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Risoluzioni ONU contro Israele: la verità oltre la propaganda

 

 

 

Premessa: tratto da qui

 

 

Esiste una lunga lista di Risoluzioni ONU che "condannerebbero" azioni commesse da Israele nei suoi poco più che 60 anni di esistenza.


La lista viene allegramente copincollata (su internet e' dappertutto, in tutte le salse grafiche, ma con pochissime variazioni negli scarni commenti) e spesso utilizzata dalla propaganda anti-israeliana -- unitamente al fatto che non ci sono Risoluzioni ONU contro i Palestinesi -- per sostenere la tesi che, nella storia del Medio Oriente, gli Israeliani svolgerebbero sempre la parte dei cattivi ed i Palestinesi sempre quella dei buoni e delle vittime.

 

Ma e' davvero cosi'? 

 

Per rispondere seriamente a questa domanda, temo proprio che sia necessario analizzare le Risoluzioni una per una e controllare (eh si'; la propaganda a volte obbliga a fare certe cose).

 

Per facilitare le verifiche, sono stati aggiunti i link al testo completo di ciascuna delle Risoluzioni, più altri che consentono un inquadramento storico dei fatti (che la propaganda preferisce non si conoscano), senza il quale non si può comprendere ne' il senso della Risoluzione ne' le sue reali motivazioni.

Le risoluzioni spesso ribadiscono decisioni già prese, per cui troverete frequenti ripetizioni, talvolta con piccole variazioni dettate dal contesto leggermente mutato.

Mi scuso sin d'ora per il sarcasmo in alcune mie considerazioni ma, in alcuni casi, le decisioni del Consiglio di Sicurezza, dovendo mediare tra visioni ed interessi antitetici ed inconciliabili, risultano talmente incoerenti o parziali da rendere impossibile mantenere sempre il dovuto distacco.
 

« CONCLUSIONI: a meno che non si vogliano sposare tesi unilaterali o pseudo-logiche basate sulla doppia morale tanto in voga oggi (del tipo "gli Arabi hanno ragione, per cui possono fare cose che agli Israeliani non sono permesse, perché sono nel torto"), delle ben 65 Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU contro Israele, ad un esame attento, soltanto 17 (il 26%, poco più di un quarto) appaiono davvero "contro Israele".

Ma la cosa ancora piu' sconcertante e che ben 10 di queste 17 sono richiami contro la pratica dell'esilio temporaneo e 4 contro quella degli espropri; inoltre, si tratta spesso di atti deliberativi inerenti più volte le stesse vicende di cronaca. Di conseguenza, soltanto tre (!) delle Risoluzioni fanno riferimento davvero a fatti di sangue (l'assedio di Beirut e gli scontri della Prima Intifada). 


E le restanti 48 Risoluzioni, allora? Si potrebbero sintetizzare così: c'e' un'azione violenta ed una risposta violenta. Se l'azione e' israeliana e la risposta e' araba, si condanna solo l'azione; se l'azione violenta e' araba e la risposta e' israeliana, allora si condanna solo la risposta. Quando proprio non se ne può fare a meno, allora si richiamano Israele "e tutte le altre parti in causa". 


E allora e' davvero corretto parlare di "oltre 60 Risoluzioni ONU contro Israele"? »


 

La risposta datevela da soli.

 

P.S. C'e' un'altra Risoluzione ONU, la 242/1967, che difficilmente vedrete citare dai siti della propaganda (solo i più superficiali lo fanno). L'ho già menzionata a proposito del diritto per uno Stato ad avere confini difendibili, ma la Risoluzione e' importante perché sarebbe alla base degli Accordi di Oslo del 1993. 

Dico "sarebbe" perché all'epoca dei fatti... l'OLP rigettò fermamente quella Risoluzione.

Ciò, naturalmente, non impedisce all'Autorità' Palestinese di oggi (la cui leadership e' composta quasi dagli stessi uomini che l'hanno ripudiata allora) di citarla a gran voce per chiederne il rispetto ad Israele. In Medio Oriente, per alcuni, si usa così.

 

 

Nota: al di là dell'evidente pregiudizio contro contro gli ebrei e contro lo Stato ebraico, bisogna considerare che  le nazioni islamiche sono un gruppo molto potente, e non solo per il petrolio, che con i loro alleati, con i Paesi in via di sviluppo e altri Stati canaglia costituiscono la maggioranza dei voti nelle organizzazioni internazionali. Il principio di eguaglianza tra le nazioni impone che tutti gli Stati membri abbiano eguale peso negli affari internazionali. Per questo, se decidono che il mondo è piatto, potranno adottare una risoluzione che dichiara che il mondo non è rotondo. Ecco perché Israele è sempre al centro delle risoluzioni, all’infuori di ogni razionalità e buonsenso. Ma questo è l’ordine politico del mondo in cui viviamo.


Per capire come l’Assemblea Generale abbia adottato contro Israele una quantità di risoluzioni 20 volte maggiore rispetto al numero di risoluzioni dedicate a qualsiasi altro Stato del pianeta – bisogna tracciare la mappa. Non è complicato: all’ONU ci sono 193 membri; dei quali 120 appartengono al cosiddetto “Movimento dei Non Allineati”, che comprende quei Paesi che durante la Guerra Fredda non si sono associati né al blocco sovietico, né al blocco occidentale, allineandosi di fatto contro l’Occidente.

Il Movimento dei Non Allineati ha scelto l’Iran come portavoce, nominato in carica l’anno scorso per una durata di tre anni. Inoltre, la maggioranza degli Stati dell’ONU, che appartengono al più grande blocco di voti costituito dal movimento dei non-allineati, sono i 56 membri dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (Organization of Islamic Cooperation). Pertanto, i più agguerriti antagonisti dello Stato di Israele, quelli che nemmeno hanno relazioni diplomatiche con Israele e che rifiutano la stessa esistenza dello Stato di Israele, rappresentano il più grande blocco di voto unitario delle Nazioni Unite. Di conseguenza, la campagna politica contro Israele si traduce nel controllo dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Ogni tentativo da parte di Israele di normalizzare la sua partecipazione all’arena internazionale è continuamente soggetto a un attacco politico di demonizzazione da parte dei nemici dello Stato Ebraico che ne perseguono la distruzione.
Di fatto, la maggioranza degli Stati membri dell’ONU usa le Nazioni Unite per promuovere la delegittimazione e la demonizzazione dello Stato di Israele. Gli organi dell’ONU sono stati “sequestrati” da quanti cercano di distruggere Israele. Si può sicuramente affermare che ad oggi, nel XXI secolo, l’ONU è l’arena mondiale principale dell’antisionismo.

 

 

PS: chissà come mai non si parla mai del lungo elenco di risoluzioni contro nazioni diverse da Israele che non hanno mai trovato applicazione (UN Resolution 1701 –Divieto a Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ad agire sul Territorio libanese con attacchi armati. MAI APPLICATA; UN Resolution 1696 – Blocco del programma iraniano di arricchimento dell’uranio e richiesta di accettazione del diritto di Israele ad esistere da parte palestinese. MAI APPLICATA; ecc.)
 

 

 

Le verità sul medio oriente

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