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Miti e fatti:  Gerusalemme - aspetti politici e territoriali

di Mitchell G. Bard

 

 

[Miti da confutare]


21.b. "Non è necessario che Gerusalemme sia la capitale d'Israele"

 

21.c. "Gli arabi volevano accettare l'internazionalizzazione di Gerusalemme. Gli Ebrei si sono opposti all'idea. A causa della loro intransigenza, oggi Israele occupa illegalmente l'intera città"

 

21.d. "La Giordania ha accettato l'internazionalizzazione"

 

21.e. "Dal 1948 al 1967, la Giordania ha assicurato la libertà di culto per tutte le religioni a Gerusalemme"

 

21.f. "La Giordania ha salvaguardato i luoghi sacri ebraici"

 

21.g. "La Giordania si è adoperata per migliorare le condizioni nella Gerusalemme Est araba. Al contrario, le autorità israeliane hanno abbattuto coi bulldozer centinaia di case arabe in quella parte della città, lasciando molti residenti arabi senza casa"

 

21.n. "Secondo la risoluzione ONU 242, Gerusalemme Est è considerata 'territorio occupato'. L'annessione di Gerusalemme da parte di Israele è quindi una violazione a tale risoluzione"

 

21.o. "Gerusalemme Est dovrebbe far parte di uno stato palestinese perché tutti i suoi abitanti sono arabi palestinesi e nessun ebreo ha mai vissuto lì"

 

21.r. "Gli USA non credono che Gerusalemme debba essere la capitale unita d'Israele"

 

21.z. "L'internazionalizzazione è la soluzione migliore per risolvere il conflitto sulle rivendicazioni su Gerusalemme"

 


I miti in dettaglio
 


21.b. MITO

"Non è necessario che Gerusalemme sia la capitale d'Israele"

 

21.b. FATTI

Sin da quando il re David fece di Gerusalemme la capitale di Israele, oltre 3000 anni fa, la città ha sempre avuto un ruolo centrale nell'esistenza degli Ebrei.

Il muro Occidentale nella Città Vecchia - l'ultimo muro rimasto dell'antico Tempio Ebraco, il luogo più sacro per l'ebraismo - è oggetto di venerazione e punto di riferimento della preghiera ebraica.

Tre volte al giorno, per migliaia di anni, gli Ebrei hanno pregato "A Gerusalemme, tua città, torneremo con gioia" e hanno ripetuto il giuramento dei salmi: "se ti dimentico, O Gerusalemme , si paralizzi la mia mano destra".

Gerusalemme "ha conosciuto solo due periodi di reale grandezza, e questi sono separati tra loro da duemila anni. La grandezza è stata evidente solo sotto il regno ebraico", come scrissero Leon e Jill Uris in "Gerusalemme ". "Questo è perché gli Ebrei l'hanno amata maggiormente, e sono rimasti legati al lei attraverso le centinaia di anni della loro dispersione.... è la più lunga e profonda storia d'amore della storia." [3]

21.b. LA FRASE CELEBRE

"Per tremila anni, Gerusalemme è stata il centro della speranza e del desiderio ebraico. Nessun 'altra città ha avuto un ruolo così dominante nella storia, nella cultura, nella religione e nella coscienza di un popolo così come Gerusalemme lo ha avuto nella vita degli Ebrei e dell'ebraismo. Attraverso secoli di esilio, Gerusalemme è rimasta viva nei cuori degli Ebrei dovunque, come il punto focale della storia ebraica, il simbolo della gloria antica, il riempimento spirituale ed il rinnovamento moderno. Questo cuore e quest'anima del popolo ebraico fanno nascere il pensiero che se si volesse simboleggiare la storia ebraica in una sola e semplice parola, questa parola sarebbe
`Gerusalemme ` ". Teddy Kollek [4]

 

21.c. MITO

"Gli arabi volevano accettare l'internazionalizzazione di Gerusalemme. Gli Ebrei si sono opposti all'idea. A causa della loro intransigenza, oggi Israele occupa illegalmente l'intera città"

21.c. FATTI

Quando l'ONU affrontò la questione della Palestina nel 1947, fu suggerito di internazionalizzare Gerusalemme. Il Vaticano e le predominanti delegazioni cattoliche premettero per questo status, ma una ragione chiave per la decisione dell'ONU fu la volontà del blocco sovietico di ostacolare il re Abdullah della Transgiordania e i suoi protettori inglesi negando ad Abdullah il controllo della città.
L'agenzia ebraica, dopo una profonda riflessione, accettò l'internazionalizzazione nella speranza che questo proteggesse nell'immediato la città da spargimenti di sangue e il nuovo Stato da un conflitto. Poiché la risoluzione della spartizione stabiliva che si doveva fare un referendum sullo status della città dopo 10 anni, e gli Ebrei avrebbero quindi costituito la maggioranza sostanziale, l'aspettativa era quella che in seguito la città sarebbe stata incorporata in Israele.
Gli stati arabi erano tanto amaramente contrari all'internazionalizzazione di Gerusalemme quanto lo erano verso il resto del piano di spartizione.

Nel maggio 1948, la Giordania invase ed occupò Gerusalemme Est, dividendo la città, per la prima volta nella storia, e ontringendo migliaia di Ebrei - le cui famiglie vivevano da secoli nella città all'esilio. Il piano di spartizione dell'ONU, che includeva l'internazionalizzazione di Gerusalemme, fu sopraffatto dagli eventi.

Dopo il rifiuto della risoluzione 181 da parte degli stati arabi e, dopo l'11 dicembre 1948 in cui la risoluzione ONU 194, che stabiliva una commissione di conciliazione per la Palestina, il primo ministro David Ben Gurion dichiarò che Israele non avrebbe più accettato l'internazionalizzazione di Gerusalemme.

Dal 1948 al 1967 la città fu divisa tra Israele e la Giordania. Israele fece della parte occidentale di Gerusalemme la sua capitale; la Giordania occupò la sezione ad est.

Poiché la Giordania - come anche gli stati arabi all'epoca – manteneva uno stato di guerra con Israele, la città si tramutò, in sostanza, in due campi di battaglia, pieni di muri e bunker, recinti con filo spinato, campi minati ed altre fortificazioni militari.


21.c. LA FRASE CELEBRE

"Dovreste lasciare che gli Ebrei possiedano Gerusalemme; sono stati loro a renderla famosa"

Winston Churchill al diplomatico Evelyn Shuckburgh, 1955 [6]

Nel 1967, la Giordania ignorò l'invito israeliano a tenersi fuori dalla guerra dei sei giorni ed attaccò la parte occidentale della città.

I giordani furono instradati dalle forze israeliane ed espulsi dal Gerusalemme Est, consentendo alla città di ritrovare l'unità. Teddy Kollek, sindaco di Gerusalemme per 28 anni, chiamò la riunificazione della città "la realizzazione pratica degli obiettivi del movimento sionista".

Poiché Israele si stava difendendo dall'aggressione nelle guerre del 1948 e del 1967, l'esperto di diritto internazionale Steven Schwebel scrisse che esso ha più diritto alla sovranità su Gerusaleme dei suoi vicini arabi.

21.d. MITO

"La Giordania ha accettato l'internazionalizzazione"

21.d. FATTI La Giordania si oppose all'internazionalizzazione dall'inizio, quando si unì agli altri stati arabi rifiutando la spartizione. Il delegato giordano Fawzi Pasha Malki, disse, il 6 dicembre 1949, senza mezzi termini ad una commissione politica ad hoc presso le Nazioni Unite: "La mia delegazione crede che nessuna forma di internazionalizzazione... possa servire ad un qualche scopo, poiché i luoghi sacri sono sotto la protezione del mio governo e sono sicuri e salvaguardati, senza nessuna necessità di un regime speciale". [8]

Quando il consiglio di amministrazione fiduciaria si incontrò a Ginevra all'inizio del 1950 per disegnare un nuovo governo legislativo a Gerusalemme, la Giordania si rifiutò di permettere la supervisione dell'ONU, di nessun genere. [9]

Quell'anno la Giordania annesse tutto il territorio occupato dall'ovest del fiume Giordano, inclusa Gerusalemme Est. Le altre nazioni arabe negarono un riconoscimento formale alla mossa giordana, e la Lega Araba considerò l'eventualità di espellere la Giordania dall'associazione.

Alla fine, si trovò un compromesso con cui i governi arabi accettarono di vedere tutta la Cisgiordania e Gerusalemme Est, come "conservata" dalla Giordania per i Palestinesi.

 

21.e. MITO

"Dal 1948 al 1967, la Giordania ha assicurato la libertà di culto per tutte le religioni a Gerusalemme"

21.e. FATTI

In violazione all'accordo di armistizio del 1949, la Giordania ha negato agli israeliani di accedere al muro occidentale e al cimitero del Monte degli Olivi, dove gli Ebrei avevano sepolto i loro morti da più di 2500 anni.

Sotto il paragrafo otto dell'accordo, la Giordania e Israele concordavano di stabilire delle commissioni per preparare la ripresa del normale funzionamento delle istituzioni culturali ed umanitarie sul Monte Scopus e l'accesso libero a quell'area; l'uso del cimitero del Monte degli Olivi, e l'accesso libero ai luoghi sacri e alle istituzioni culturali.

Sotto la legge giordana, "gli israeliani e i cristiani erano soggetti a diverse restrizioni durante il pellegrinaggio stagionale verso il loro luoghi sacri" a Gerusalemme, evidenzia Teddy Kollek. "Solo ad un numero limitato di essi era concesso malvolentieri di visitare per breve tempo la città vecchia e Betlemme durante Natale e Pasqua" [10]

Nel 1955 e nel 1964, la Giordania approvò leggi che imponevano uno stretto controllo sulle scuole cristiane, incluse restrizioni relative all'apertura delle scuole, il controllo di stato sui finanziamenti alle scuole e la nomina degli insegnanti e la richiesta di insegnare il Corano. Nel 1953 e nel 1965, la Giordania ha adottato leggi che abrogavano il diritto dei cristiani religiosi e le istituzioni di carità ad acquistare case a Gerusalemme.

Nel 1958, la polizia catturò il patriarca armeno e lo deportò in Giordania, spianando la strada per l'elezione di un patriarca supportato dal governo di Re Hussein. A causa della loro politica repressiva, molti cristiani emigrarono da Gerusalemme. I loro numeri crollarono da 25.000 nel 1949 a meno di 13.000 nel giugno 1967. [11] Queste leggi discriminatorie furono abolite nel 1967 dallo Stato d'Israele dopo che la città fu nuovamente riunita.


21.f. MITO

"La Giordania ha salvaguardato i luoghi sacri ebraici"


21.f. FATTI

La Giordania ha sconsacrato il luoghi sacri ebraici. Il re Hussein ha permesso la costruzione di una strada verso l'Hotel Intercontinental attraverso il cimitero del Monte degli Olivi.

Centinaia di tombe ebraiche sono state distrutte dall'autostrada che poteva essere facilmente costruita da un'altra parte.

Le pietre tombali che onoravano la memoria di saggi e di rabbini, sono state usate dal corpo degli ingegneri della legione arabo giordana come pavimento e come latrine nei campi militari (le iscrizioni sulle pietre sono ancora visibili da quando Israele ha liberato la città).

L'antico quartiere ebraico e la Città vecchia furono devastate, 58 sinagoghe - alcune di alcuni secoli antiche - furono distrutte o rovinate, altre mutate in stabili o in stie per il pollame. Le abitazioni dei bassifondi sono state costruite limitrofe al Muro Occidentale [12].


21.g. MITO

"La Giordania si è adoperata per migliorare le condizioni nella Gerusalemme Est araba. Al contrario, le autorità israeliane hanno abbattuto coi bulldozer centinaia di case arabe in quella parte della città, lasciando molti residenti arabi senza casa"

21.g. FATTI

Così come i precedenti regnanti islamici, re Hussein ha trascurato Gerusalemme. Dopo la presa della Città Vecchia nel 1967, la portata della sua irriverenza divenne chiara quando Israele scoprì che la maggior parte della città era carente della maggior parte dei servizi municipali di base - un rifornimento d'acqua stabile, impianti d'acqua ed elettricità [13]. Come risultato della riunificazione, questi ed altri servizi municipali fortemente necessari furono estesi anche alle case e ai negozi arabi di Gerusalemme Est.

Le autorità israeliane scoprirono che centinaia di abusivi avevano preso le case nel quartiere ebraico. Gli ingegneri civili israeliani rimossero le rovine per ricostruire il quartiere, ma solo dopo aver offerto una ricompensa o una casa alternativa agli abusivi.


21.n. MITO

"Secondo la risoluzione ONU 242, Gerusalemme Est è considerata 'territorio occupato'. L'annessione di Gerusalemme da parte di Israele è quindi una violazione a tale risoluzione"

21.n. FATTI

Un'estensore della risoluzione ONU fu l'ambasciatore USA presso le Nazioni Unite, Arthur Goldberg.

Secondo Goldberg, "La risoluzione 242 non si riferisce in alcun modo a Gerusalemme e l'omissione è voluta deliberatamente...Gerusalemme era una questione notevole, non collegata con la Cisgiordania". In diversi discorsi all'ONU, nel 1967, Goldberg disse: "Ho affermato ripetutaemnte che le linee di armistizio del 1948 erano intese come temporanee. Questo, ovviamente, era particolarmente vero per Gerusalemme. In questi discorsi non mi sono mai riferito a Gerusalemme Est come a un territorio occupato." [18]

Dopo il 1948, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, votò tre risoluzioni che richiedevano l'internazionalizzazione di Gerusalemme. La questione cadde dopo che Israele prese il controllo della città. Dal 1967, l'ONU, che per 19 anni ha ignorato l'occupazione giordana della città, ha adottato numerose risoluzioni criticando Israele per aver alterato lo status di Gerusalemme.

21.n. LA FRASE CELEBRE

"La base della nostra posizione resta che Gerusalemme non debba più essere una città divisa. Non approvammo lo status quo prima del 1967; in alcun modo sosteniamo un ritorno ad esso ora"

Presidente George Bush [19]

21.o. MITO

"Gerusalemme Est dovrebbe far parte di uno stato palestinese perché tutti i suoi abitanti sono arabi palestinesi e nessun ebreo ha mai vissuto lì"

21.o. FATTI

Prima del 1865 l'intera popolazione di Gerusalemme viveva dentro le mura della Città Vecchia (quella che oggi viene considerata la parte orientale città). In seguito, la città si cominciò ad espandere oltre le mura della città a causa della crescita della popolazione e sia arabi che ebrei iniziarono a costruire nuove aree della città.

Al tempo della spartizione, una fiorente comunità ebraica viveva nella parte orientale di Gerusalemme, in un'area che includeva il Quartiere ebraico e la città vecchia. Quest'area della città contiene anche molti luoghi di importanza per la religione ebraica, inclusa la città di Davide, il Monte del Tempio e il Muro Occidentale. Inoltre, le istituzioni maggiori come l'Università Ebraica e l'Ospedale Hadassah originale sono sul Monte Scopus, nella Gerusalemme orientale.

L'unico periodo in cui questa parte di Gerusalemme era esclusivamente araba fu tra il 1949 e il 1967, e questo perché la Giordania aveva occupato quella zona ed espulso forzatamente tutti gli Ebrei.

21.r. MITO

"Gli USA non credono che Gerusalemme debba essere la capitale unita d'Israele"

21.r. FATTI

Sono presenti solo due ambasciate a Gerusalemme - Costa Rica ed El Salvador. Delle 180 nazioni in cui l'America ha relazioni diplomatiche, Israele è l'unica la cui capitale non è riconosciuta dal governo statunitense.

L'ambasciata americana, come moltre altre, si trova a Tel Aviv, a 40 miglia da Gerusalemme. Gli USA hanno un consolato a Gerusalemme Est, comunque, che tratta coi palestinesi nei territori e lavora indipendentemente dall'ambasciata, relazionandosi direttamente con Washington. Oggi, quindi, abbiamo un'anomalia per cui i diplomatici americani si rifiutano di incontrare gli israeliani nella loro capitale perché lo status di Gerusalemme è sindacabile, ma intraprendono contatti coi palestinesi nella città stessa.

Nel 1990, il Congresso passò una risoluzione dichiarando che "Gerusalemme è e deve restare la capitale dello Stato d'Israele" e "deve rimanere città non divisa in cui i diritti di ogni etnia ed ogni gruppo religioso sono protetti". Durante la campagna presidenziale del 1992, Bill Clinton disse: "Riconosco Gerusalemme come una città indivisibile, capitale eterna d'Israele, e credo che nel principio di dover spostare la nostra ambasciata a Gerusalemme". Come presidente non è mai ritornato su questo punto; di conseguenza, la politica ufficiale americana è rimasta allo stato per cui Gerusalemme è una questione per i negoziati.

In un tentativo di cambiare la sua politica, il congresso approvò in maniera schiacciante l'Atto dell'Ambasciata di Gerusalemme del 1995. Questa pietra miliare dichiarava che, come affermazione ufficiale della politica ufficiale USA, Gerusalemme doveva essere riconosciuta come non divisa, eterna capitale di Israele e richiedeva che l'Ambasciata USA in Israele si stabilisse a Gerusalemme non oltre il Maggio del 1999.

La legge includeva anche un atto scritto che permetteva al Presidente di ignorare essenzialmente la legislazione se avesse ritenuto questo atto essere nell'interesse degli Stati Uniti. Il Presidente Clinton esercitò tale opzione.

Durante la campagna presidenziale del 2000, George W. Bush promise che come presidente avrebbe "immediatamente seguito il processo di traslocare l'ambasciatore statunistense nella città che Israele aveva scelto come sua capitale." [25]

Nel giugno 2001, comunque, Bush seguì il precedente di Clinton e usò il potere presidenziale per prevenire che l'ambasciata venisse spostata.

Mentre gli sforzi del Congresso forzano l'amministrazione a riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele, i critici insistono nel dire che tale mossa sarebbe nociva per il processo di pace, mentre i sostenitori della legislazione sostengono che il contrario sia vero.

Rendendo chiara la posizione degli USA per Gerusalemme debba rimanere unita sotto la sovranità israeliana, dicono, le aspettative non realistiche palestinesi relative alla città si possono moderare e quindi intensificare le prospettive per un accordo finale.


21.z. MITO

"L'internazionalizzazione è la soluzione migliore per risolvere il conflitto sulle rivendicazioni su Gerusalemme"

21.z. FATTI

L'apparente intrattabilità di risoluzione del conflitto di rivendicazioni su Gerusalemme ha portato alcune persone a rievocare l'idea di internazionalizzare la città. Ironicamente, l'idea ebbe molto poco seguito durante i 19 anni in cui la Giordania controllò la Città Vecchia e impedì agli Ebrei e ai musulmani israeliani di accedere ai loro luoghi sacri.

Il fatto che Gerusalemme sia contesa, o che sia di importanza per un altro popolo che non siano gli Ebrei israeliani, non significa che la città appartenga agli altri o debba essere governata da un regime internazionale.

Non ci sono precedenti per un simile assetto. La cosa più vicina ad una città internazionale era la Berlino del dopoguerra quando i quattro poteri condivisi controllavano la città e questo esperimento si dimostrò essere un disastro.

Anche se Israele era disponibile verso una tale idea, quale gruppo internazionale concepibile potrebbe essere affidabile per proteggere le libertà che Israele già garantisce? Di sicuro non le Nazioni Unite che hanno dimostrato di non capire le preoccupazioni israeliani verso la spartizione.

Israele può contare solo supporto degli Stati Uniti, ed è l'unico che nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU può proteggere col suo veto Israele dai torti politici delle altre nazioni.


21.x. LA FRASE CELEBRE

"Sarei cieco a negare il legame ebraico con Gerusalemme"

Sari Nusseibeh, rappresentante dell'Autorità Palestinese a Gerusalemme.


Note:
1. Encounter, (February 1968).
2. John Oesterreicher and Anne Sinai, eds., Jerusalem, (NY: John Day,
1974), p. 1; Israel Central Bureau of Statistics; Jerusalem
Foundation;
Municipality of Jerusalem. The figures for 2000 include 9,000 with no
religion classified.
3. Leon and Jill Uris, Jerusalem, (New York: Doubleday and Company,
1981), p. 13.
4. Teddy Kollek, Jerusalem, (DC: Washington Institute For Near East
Policy, 1990), pp. 19-20.
5. Kollek, p. 24
6. Sir Eveyln Shuckburgh, Descent to Suez; Diaries 1951-56, (London,
1986).
7. American Journal of International Law, (April 1970), pp.346-47.
8. New York Times, (December 7, 1949).
9. Special Report of the Trusteeship Council, (June 14, 1950).
10. Kollek, p. 15.
11. Kollek, p. 16.
12. Kollek, p. 15.
13. Meron Benvenisti, Jerusalem, The Torn City, (MN: University of
Minnesota Press, 1976), pp. 44, 60-61.
14. atholic Herald of London, (October 6, 1967).
15. Near East Report, (April 2, 1990).
16. U.S. Department of State, "2001 Annual Report on International
Religious Freedom, Released by the Bureau for Democracy, Human Rights,and Labor, (Washington, D.C., December 2001).
17. Kollek, p. 62.
18. New York Times, (March 12, 1980).
19. Letter from President George Bush to Jerusalem Mayor Teddy Kollek,(March 20, 1990).
20. Reuters, (April 19, 1990).
21. Statement by International Christian Embassy, (April, 18, 1990).
22. Washington Post, (October 14, 1991).
23. "60 Minutes," (December 2, 1990).
24 Jerusalem Post, (August 17, 1991).
25. Speech to AIPAC Policy Conference, (May 22, 2000).
25a.Interview with Dennis Ross, Fox News Sunday, (April 21, 2002).
26. Jerusalem Post, (January 26, 2001).
27. Jewish Telegraphic Agency, (February 12, 2001).
28. Jewish Telegraphic Agency, (February 12, 2001).
29. Jerusalem Post, (November 12, 2001).

 

 

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