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Quanti muri nel mondo ma per antisemitismo si attacca solo quello dello Stato ebraico

  

 

Premessa: tratto da qui e qui

Attualmente al mondo 65 Paesi stanno costruendo o hanno costruito muri e barriere di difesa. La globalizzazione ed il crollo del Muro di Berlino sembravano segnali di un futuro senza barriere ma non è così. Per motivi di sicurezza generale e terrorismo, più di un terzo dei Paesi nel mondo stanno costruendo barriere lungo i propri confini.

Recinzioni di sicurezza come in India/Pakistan. L'India sta costruendo una recinzione lungo la maggior parte del suo confine con il Pakistan, 1800 miglia nel territorio conteso del Kashmir, progettata per impedire ai terroristi di attraversare il confine pakistano e lanciare attacchi in India.

Al confine fra Kirghizistan ed Uzbekistan nell'autunno del 1999 fu costruita una recinzione di sicurezza dopo che terroristi islamici provenienti dal Kirghizistan furono accusati di attentati dinamitardi nella capitale Tashkent. Interessante è anche la barriera attualmente in costruzione tra Arabia Saudita e Yemen. Come anche in Iraq dove, nel tentativo di porre fine alla violenza settaria in quella zona devastata, fu creato un muro di 7,1 tonnellate di cemento in sezioni alte 12 piedi. Nel settembre del 2005 il Pakistan creò un muro per arginare il flusso dei talebani e di uomini di al-Qaeda nel loro paese. La Grecia sta costruendo un muro al confine con la Turchia.

Come mai però si parla così poco della costruzione di questi muri? E che cosa hanno in comune tutti queste barriere ed argini? La sicurezza. Come mai ci si indigna solo per la barriera di sicurezza Israeliana? Il 1 giugno del 2001, un palestinese di nome Saeed Hotari, era in fila fuori da una discoteca a Tel Aviv, il Delfinario. Mescolato tra centinaia di giovani, sembrava solo un ragazzo in procinto di divertirsi il venerdì sera. Non era così. 21 ragazzi uccisi, 132 feriti, secondo alcuni sopravvissuti Hotari fu visto battere un tamburo caricato con esplosivo e cuscinetti a sfera appena prima della detonazione. Come risultato di questo attentato kamikaze e di moltissimi altri ripetuti attacchi contro civili, un'organizzazione di denominata "Fence for Life" ( recinto per la vita) presentò una petizione al governo israeliano, per chiedere la creazione di una barriera di difesa.

Perché allora si grida Apertheid solo quando si tratta di Israele?? Nel solo periodo tra Settembre 2000-2007, furono uccisi 1218 Israeliani, 8341 feriti civili e meno della metà militari. La nascita di questo muro composto in maggior parte da filo spinato, segna sicuramente una diminuzione notevole degli attentati kamikaze ma purtroppo non ha portato ancora la fine del terrorismo palestinese. La certezza è che sono state salvate finora centinaia, se non migliaia, vite umane. Ebrei e non.

E l'Onu di tutto ciò cosa pensa? A seguito di un attacco mortale contro i loro uffici a Baghdad le Nazioni Unite hanno iniziato a costruire una barriera di sicurezza da 21 milioni di dollari nel loro quartiere generale di New York. Insomma, un mondo di muri, a meno che non siano Israeliani.

 

 

 

E’ di questi giorni la notizia che l’Ungheria ha progettato la costruzione di un muro alto 4 metri e lungo 175 km per evitare che profughi, rifugiati, migranti in fuga dall’est e dal sud del mondo entrino nel paese. Il mondo occidentale è ormai diviso da chilometri di cemento, filo spinato, per salvaguardare territori, per impedire le invasioni di popolazioni affamate o in pericolo a causa delle guerre che insanguinano tutto il Medio Oriente e l’Africa del nord.
 

Vediamo un pò, amici, è una mia curiosità, una voglia di capire perchè, quando sento parlare o leggo di questi muri, alcuni nuovi, altri di vecchia data, non noto sdegno nella voce dei giornalisti,  dei conduttori di dirette tv, nessun tipo di critica, solo giustificazioni, accettate come giuste, da parte della gente comune perchè “ non hanno posto dove sistemare i profughi...sono sporchi...portano malattie...rubano...bisogna anche mantenerli...” e un sacco e una sporta di buone scuse per sentire la necessità di “proteggersi”.

Proteggersi dalla scabbia o dal brutto spettacolo che danno questi disgraziati pieni di miseria umana, mica per proteggersi da morte sicura per terrorismo. Però va bene, contro la scabbia i muri vanno benone.
 

Più avanti vedremo quando invece sono una vergogna. Allora, la Spagna costruisce una tripla barriera di separazione a Ceuta per impedire a chi scappa attraverso il Marocco di entrare in Europa. Una barriera altissima costantemente vigilata e se qualche essere umano riesce ad arrampicarsi e a saltare giù dall’altra parte, se sopravvive, viene acciuffato e rimandato indietro. “Sei metri di filo spinato separano l'Africa dall'Europa.

 

Da oltre mezzo millennio, Ceuta e Melilla sono infatti due enclave spagnole in territorio marocchino, la prima in posizione strategica affacciata sullo Stretto di Gibilterra e l'altra sulla costa orientale del Marocco. Per le migliaia di persone in fuga da guerre, fame e miseria che affliggono il continente africano, le due città costituiscono la tanto agognata porta africana per entrare in Europa. 

Proprio per bloccare i flussi di immigrazione clandestina, alla fine degli anni '90 le barriere già esistenti sono state sostituite con una doppia recinzione elettrificata di filo spinato che abbraccia ciascuna città separandola di fatto dal resto del Marocco. Lungo 8 chilometri a Ceuta e 12 a Melilla, con due file separate di reticolato all'interno delle quali corre una strada pattugliata giorno e notte e vigilata da speciali sensori elettronici e telecamere a infrarossi, il muro metallico è alto più di 3 metri, ma sono in corso lavori per innalzarlo ulteriormente raggiungendo i 6 metri di altezza.” http://www.panorama.it/news/marco-ventura-profeta-di-ventura/non-solo-berlino-ecco-tutti-i-muri-del-mondo/  http://www.focus.it/cultura/storia/tutti-i-muri-che-dividono-il-mondo

 In Marocco c’è una cintura di sicurezza lunga 2700 km, nel Sahara.
 

In Irlanda i muri non si contano poichè, a Belfast, separano addirittura quartieri di cattolici da quelli dei protestanti. http://berlinocacioepepemagazine.com/reportage-muro-di-belfast-4566/

 La Peace Lines di Belfast viene aperta in alcune ore del giorno ed è sempre controllata da check point. La sera tutti i passaggi vengono chiusi e chi non riesce a tornare dalla “sua” parte della città può passare seri guai.
 

Ne avete mai sentito parlare, amici? Qualche buonista nostrano si è mai scandalizzato per quello che succede in piena Europa, nel civilissimo nord dell’Europa? Avete mai visto un Agnoletto di turno andare a Belfast a manifestare contro “quei” muri della vergogna? Ad oggi nella capitale irlandese esistono ancora 88 strutture permanenti di divisione tra irlandesi e irlandesi. Ne ha mai parlato la Morgantini? A qualcuno fanno pena i bambini di Belfast che hanno paura di giocare per la strada perchè se si avvicinano alla barriera chissà cosa potrrebbe succedere? 

 

E Cipro? Cosa possiamo dire di Cipro? Nel 1974 è stata divisa in due a causa dell’invasione turca....parlo del 1974, non di 500 anni fa, si è mai sentito di qualche bravo pacifista andato a sventolare i suoi cartelli contro l’occupazione davanti al naso dei turchi invasori? Bene, Cipro ha un muro di 180 km che la divide da est a ovest. 

Ma non solo Cipro è divisa a causa del contenzioso tra Grecia e Turchia, ci sono barriere di filo spinato che separano i due paesi ed è in costruzione una nuova barriera molto più moderna voluta da Atene , una vera e propria barriera anti immigranti sul confine greco turco per impedire il passaggio a ondate di clandestini: 150 km di lunghezza rinforzati da un fossato lungo 120 km, largo 30 metri e profondo 7, pieno d’acqua. Esattamente la stessa cosa ha fatto l’Egitto per impedire ai palestinesi di Gaza di entrare nel paese, un bel muro alto, col filo spinato e un fossato pieno d’acqua. Ci saranno anche i coccodrilli? Non si sa, notizia non pervenuta. 
 

Bravi no? Pare di si visto che mai nessuno è andato a protestare in Grecia, in Turchia, in Egitto, mai nessuno si è fatto vivo a Cipro se non per andare a fare il bagno in mare. Bravissimi, perbacco! In Europa è stato abbattuto il Muro di Berlino ma ne sono rimasti tanti altri, più o meno alti, più o meno controllati ma tutti per dividere la gente o per impedire ai migranti di entrare. Non discuto se questo sia giusto o sbagliato perchè non è l’argomento di questo articolo, voglio , tento, provo a far capire a chi legge che la brava Europa, sempre pronta a condannare Israele, è piena di muri e barriere e mai nessuno è andato a protestare sotto di essi, nè mai il Papa si è soffermato a dire una preghiera come fece a Betlemme davanti al muro che impedisce ai terroristi di entare a far stragi in Israele! 
 

Ma andiamo avanti. In Corea c’è un muro che divide la Corea del Nord dalla Corea del Sud, si chiama Barriera del 38 parallelo, è lunga due km, disseminata da mine, 1000 posti di guardia e soldati con armamenti anche nucleari oltre che convenzionali. Certo, per i nostri pacifisti andare a protestare là potrebbe essere pericoloso, ne dobbiamo convenire! Meglio andare a rompere le scatole a Israele, almeno non si rischia di beccarsi una pallottola in mezzo alla fronte, al peggio si viene caricati su un aereo per tornare a casa.

I paesi arabi sono costellati di muri, l’ Arabia Saudita divisa dallo Yemen, Siria divisa da muri anche al suo interno, come in Irlanda, ma ormai tutto è distrutto in quel paese, persino le barriere di divisione. Poi abbiamo il muro marocchino, il muro tra India e Pakistan, tra India e Bangladesh, pare che i muri e le barriere nel mondo superino la cinquantina. E veniamo al muro tra USA e Messico: 3169 km tra l’Oceano pacifico e il Golfo del Messico , una parte si estende addirittura in mare, per impedire a messicani e sudamericani di entrare negli Stati Uniti. Poi abbiamo i muri antichi, quelli che ormai fanno parte della storia e che la gente va a guardare con ammirazione, come la Grande Muraglia cinese lunga 6000 km o le Mura leonine che dividono Roma dalla Città del Vaticano. 

 

Vi siete già chiesti cosa ho voluto dimostrare con questo articolo? E’ semplice, elementare: 45/ 50 muri nel mondo per i quali non solo non si protesta ma nemmeno ci si turba, 45/50 muri, barriere, separazioni che spesso dividono villaggi, città, impedendo in molti casi persino di vedere il cielo come accade in certi quartieri di Belfast. Nessuno al mondo dice mezza parola. Molti muri esistono da decenni ma nessuno se n’è mai accorto e, se si, tutto normale, giusto, indifferente.

 

Infine cosa succede? Cosa sveglia di colpo le coscienze assopite, anzi dormienti un sonno profondo, del mondo intero? Ehhh, amici, succede che Israele venga colpito dal più spaventoso periodo di terrorismo mai esistito in nessun paese del mondo. Correva l’anno 2000 quando Arafat, bandito e terrrorista, scateno’ 5 anni di vero e proprio terrore in territorio israeliano: centinaia di attentati , migliaia di morti tra i civili, quasi esclusivamente tra i civili. Ogni giorno saltavano autobus, cinema, teatri, pizzerie, ristoranti, ogni giorno decine di kamikaze venivano sguinzagliati in cerca di ebrei da ammazzare e farsi saltare nel mucchio.

Questo inferno durò fino al 2005 quando Israele decise di salvarsi e iniziò a costruire una barriera di separazione dai territori da cui partivano i terroristi. 700 km di barriera, di cui solo 7 di cemento, non continuativa, solo nelle zone più pericolose dove esistono ancora oggi vere e proprie enclavi di terroristi.

 

La barriera è la salvezza di Israele dal momento che gli attentati sono diminuiti del 90% e oggi uno può andare a bere un caffe senza la paura di morire ammazzato. Forse qualcuno nel mondo avrebbe dovuto tirare un sospiro di sollievo, forse qualcuno avrebbe dovuto dire “beh, almeno non si vedranno più corpi di ebrei maciullati nei caffè, nei supermercati, sugli autobus fumanti, almeno i bambini potranno salire sugli scuolabus con tranquillità, sicuri di tornare a casa vivi”. Invece NO! La condanna è stata cosmica! Tutto il mondo, quel mondo cane pieno di barriere e di muri, si è sollevato all’unanimità contro Israele urlando al “Muro della vergogna, muro dell’apartheid, muro della separazione razziale” In migliaia sono venuti a manifestare il loro odio contro Israele, siamo stati diffamati, insultati, minacciati in tutto il mondo. 

 

Manifestazioni contro il “muro della vergogna” sono state fatte in ogni città europea, manifestazioni violente “Israele a morte, Free palestine, Sionismo= nazismo, Ebrei al gas...” e chi più ne ha più ne metta!

Dunque vediamo di trovare la morale come nelle favole, anche in quelle più spaventose: I muri vanno bene purchè non siano fatti per difendere gli ebrei. Le guerre vanno bene, i morti , le centinaia di migliaia di morti che l’Islam fa in Medio Oriente vanno bene, chissenefrega, non è stata fatta nessuna manifestazione contro la guerra in Siria, contro l’Isis, contro i massacri di cristiani, contro i massacri in Africa da parte della bande del terrore islamiche. Niente! Qualche titolo sui giornali, qualche parola ai telegiornali, il Vaticano tace se non per dire qualche retorica frase contro la guerra in genere, qualche talk show dove si tenta di giustificare e difendere l’islam e il suo messaggio di morte. Tutto qui.

 

 L’indignazione è sempre per Israele, solo per Israele. Sono più di 10 anni che ci insultano per la barriera di sicurezza, sono anni che bruciano le nostre bandiere perchè noi vogliamo vivere. Questa è la morale della favola, amici : tutti hanno il diritto di difendersi, anche se solo da invasioni pacifiche pur se scomode, anche se solo dalla varicella , tutti hanno il diritto di costruire muri e barriere ma..... Israele NO! Israele, per salvarsi letteralmente la vita, NO! 

 

Approfitto per darvi l’ultima notizia che non c’entra con i muri, se non quelli mentali, ma c’entra molto con l’odio: sta arrivando un altra Flotilla , si chiama Marianne, è un peschereccio partito dalla Svezia, ha già toccato Messina e Palermo dove, con una conferenza stampa, verrà annunciato il giorno della partenza per Gaza intenzionati a rompere il blocco navale imposto da Israele. Naturalmente portano cose inutili visto che a Gaza non manca niente se non la democrazia e la libertà per i palestinesi che vivono sotto il giogo di una delle peggiori dittature, quella di Hamas.
 

Il Medio Oriente affoga nel sangue, mezza Africa si sta riversando in Europa, Isis sta conquistando sempre più territorio a suon di teste mozzate, l’Arabia Saudita bombarda lo Yemen, la Siria è scomparsa, la Libia non esiste più ma i nostri bravi pacifisti, in un parossismo di odio isterico, vanno ancora una volta contro Israele. http://www.freedomflotilla.it/2015/06/14/marianne-arriva-a-palermo/

 

 Che dire? Il virus dell’odio antisemita che ammorba i pacifinti e i loro ammiratori si fa di giorno in giorno più ripugnante, immorale, laido e stomachevole.

 

 

 


 

Le verità sul medio oriente

oltre la propaganda antisemita

http://veromedioriente.altervista.org