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Miti e fatti:  Gerusalemme - arabi e religione

di Mitchell G. Bard

 

 

[Miti da confutare]


21.a. "Gerusalemme è una città araba"

 

21.h. "Sotto la legge israeliana, è stata limitata la libertà religiosa a Gerusalemme"

 

21.i. "Israele nega l'accesso libero ai cristiani e ai musulmani ai luoghi sacri"

 

21.l. ”La politica israeliana incoraggia gli attacchi dei fanatici ebrei contro gli abitanti musulmani e cristiani e i loro luoghi sacri".

 

21.m. "Israele ha ristretto i diritti politici ai palestinesi arabi a Gerusalemme"

 

21.p. "Il trasferimento nell'Aprile del 1990 di 20 famiglie ebraiche nell'ospizio di St. John - un palazzo nel quartiere cristiano di Gerusalemme, collocato vicino alla Chiesa del S. Sepolcro - è un esempio dell'intento Israeliano di cacciare i non ebrei dalle loro parti di città."

 

21.q. "In un attacco non provocato, la polizia israeliana ha ucciso 17 fedeli arabi sul monte del tempio nel 1990"

 

21.s. "Il Monte del Tempio è sempre stato un luogo sacro musulmano e l'ebraismo non ha legami con questo luogo"

 

21.t. "Israele non dovrebbe poter controllare il monte del Tempio perché nega ai musulmani l'accesso ai loro luoghi sacri"

 

21.u. "I palestinesi sono stati attenti nel conservare i resti archeologici del monte del Tempio"

 

21.v. "Quando Israele ha scavato il tunnel del Muro Occidentale, ha minacciato l'integrità del Monte del Tempio e della moschea di AlAksa,perciò è stato condannato dal consiglio di sicurezza dell' ONU"

 

21.x. "Israele ha tentato di bruciare la moschea di Al-Aksa nel 1969"
 


I miti in dettaglio
 


21.a. MITO

 

"Gerusalemme è una città araba"

21.a. FATTI

 

Gli ebrei hanno vissuto a Gerusalemme continuamente per quasi due millenni. Hanno costituito il gruppo più grande di abitanti in quel luogo dal 1840. Gerusalemme ospita il Muro Occidentale e il Monte del Tempio, i luoghi più sacri nell'ebraismo.

Gerusalemme non è mai stata capitale di alcuna entità araba. Difatti, è un luogo trascurato nella maggior parte della storia araba. Gerusalemme non è mai stata utilizzata come capitale sotto le leggi islamiche né è mai stata un centro culturale per i musulmani.

Per gli Ebrei, la città intera è sacra, mentre per i musulmani un solo luogo lo è, ovvero il Duomo della Roccia, e non la città intera.

"Per un musulmano ", osserva lo scrittore inglese Christopher Sykes, "c'è una profonda differenza tra Gerusalemme e Medina o la Mecca. Gli due ultimi sono posti sacri che contengono luoghi sacri". A parte il Duomo della Roccia,ha sottolineato, Gerusalemme non ha ulteriore significato per l'Islam. [1]

POPOLAZIONE DI GERUSALEMME [2]

Anno 1844 1876 1896 1922 1931 Ebrei 7120 12000 28,112 33,971 51,222 Musulmani 5000 7560 8,560 13,411 19,894 Cristiani 3390 5470 8,748 4,699 19,335 Totale 15.510 25030 45,420 52,081 90,451

1948 1967 1987 1990 2000

Ebrei 100,000 195,700 340,000 378,200 530,400
Musulmani 40,000 54,963 121,000 131,800 204,100
Cristiani 25,000 12,646 14,000 14,400 14,700
Totale 165,000 263,309 475,000 524,400 758,300


21.h. MITO

"Sotto la legge israeliana, è stata limitata la libertà religiosa a Gerusalemme"

21.h. FATTI

Dopo la guerra del 1967, Israele abolì tutte le leggi discriminatorie promulgate dalla Giordania e adottò il suo standard, deciso per la salvaguardia degli accessi ai luoghi sacri.

"Chiunque faccia qualcosa che somigli a una violazione di libertà di accesso per i membri delle varie religioni ai luoghi a loro sacri", stipula la legge israeliana, "è passibile di carcere fino a cinque anni".

Israele affidò inoltre l'amministrazione dei luoghi sacri alle rispettive autorità religiose. Così, ad esempio, il Waqf musulmano ha la responsabilità delle moschee sul Monte del Tempio.

Les Filles de la Charite de l'Hospice Saint Vincent de Paul di Gerusalemme hanno rinnegato gli attacchi contro la condotta di Israele a Gerusalemme pochi mesi dopo che Israele aveva preso il controllo della città:

"Il nostro lavoro qui è stato reso particolarmente felice e il suo percorso è più sereno grazie alla buona volontà delle autorità israeliane.... è più sereno non solo per noi stessi, ma (più importante) per gli arabi in nostra cura." [14]

L'ex presidente Jimmy Carter riconobbe che la libertà religiosa era stata resa possibile sotto la legge israeliana. Oggi "non c'è dubbio" che Israele abbia fatto un lavoro migliore sulla salvaguardia agli accessi dei luoghi santi della città di quanto non abbia fatto la Giordania. "C'è un accesso libero oggi", sottolineò Carter. "Questo non c'era dal 1948 al 1967" [15]

Il Dipartimento di Stato evidenzia che nonostante Israele non abbia costituzione, la legge fornisce libertà di culto, e il Governo rispetta tale diritto. [16]

21.i. MITO "Israele nega l'accesso libero ai cristiani e ai musulmani ai luoghi sacri"

21.i. FATTI

Sin dal 1967 migliaia di musulmani e di cristiani- molti di loro provenienti dai paesi arabi che restano in stato di guerra con Israele - sono venuti a Gerusalemme per visitare i loro luoghi sacri.

I leader arabi sono liberi di visitare Gerusalemme e pregare se lo desiderano, così come fece il presidente Anwar Sadat alla moschea di al-Aksa.

Per ragioni di sicurezza, a volte vengono imposte temporaneamente delle restrizioni, ma il diritto di culto non viene ridotto e altre moschee rimangono accessibili anche in tempi di forte tensione.

Secondo l'Islam, il prefeta Maometto fu miracolosamente trasportato dalla Mecca a Gerusalemme, e da lì egli fece la sua ascesa verso il cielo. Il Duomo della Roccia e la moschea di al-Aksa, costruite entrambe nel settimo secolo, resero definitiva l'identificazione di Gerusalemme come il "luogo remoto" menzionato nel corano, e quindi un luogo sacro dopo Medina e La Mecca.

I diritti dei musulmani sul Monte del Tempio, il posto dei due luoghi sacri, non sono stati infranti. Nonostante sia il luogo più sacro per l'ebraismo, Israele ha lasciato il Monte del Tempio sotto il controllo dell' autorità religiosa musulmana.

Per i cristiani, Gerusalemme è il luogo dove Gesù, visse, predicò, morì e risorse. Nonostante sia la Gerusalemme terrestre ad essere enfatizzata piuttosto che quella celeste, i luoghi menzionati nel Nuovo Testamento come luoghi del ministero di Gesù hanno attirato per secoli i pellegrini e i devoti.

Tra questi luoghi vi sono la Chiesa del Santo Sepolcro, il Giardino di Gethsemane, il luogo dell'ultima cena e la Via Dolorosa, con le quattordici stazioni della croce.

I diritti delle varie chiese cristiane alla custodia dei luoghi sacri cristiani presenti a Gerusalemme furono definiti nel corso del diciannovesimo secolo, mentre Gerusalemme era parte dell'Impero Ottomano. Conosciuto come "accordo dello status quo dei luoghi sacri dei cristiani a Gerusalemme" questi diritti sono rimasti durante il periodo del mandato britannico e sono ancora oggi rispettati in Israele.

21.l. MITO

"La politica israeliana incoraggia gli attacchi dei fanatici ebrei contro gli abitanti musulmani e cristiani e i loro luoghi sacri".

21.l. FATTI

Le autorità israeliane hanno tentato in maniera evidente di fermare i fanatici - di tutte le fedi - dallo sconsacrare i luoghi religiosi o dal commettere atti di violenza nelle loro vicinanze.

Quando non è stato capace di fermare tali atti, Israele ha punito severamente coloro che li perpetravano. Allen Goodman, un israeliano squilibrato che nel 1982 si diresse con una furiosa sparatoria sul Monte del Tempio, ad esempio, fu condannato all'ergastolo.

Nel 1984, le autorità israeliane si infiltrarono in un gruppo di Ebrei che progettava di commettere atti di violenza contro luoghi e civili non ebrei. I terroristi furono processati ed imprigionati.

Nel 1990, i fedeli del Tempio del Monte, un gruppo estremista ebraico, tentarono di marciare sul Monte del tempio durante Sukkot per depositare la pietra angolare per il Terzo Tempio. La polizia, preoccupata che questa marcia potesse far infuriare i musulmani ed esacerbare una situazione già tesa creata dall'intifada e dagli eventi nel golfo persico, gli negò il diritto a tale marcia.

Questa decisione era supportata dalla Corte Suprema Israeliana, un fatto immediatamente comunicato ai leader religiosi musulmani e alla stampa araba. Nonostante l'azione preventiva israeliana, "i leader musulmani e gli attivisti dell'intifada continuarono ad incitare i loro fedeli ad un confronto."[17]

Come risultato si ebbe una tragica rivolta in cui furono uccisi 17 arabi.

Da quel momento, Israele è stato un vigilante speciale, e ha fatto ogni cosa possibile per prevenire qualsiasi provocazione dai gruppi o dagli individui che avrebbero potuto minacciare la santità dei luoghi sacri di qualunque fede.


21.m. MITO

"Israele ha ristretto i diritti politici ai palestinesi arabi a Gerusalemme"

21.m. FATTI

Insieme con le libertà religiose, i palestinesi arabi a Gerusalemme sono stati dati diritti politici senza precedenti. Agli abitanti arabi veniva data la scelta se essere cittadini israeliani o meno. Molti di loro scelsero di rimanere cittadini giordani. Inoltre, trascurando il fatto se sono propri cittadini o meno, agli arabi di Gerusalemme è data la possibilità di votare nelle elezioni municipali e di giocare quindi un ruolo nell'amministrazione della città.


21.p. MITO

"Il trasferimento nell'Aprile del 1990 di 20 famiglie ebraiche nell'ospizio di St. John - un palazzo nel quartiere cristiano di Gerusalemme, collocato vicino alla Chiesa del S. Sepolcro - è un esempio dell'intento Israeliano di cacciare i non ebrei dalle loro parti di città."

21.p. FATTI

Israele ha sempre rispettato i diritti di tutte le religioni di praticare liberamente. L'atto di trasferimento nell'ospizio non ha infranto in nessun modo tali diritti.

Il palazzo in questione non era una chiesa né un luogo sacro di nessun tipo. Né questi ebrei né il governo israeliano hanno avuto intenzione di interferire con l'accesso dei cristiani alla Chiesa del Santo Sepolcro, o ad un qualsiasi altro posto della Città Vecchia.

Il governo israeliano fu preso di mira per il suo presunto ruolo di finanziamento dell'affitto. Il governo mantiene un assetto esteso di programmi di assistenza all'alloggio attraverso tutto Israele. E' stato all'interno di questo quadro che fu fornita l'assistenza finanziaria ad Ateret Kohanim, un'associazione privata che possiede svariati edifici nella Città Vecchia.

La leadership dell'intifada, sostenuta dall'OLP emanò un ordine di uccidere l'uomo d'affari armeno che aveva venduto il palazzo alle famiglie ebraiche. [20]

Un gruppo che si rese conto che si cercava di approfittare di questa delicata situazione fu l'Ambasciata della Chiesa Internazionale a Gerusalemme. "Così come gli arabi musulmani vivono nel quartiere ebraico della Città Vecchia, non c'è ragione per cui - se i tenutari in quel quartiere volevano affittare le loro proprietà agli Ebrei, questi ultimi non avrebbero dovuto avere il diritto di prendere lì la residenza", disse l'ambasciata in una frase. "Crediamo che in Israele così come in tutte le altre nazioni democratiche, cristiani, musulmani ed Ebrei debbano poter vivere ovunque decidano di farlo." Negare agli Ebrei il diritto di vivere ovunque a Gerusalemme, disse, era "assurdo". [21]

Il patriarca greco ortodosso andò in Israele per presentare una lamentela contro l'ospizio. Il fatto che la Chiesa affrontò la questione per vie legali, dimostra la sua fede nel sistema di giustizia israeliano. Nel 1995 fu raggiunto un compromesso in cui l'affitto del palazzo veniva assegnato alla città di Gerusalemme.

21.q. MITO

"In un attacco non provocato, la polizia israeliana ha ucciso 17 fedeli arabi sul Monte del Tempio nel 1990"

21.q. FATTI

La ragione apparente per cui l'8 ottobre 1990 una rivolta portò alla morte di 17 arabi, era che le frange di un gruppo ebraico conosciuto come i Fedeli del Monte del Tempio stavano tentando di posare la pietra d'angolo per la ricostruzione del Tempio.

Il gruppo aveva ottenuto il permesso riluttante della polizia di marciare intorno al Monte del Tempio portando bandiere Israeliane. Ma vedendo una grande folla di musulmani radunarsi sul luogo, la polizia revocò il permesso di marciare.

Quando scoppiò la rivolta, i "fedeli" stavano pregando pacificamente a circa un miglio di distanza.

I radicali arabi aiutarono a spianare la strada per la violenza. Capi di Fatah e di Hamas stavano lottando per "mobilitare una rivolta dell'intifada nei quartieri di Gerusalemme." [22] Quando i membri del loro gruppo sentirono i richiami degli sceicchi a difendere i luoghi sacri islamici, si mobilitarono verso il Monte del Tempio. "Una volta cominciata la violenza", riporta il Washington Post, "i giovani palestinesi attaccarono la polizia con una ferocia ed una persistenza senza precedenti a Gerusalemme, durante i primi tre anni dell'intifada. Fonti arabe dicono che il fervore dei giovani si può ricollegare ad una campagna orchestrata dai leader palestinesi a Gerusalemme, nelle settimane recenti, per incrementare il livello degli attacchi, soprattutto contro la polizia".

Durante la confusione a seguire, i rivoltosi tirarono pietre in direzione dei pellegrini Ebrei, che stavano pregando tranquillamente per Sukkot, di fronte al Muro Occidentale.

Jamal Nusseibah, il figlio di un eminente professore palestinese, ammise che il popolo aveva portato con sè le pietre al Monte del Tempio nei loro zaini di scuola. [23]

Due documenti ufficiali israeliani furono redatti per giudicare la tragedia. Il primo era la Commissione Zamir, stabilita dal governo, che concluse che una sommossa rivoltosa aveva tirato pietre e proiettili metallici verso la polizia da distanza ravvicinata, e che le vite dei poliziotti erano in pericolo e che avevano aperto il fuoco per difendersi.

Il rapporto aveva criticato la polizia israeliana per il suo modo di controllare l'incidente, in particolare la loro mancanza di preparazione in una situazione che avrebbero potuto prevedere che sarebbe divenuta violenta.

E' difficile immaginare un qualunque documento arabo che faccia una tale critica feroce e pubblica sulla prestazione delle sue stesse forze di polizia.

Le descrizioni dei media hanno riportato inaccuratamente che il secondo rapporto, contraddiceva le considerazione della Commissione Zamir. Le indagini del giudice Ezra Kama, confermavano Zamir sui punti chiave. Kama non concluse che Israele aveva "provocato" la rivolta". Il rapporto dice comunque che "3000 arabi, la maggioranza dei quali giovani, aveva dato importanza al richiamo [dei predicatori Musulmani di venire al monte del Tempio e di 'difenderlo']; le pietre erano preparate in partenza; la leadership musulmana sapeva che nessuno dei Fedeli del Monte del Tempio avrebbe potuto andare in zone vicine all'area ed infatti si è visto chiaramente lasciare da essi il luogo un'ora prima dell'inizio della rivolta." [24]

21.s. MITO

"Il Monte del Tempio è sempre stato un luogo sacro per i musulmano e l'ebraismo non ha legami con questo luogo"

21.s. FATTI

Durante il summit di Camp David del 2000, Yasser Arafat disse che nessuno Tempio ebraico era mai esistito sul Monte del Tempio. [25a]

Un anno dopo, il muftì di Gerusalemme nominato dall'autorità palestinese, Ikrima Sabri, disse al quotidiano tedesco Die Welt "Non c'è nemmeno la più piccola indicazione dell'esistenza di un tempio ebraico in questo posto nel passato. Nell'intera città non c'è nemmeno una singola pietra che testimoni la storia ebraica."

Queste considerazioni, sono contraddette da un libro intitolato "Una guida breve a al-Haram al Sharif", pubblicato dal Consiglio Supremo Musulmano del 1930. Il Consiglio, il corpo supremo dell'Islam durante il mandato britannico, diceva nella guida che il Monte del Tempio "è uno dei luoghi più antichi del mondo. La sua santità è datata nei tempi più lontani. La sua identità col sito del Tempio di Salomone è indiscussa. Questo, inoltre, è il punto secondo una credenza universale secondo cui David costruì lì un altare a Dio, e offrì delle offerte bruciate e delle oblazioni di pace."

In una descrizione dell'area delle scuderie di Salomone, che gli ufficiali islamici Waqf convertirono in una nuova moschea nel 1996, la guida afferma: "si conosce poco di certo a proposito della storia dell'area stessa. E' datata probabilmente tanto lontano nei tempi quanto la costruzione del Tempio di Salomone... Secondo Josephus, era esistente ed era utilizzata come luogo di rifugio dagli Ebrei ai tempi della conquista di Gerusalemme da parte di Tito, nel 70 D.C." [26]

Una fonte più autorevole - il Corano - il libro sacro dell'Islam - descrive la costruzione del Primo Tempio di Salomone (34:13) e narra della distruzione del Primo e del Secondo Tempio (17:7).

La connessione ebraica col Monte del Tempio risale a più di 3000 anni fa e ha le sue radici nella tradizione e nella storia. Quando Abramo legò suo figlio Isacco sull'altare per sacrificarlo a Dio, si crede che lo fece sul Monte Moriah, l'odierno Monte del Tempio.

Il Santo dei Santi del Primo Tempio conteneva l'Arca del Patto originaria, e sia il Primo che il Secondo Tempio erano i centri della vita sociale e religiosa ebraica fino alla distruzione del Secondo Tempio da parte dei romani.

Dopo la distruzione del Secondo Tempio, il controllo del Monte del Tempio passò attraverso diversi poteri di conquista. Era durante il periodo iniziale del controllo musulmano che il Duomo della Roccia fu costruito sul sito dei templi antichi.

Gli Ebrei strettamente osservanti non visitano il Monte del Tempio per paura di camminare sopra Il Santo dei Santi per sbaglio, che ospitava l'Arca del Patto, poiché la sua esatta collocazione non è nota sul Monte. Altri Ebrei e non musulmani lo visitano sotto la conoscenza e il permesso del Waqf, rispettando i tempi delle preghiere e i modi di vestire e senza minacciare la "sconsacrazione" del posto.

21.t. MITO

"Israele non dovrebbe poter controllare il Monte del Tempio perché nega ai musulmani l'accesso ai loro luoghi sacri"

21.t. FATTI

Israele ha condiviso il Monte del Tempio dal 1967, quando il Ministro della Difesa Moshe Dayan, sulla riunificazione di Gerusalemme, permise all'autorità islamica, il Waqf, di continuare a esercitare la sua autorità civile sul Monte del Tempio. Il Waqf sorveglia tutte le attività giorno per giorno lì. Una presenza israeliana è presente all'ingresso del Monte del Tempio per assicurare l'accesso alle persone di tutte le religioni.

Le uniche volte che Israele ha impedito ai musulmani di andare al Monte del Tempio sono state durante i periodi di alta tensione quando il timore di violenze impose restrizioni di accesso dentro l'area. Queste misure sono state prese per proteggere i praticanti di tutte le fedi e i luoghi sacri della Città Vecchia. Questi periodi sono durati tipicamente uno o due giorni.

21.u. MITO

"I palestinesi sono stati attenti nel conservare i resti archeologici del monte del Tempio"

21.u. FATTI

Nonostante il rifiuto di riconoscere la sovranità d'Israele sul Monte del Tempio, il Waqf ha cooperato con gli ispettori israeliani quando sono stati fatti dei lavori sul luogo sacro. Dopo gli accordi di Oslo del 1993, comunuqe, il Waqf controllato dalla Giordania fu sostituito con dei rappresentanti appartenenti all'Autorità Palestinese.

Seguendo le rivolte che hanno accompagnato la decisione israeliana di aprire un'uscita del tunnel del Muro Occidentale, il Waqf cessò di cooperare con Israele.

In seguito il Waqf ha impedito agli ispettori israeliani di controllare il lavoro fatto sul Monte che sembra abbia causato danni irreparabili ai resti archeologici del periodo del Primo e del Secondo Tempio.

Gli archeologi israeliani denunciano il fatto che durante i lavori di costruzione, migliaia di tonnellate di ghiaia - che potevano contenere resti importanti - sono stati rimossi dal Monte e gettati via. Gli esperti dicono che anche se i manufatti non sono stati distrutti saranno resi archeologicamente inutili poiché gli operai palestinesi stanno mischiando reperti di diverse epoche mentre scavano la terra coi bulldozer. [27]Data la sensibilità del Monte del Tempio e la tensione preesistente tra israeliani e palestinesi su Gerusalemme, il governo israeliano non ha interferito con le attività del Waqf. Nel frattempo, prosegue la distruzione del passato.

21.u. LA FRASE CELEBRE

"Il movimento sionista ha inventato che questo era il luogo del Tempio di Salomone. Ma questa è tutta una menzogna."

Sceicco raed Salah, uno dei leader del Movimento islamico in Israele. [28]

21.v. MITO

"Quando Israele ha scavato il tunnel del Muro Occidentale, ha minacciato l'integrità del monte del Tempio e della moschea di Al- Aksa, perciò è stato condannato dal consiglio di sicurezza dell' ONU"

21.v. FATTI La parte più conosciuta delle costruzioni rimanenti del Monte del Tempio di Erode è l'area della preghiera tradizionale ebraica del Muro Occidentale, che è stata esposta, sopra il livello del suolo, per duemila anni.

La presa della Città Vecchia durante la Guerra dei Sei Giorni ha fornito un'opportunità di esplorare attraverso la continuazione del Muro Occidentale dal luogo di preghiera verso nord.

Lunghe sezioni del muro meridionale del Monte del Tempio e gli angoli sudoccidentali furono esposte durante il 1970, fornendo un quadro delle monumentali mura di Erode che circondavano il Monte del Tempio e le estese aree spianate di costruzioni pubbliche fuori da esse.

Un tunnel consente ai pedoni di camminare su pietre di 2000 anni, lungo uno dei più antichi percorsi sotteranei a Gerusalemme, cominciando dalla piazza del Muro Occidentale per finire sulla Via Dolorosa. Per anni Israele ha mantenuto chiusa l'uscita per evitare i provocatori palestinesi, già irritati per gli scavi.

Questo ha costretto i visitatori del tunnel a ritornare seguendo lo stesso percorso dell'ingresso, a volte dovendosi letteralmente girare di fianco e spingersi attraverso le persone che venivano dall'altra direzione.

Nel settembre 1996, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu decise di aprire l'uscita. Questo fu fatto a tarda notte per minimizzare le possibilità di violenze, ma questo diede invece l'impressione di fare qualcosa di nascosto.

I palestinesi (e i musulmani in altre parti) videro quest'azione come una violazione provocatoria degli accordi di pace e come parte della campagna israeliana di minacciare i luoghi sacri musulmani.

I palestinesi si ribellarono in reazione all'azione israeliana. Il consiglio di Sicurezza dell'ONU adottò la risoluzione 1093 dopo che il rappresentante saudita si lamentò del fatto che Israele aveva aperto un tunnel "nelle vicinanze della moschea di Al-Aksa". In realtà, il tunnel è un sito archeologico che non ha niente a che vedere con la moschea.

Il restauro del Muro Occidentale fu intrapreso come parte di uno sforzo ulteriore da parte israeliana per mostrare maggiori ritrovamenti archeologici a Gerusalemme e per migliorare le infrastrutture turistiche nella Città Vecchia. Inoltre il restuaro del tunnel non violava l'accordo ad interim tra Israele e Palestinesi poichè i restauri a Gerusalemme non sono coperti dal documento.

La controversia infine si estinse ed oggi il tunnel può essere visitato dai turisti. Aprendo l'uscita, i turisti hanno un accesso più comodo alla Via Dolorosa dalla piazza del Muro Occidentale, che, allo stesso tempo, beneficia i mercanti del quartiere musulmani da dove partono i visitatori.

21.x. MITO


"Israele ha tentato di bruciare la moschea di Al-Aksa nel 1969"

21.x. FATTI

La prontezza dei leader arabi di utilizzare le falistà nella loro propaganda fu dimostrata quando Nasser e gli altri leader invocarono a una Guerra santa contro Israele quando un incendiario diede fuoco alla moschea di Al-Aksa nell'Agosto 1969. La colpa era di un turista cristiano australiano che confessò il crimine. L'accusato fu processato e dichiarato malato mentalmente.

21.x. LA FRASE CELEBRE

"Sarei cieco a negare il legame ebraico con Gerusalemme"

Sari Nusseibeh, rappresentante dell'Autorità Palestinese a Gerusalemme.

Note:
1. Encounter, (February 1968).
2. John Oesterreicher and Anne Sinai, eds., Jerusalem, (NY: John Day,
1974), p. 1; Israel Central Bureau of Statistics; Jerusalem
Foundation;
Municipality of Jerusalem. The figures for 2000 include 9,000 with no
religion classified.
3. Leon and Jill Uris, Jerusalem, (New York: Doubleday and Company,
1981), p. 13.
4. Teddy Kollek, Jerusalem, (DC: Washington Institute For Near East
Policy, 1990), pp. 19-20.
5. Kollek, p. 24
6. Sir Eveyln Shuckburgh, Descent to Suez; Diaries 1951-56, (London,
1986).
7. American Journal of International Law, (April 1970), pp.346-47.
8. New York Times, (December 7, 1949).
9. Special Report of the Trusteeship Council, (June 14, 1950).
10. Kollek, p. 15.
11. Kollek, p. 16.
12. Kollek, p. 15.
13. Meron Benvenisti, Jerusalem, The Torn City, (MN: University of
Minnesota Press, 1976), pp. 44, 60-61.
14. atholic Herald of London, (October 6, 1967).
15. Near East Report, (April 2, 1990).
16. U.S. Department of State, "2001 Annual Report on International
Religious Freedom, Released by the Bureau for Democracy, Human Rights,and Labor, (Washington, D.C., December 2001).
17. Kollek, p. 62.
18. New York Times, (March 12, 1980).
19. Letter from President George Bush to Jerusalem Mayor Teddy Kollek,(March 20, 1990).
20. Reuters, (April 19, 1990).
21. Statement by International Christian Embassy, (April, 18, 1990).
22. Washington Post, (October 14, 1991).
23. "60 Minutes," (December 2, 1990).
24 Jerusalem Post, (August 17, 1991).
25. Speech to AIPAC Policy Conference, (May 22, 2000).
25a.Interview with Dennis Ross, Fox News Sunday, (April 21, 2002).
26. Jerusalem Post, (January 26, 2001).
27. Jewish Telegraphic Agency, (February 12, 2001).
28. Jewish Telegraphic Agency, (February 12, 2001).
29. Jerusalem Post, (November 12, 2001).

 

 

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