per dare ai Palestinesi maggiori responsabilità nei loro affari furono danneggiati dall'intifada. Durante la rivolta, gli Arabi palestinesi che desideravano cooperare con Israele furono attaccati e vennero azzittiti o con l'intimidazione o con l'omicidio. I funzionari governativi israeliani tentarono di mantenere un dialogo con molti Palestinesi, ma coloro di cui divenne nota l'identità divennero dei bersagli.

Nei negoziati segreti di Oslo, Norvegia, nel 1993, i negoziatori israeliani e palestinesi si accordarono su un piano che avrebbe dato a questi ultimi un limitato autogoverno. I negoziati successivi hanno portato al ritiro israeliano da circa metà della Cisgiordania e da gran parte della Striscia di Gaza, e ad un sempre crescente controllo dei Palestinesi sui loro propri affari. L'Autorità Palestinese ora governa praticamente su tutti gli affari civili di circa il 98% dei Palestinesi nei territori. Ci si attende che un accordo politico finale porti alla creazione di uno stato palestinese in gran parte delle aree una volta controllate da Israele.

19.g. [Mito]

"Israele sta rubando l'acqua dagli Arabi nei Territori. Israele consente agli Ebrei di scavar pozzi, ma lo impedisce agli Arabi".

19.g. [Fatti]

Negli anni appena successivi alla guerra del 1967, le risorse idriche della Cisgiordania sono notevolmente migliorate. La rete idrica della regione meridionale di Hebron, ad esempio, fu accresciuta. Si scavarono nuovi pozzi presso Jenin, Nablus e Tulkarm. Più di 60 cittadine in Cisgiordania hanno ricevuto nuove reti idriche, od ebbero le antiquate ammodernate dall'amministrazione israeliana nei territori.

A cavallo degli anni '70 ed '80, però, il Medio Oriente ha sofferto di una delle più gravi siccità della storia moderna. L'acqua nel Fiume Giordano e nel Lago di Tiberiade è scesa a livelli critici. La situazione si è ulteriormente aggravata all'inizio degli anni '90 e continua ad essere problematica nel nuovo millennio.

A queste condizioni, il governo israeliano ha limitato lo scavo di nuovi pozzi in Cisgiordania. Non aveva altra scelta perché la Cisgiordania ed Israele usano la stessa falda acquifera, e l'[eccessivo] emungimento di acqua dolce potrebbe provocare l'infiltrazione di acqua salata.

I contadini della Cisgiordania sono serviti da circa 100 fonti e 300 pozzi - molti scavati decenni addietro ed ora sovrautilizzati. Le limitazioni sul supersfruttamento dei pozzi poco profondi avevano lo scopo di impedire l'infiltrazione di acqua salata od il totale esaurimento del pozzo. Alcuni pozzi sono stati scavati perché i villaggi ebrei potessero attingere a falde nuove e più profonde mai prima sfruttate. Normalmente queste falde non attingono alle meno profonde falde arabe.

Alla fine del 1991 fu programmata una conferenza in Turchia per discutere il problema regionale dell'acqua. L'incontro fu silurato dalla Siria; ed i Siriani, i Giordani ed i Palestinesi boicottarono tutti e tre i colloqui multilaterali di Mosca del Gennaio 1992, che comprendevano un gruppo di lavoro sui problemi dell'acqua.

Dopo gli accordi di Oslo, i Palestinesi erano più interessati a cooperare sulla questione dell'acqua. All'incontro del gruppo di lavoro multilaterale in Oman dell'Aprile 1994, fu approvata una proposta israeliana di riparare e migliorare le reti idriche nelle comunità di medie dimensioni (della Cisgiordania/Gaza, d'Israele ed altrove nella regione). Allo stesso tempo, fu creato un Ente Palestinese per le Acque, come richiesto dalla Dichiarazione dei Principi Israelo-Palestinese.

Nel Novembre 1994 il gruppo di lavoro si incontrò in Grecia ed Israeliani, Giordani e Palestinesi si accordarono per iniziare a discutere sui principi o sulle linee guida per la cooperazione sui problemi idrici. Ulteriori progressi si ebbero su diverse questioni durante l'incontro del 1995 ad Amman e l'incontro del 1996 in Tunisia. Da allora i gruppi di lavoro non si sono più reincontrati.

Israele non ha tagliato la quantità d'acqua assegnata all'Autorità Palestinese (AP) e sta valutando la possibilità di aumentarla ad onta dei tagli nell'assegnazione dell'acqua in Israele e la necessità di fornirne considerevoli quantità in Giordania, come richiesto dal trattato di pace.

Contrariamente alle affermazioni di parte palestinese, Israele non ha neppure determinato la quantità d'acqua da fornire ai territori. La quantità fu specificata in negoziati tra le parti, con la partecipazione americana. Col consenso di ambo le parti, la quantità d'acqua fu accresciuta rispetto alla situazione prima dell'Accordo ad Interim. Ed allo stesso modo, si decise una formula per accrescere gradualmente l'assegnazione d'acqua durante il periodo interinale.

I negoziati portarono inoltre a degli accordi sul numero dei pozzi che Israele deve scavare, ed il numero che debbono scavare l'AP ed organismi internazionali. Fu definita anche la cooperazione su problemi come i liquami e l'ambiente. Fu inoltre deciso che la giurisdizione sulle acque sarebbe stata trasferita ai Palestinesi nel quadro del trasferimento dei poteri civili, e che la situazione idrica sarebbe stata controllata da squadre di verifica congiunte.

Israele ha adempiuto a tutti i suoi obblighi ai sensi dell'Accordo ad Interim. Si somministra la razione d'acqua convenuta, ed anche di più. La giurisdizione sull'acqua fu trasferito completamente ed al momento convenuto, ed Israele ha approvato lo scavo dei pozzi aggiuntivi. Israele e l'AP hanno costituito pattuglie congiunte per individuare casi di furto d'acqua ed altri problemi ad essa legati.

Il problema idrico dei Palestinesi in verità non ha molto a che vedere con Israele. Secondo l'Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale, "la Cisgiordania e Gaza soffrono di cronica penuria d'acqua, che impedisce una soddisfacente crescita economica e che nuoce all'ambiente ed alla salute dei Palestinesi. La scarsa acqua disponibile è usata in modo inefficiente". L'analisi aggiunge che "le fonti palestinesi d'acqua sotterranea sono divenute sempre più inquinate a causa dell'inadeguato trattamento dei liquami e del sovraemungimento dei pozzi. I liquami grezzi vengono scaricati nelle vallate e nel Mar Mediterraneo, riducendo la già insufficiente qualità dell'acqua sotterranea estratta, ed inquinando il suolo, il mare, e la costa" [5a].

19.h. [Mito]

"Il modo in cui Israele usa le deportazioni viola la Quarta Convenzione di Ginevra".

19.h. [Fatti]

Lo scopo della Convenzione di Ginevra, approvato nel 1949, era l'impedire la ripetizione della politica nazista di deportazioni in massa di civili innocenti in campi di lavoro e di concentramento. Israele, ovviamente, queste cose non le fa. Quello che talvolta fa è espellere alcuni individui scelti che istigano alla violenza sia contro gli Ebrei che contro gli Arabi.

La stessa Convenzione di Ginevra consente ad una potenza occupante di "intraprendere l'evacuazione parziale o totale di una data area se la sicurezza della popolazione od imprescindibili necessità militari lo esigono". La Corte Suprema Israeliana ha interpretato questo intendendo che Israele può espellere gli istigatori alla violenza se necessario per mantenere l'ordine pubblico o per proteggere la popolazione da violenze future. Tutti i deportati hanno il diritto di interporre appello avverso gli ordini di espulsione presso i tribunali israeliani, ma molti Palestinesi preferiscono di no.

19.i. [Mito]

"Il trattamento israeliano dei Palestinesi è simile al trattamento dei Neri nel Sudafrica dell'Apartheid".

19.i. [Fatti]

Anche prima della fondazione dello Stato d'Israele, i capi ebraici cercarono coscientemente di evitare la situazione che vigeva in Sudafrica. Come disse David Ben-Gurion al nazionalista palestinese Musa Alami nel 1934:

"Non vogliamo creare una situazione come quella del Sudafrica, in cui i Bianchi sono i proprietari ed i sovrani, ed i Neri sono i lavoratori. Se non facciamo tutti i tipi di lavoro, facile e duro, qualificato e generico, se diveniamo dei semplici proprietari terrieri, allora questa non sarà la nostra patria" [6].

Oggi nell'Israele proprio gli Ebrei sono la maggioranza, ma la minoranza araba è composta di cittadini a pieno titolo che godono di eguali diritti. Gli Arabi sono rappresentati alla Knesset, hanno fatto parte del Governo, sono stati ambasciatori di alto rango (come ad esempio in Finlandia) e giudici nella Corte Suprema. Sotto l'Apartheid, i Sudafricani neri non potevano votare e non erano cittadini del paese in cui essi erano la schiacciante maggioranza della popolazione. Delle leggi sancivano dove potevano vivere, lavorare e muoversi. Ed in Sudafrica il Governo uccideva i neri che protestavano contro la sua politica. Di contro, Israle consente libertà di movimento, di riunione e di parola. Alcuni dei più aspri critici del Governo sono gli Arabi israeliani che fanno parte della Knesset.

Diversa è la situazione dei Palestinesi nei territori. I requisiti di sicurezza della nazione, ed una violenta insurrezione nei territori, costrinse Israele ad imporre delle restrizioni ai residenti arabi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza che non sono necessarie all'interno dei confini israeliani precedenti al 1967. Tipicamente, i Palestinesi dei Territori mettono in discussione il diritto d'Israele ad esistere, mentre i Neri non cercavano la distruzione del Sudafrica, ma solo del regime di Apartheid.

Se Israele desse piena cittadinanza ai Palestinesi, questo significherebbe che i Territori sono stati annessi, e nessun Governo israeliano è mai stato disposto a fare questo passo. Invece, grazie a dei negoziati, Israele ha acconsentito a dare ai Palestinesi sempre maggiore autorità sui loro affari. È probabile che un accordo finale consentirà alla maggior parte dei Palestinesi di diventare cittadini del loro proprio stato.

"C'è ancora un'altra questione che nasce dal disastro delle nazioni che rimane tuttora irrisolta, e la cui profonda tragicità solo un Ebreo può capire: la questione africana. Non avete che da richiamare alla mente tutti quei terribili episodi della tratta degli schiavi, degli esseri umani che, solo perché erano neri, furono sottratti come bovini, presi prigionieri, catturati e venduti. I loro figli sono cresciuti in terre straniere, oggetto di disprezzo ed ostilità perché di diversa carnagione. Non mi vergogno a dire, sebbene possa rendermi con ciò ridicolo, che non appena avrò assistito alla redenzione degli Ebrei, il mio popolo, vorrei aiutare inoltre a redimere gli Africani" - Theodor Herzl [7]

19.j. [Mito]

"Le nazioni dell'Africa nera hanno interrotto le relazioni con Israele a causa delle sue politiche razziste verso i Palestinesi".

19.j. [Fatti]

Le nazioni dell'Africa nera non hanno interrotto le relazioni con Israele per motivi antirazzistici; la maggior parte ha interrotto i rapporti con lo Stato Ebraico nel 1973 a causa della pressione da parte dei paesi arabi produttori di petrolio. Soltanto il Malawi, il Lesotho e lo Swaziland hanno proseguito nella pienezza delle relazioni diplomatiche, mentre alcuni altri paesi hanno mantenuto i loro collegamenti attraverso gli "uffici per gli interessi israeliani" delle ambasciate straniere. Neppure i rapporti commerciali furono completamente interrotti; molti studenti dell'Africa nera continuarono a formarsi in Israele e [molti] esperti israeliani rimasero attivi in Africa.

Israele ha avuto una lunga storia di rapporti amichevoli con i paesi dell'Africa nera. Dal 1957 al 1973 Israle ha formato migliaia di Africani in ogni aspetto della vita, tra cui l'agricoltura, la salute pubblica e l'economia. Migliaia di Africani sono venuti in Israele per formarsi, ed un analogo numero di Israeliani è stato mandato in Africa ad insegnare [8].

Golda Meir, l'architetto della politica africana d'Israele, credeva che le lezioni apprese dagli Israliani potessero essere trasmesse agli Africani che, specialmente durante gli Anni '50, erano impegnati nello stesso processo di edificazione di una nazione. "Come loro", ella disse", noi ci siamo scossi di dosso il dominio straniero; come loro abbiamo dovuto imparare da noi a dissodare la terra, ad accrescere la resa dei raccolti, come irrigare, come allevare il pollame, come vivere insieme e come difenderci da soli". Israele poteva fornire un miglior modello per gli Stati africani appena divenuti indipendenti, pensava la Meir, perché gli Israeliani "sono stati costretti a trovare soluzioni a problemi di un genere che gli stati grandi ricchi e potenti non hanno mai avuto" [9].

Una volta che il potere coercitivo dei paesi arabi produttori di petrolio fu eroso, i paesi africani cominciarono a riallacciare i rapporti con Israele ed a cercare nuovi progetti di cooperazione. Questa tendenza accelerò con gli attuali negoziati per la pace tra Israele ed i suoi vicini arabi. Ora 40 paesi africani mantengono relazioni diplomatiche con Israele, e frequentemente avvengono scambi di visite tra capi di stato e ministri dei governi. Nel Maggio 1994 il Presidente d'Israele Ezer Weizman partecipò allo storico insediamento di Nelson Mandela come primo Presidente nero del Sudafrica.

19.k. [Mito]

"Israele sta perseguendo una politica di genocidio verso i Palestinesi paragonabile al trattamento nazista degli Ebrei".

19.k. [Fatti]

Questa è forse la più odiosa delle accuse dei detrattori d'Israele. L'obbiettivo dei Nazisti era lo sterminio sistematico di tutti gli Ebrei d'Europa. Israele sta invece cercando la pace con i suoi vicini palestinesi. Più di un milione di Arabi vivono da liberi ed eguali cittadini d'Israele. Dei Palestinesi nei Territori, il 98% vive sotto l'amministrazione civile dell'Autorità Palestinese. Mentre Israele talvolta adopera aspre misure contro i Palestinesi dei Territori per proteggere i cittadini israeliani - ebrei e non-ebrei - dall'incessante campagna di terrore portata avanti dall'AP e dai radicali islamici, non c'è piano alcuno per perseguitare, sterminare od espellere il popolo palestinese.

In risposta ad un siffatto confronto, opera di un poeta che aveva parlato di "SS sioniste", il critico letterario di "The New Republic" Leon Wieseltier osservò:

"L'opinione che il Sionismo è Nazismo - non c'è altro senso possibile per la locuzione "SS sioniste" - non è di tipo diverso da quella che la Luna è una forma di formaggio. Non è solo chiaramente errata, è anche chiaramente stupida. Non mi abbasserò (sarebbe un esempio di "odio di sé"!) a spiegare pazientemente perché lo Stato d'Israele è diverso dal Terzo Reich, salvo che per dire che nulla di quel che è accaduto ai Palestinesi sotto il dominio israeliano può ragionevolmente confrontarsi con ciò che è accaduto agli Ebrei sotto il dominio della Germania, e che un gran numero di coloro che hanno sgobbato per dare pace e giustizia ai Palestinesi, ed una soluzione a questo barbaro conflitto, erano israeliani, alcuni addirittura primi ministri israeliani. Non c'è tipo di appoggio alla causa palestinese, né forma di decenza, che giustifichi la locuzione "SS sioniste" [10].

19.l. [Mito]

"Le politiche israeliane nei territori hanno provocato una crisi umanitaria fra i Palestinesi".

19.l. [Fatti]

È bene ricordare che Israele si era offerto di ritirarsi dal 97% della Cisgiordania e dal 100% di Gaza, e che è stato il rigetto della proposta, insieme con l'incessante terrorismo palestinese, ad aver costretto i soldati israeliani a compiere operazioni nei territori. Sebbene queste azioni abbiano provocato disagi alla popolazione palestinese, le Forze di Difesa Israeliane hanno continuato ad assicurare che fosse fornita assistenza umanitaria ai Palestinesi che ne avevano bisogno. Per esempio, in sole 48 ore (il 5 e 6 Gennaio 2003) le Forze di Difesa Israeliane:

- hanno coordinato il trasporto dei Palestinesi che avevano bisogno di cure mediche, aiutando 40 di loro ad andare in ospedale, compresi quattro pazienti da Gaza che erano stati trasferiti in Israele per ricevere cure mediche;

- hanno coordinato il trasferimento di 284 Palestinesi in Cisgiordania, trasportati in ambulanza;

- hanno coordinato il passaggio di materiale per la costruzione di un ospedale a Kalkilya;

- hanno coordinato il passaggio di generi di conforto a Betlemme;

- hanno coordinato l'ingresso delle tessere annonarie inviate da un'organizzazione caritatevole internazionale ai residenti di Azoun;

- hanno consentito la distribuzione di tessere annonarie della Croce Rossa a Salfit;

- hanno coordinato il passaggio di prodotti agricoli e cibo tra Muassi e Khan Yunis;

- hanno coordinato il passaggio di una squadra UNRWA a Gaza per aiutare la raccolta dell'immondizia;

- hanno organizzato l'ingresso a Kalkilya di una famiglia araba israeliana di Gerusalemme Est per partecipare al matrimonio del loro figlio.

Perfino al colmo dell'azione militare, come l'operazione per ripulire il nido di terroristi nel campo profughi di Jenin, le forze israeliane sono andate oltre il loro dovere per assistere i Palestinesi non combattenti. Nel caso dell'operazione di Jenin, ad esempio, l'ospedale del luogo fu tenuto in funzione con l'aiuto di un generatore consegnato sotto il fuoco nemico da un ufficiale israeliano [11].

Il miglior modo per migliorare la situazione dei Palestinesi nei territori è per l'Autorità Palestinese fare i passi delineati dall'Amministrazione Bush - finirla con la violenza, riformare le sue istituzioni, eleggere nuovi capi - cosicché ricomincino i colloqui di pace e si possa negoziare una soluzione.

19.m. [Mito]

"Le lagnanze israeliane sui terroristi palestinesi nascosti tra i civili non sono che un tentativo di giustificare il loro uccidere persone innocenti".

19.m. [Fatti]

Israele non bersaglia mai dei civili. Sventuratamente, i terroristi palestinesi hanno a bella posta tentatodi nascondersi in mezzo alla popolazione civile nel tentativo di ritorcere l'etica militare d'Israele a suo danno. Gli stessi terroristi non badano alla vita dei Palestinesi innocenti, e questo è il perché non esitano a farsene scudo. Questo comportamento è una violazione del diritto internazionale. L'Articolo 51 dell'Emendamento del 1977 delle Convenzioni di Ginevra del 1949 proibisce espressamente l'uso di scudi umani:

"La presenza od i movimenti della popolazione civile o di singoli civili non si dovranno usare per rendere alcuni punti o zone immuni dalle operazioni militari, ed in particolar modo tentativi di proteggere gli obbiettivi militari dagli attacchi, o di proteggere, favorire od ostacolare delle operazioni militari" [12].

Pertanto, sono i terroristi palestinesi i responsabili ultimi per l'uccisione od il ferimento dei non-combattenti in seguito all'abitudine dei terroristi di nascondersi in mezzo ai civili per farsene scudo.

[Note]
[1] Israeli Central Bureau of Statistics.
[2] Israeli Central Bureau of Statistics.
[3] Discorso alla Conferenza Politica dell'AIPAC(23Maggio1989)
[4] Newsview, (23 Marzo 1982).
[5] El-Wahda, (Abu Dhabi).
[5a] "Water Resource Development," USAID West Bank and Gaza.
[6] Shabtai Teveth, Ben-Gurion and the Palestinian Arabs: From Peace toWar, (London: Oxford University Press, 1985), p. 140.
[7] Golda Meir, My Life, (NY: Dell Publishing Co1975),pp.308-309.
[8] Moshe Decter, To Serve. To Teach. To Leave. The Study of Israel's Development Assistance Program in Black Africa, (NY: American Jewish Congress, 1977), pp. 7-8.
[9] Meir, p. 306.
[10] The New Republic, (30 Dicembre 2002).
[11] Jerusalem Report, (20 Dicembre 2002).
[12] Washington Times, (20 Febbraio 2003).

 

 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

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