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Miti e fatti: La Guerra del Kippur del 1973

di Mitchell G. Bard

 

 

Miti da confutare

 

01. "Israele fu il responsabile della Guerra del 1973"

 

02. "Il Presidente egiziano Anwar Sadat aveva acconsentito alle proposte di pace USA e non cercava la guerra"

 

03. "L'Egitto e la Siria furono gli unici stati arabi coinvolti nella Guerra del 1973"

 

04. "Israele maltrattò i soldati arabi catturati nella Guerra del 1973"

 

05. "Le truppe israeliane rasero deliberatamente al suolo con i bulldozer e l'esplosivo l'intera città di Kuneitra prima di ritirarsi dall'area nel Giugno 1974"


[I Miti in Dettaglio]



01. MITO

"Israele fu il responsabile della Guerra del 1973"

01. FATTI

Il 6 Ottobre 1973 - cioè il 10 Tishre 5734, Yom Kippur, il giorno più santo del Calendario ebraico - l'Egitto e la Siria iniziarono un attacco a sorpresa congiunto contro Israele. L'equivalente di tutte le forze NATO in Europa fu ammassato ai confini d'Israele [1]. Sulle alture del Golan, circa 180 carri armati israeliani erano opposti ad una falange di 1.400 carri armati siriani. Lungo il Canale di Suez, meno di 500 difensori israeliani furono attaccati da 80.000 Egiziani.

Messo sulla difensiva durante i primi due giorni di combattimenti, Israele mobilitò le sue riserve ed alla fine respinse gli invasori e portò la guerra nel profondo di Siria ed Egitto. Gli stati arabi furono rapidamente riforniti per mare e per aria dall'Unione Sovietica, che respinse gli sforzi americani di raggiungere un cessate il fuoco immediato. Come risultato, gli Stati Uniti iniziarono tardivamente il loro ponte aereo verso Israele. Dopo due settimane, l'Egitto fu salvato da una sconfitta disastrosa dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che non aveva agito finché gli Arabi erano sulla cresta dell'onda.

L'Unione Sovietica non mostro' alcun interesse ad agire per la pace finche' sembrava che gli Arabi potessero vincere. E lo stesso valeva per il Segretario generale dell'ONU Kurt Waldheim (l'aver Waldheim prestato servizio durante la Seconda Guerra Mondiale in un'unita' dell'Esercito tedesco rea di crimini di guerra nei Balcani porto' al suo divieto di metter piede negli USA dopo che fu eletto Presidente dell'Austria).

Il 22 Ottobre, il Consiglio di Sicurezza adotto' la Risoluzione 338, che ingiungeva "a tutte le parti dell'attuale conflitto di cessare il fuoco e di interrompere immediatamente ogni attivita' militare". Il voto giunse il giorno in cui le forze israeliane avevano circondato ed isolato la Terza Armata egiziana ed avrebbero potuto distruggerla [2].

Ad onta del successo finale delle Forze di Difesa Israeliane sul campo di battaglia, la guerra fu considerata un insuccesso diplomatico e militare. Morirono 2.688 soldati israeliani in tutto.

02. MITO

"Il Presidente egiziano Anwar Sadat aveva acconsentito alle proposte di pace USA e non cercava la guerra"

02. FATTI

Nel 1971, il Presidente egiziano Anwar SAdat ventilo' la possibilita' di firmare un accodo con Israele, purche' tutti i territori occupati fossero restituiti dagli Israeliani. Non ci fu pero' alcun progresso verso la pace, cosicche', l'anno dopo, Sadat disse che la guerra fu inevitabile ed egli era pronto a sacrificare un milione di soldati nello scontro finale con Israele [3]. Quell'anno la sua minaccia non si concretizzo'.

Per tutto il 1972 e gran parte del 1973, Sadat minaccio' la guerra a meno che gli USA non costringessero Israele ad accettare la sua interpretazione della Risoluzione 242 - cioe' il ritiro totale dai territori presi nel 1967.

Nel contempo, il capo egizio portava avanti un'offensiva diplomatica in Europa ed Africa per ottenere sostegno per la sua causa. Egli si appello' ai Sovietici perche' premessero sugli Stati Uniti e perche' fornissero all'Egitto piu' armi offensive per attraversare il Canale di Suez. L'Unione Sovietica era piu' interessata a mantenere l'apparenza della distensione con gli Stati Uniti che in un confronto nel Medio Oriente; percio', essa respinse le richieste di Sadat. E Sadat reagi' espellendo di botto 20.000 consiglieri sovietici dall'Egitto.

In un'intervista dell'Aprile 1973, Sadat ammoni' nuovamente che avrebbe ricominciato la guerra [4]. Ma si trattava della stessa minaccia che aveva fatto nel 1971 e nel 1972, e la maggioranza degli osservatori rimase scettica.

Gli Stati Uniti furono d'accordo con l'opinione d'Israele che l'Egitto avrebbe dovuto impegnarsi in negoziati diretti. La tregua sponsorizzata dagli USA aveva tre anni, ed il Segretario di Stato Henry Kissinger aveva aperto un nuovo dialogo per la pace nelle Nazioni Unite. Quasi tutti avevano fiducia che le prospettive di una nuova guerra fossero remote.

Sadat reagi' acidamente all'iniziativa di Kissinger:

"Gli Stati Uniti sono tuttora sotto pressione sionista. Gli occhiali che gli Stati Uniti hanno sugli occhi sono del tutto sionisti, opachi a qualsiasi cosa salvo cio' che vuole Israele. Questo noi non l'accettiamo [5].

03. MITO

"L'Egitto e la Siria furono gli unici stati arabi coinvolti nella Guerra del 1973"

03. FATTI

Almeno nove stati arabi, tra cui quattro nazioni non medioorientali, aiutarono attivamente lo sforzo bellico egiziano-siriano.

Pochi mesi prima della Guerra del Kippur, l'Iraq trasferi' in Egitto uno squadrone di aerei Hunter. Durante la Guerra, una divisione iraqena di circa 18.000 uomini e diverse centinaia di carri armati fu dislocata nel Golan centrale e partecipo' all'attacco del 16 Ottobre contro le posizioni israeliane [6]. I Mig iraqeni cominciarono ad agire sulle alture del Golan gia' l'8 Ottobre, il terzo giorno di guerra.

Oltre a fungere da mallevadori, l'Arabia Saudita ed il Kuwait impegnarono degli uomini in battaglia. Una brigata saudita di circa 3.000 soldati fu inviata in Siria, dove partecipo' ai combattimenti lungo la via che portava a Damasco. Inoltre, violando il bando di Parigi al trasferimento di armi di fabbricazione francese, la Libia invio' dei caccia Mirage in Egitto (tra il 1971 ed il 1973, il Presidente libico Muammar Qaddafi diede al Cairo piu' di 1 miliardo di dollari in aiuti per riarmare l'Egitto e per pagare i Sovietici per le armi consegnate) [7].

"Tutti i paesi dovrebbero combattere una guerra contro i Sionisti, che sono qui per distruggere tutte le organizzazioni umane e per distruggere la civilta' ed il lavoro che i buoni stanno cercando di fare".

- Re Faisal dell'Arabia Saudita, in Beirut Daily Star, 17 Novembre 1972.

Altri paesi nordafricani risposero alle richieste arabe e sovietiche di aiutare gli stati in prima linea. L'Algeria invio' tre squadroni di aerei da caccia e da bombardamento, una brigata corazzata e 150 carri armati. Circa 1.000-2.000 soldati tunisini vennero posti sul Delta del Nilo. Il Sudan dispose 3.500 soldati nell'Egitto meridionale, ed il Marocco invio' tre brigate in prima linea, tra cui 2.500 uomini in Siria.

Le postazioni radar libanesi vennero usate dalla contraerea siriana. Il Libano consenti' inoltre ai terroristi palestinesi di bombardare gli insediamenti civili israeliani dal suo territorio. I Palestinesi combatterono sul fronte meridionale insieme con gli Egiziani ed i Kuwaitiani [8].

Probabilmente, il partecipante meno entusiasta al conflitto di Ottobre fu probabilmente Re Hussein di Giordania, che sembra sia stato tenuto all'oscuro dei piani bellici egiziani e siriani. Ma Hussein mando due delle sue migliori unita' - la 40ma e la 60ma Brigata corazzata- in Siria. Questa forza si attesto' nel settore meridionale, difendendo la strada principale tra Damasco ed Amman, ed attaccando le posizioni israeliane lungo la via Kuneitra-Sassa il 16 Ottobre. Tre batterie di artiglieria giordane parteciparono inoltre all'attacco, compiuto da circa 100 carri armati [9].

Il Ministro della Difesa siriano Mustafa Tlas riferi' all'Assemblea Nazionale siriana, nel Dicembre 1973, di questo esempio di "valore supremo" delle truppe siriane:

"C'e' lo splendido caso di una recluta di Aleppo che ha ucciso 28 soldati ebrei tutti da solo, massacrandoli come pecore. Ne sono testimoni tutti i suoi compagni d'arme. Ne ha macellati tre con un'ascia e li ha decapitati ... Ha combattuto faccia a faccia con uno di loro, e gettando la sua ascia e' riuscito a spezzargli il collo ed a divorare la sua carne davanti ai suoi compagni. Questo e' un caso speciale. Devo proprio evidenziarlo per premiarlo con la Medaglia della Repubblica. Daro' questa medaglia ad ogni soldato che riesce ad uccidere 28 Ebrei, copriro' di apprezzamento ed onore il suo valore" [10].

04. MITO

"Israele maltratto' i soldati arabi catturati nella Guerra del 1973"

04. FATTI

Numerosi osservatori hanno riferito che il trattamento israeliano dei soldati arabi catturati era irreprensibile. Hugh Baker, rappresentante di Amnesty International, dichiaro': "Sono trattati bene ... sembra che stiano ricevendo le migliori cure mediche" [11].

Poco dopo il suo rilascio, il colonnello siriano Atnon El-Kodar si lamento' di maltrattamenti da parte dei dottori israeliani, accusandoli di avergli amputato una gamba senza bisogno. Un corrispondente americano, Ed deFontaine, che aveva incontrato Kodar in un ospedale israeliano, penso' che il colonnello "avesse una memoria cortissima su cio' che si era fatto per salvargli la vita ... Egli mi disse che doveva la vita al dottore" [12].

Di contro, i soldati israeliani catturati dalle truppe siriane ed egiziane furono maltrattati. Al momento della resa, dozzine di prigionieri di guerra israeliani furono uccisi, altri torturati in violazione della Convenzione di Ginevra sui Prigionieri di Guerra.

Secondo un rapporto inviato alla Croce Rossa Internazionale dal Governo israeliano l'8 Dicembre 1973, i soldati israeliani scoprirono corpi di soldati israeliani sulle alture del Golan a cui avevano legato mani e piedi ed avevano cavato gli occhi. Essi erano stati uccisi con colpi a bruciapelo.

Sul fronte egizio, secondo un rapporto inviato alla Croce Rossa il 9 Dicembre 1973, i soldati israeliani non stavano per nulla meglio. I soldati che si arrendevano venivano pestati, fucilati, sessualmente abusati, ustionati ed affamati - e molti furono uccisi.

Dopo la guerra, la Siria rifiuto' per mesi di fornire le liste dei prigionieri di guerra ad Israele, alla Croce Rossa od al Segretario di Stato americano Henry Kissinger.

Il Sunday Times di Londra riferi' che gli ufficiali siriani avevano consegnato i prigionieri israeliani alle squadre militari d'interrogatorio sovietiche. "Gli interroganti ... hanno impiegato tecniche mediche e di altro tipo per spezzare la resistenza degli Israeliani", disse il Times [13].

05. MITO

"Le truppe israeliane rasero deliberatamente al suolo con i bulldozer e l'esplosivo l'intera citta' di Kuneitra prima di ritirarsi dall'area nel Giugno 1974"

05. FATTI

Kuneitra, una cittadina poco a nord del confine israelo-siriano, fu gravemente danneggiata sia nella guerra del 1967 che in quella del 1973. Nella Guerra del Kippur, fu bombardata e catturata dalle truppe siriane, ripresa dagli Israeliani e poi difesa contro gli intensi contrattacchi siriani. I carri armati scorrazzavano per la citta', tra gli edifici ed anche dentro. Kuneitra fu inoltre danneggiata dagli 81 giorni di duelli d'artiglieria che precedettero il disimpegno.

La posizione strategica di Kuneitra vicino al confine israeliano si mostro' adattissima per le basi dell'esercito siriano, compresi i centri di comando e controllo dell'intera linea del fronte. La Siria concentro' in questa regione con capitale Kuneitra almeno meta' del suo esercito. Furono costruite installazioni militari, caserme, centri di supporto, depositi di carburante e munizioni. Come risultato, la fonte di sussistenza degli abitanti cambio' da un'agricoltura primitiva all'impiego militare.

Molto prima dell'asserita distruzione della citta' da parte israeliana, il London Times riferi' che Kuneita, che una volta "aveva 17.000 residenti piu' una guarnigione siriana dell'esercito ... e' in rovina e deserta dopo sette anni di guerra ed abbandono. Essa pare una citta' del selvaggio West colpita da un terremoto ... Quasi tutti gli edifici sono gravemente danneggiati e decine sono crollati ..." [14].

 


Note:

[1] Chaim Herzog, The Arab-Israeli Wars, (NY: Random House, 1982), p. 230.

[2] Herzog, p. 280.
[3] Howard Sachar, A History of Israel: From the Rise of Zionism to OurTime,(NY: Alfred A. Knopf, 1979), p. 747.
[4] Newsweek, (9 Aprile 1973).[5] Radio Cairo, (28 Settembre 1973).[6] Trevor Dupuy, Elusive Victory: The Arab-Israeli Wars, 1947-1974, (NY:Harper & Row, 1978), p. 462.[7] Dupuy, p. 376; Herzog, p. 278; Nadav Safran, Israel The Embattled Ally,(MA: Harvard University Press, 1981), p. 499.[8] Herzog, p. 278, 285, 293; Dupuy, 534.
[9] Herzog, p. 300.[10] Official Gazette of Syria, (11 Luglio 1974).[11] Jerusalem Post, (4 Gennaio 1974).
[12] Group W Radio, (11 Giugno 1974).[13] London Times, (19 Maggio 1974).[14] London Times, (5 Maggio 1974).

 

 

 

 

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