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Miti e fatti: Il periodo del mandato

di Mitchell G. Bard

 

 

Miti da confutare

 

04.a. "I Britannici hanno aiutato gli Ebrei a far sloggiare la popolazione araba nativa della Palestina"

 

04.b. "I Britannici hanno permesso agli Ebrei di dilagare in Palestina mentre l'immigrazione araba era strettamente controllata"

 

04.c. "I Britannici hanno cambiato la loro politica dopo la Seconda Guerra Mondiale per consentire ai superstiti dell'Olocausto di stabilirsi in Palestina"

 

04.d. "Con la crescita della popolazione ebraica in Palestina, e' peggiorata la sorte degli Arabi palestinesi"

 

04.e. "Gli Ebrei hanno rubato la terra araba"

 

 04.f. "I Britannici hanno aiutato i Palestinesi a convivere pacificamente con gli Ebrei"

 

04.g. "Il Mufti non era antisemita"

 

 04.h. "L'Irgun ha fatto saltare in aria l'Albergo Re Davide all'interno di una campagna di terrore contro i civili"

 


[I miti in dettaglio]

 


04.a. MITO

"I Britannici hanno aiutato gli Ebrei a far sloggiare la popolazione araba nativa della Palestina"

04.a. FATTI

Herber Samuel, un Ebreo britannico che fu il primo Alto Commissario di Palestina, pose dei limiti all'immigrazione ebraica "nell'interesse della popolazione attuale" e della "capacità di assorbimento del paese". [1] Si diceva infatti che l'afflusso di insedianti Ebrei stesse scalzando i "fellahin" (contadini del luogo) arabi dalla loro terra. Lo si diceva quando meno di un milione di persone viveva in un'area che ora ne mantiene più di nove milioni.

Di fatto, i Britannici hanno ridotto la capacità di assorbimento della Palestina con la spartizione del paese.

Nel 1921, il Segretario alle Colonie Winston Churchill ritagliò quasi quattro quinti della Palestina (circa 35.000 miglia quadrate, cioè 91.000 kmq) per creare un Emirato arabo nuovo di zecca, la Transgiordania. Come premio di consolazione per l'Hegiaz e l'Arabia attribuiti alla famiglia Saud, Churchill ricompensò Abdullah, il figlio dello Sceriffo Hussein, per il suo contributo alla guerra contro la Turchia facendo di lui l'Emiro di Transgiordania.

I Britannici fecero di più ponendo restrizioni agli acquisti immobiliari ebraici in quel che restava della Palestina, andando contro il testo del Mandato (Articolo 6), che affermava che "l'Amministrazione della Palestina ... incoraggerà, cooperando con l'Agenzia ebraica ... degli insediamenti ebraici ravvicinati sul territorio, comprese le terre demaniali e le terre incolte non destinate ad uso pubblico". Nel 1949, i Britannici avevano distribuito dei 187.500 acri di terra coltivabile (cioè 76.000 ettari) 87.500 acri agli Arabi (cioe' circa 35.500 ettari), e solo 4,250 (1.717 ettari) agli Ebrei. [2]

Alla fine, i Britannici ammisero che l'argomento della capacità di assorbimento del paese era specioso. La Commissione Peel disse: "La forte immigrazione degli anni 1933-36 sembra mostrare che gli Ebrei sono stati capaci di accrescere la capacità di assorbimento del paese per quanto riguarda gli Ebrei". [3]

04.b. MITO

"I Britannici hanno permesso agli Ebrei di dilagare in Palestina mentre l'immigrazione araba era strettamente controllata"

04.b. FATTI

La risposta britannica all'immigrazione ebraica stabili' il precedente di ammansire gli Arabi che fu seguito per tutta la durata del Mandato. I Britannici posero restrizioni all'immigrazione ebraica, mentre consentivano agli Arabi di entrare liberamente nel paese. Sembra che Londra non abbia pensato che un'invasione di immigranti arabi avrebbe nuociuto alla capacita' di assorbimento del paese.

Durante la Prima Guerra Mondiale la popolazione ebraica in Palestina diminui' a causa della guerra, della carestia, delle malattie e delle espulsioni. Nel 1915, vivevano circa 83.000 Ebrei in mezzo a 590.000 Mussulmani ed Arabi cristiani. Secondo il censimento del 1922, la popolazione ebraica era di 84.000 persone, mentre gli Arabi erano 643.000. [4] Cosi', la popolazione araba e' cresciuta esponenzialmente, mentre quella ebraica e' stagnata.

A meta' degli anni '20, l'immigrazione ebraica in Palestina e' cresciuta soprattutto a causa della legislazione economica antiebraica in Polonia e dell'imposizione di quote restrittive da parte di Washington. [5]

Il numero record degli immigranti nel 1935 (vedi tabella) fu la risposta alla crescente persecuzione degli Ebrei nella Germania nazista. L'amministrazione britannica ritenne pero' tale numero eccessivo, cosi' l'Agenzia ebraica fu informata che meno di un terzo della quota richiesta sarebbe stata approvata nel 1936. [6]

I Britannici cedettero ancora alle richieste arabe annunciando nel Libro Bianco del 1939 che entro dieci anni sarebbe stato uno stato arabo indipendente, e che per i successivi cinque anni, l'immigrazione ebraica sarebbe stata limitata a 75.000 persone, dopodiche' sarebbe completamente cessata. Inoltre vieto' la vendita di fondi agli Ebrei nel 95% del territorio palestinese. Cionondimeno, gli Arabi rigettarono la proposta.



Immigranti ebrei in Palestina [7]

Anno Numero

1919 1.806 -1920 8.223-1921 8.294-1922 8.685-1923 8.175-1924 13.892-1925 34.386 1926 13.855-1927 3.034-1928 2.178-1929 5.249-1930 4.944-1931 4.075-1932 12.533 1933 37.337-1934 45.267-1935 66.472-1936 29.595-1937 10.629-1938 14.675-1939 31.195 1940 10.643-1941 4.592

Di contro, l'immigrazione araba fu senza limiti per tutto il periodo del Mandato. Nel 1930, la Commissione Hope Simpson, inviata da Lontra ad indagare sui tumulti arabi del 1929, disse che la pratica britannica di ignorare l'immigrazione araba incontrollata ed illegale dall'Egitto, dalla Transgiordania e dalla Siria aveva l'effetto di spiazzare i possibili immigranti ebrei. [8]

Il Governatore britannico del Sinai tra il 1922 ed il 1936 osservo': "Quest'immigrazione illegale non giungeva solo dal Sinai, ma anche dalla Transgiordania e dalla Siria, ed e' molto difficile lamentarsi della miseria degli Arabi se non si riesce nel contempo ad impedire ai loro compatrioti degli stati vicini di venire a spartire quella miseria". [9]

La Commissione Peel riferi' nel 1937 che la "scarsita' di terra e' dovuta meno alla quantita' di terra acquistata dagli Ebrei che alla crescita della popolazione araba". [10]

04.c. MITO

"I Britannici hanno cambiato la loro politica dopo la Seconda Guerra Mondiale per consentire ai superstiti dell'Olocausto di stabilirsi in Palestina"

04.c. FATTI

Le porte della Palestina rimasero chiuse per tutta la durata della guerra, arenando centinaia di migliaia di Ebrei in Europa, molti dei quali sono divenuti vittime della Soluzione Finale di Hitler in Europa. Dopo la guerra, i Britannici rifiutarono di consentire ai sopravvissuti dell'incubo nazista di trovare rifugio in Palestina. Il 6 Giugno 1946, il Presidente Truman chiese al governo britannico di venire incontro alle sofferenze degli Ebrei confinati nei campi profughi in Eurpa accettando subito 100.000 immigrati ebrei. Il Ministro degli Esteri britannico, Ernest Bevin, rispose sarcasticamente che gli Stati Uniti volevano che i profughi ebrei emigrassero in Palestina poiche' non volevano che troppi di loro venissero a New York. [11]

Alcuni Ebrei furono in grado di raggiungere la Palestina, molti a bordo di carrette su cui i membri delle organizzazioni ebraiche di resistenza riuscivano a farli imbarcare clandestinamente. Tra l'Agosto 1945 e la fondazione dello Stato d'Israele nel Maggio 1948, 65 navi di immigranti "illegali", che portavano 69.878 persone, arrivarono dalle coste europee. Nell'Agosto 1946, pero', i Britannici iniziarono ad internare le persone che catturavano a Cipro. Circa 50.000 persone furono recluse nei campi dell'isola, e 28.000 di loro erano ancora internate quando Israele dichiaro' l'indipendenza. [12]

04.d. MITO

"Con la crescita della popolazione ebraica in Palestina, e' peggiorata la sorte degli Arabi palestinesi"

04.d. FATTI

La popolazione ebraica e' cresciuta di 470.000 unita' tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, mentre quella non-ebraica e' cresciuta di 588.000 unita'. [13] Infatti, la popolazione residente araba e' cresciuta del 120% tra il 1922 ed il 1947. [14]

Questa rapida crescita fu il risultato di diversi fattori, uno dei quali l'immigrazione dagli stati vicini - che costituiva il 37% dell'immigrazione totale verso un Israele che non era ancora uno stato - di Arabi che volevano approfittare del miglior livello di vita reso possibile dagli Ebrei. [15] La popolazione araba e' cresciuta inoltre grazie alle migliori condizioni di vita create dagli Ebrei quando bonificarono le paludi malariche e portarono nella regione migliori condizioni igieniche e cure mediche. Pertanto, ad esempio, la mortalita' infantile mussulmana scese dal 201 per mille del 1925 al 94 per mille nel 1945, e la speranza di vita crebbe dai 37 anni del 1926 ai 49 nel 1943. [16]

La popolazione araba crebbe soprattutto nelle citta' in cui una grande popolazione ebraica aveva creato nuove opportunita' economiche. Dal 1922 al 1947 la popolazione ebraica crebbe del 290% ad Haifa, del 131% a Gerusalemme e del 158% a Giaffa. La crescita nelle cittadine arabe fu piu' modesta: 42% a Nablus, 78% a Jenin, 37% a Betlemme. [17]

04.e. MITO

"Gli Ebrei hanno rubato la terra araba"

04.e. FATTI

Ad onta della crescita nella loro popolazione, gli Arabi hanno continuato a sostenere di essere stati sloggiati. La verita' e' che dall'inizio della Prima Guerra Mondiale, parte della terra palestinese era di proprieta' di latifondisti fannulloni che vivevano al Cairo, a Damasco ed a Beirut. Circa l'80% degli Arabi palestinesi erano contadini schiacciati dai debiti, seminomadi e Beduini. [18]

In realta', gli Ebrei fecero piu' del dovuto per evitare di acquistare terra in zone da cui gli Arabi avrebbero potuto essere sloggiati. Essi cercavano terra perlopiu' incolta, paludosa, di poco prezzo, e, soprattutto, senza fittavoli. Nel 1920 il leader sionista laburista David Ben-Gurion manifesto' la sua preoccupazione per i 'fellahin' arabi, che riteneva "la parte piu' significativa della popolazione indigena". Ben-Gurion disse che "per nessun motivo noi dobbiamo toccare la terra che appartiene ai 'fellahin' o lavorata da loro". Egli propose di liberarli dai loro oppressori: "Solo se un 'fellah' lascia la sua abitazione", aggiunse Ben-Gurion, "noi dovremmo offrirci di comprare la sua terra, ad un prezzo equo". [19]

Solo dopo che gli Ebrei ebbero comprato tutta la terra incolta disponibile che essi cominciarono a comprare quella coltivata. Molti Arabi erano disposti a venderla a causa della migrazione alle citta' della costa e perche' avevano bisogno di denaro da investire nella coltura del cedro. [20]

Quando John Hope Simpson arrivo' in Palestina nel Maggio 1930, egli osservo': "Essi [gli Ebrei] hanno pagato alti prezzo per la terra, ed inoltre hanno pagato ad alcuni degli occupanti di tali terre una considerevole quantita' di denaro che non erano legalmente tenuti a pagare". [21]

Nel 1931 Lewis French compi' un'indagine sull'essere privi di terra ed alla fine offri' nuovi appezzamenti a qualsiasi Arabo fosse stato "spossessato". I funzionari britannici ricevettero piu' di 3.000 domande, di cui l'80% fu ritenuto invalido dal consigliere legale del Governo poiche' i richiedenti non erano Arabi senza terra. Rimasero percio' appena 600 Arabi senza terra, di cui 100 accettarono l'offerta di terra del Governo. [22]

Nell'Aprile 1936, un guerrigliero siriano chiamato Fawzi alQawukji, comandante dell'Esercito di Liberazione Arabo, istigo' una recrudescenza di attacchi arabi contro gli Ebrei. In Novembre, quando i Britannici finalmente inviarono ad indagare una nuova commisisone presieduta da Lord Peel, erano gia' stati uccisi 89 Ebrei, e feriti piu' di 300. [23]

Il rapporto della Commissione Peel trovo' che le lamentele arabe contro le acquisizioni ebraiche di terra erano infondate. Essa rimarco' che "molta della terra che ora porta aranceti era fatta di dune sabbiose, o paludosa ed incolta quando fu acquistata ... Ci sono ben poche prove che al momento dei precedenti acquisti i possessori possedessero le risorse o le competenze necessarie per sviluppare la terra". [24] Inoltre, la Commissione trovo' che la scarsita' di terra era "dovuta piu' alla crescita della popolazione araba che alla quantita' di terre acquistate dagli Ebrei". Il rapporto concludeva che la presenza degli Ebrei in Palestina, insieme con il lavoro dell'Amministrazione britannica, aveva portato salari piu' alti, un piu' alto livello di vita, e grandi occasioni di lavoro. [25]

Nelle sue memorie, Re Abdullah di Transgiordania scrisse:

"E' reso chiaro a tutti, sia dalla mappa tracciata dalla Commissione Simpson, sia dall'altra compilata dalla Commissione Peel, che gli Arabi sono tanto prodighi nel vendere la loro terra quanto lo sono nel piangere e lamentarsi inutilmente". [26]

Anche al colmo delle rivolte arabe del 1938, l'Alto Commissario britannico in Palestina credeva che i proprietari terrieri arabi si stessero lamentando delle vendite agli Ebrei per tirare sul prezzo delle terre che volevano vendere. Molti proprietari terrieri arabi erano stati tanto terrorizzati dai ribelli arabi da decidere di lasciare la Palestina e vendere il loro patrimonio agli Ebrei. [27]

Gli Ebrei pagavano prezzi esorbitanti ai ricchi latifondisti per averne piccoli appezzamenti di terra arida. "Nel 1944 gli Ebrei pagarono tra i 1.000 ed i 1.100 dollari per acro (da 2.475 a 2.722 dollari ad ettaro) in Palestina, e si trattava soprattutto di terra arida o semiarida; nello stesso anno, la buona terra nera dello Iowa era venduta a 110 dollari l'acro (272 dollari l'ettaro)". [28]

Nel 1947, le proprieta' terriere in Palestina ammontavano a circa 463.000 acri (187.000 ettari). Circa 45.000 di questi acri (18.200 ettari) erano stati acquistati dal Governo del Mandato; 30.000 acri (12.100 ettari) da diverse chiese, e 387.500 (156.600 ettari) erano stati comprati dagli Arabi. Le analisi degli acquisti di terre tra il 1880 ed il 1948 mostrano che il 73% degli appezzamenti ebraici fu comprato da latifondisti, non da poveri fellahin. [29] Tra coloro che avevano venduto le terre c'erano i sindaci di Gaza, Gerusalemme e Giaffa. As'ad elShuqeiri, un dotto religioso mussulmano e padre del presidente dell'OLP Ahmed Shuqeiri, ricevette denaro ebraico per la sua terra. Anche Re Abdullah affitto' terre agli Ebrei. Di fatto, molti capi del movimento nazionalista arabo, compresi i membri del Consiglio Supremo Mussulmano, vendettero terra agli Ebrei. [30]

04.f. MITO

"I Britannici hanno aiutato i Palestinesi a convivere pacificamente con gli Ebrei"

04.f. FATTI

Nel 1921, Haj Amin el-Husseini comincio' per primo ad organizzare piccoli gruppi di squadre suicide (i "fedayin") per terrorizzare gli Ebrei. Haj Amin sperava di ripetere il successo di Kemal Ataturk in Turkia scacciando gli Ebrei dalla Palestina proprio come Kemal aveva scacciato gli invasori greci dal suo paese. [31] I radicali arabi poterono diventare influenti perche' l'amministrazione britannica fu poco disposta ad agire contro di loro in modo efficace finche' alla fine non si rivoltarono contro il dominio britannico.

Il Colonnello Richard Meinertzhagen, ex capo del Servizio Segreto Militare britannico al Cairo, e poi Supremo Responsabile Politico per la Palestina e la Siria, scrisse nel suo diario che i funzionari britannici "propendono per l'esclusione del Sionismo in Palestina".

I Britannici incoraggiarono i Palestinesi ad attaccare gli Ebrei. Secondo Meinertzhagen, il Colonnello Waters Taylor (consigliere finanziario dell'Amministrazione Militare in Palestina tra il 1919 ed il 1923) s'incontro' con Haj Amin alcuni giorni prima di Pasqua [quella cristiana, visto che il termine originale e' "Easter" e non "Passover" - Liang], nel 1920, e gli disse che "a Pasqua aveva una grande opportunita' per mostrare al mondo ... che il Sionismo era impopolare non soltanto nell'Amministrazione della Palestina, ma anche a Whitehall, e che se disordini di sufficiente violenza fossero scoppiati a Gerusalemme a Pasqua, sia il Generale Bols (Sommo Amministratore in Palestina) che il Generale Allenby (Comandante delle Forze Egiziane tra il 1917 ed il 1919, e poi Alto Commissario per l'Egitto) avrebbero sostenuto l'abbandono della Dimora Ebraica. Waters-Taylor spiego' che solo attraverso la violenza si sarebbe ottenuta la liberta". [32]

Haj Amir diede ascolto al colonnello ed istigo' una rivolta. I Britannici ritirarono da Gerusalemme i loro soldati e la polizia ebraica, consentendo alla marmaglia araba di attaccare gli Ebrei e di saccheggiare i loro esercizi. A causa del manifesto ruolo di Haj Amin nell'istigazione del pogrom, i Britannici decisero di arrestarlo. Ma Haj Amin riusci' a fuggire, e fu condannato in contumacia a 10 anni di reclusione.

L'anno dopo, alcuni arabisti britannici convinsero l'Alto Commissario Herbert Samuel di graziare Haj Amin e di nominarlo Mufti'. Di contro, Vladimir Jabotinsky e diversi altri suoi seguaci, che avevano formato un'organizzazione di difesa ebraica durante la rivolta, furono condannati a 15 anni di reclusione. [33]

Samuel s'incontro' con Haj Amin l'11 Aprile 1921, e fu rassicurato "che l'influenza della sua famiglia, e la sua personale, sarebbero state dirette verso la tranquillita'". Tre settimane dopo, dei tumulti a Giaffa ed altrove lasciarono 43 morti ebrei. [34]

Haj Amin consolido' il suo potere ed assunse il controllo di tutti i fondi religiosi mussulmani in Palestina. Egli uso' la sua autorita' per ottenere il controllo sulle moschee, le scuole ed i tribunali religiosi. Nessun Arabo poteva conseguire una posizione influente mancando di lealta' verso il Mufti'. Il suo potere era tanto assoluto che "nessun Mussulmano in Palistina avrebbe potuto nascere o morire senza che lo sapesse Haj Hamin". [35] Gli sgherri del Mufti' si assicurarono inoltre che egli non incontrasse opposizione uccidendo sistematicamente i Palestinesi dei clan rivali che discutevano su come cooperare con gli Ebrei.

Come portavoce degli Arabi palestinesi, Haj Amin non chiese che la Gran Bretagna desse loro l'indipendenza. Al contrario, in una lettera a Churchill del 1921, egli chiese che la Palestina fosse riunita alla Siria ed alla Transgiordania. [36]

Gli Arabi scoprirono che il tumultuare era un'efficace arma politica a causa del lassismo britannico verso la violenza contro gli Ebrei. Ad ogni tumulo, i Britannici fecero tutto quel che poterono per impedire agli Ebrei di proteggersi, ma fecero poco o nulla per impedire agli Arabi di attaccarli. Dopo ogni rivolta, una commissione d'inchiesta britannica avrebbe cercato di stabilire le cause della violenza. La conclusione era sempre la stessa: gli Arabi avevano paura di essere sloggiati dagli Ebrei. Per frenare i tumulti, la commissione raccomandava di porre dei limiti all'immigrazione ebraica. Cosi' gli Arabi si resero conto che potevano sempre frenare l'afflusso degli Ebrei inscenando un tumulto.

Questo ciclo inizio' dopo una serie di tumulti nel Maggio 1921. Dopo aver mancato di proteggere la comunita' ebraica dalle masnade arabe, i Britannici nominarono la Commissione Haycraft per investigare sulla causa della violenza. Sebbene la commissione avesse concluso che ad aggredire erano stati gli Arabi, razionalizzo' la caus dell'attacco: "La causa fondamentale dei tumulti fu un sentimento tra gli Arabi di scontento ed ostilita' verso gli Ebrei, per motivi politici ed economico, e legato all'immigrazione ebraica, ed al loro concetto di politica sionista ..." [37]. Una conseguenza della violenza fu l'istituzione di un bando temporaneo all'immigrazione ebraica.

Il timore degli Arabi di essere "sloggiati" o "dominati" fu usato come scusa per i loro spietati attacchi ai pacifici insedianti ebraici. Notate inoltre che tali tumultu non furono ispirati da fervore nazionalistico - dei nazionalisti si sarebbero ribellati contro i loro dominiatori britannici - bensi' da inimicizia ed incomprensioni razziali.

Nel 1929 dei provocatori arabi riuscirono a convincere le masse che gli Ebrei avevano delle mire sul Monte del Tempio (una tattica che sarebbe stata riutilizzata in numerose occasioni, la piu' recente delle quali nell'anno 2000 EV, dopo la visita di Ariel Sharon). Un rito religioso presso il Muro Occidentale, che fa parte del Monte del Tempio, fu il catalizzatore di un tumulto arabo antiebraico che trabocco' da Gerusalemme verso altre citta' e villaggi, come Safed ed Hebron.

Un'altra volta, l'Amministrazione britannica non fece nulla per prevenire la violenza e, dopo che essa comincio', i Britannici non fecero nulla per proteggere la popolazione ebraica. Dopo sei giorni di caos, alla fine gli Inglesi portarono delle truppe per estinguere i disordini. Ma allora praticamente tutta la popolazione ebraica di Hebron era fuggita od era stata uccisa. 133 Ebrei furono uccisi e 399 feriti nei pogrom. [38]

Dopo la fine dei tumulti, i Britannici ordinarono un'indagine che diede come frutto il Libro Bianco di Passfield. Esso disse che "l'immigrazione, gli acquisti di terre e le politiche di insediamento dell'Organizzazione Sionista erano gia', o era probabile che divenissero, di pregiudizio agli interessi arabi. Esso comprese le obbligazioni del Mandato verso la comunita' non-ebraica come se significassero che le risorse palestinesi dovessero essere riservate innanzitutto all'economia araba in crescita ..." [39]. Questo ovviamente significava che non bisognava ridurre solo l'immigrazione ebraica, ma anche gli acquisti di terre.

04.g. MITO

"Il Mufti non era antisemita"

04.g. FATTI

Nel 1941, Haj Amin al-Husseini volo' in Germania e s'incontro' con Adolf Hitler, Heinrich Himmler, Joachim Von Ribbentrop ed altri capi nazisti. Egli voleva convincerli ad estendere il programma antiebraico nazista al mondo arabo.

Il Mufti invio' ad Hitler 15 bozze di dichiarazioni che voleva che la Germania e l'Italia pronunciassero a proposito del Medio Oriente. Una chiedeva ai due paesi di dichiarare l'illegaliita' della Dimora Ebraica in Palestina. Inoltre, [cosi' proponeva la dichiarazione - Liang] "essi accordavano alla Palestina e ad altri paesi arabi il diritto di risolvere il problema degli elementi ebraici in Palestina e negli altri paesi arabi, in accordo con gli interessi degli Arabi, e con il medesimo sistema con cui si sta risolvendo il problema nei paesi dell'Asse". [40]

Nel Novembre 1941, il Mufti s'incontro' con Hitler, che gli disse che gli Ebrei erano il suo piu' grande nemico. Il dittatore nazista pero' respinse le richieste del Mufti di una dichiarazione in favore degli Arabi, dicendogli che il tempo non era maturo. Il Mufti offri' ad Hitler i suoi "ringraziamenti per la simpatia che aveva sempre mostrato per la causa araba e specialmente quella palestinese, ed alla quale aveva dato chiara espressione nei suoi discorsi pubblici ... Gli Arabi erano gli amici naturali della Germania perche' avevano i suoi stessi nemici, cioe' ... gli Ebrei ...". Hitler rispose:

"La Germania aveva dichiarato una guerra senza quartiere contro gli Ebrei. Questo naturalmente significava opporsi alla dimora nazionale ebraica in Palestina ... La Germania avrebbe fornito aiuto certo e concreto agli Arabi che combattevano la medesima battaglia ... l'obbiettivo della Germania [e'] ... soltanto la distruzione dell'elemento ebraico residente nella sfera araba ... in quel momento il Mufti sara' il portavoce piu' autorevole del mondo arabo". Il Mufti' non risparmio' i ringraziamenti ad Hitler. [41]

Nel 1945 la Iugoslavia cerco' di accusare il Mufti come criminale di guerra per il suo ruolo nel reclutare 20.000 volontari mussulmani per le SS, che parteciparono all'uccisione degli Ebrei in Croazia ed Ungheria. Ma egli evase dalla Francia nel 1946 e continuo' la sua lotta antiebraica dal Cairo prima e da Beirut poi. Egli mori' nel 1974 EV.

La famiglia Husseini continuo' ad avere un ruolo negli affari palestinesi con Faisal Husseini (il Mufti era zio di suo padre), ritenuto uno dei principali portavoce palestinesi nei Territori fino alla sua morte nel Maggio 2001 EV.

04.h. MITO

"L'Irgun ha fatto saltare in aria l'Albergo Re Davide all'interno di una campagna di terrore contro i civili"

04.h. FATTI

L'Albergo Re Davide era la sede del comando militare britannico e della divisione britannica indagini criminali. L'Irguno lo scelse come bersaglio dopo che le truppe britanniche invasero il 29 Giugno 1946 l'Agenzia Ebraica confiscando grandi quantita' di documenti. All'incirca nello stesso momento, piu' di 2.500 Ebrei di tutta la Palestina furono messi agli arresti. Le informazioni sulle attivita' dell'Agenzia Ebraica, comprese le attivita' spionistiche nei paesi arabi, furono portate all'Albergo Re Davide. La settimana dopo, le notizie di un massacro di 40 Ebrei in un pogrom in Polonia ricordavano agli Ebrei di Palestina come la restrittiva politica britannica d'immigrazione avesse condannato a morte migliaia di loro. Il capo dell'Irgun Menachem Begin accentuo' il desiderio di evitare vittime civili, e disse di aver fatto tre telefonate: una all'albergo, un'altra al Consolato Francese, ed una terza al "Palestine Post", avvertendo che sarebbero presto scoppiate delle bombe nell'Albergo Re Davide. Le telefonate furono fatte il 22 Luglio 1946. A quanto pare, la telefonata all'albergo fu ricevuta ed ignorata. Begin cita un ufficiale britannico che avrebbe rifiutato di evacuare l'edificio: "Non prendiamo ordini dagli Ebrei". [42] Risultato: quando le bombe esplosero, il bilancio delle vittime fu altissimo - 91 morti, 45 feriti. Tra le vittime c'erano 15 Ebrei. Poche furono le persone dentro l'Albergo semplicemente ferite. [43] Al contrario degli attacchi arabi contro gli Ebrei, che furono ampiamente applauditi come azioni eroiche, il Consiglio Nazionale Ebraico sconfesso' l'attentato dinameitardo dell'Albergo Re Davide. [44] Per decenni i Britannici negarono di essere stati avvertiti. Ma nel 1979 EV un parlamentare britannico porto' delle prove che l'Irgun aveva davvero emesso l'avvertimento. Egli porto' la testimonianza di un ufficiale britannico che aveva udito altri ufficiali al bar dell'Albergo Re Davide scherzare su una minaccia sionista al quartier generale. L'ufficiale che udi' la conversazione fuggi' immediatamente dall'albergo e sopravvisse. [45]


-Note:
[1] Aharon Cohen, Israel and the Arab World, (NY: Funk and Wagnalls, 1970),p. 172; Howard Sachar, A History of Israel: From the Rise of Zionism to OurTime, (NY: Alfred A. Knopf, 1979), p. 146.[2] Moshe Auman, "Land Ownership in Palestine 1880-1948," in Michael Curtis,
et al., The Palestinians, (NJ: Transaction Books, 1975), p. 25.[3] Palestine Royal Commission Report (the Peel Report), (London: 1937), p.
300.[Henceforth Palestine Royal Commission Report].[4] Arieh Avneri, The Claim of Dispossession, (Tel Aviv: Hidekel Press,
1984), p. 28; and Yehoshua Porath, The Emergence of the Palestinian-ArabNational Movement, 1918-1929, (London: Frank Cass, 1974), pp. 17-18.
[5] Porath (1974), p. 18.[6] Cohen, p. 53.[7] Yehoshua Porath, Palestinian Arab National Movement: From Riots toRebellion: 1929-1939, vol. 2, (London: Frank Cass and Co., Ltd., 1977), pp.17-18, 39.[8] John Hope Simpson, Palestine: Report on Immigration, Land Settlement and
Development, (London, 1930), p. 126.[9] Palestine Royal Commission Report, p. 291.[10] Palestine Royal Commission Report, p. 242.
[11] George Lenczowski, American Presidents and the Middle East, (NC: DukeUniversity Press, 1990), p. 23.[12] Cohen p. 174.
[13] Dov Friedlander and Calvin Goldscheider, The Population of Israel, (NY:Columbia Press, 1979), p. 30.[14] Avneri, p. 254.[15] Curtis, p. 38.
[16] Avneri, pp. 264; Cohen p. 60.[17] Avneri, pp. 254-55.[18] Moshe Aumann, Land Ownership in Palestine 1880-1948, (Jerusalem:
Academic Committee on the Middle East, 1976), p. 5.[19] Shabtai Teveth, Ben-Gurion and the Palestinian Arabs: From Peace to
War, (London: Oxford University Press, 1985), p. 32.[20] Porath, pp. 80, 84.[21] Hope Simpson Report, p. 51.[22] Avneri, pp. 149-158; Cohen, p. 37; based on the Report on AgriculturalDevelopment and Land Settlement in Palestine by Lewis French, (December1931, Supplementary; Report, April 1932) and material submitted to thePalestine Royal Commission.[23] Netanel Lorch, One Long War, (Jerusalem: Keter, 1976), p. 27; Sachar,
p. 201.[24] Palestine Royal Commission Report (1937), p. 242.[25] Palestine Royal Commission (1937), pp. 241-242.[26] King Abdallah, My Memoirs Completed, (London, Longman Group, Ltd.,1978), pp. 88-89.[27] Porath (77), pp. 86-87.[28] Aumann, p. 13.[29] Abraham Granott, The Land System in Palestine, (London, Eyre andSpottiswoode, 1952), p. 278.[30] Avneri, pp. 179-180, 224-225, 232-234; Porath (77), pp. 72-73.
[31] Jon Kimche, There Could Have Been Peace: The Untold Story of Why WeFailed With Palestine and Again With Israel, (England: Dial Press, 1973), p.189.[32] Richard Meinertzhagen, Middle East Diary 1917-1956, (London: TheCresset Press, 1959), pp. 49, 82, 97.[33] Samuel Katz, Battleground-Fact and Fantasy in Palestine, (NY: BantamBooks, 1977), pp. 63-65; Howard Sachar, A History of Israel: From the Rise
of Zionism to Our Time, (NY: Alfred A. Knopf, 1979), p. 97.[34] Paul Johnson, Modern Times: The World from the Twenties to the
Nineties, (NY: Harper & Row, 1983), p. 438.[35] Larry Collins and Dominique Lapierre, O Jerusalem!, (NY: Simon andSchuster, 1972), p. 52.
[36] Kimche, p. 211.[37] Ben Halpern, The Idea of a Jewish State, (MA: Harvard University Press,1969), p. 323.[38] Sachar, p. 174.
[39] Halpern, p. 201.[40] "Grand Mufti Plotted To Do Away With All Jews In Mideast," Response,(Fall 1991), pp. 2-3.[41] Record of the Conversation Between the Fuhrer and the Grand Mufti ofJerusalem on November 28, 1941, in the Presence of Reich Foreign Minister
and Minister Grobba in Berlin, Documents on German Foreign Policy,1918-1945, Series D, Vol. XIII, London, 1964, p. 881ff in Walter Lacquer and
Barry Rubin, The Israel-Arab Reader, (NY: Facts on File, 1984), pp. 79-84.[42] Menachem Begin, The Revolt, (NY: Nash Publishing, 1977), p. 224.
[43] J. Bowyer Bell, Terror Out Of Zion, (NY: St. Martin's Press), p. 172.[44] Anne Sinai and I. Robert Sinai, Israel and the Arabs: Prelude to the
Jewish State, (NY: Facts on File, 1972), p. 83.[45] Benjamin Netanyahu, ed., "International Terrorism: Challenge AndResponse," Proceedings of the Jerusalem Conference on InternationalTerrorism, July 2­5, 1979, (Jerusalem: The Jonathan Institute, 1980), p. 45.
Photo Credits: Israeli Government National Photo Collection

 

 

 

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