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Miti e fatti:  Le rivolte dei Palestinesi - le intifade

di Mitchell G. Bard

 

 

Miti da confutare


20.01. "L'Intifada è stata una rivolta spontanea, prodotta soltanto dall'ira araba per le atrocità israeliane".

20.02. "L'Intifada costituiva resistenza passiva. Al peggio, non ha significato niente di più che dei bimbi che lanciavano pietre contro soldati pesantemente armati".

20.03. "La copertura mediatica dell'Intifada è stata onesta ed equilibrata".

20.04. "L'OLP non ha avuto alcun ruolo nel fomentare la violenza nell'Intifada".

20.05. "I Palestinesi morti nell'Intifada sono stati uccisi tutti dagli Israeliani".

20.06. "Israele ha chiuso le scuole della Cisgiordania durante l'Intifada per privare i Palestinesi dell'istruzione".

20.07. "L'erompere della violenza nel tardo 2000, chiamato dagli Arabi 'l'Intifada di Al-Aksa', fu provocato dalla visita di Ariel Sharon al Monte del Tempio".

20.08. "Una manciata di Israeliani sono stati uccisi nella rivolta, mentre migliaia di Palestinesi innocenti sono stati assassinati dalle truppe israeliane".

20.09. "La violenza è una reazione comprensibile e legittima alle politiche israeliane".

20.10. "La rivolta di Al-Aksa è stata portata avanti solo nei territori contesi, e non ha impatto nell'Israele proprio".

 


[I miti in dettaglio]



20.01. [Mito]

"L'Intifada è stata una rivolta spontanea, prodotta soltanto dall'ira araba per le atrocità israeliane".

20.01. [Fatti]

Le false accuse di atrocità israeliane e l'istigazione da parte del clero mussulmano nelle moschee ha giocato un ruolo importante nell'avviare l'intifada (popolarmente tradotta come "rivolta", ma letteralmente significa "scuotersi"). Il 6 Dicembre 1987 un Israeliano fu pugnalato ed ucciso mentre faceva la spesa a Gaza. Il giorno dopo, quattro residenti del campo profughi di Jabalya morirono in un incidente stradale. Cominciarono a diffondersi tra i Palestinesi delle voci secondo cui i quattro erano stati deliberatamente uccisi dagli Israeliani per vendetta [1]. Scoppiò un ammutinamento a Jabalya la mattina del 9 Dicembre, durante il quale un dicassettenne fu ucciso da un soldato israeliano dopo aver scagliato una Molotov contro una pattuglia dell'esercito [2]. Questo innescò presto un'ondata di tumulti che travolse la Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme.

20.02. [Mito]

"L'Intifada costituiva resistenza passiva. Al peggio, non ha significato niente di più che dei bimbi che lanciavano pietre contro soldati pesantemente armati".

20.02. [Fatti]

L'Intifada è stata violenta fin dall'inizio. Durante i primi quattro anni della rivolta le Forze di Difesa Israeliane hanno riferito di 3.600 lanci di Molotov, 100 lanci di bombe a mano, e 600 attacchi con armi da fuoco ed esplosivo. Tale violenza era diretta tanto contro i soldati quanto contro i civili. Tra il 9 Dicembre 1987 e la firma degli accordi di Oslo (13 Settembre 1993), sono stati uccisi 160 Israeliani, tra cui 100 civili. Molte migliaia sono stati i feriti [6].

20.03. [Mito]

"La copertura mediatica dell'Intifada è stata onesta ed equilibrata".

20.03. [Fatti]

I membri più sinceri dei media hanno ammesso che la copertura dell'Intifada era sbilanciata. Secondo Steven Emerson, che era allora un corrispondente della CNN, i giornalisti USA hanno acconsentito al controllo palestinese su quel che veniva filmato. Un operatore israeliano che lavorava per diverse reti USA disse ad Emerson che "se puntiamo la telecamera alla scena sbagliata, siamo morti". In altri casi, le reti distribuirono dozzine di telecamere ai Palestinesi perché potessero riprendere sciopri, rivolte e funerali. "Non c'è modo alcuno di accertarsi dell'autenticità di ciò che è ripreso, né c'è modo di impedire alle videocamere di essere usate come uno strumento per indire una dimostrazione", scrisse [8]

Sebbene circa un terzo di tutti i Palestinesi uccisi nel 1989 fossero stati uccisi dai loro fratelli arabi, solo 12 degli oltre 150 servizi invitati dalle reti USA dalla Cisgiordania quell'anno trattarono della lotta intestina. "Mentre il terrorismo politico palestinese nella Cisgiordania fatica a fare notizia", scrisse Emerson, "panzane vere e proprie sulla brutalità israeliana sono riferite acriticamente".

Per esempio, all'inizio del 1988 dei giornalisti furono chiamati all'Ospedale El-Mokassed a Gerusalemme per riprendere l'agonia di un ragazzo palestinese. Il suo dottore palestinese lo mostrò con in corpo i tubi e le cannule dell'apparecchio rianimatore, e sostenne che il bimbo era stato selvaggiamente pestato dai soldati israeliani. L'8 Febbraio 1988 Peter Jennings dell'ABC presentò il servizio dicendo che dei funzionari ONU "dicono che gli Israeliani hanno ammazzato di botte un altro Palestinese nei Territori". Anche l'NBC e la CBS hanno dato ampia pubblicità all'accusa.

Ma la storia non era vera. Secondo l'autopsia e la cartella clinica del ragazzo, egli morì di emorragia cerebrale. Era stato malato per oltre un anno. Insomma, scrisse Emerson, le reti USA "sono state complici di un massiccio inganno sul conflitto in Cisgiordania".

Martin Fletcher, il capo dell'ufficio di Tel Aviv dell'NBC, riconosceva che l'intifada poneva un problema di equità. Egli notò che i Palestinesi manipolavano i media occidentali facendosi credere dei "Davide" contro il "Golia" israeliano, una metafora usata dallo stesso Fletcher in un servizio del 1988.

"L'intera ribellione è stata rivolta verso i media e, senza dubbio, continuò grazie ai media", egli disse. Fletcher ammise apertamente di aver accettato degli inviti da giovani Palestinesi a filmare attacchi violenti contro i residenti ebrei della Cisgiordania.

"È davvero una questione di manipolazione dei media. E la domanda è: Quanto giochiamo a questo gioco? [Lo facciamo] allo stesso modo in cui ci presentiamo a tutte le opportunità di fotografare Bush o Reagan. Noi giochiamo a quel gioco perché ci servono le immagini" [9].

20.04. [Mito]

"L'OLP non ha avuto alcun ruolo nel fomentare la violenza nell'Intifada".

20.04. [Fatti]

Per tutta l'Intifada, l'OLP ha giocato un ruolo guida nell'orchestrare l'insurrezione. Per esempio, la Leadership Unificata dell'Intifada (UNLI), dominata dall'OLP, emetteva spesso dei volantini che dettavano in che giorni occorreva accrescere la violenza, e chi doveva esserne il bersaglio.

Per esempio, nel 1989 l'OLP dichiarò il 13 Febbraio una data per "accrescere gli attacchi contro i collaboratori" ed i "traditori" che lavorano per l'Amministrazione Civile dei Territori. La stazione radio dell'OLP a Baghdad descriveva metodi di incendio doloso con cui "i frutteti ed i campi del nemico sionista si possono mandare a fuoco" [11].

Il New York Times descrisse la scoperta di "un deposito di dettagliati documenti segreti che mostravano che l'OLP aveva assoldato dei killer del luogo per assassinare altri Palestinesi e compiere 'attività militari' contro gli Israeliani". Un documento descriveva come l'OLP voleva che gli attacchi fossero attribuiti a gruppi fantasma per non disturbare il dialogo USA-OLP [12].

Yasser Arafat difendeva l'uccisione di Arabi convinti di "collaborare con Israele". Egli delegò l'autorità di compiere esecuzioni alla leadership dell'intifada. Dopo gli omicidi, lo squadrone della morte dell'OLP locale inviava il fascicolo del caso all'OLP. "Abbiamo studiato i fascicoli dei giustiziati, ed abbiamo trovato che solo due dei 118 giustiziati erano innocenti", disse Arafat. Le vittime innocenti sono state dichiarate "martiri dela rivoluzione palestinese" dall'OLP [13].

I Palestinesi venivano uccisi col coltello, con l'ascia, con armi da fuoco, a bastonate e bruciati con l'acido. Varie erano le giustificazioni per gli omicidi. Alcune volte essere impiegati nell'Amministrazione Civile in Cisgiordania ed a Gaza era motivo sufficiente. In altri casi, il contatto con gli Ebrei garantiva una condanna a morte. Nell'Ottobre 1989, un padre palestinese si sette figli fu ucciso col coltello a Gerico dopo aver venduto degli ornamenti floreali a degli Ebrei che stavano costruendo una "sukkah" (capanna - esiste appunto la Festa delle Capanne). Accuse di "collaborazione" con Israele furono talvolta usate come pretesto per atti di vendetta personale. Anche delle donne convinte di essersi comportate "in modo immorale" furono tra le vittime [14].

Gli appelli alla violenza dell'UNLI crebbero dopo la rivolta del Monte del Tempio del 1990 in cui furono uccisi 17 Arabi. Yasser Abd- Rabbo - un tempo l'interlocutore dell'OLP nel suo dialogo con gli USA - dichiarò che "la guerra degli accoltellamenti contro gli usurpatori di Gerusalemme sta soltanto cominciando" [15].

L'OLP continuò i suoi sforzi per fomentare la violenza per tutto il 1991. Il 3 Marzo l'UNLI emise un comunicato che chiedeva "un più alto livello di confronto" con le forze israeliane in Cisgiordania ed a Gaza. Un altro volantino OLP, emesso in Settembre, invocò l'"esecuzione" di chiunque vendesse delle proprietà in Gerusalemme agli Ebrei [16].

Secondo il governo israeliano, l'FPLP da solo compì 122 attacchi terroristici nel 1998, che hanno portato all'omicidio di 18 residenti in Israele e nei territori. I crimini commessi da Fatah comprendevano l'omicidio, il 4 Luglio, di un Arabo di 61 anni che abitava in un villaggio vicino a Jenin; l'omicidio in Settembre del Sergente israeliano Yoram Cohen e l'omicidio, in Ottobre, di un uomo trovato pugnalato in una strada di Gaza, con la testa dentro un sacco. Un biglietto con le parole "Forza-17", la guardia del corpo personale di Arafat, fu trovato sul corpo [17].

Nelle fasi successive dell'Intifada, Hamas cominciò a contendere all'OLP il controllo della rivolta. Nel Dicembre 1992, per esempio, Hamas ha iniziato a bersagliare i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, uccidendone quattro in diverse audaci imboscate.

20.05. [Mito]

"I Palestinesi morti nell'Intifada sono stati uccisi tutti dagli Israeliani".

20.05. [Fatti]

All'inizio, più Palestinesi morivano in scontri con le truppe israeliane - battaglie normalmente innescate da attacchi arabi contro i soldati - di quanti fossero uccisi dai loro compagni palestinesi nell'"intrafada". Questo cambiò drammaticamente all'inizio del 1990. In quell'anno, il numero dei Palestinesi che moriva negli scontri con gli Israeliani scese a meno della metà. Più Palestinesi venivano uccisi dai Palestinesi nell'"intrafada" in quel periodo. Le uccisioni intestine crebbero nel 1991, con 238 Palestinesi (prima erano 156) morti nell'"intrafada", più del triplo del numero dei morti per mano israeliana [18].

Oltre 200 Palestinesi furono uccisi dai loro compagni palestinesi nel 1998, più del doppio del numero degli uccisi negli scontri con le forze di sicurezza israeliane. I metodi di uccisione, riferì Steven Emerson, comprendevano la decapitazione, la mutilazione, il taglio delle orecchie, l'amputazione degli arti e versare acido sul volto delle vittime [19].

Il regno del terrore divenne così serio che alcuni Palestinesi espressero pubbliche preoccupaizoni sui disordini. L'OLP iniziò ad invocare la fine della violenza, ma continuarono gli omicidi ad opera dei suoi membri e rivali.

Come riferì il New York Times, quando molti Palestinesi udivano bussare alla porta a tarda notte, essi erano sollevati quando trovavano un soldato israeliano alla porta anziché un Palestinese mascherato [20]. Anche dopo il raffreddarsi dell'Intifada seguito alla firma della Dichiarazione dei Principi nel 1993, la guerra intestina tra i Palestinesi continuò, e persiste tuttora.

20.06. [Mito]

"Israele ha chiuso le scuole della Cisgiordania durante l'Intifada per privare i Palestinesi dell'istruzione".

20.06. [Fatti]

Le opportunità d'istruzione nei Territori sono notevolmente cresciute sotto il dominio israeliano. Il numero delle scuole elementari e secondarie è cresciuto di oltre un terzo tra il 1967 ed il 1988. Le donne sono state le principali beneficiarie del boom. Dal 1970 al 1986, ad esempio, la percentuale delle donne che non frequentava la scuola fu più che dimezzata, facendola scendere dal 67% al 32%. Prima del 1967, non c'erano università in Cisgiordania; sei sono state costruite sotto l'amministrazione israeliana.

Ad onta dell'intifada, gli asili nido e le scuole materne, e buona parte degli istituti professionali della Cisgiordania rimasero aperti perché nessuna venne usata per istigare alla violenza. Anche le scuole di Gaza sono rimaste aperte perché i fondamentalisti islamici radicali lì usavano le moschee, non le scuole, per incitare i loro seguaci.

Ma l'OLP ha usato molte scuole per elicitare attacchi contro gli Israeliani. Si sono trovati depositi di coltelli, bastoni e sbarre di ferro nascosti negli edifici scolastici. "Le scuole sono il luogo naturale per far iniziare una dimostrazione", scrisse il giornalista palestinese Daoud Kuttab. "Nelle scuole, le dimostrazioni ed i lanci di pietre sono parte di una tradizione ... Colpire un'auto israeliana significa diventare un eroe" [21].

Nel 1988 Israele ha chiuso alcune scuole secondarie e collegi in Cisgiordania che venivano usati per orchestrare l'insurrezione. Dopo che ebbe annunciato le chiusure, Israele si offrì di riaprire ogni scuola il cui preside avesse garantito che le sue scuole sarebbero state usate per istruire i ragazzi, non per incoraggiare i tumulti. Ma gli educatori, molti dei quali intimiditi dalla leadership della rivolta, rimasero in silenzio. Quando la violenza diminuì, Israele riaprì tutte le scuole superiori, i collegi e le università.

È interessante notare che quando la coalizione guidata dagli USA attaccò l'Afghanistan nell'Ottobre del 2001, l'Autorità Palestinese reagì alle violente proteste dei Palestinesi nella Striscia di Gaza chiudendovi le università e le scuole [23].

20.07 [Mito]

"L'erompere della violenza nel tardo 2000, chiamato dagli Arabi 'l'Intifada di Al-Aksa', fu provocato dalla visita di Ariel Sharon al Monte del Tempio".

20.07 [Fatti]

Secondo i portavoce palestinesi, la violenza è stata causata dalla sconsacrazione di un posto santo musulmano - Al-Sharif di Haram (il Monte del Tempio) – del leader del Likud Ariel Sharon e di "migliaia di soldati israeliani" che lo hanno accompagnato. La violenza è stata compiuta dalle forze Israeliane attraverso attacchi non provocati, hanno invaso i territori controllati dai Palestinesi e "massacrato" i civili palestinesi indifesi, che hanno soltanto gettato pietre per autodifesa. L'unico modo per fermare la violenza, quindi, è che Israele cessi il fuoco e rimuova le sue truppe dalle zone palestinesi.

La verità è drammaticamente differente.

Imad Faluji, ministro delle comunicazioni dell'autorità palestinese, mesi dopo la visita di Sharon, ha ammesso che la violenza era stata progettata a luglio, molto prima della "provocazione" di Sharon. Questa [ la sommossa ] era stata progettata fin dal ritorno del presidente Arafat da Camp David, quando ha rovesciato la situazione a danno dell'ex presidente degli Stati Uniti ed ha rifiutato le condizioni americane." 1



"la visita di Sharon non ha causato "l'Intifada Al-Aksa."

- conclusione del rapporto Mitchell (4 maggio 2001)


La violenza è cominciata prima del 28 settembre 2000, data della visita di Sharon al Monte del Tempio. Il giorno prima, per esempio, un soldato israeliano è stato ucciso alla stazione di Netzarim. Il soldato è stato ucciso dopo l'esplosione di una bomba al bordo della strada. Il giorno seguente dentro la città di Kalkilya in Cisgiordania, un ufficiale della polizia palestinese, lavorando con la polizia israeliana in una perlustrazione congiunta, ha aperto il fuoco ed ucciso il suo omologo israeliano.

I media ufficiali dell'autorità palestinese hanno esortato i Palestinesi alla violenza. Il 29 settembre, la "Voce della Palestina", la stazione radiofonica ufficiale dell'autorità palestinese ha richiamato "tutti i Palestinesi per venire a difendere la moschea di Al-Aksa". L'autorità palestinese ha chiuso le sue scuole ed ha trasportato gli allievi palestinesi al Monte del Tempio per partecipare ai tumulti organizzati.

Appena prima di Rosh Hashanah (il 30 settembre), il capodanno ebraico, quando centinaia di israeliani stavano pregando al muro occidentale (il Muro del Pianto), migliaia degli Arabi hanno cominciato a gettare mattoni e rocce verso la polizia israeliana e gli ebrei che pregavano. Allora i tumulti si allargarono alle città e ai villaggi attraverso Israele, alla Cisgiordania ed alla striscia di Gaza.

Il Ministro della sicurezza interna Shlomo Ben-Ami ha consentito a Sharon di andare al Monte del Tempio - luogo più santo dell'ebraismo, che i musulmani hanno rinominato Haram Al-Sharif e considerano come il terzo luogo più santo dell'islam - solo dopo aver chiamato il capo della sicurezza palestinese Jabril Rajoub ed aver ricevuto la sua assicurazione che se Sharon non fosse entrato nelle moschee, non ci sarebbe stato nessun problema. La necessità di proteggere Sharon si è presentata quando Rajoub, successivamente, ha affermato che la polizia palestinese non avrebbe fatto niente per impedire la violenza durante la visita.

Sharon non ha tentato di entrare in alcuna moschea e la sua visita di 34 minuti al Monte del Tempio è stata fatta durante le ore normali in cui la zona è aperta ai turisti. Giovani palestinesi – successivamente contati intorno a 1.500 – hanno gridato slogan nel tentativo d'infiammare la situazione. Circa 1.500 poliziotti israeliani erano presenti alla scena per prevenire la violenza.

C'erano disturbi limitati durante la visita di Sharon, principalmente consistenti nel gettare pietre. Durante il resto del giorno, il lancio di pietre sono continuati sul Monte del Tempio e nelle vicinanze, che hanno causato il ferimento di 28 poliziotti israeliani, tre dei quali sono stati ricoverati. Non ci sono notizie di lesioni ai palestinesi quel giorno. La significativa e organizzata violenza è iniziata da Palestinesi il giorno che segue le preghiere di venerdì.



"non è un errore che il Corano ci avverte dell'odio degli ebrei e li ha messi all'inizio della lista dei nemici dell'islam. Oggi gli ebrei reclutano il mondo contro i musulmani ed usano tutti i generi di armi. Stanno saccheggiando il posto più caro ai musulmani, dopo Mecca e Medina e minacciano il posto che i musulmani hanno guardato inizialmente quando hanno pregato e la terza città più santa dopo Mecca e Medina. Desiderano erigere il loro tempio su quel posto.... I musulmani sono pronti a sacrificare le loro vite e il sangue per proteggere la natura islamica di Gerusalemme e del EL Aksa!"

- sceicco Hian Al-Adrisi, brano del discorso nella moschea di Al-Aksa (29 settembre 2000) 2




La reale sconsacrazione dei posti santi è stata perpetrata dai Palestinesi, non dagli israeliani. Nel mese di ottobre del 2000, le folle palestinesi hanno distrutto uno santuario ebraico a Nablus – la tomba di Joseph – strappando e bruciando libri ebraici di preghiera. Hanno lapidato chi pregava alla parete occidentale ed hanno attaccato la tomba del Rachel a Betlemme con bombe incendiarie e armi automatiche.

Nessuno dei violenti attacchi sono stati iniziati dalle forze di sicurezza Israeliane, che in tutti i casi hanno risposto alla violenza palestinese che è andata ben oltre lo gettare pietre. Incluso massicci attacchi con le armi automatiche e il linciaggio dei soldati israeliani. La maggior parte degli attacchi armati erano dei membri di Tanzim – propria milizia di Arafat .

Il numero sproporzionato di incidenti palestinesi era l'inevitabile risultato di una milizia irregolare e male addestrata che attacca un esercito normale ben allenato e il frequente uso del Tanzim di civili palestinesi come scudi per i suoi attacchi.

Poiché tutti gli attacchi sono stati iniziati da Palestinesi sotto gli ordini di Arafat, solo Arafat ha il potere di concludere la violenza. Israele e gli Stati Uniti lo hanno invitato a fare così e rinnovare il processo di pace .



"le questioni di Gerusalemme, dei rifugiati e della sovranità sono una e saranno finite sul campo e non nelle trattative. A questo punto è importante preparare la società palestinese per la sfida del prossimo punto perché ci troveremo inevitabilmente in un confronto violento con Israele per creare nuovi fatti sul campo... Credo che la situazione in avvenire sarà più violenta dell' Intifada."

-- Abu-Ali Mustafa dell'autorità palestinese, (23 luglio 2000) 3

20.08. [Mito]

"Una manciata di Israeliani sono stati uccisi nella rivolta, mentre migliaia di Palestinesi innocenti sono stati assassinati dalle truppe israeliane".

20.08 [Fatti]

Durante l'"Intifada di Al-Aksa", il numero delle vittime palestinesi è stato superiore al numero delle vittime israeliane; però il divario si è ristretto dato che i bombaroli suicidi palestinesi hanno usato bombe sempre più potenti per uccidere sempre più Israeliani nei loro attacchi terroristici. A metà Febbraio 2003, erano stati uccisi 2075 Palestinesi e 727 Israeliani.

Lo sproporzionato numero di vittime palestinesi è soprattutto il risultato del numero dei Palestinesi coinvolti nella violenza ed è il risultato inevitabile di un attacco da parte di una milizia di irregolari male addestrati contro un esercito regolare ben addestrato. La sfortunata morte di non-combattenti è dovuta in buona parte all'abitudine degli uomini d'arme e dei terroristi di farsi scudo dei civili.

Cosa più significativa dei tragici totali è però la scomposizione delle vittime. Secondo uno studio, i non-combattenti palestinesi erano soprattutto adolescenti maschi e giovanotti maschi. "Questo contraddice completamente le accuse che Israele abbia 'indiscriminatamente preso a bersaglio donne e bambini'", secondo lo studio. "Sembra che ci sia una sola spiegazione ragionevole per questi risultati: che gli adulti ed i ragazzi maschi palestinesi si siano comportati in modo da mettersi in conflitto con le forze armate israeliane".

Di contro, il numero delle donne e dei vecchi tra le vittime non- combattenti israeliane mostra la casualità degli attacchi palestinesi, e fino a che punto i terroristi hanno ucciso degli Israeliani per il "crimine" di essere israeliani [3b]. I soldati israeliani non bersagliano Palestinesi innocenti, ma i terroristi palestinesi bersagliano i civili israeliani.

20.09. [Mito]

"La violenza è una reazione comprensibile e legittima alle politiche israeliane".

20.09. [Fatti]

La base del processo di pace è che le dispute dovrebbero essere risolte con le trattative. Una delle condizioni che Israele ha posto prima di acconsentire a negoziare con l'OLP era che l'organizzazione rinunciasse al terrorismo. Formalmente lo ha fatto; tuttavia, l'OLP ed altri gruppi ed individui palestinesi hanno ricorso costantemente alla violenza da quando il processo dì Oslo è cominciato nel 1993. Sia che Israele abbia fatto o non le concessioni, i Palestinesi ancora hanno commesso gli attacchi efferati. In alcuni casi le atrocità sono state perpetrate a causa di maltrattamento presunto; in altri casi, sono intenzionali sforzi di sabotare le trattative. Con noncuranza, l'autorità palestinese, che ha quasi una forza di polizia di 40,000 persone (più grande di quanto consentito dagli accordi di pace) e multiple agenzie di intelligence, deve essere considerata responsabile per il mantenimento della pace.

Dalla firma della dichiarazione dei principi 4 (13 settembre 1993 -11 Agosto 1999)

Attività Terroristiche - Giudea e Samaria - Striscia Di Gaza

Soldati dell'Idf uccisi - 20 - 32 Soldati dell'Idf feriti - 617 - 419 Civili israeliani uccisi - 43 - 5 Civili israeliani feriti - 567 - 86 Bombe Molotov - 1.784 - 715 Sparatorie - 305 - 453 Casi di incendio doloso - 102 - 13 Dispositivi esplosivi - 157 - 181 Granate a frammentazione - 58 - 62 Accoltellamenti - 284 - 214

Civili israeliani e soldati israeliani uccisi nell'"Intifada Al-Aksa" (29 Settembre 2000 - 13 Febbraio 2003)

Modalità omicide - Civili - Militari - Totale

Sassate - 2 - 0 - 2 Accoltellamenti - 5 - 0 - 5 Investimenti stradali - 1 - 7 - 8 Linciaggi - 14 - 2 - 16 Spari - 83 - 80 - 163 Spari da un veicolo - 27 - 9 - 36 Spari ad un veicolo - 53 - 10 - 63 Spari a città e paesi - 13 - 3 - 16 Spari a basi militari - 0 - 25 - 25 Attentati dinamitardi - 23 - 30 - 53 Attentati suicidi - 269 - 28 - 297 Autobombe - 15 - 23 - 38 Tiri di mortaio - 0 - 1 - 1 Altre - 1 - 3 - 4

Totale - 506 - 221 - 727

20.10. [Mito]

"La rivolta di Al-Aksa è stata portata avanti solo nei territori contesi, e non ha impatto nell'Israele proprio".

20.10. [Fatti]

La violenza palestinese in Cisgiordania e Gaza ha ucciso numerosi civili e soldati. In più, i terroristi che si comportano in nome della sommossa hanno effettuato atroci attacchi all'interno d'Israele. La violenza inoltre ha effetto collaterale sulla psiche israeliana, sui militari e sull'economia israeliani.

Gli israeliani devono ora essere attenti a viaggiare attraverso molte parti d'Israele e dei territori che dovrebbero essere sicuri. I Palestinesi inoltre sparano agli ebrei da nascondigli, in città quale Gilo che sono fuori dei territori. La violenza ha insidiato severamente la fede degli israeliani che se facessero le concessioni territoriali, la pace con i Palestinesi sarebbe possibile.

La sommossa, inoltre, interessa la prontezza militare perché le truppe devono essere deviate dall'addestramento e dalla preparazione contro le minacce dalle nazioni ostili e invece deve focalizzarsi sulla repressione dei tumulti e sulla lotta al terrorismo.

Per concludere, la violenza ha causato una riduzione marcata del turismo ed ha danneggiato le relative industrie. Circa 64.000 israeliani hanno perso i loro lavori a causa della rivolta palestinese. 5

È non sono soltanto gli israeliani che soffrono. La perdita del turismo danneggia anche i Palestinesi. Il numero di turisti, per esempio, che visitano normalmente Betlemme per natale è significativamente diminuito. Lo stesso è in altri luoghi di pellegrinaggio nell'autorità palestinese . Anche i commercianti palestinesi in luoghi come la città vecchia sono influenzati dal calo del turismo. Gli attacchi terroristici, inoltre, costringono Israele a proibire periodicamente agli operai palestinesi di entrare in Israele, danneggiando gli individui che provano a fare una vita ed a provvedere alle loro famiglie.


"L'Autorità palestinese si è trasformata in un entità terrorista. Gli attacchi terroristici contro di noi non sono solo portati da corpi non ufficiali, ma anche livelli ufficiali stanno giocando attivamente il loro ruolo."

— Shaul Mofaz Capo dello Staff israeliano6



[Note]
[1] New York Times, (14 Dicembre 1987).
[2] UPI, (9 Dicembre 1987).
[3] New York Times, (13 Dicembre 1987).
[4] Washington Post, (14 Dicembre 1987).
[5] Washington Post, (14 Dicembre 1987).
[6] Al-Hamishmar, (6 Dicembre 6, 1991);B'Tselem.
[7] Sidney Zion"Intifada Blues," Penthouse, (Marzo 1990)pp56 63.
[8] Wall Street Journal, (21 Febbraio 1990).
[9] Near East Report, (5 Agosto 1991).
[10] Il Patto di Hamas.
[11] Baghdad Voice of the PLO, (12 Maggio 1989).
[12] New York Times, (24 Ottobre 1989).
[13] Al-Mussawar, (19 Gennaio 1990).
[14] Wall Street Journal, (21 Febbraio 1990).
[15] Radio Monte Carlo, (23 Ottobre 1990).
[16] Jerusalem Post, (14 Settembre 1991).
[17] Jerusalem Post, (6 Luglio e 5 Ottobre 1991).
[18] Near East Report, Rapporti annuali, (1991-1993).
[19] The New Republic, (23 Novembre 1992).
[20] New York Times, (12 June 1991).
[21] Daoud Kuttab, "A Profile of the Stonethrowers," Journal of
Palestine Studies, (Primavera 1988), p. 15.
[22] Jerusalem Post, (7 Agosto 1991).
[23] AP, (10 Ottobre 2001).[1a] Jerusalem Post, (4 Marzo 2001).
[2a] Citato in "Commissione di rilevamento dei fatti di Sharm
El-Sheikh - Prima affermazione del Governo d'Israele, Ministero degliEsteri Israeliano , (28 Dicembre 2000).
[3a] Ibidem.
[3b] "Una tragedia macchinata: Analisi statistica delle vittime delconflitto palestinese-israliano, Settembre 2000-Giugno 2002,"
International Policy Institute for Counter-Terrorism, (June 2002).
[4a] Forze di Difesa Israeliane .
[5a] Jerusalem Post, (22 Febbraio 2001).
[6a] Ha'aretz, (1 Marzo 2001).
[7a] Near East Report , (5 Marzo 2001).
[7b] Almazen [Kuwait], (20 Giugno 2002).
[8a] Jerusalem Report, (25 Febbraio, 2002);
Ma'ariv, (31 Luglio 2002);
Le Forze Armate Israeliane.
[9a] Jewish Telegraphic Agency, (8 Ottobre 2001).
[10a] Jerusalem Report, (21 Maggio 2001).
[11a] CNN;
Le Forze di Difesa Israeliane;
Jerusalem Post (28 Novembre 2000);
Jewish Telegraphic Agency, (21 Marzo 2002).
[12a] Citato nel Jerusalem Post, (1 Aprile 2001).
[13a] Washington Post, (17 Giugno 2001).
[14a] Lettera di George Mitchell e Warren Rudman al Direttore dell'ADLAbraham Foxman, (11 Maggio 2001).
[15a] Conferenza del Maggiore Generale Giora Eiland, Capo della
SezioneOperativa delle Forze Armate Israeliane, all'Associazione della StampaEstera, Gerusalemme, (20 Maggio 2001).
[16a] Conferenza del Dipartimento di Stato, (17 Aprile 2001).
[17a] Time, (19 Aprile 2001).
[18a] Collin Powell, My American Journey, (NY: Random House, 1995), p.434.
[19a] Washington Post, (28 Giugno 1993).
[19b] CNN, (16 Luglio 2002).
[20a] Ha'aretz, (11 Febbraio 2001).
[20b] Al-Watan [Kuwait], (7 Giugno 2002).
[20c] Jerusalem Post, (21 Luglio 2002 e 5 Febbraio 2003), ed il
Dipartimento di Stato USA .
[20d] Jewish Telegraphic Agency, (11 Giugno 2002).
[21a] Foreign Report, (26 Luglio 2001).
[22a] Washington Post, (15 Agosto 2001).
[23a] Jerusalem Post, (2 Agosto 2001).
[24a] Reuters, (9 Agosto 2001).

 

 

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