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40 pillole per capire cosa accade tra Israele ed i palestinesi

 

 

Premessa: tratto in parte da qui, qui e da uno scritto di Riccardo Ghezzi.

 

 

1. Israele diviene una nazione nel 1312 prima di Cristo, duemila anni prima dell’apparizione dell’islam

2. I rifugiati arabi hanno cominciato a identificarsi come facenti parte di una popolo palestinese nel 1967, 20 anni dopo l’istituzione del moderno stato di Israele.

3. Dopo la conquista ebrea del 1271 prima della nostra era, gli ebrei hanno continuato ad esercitare la loro autorità su questa terra per mille anni, con una presenza continua negli altri 3.300 anni.

4. L’unica dominazione araba dopo la conquista del 636 della nostra era è durata solo 22 anni.

5. Durante questi 3.300 anni e oltre Gerusalemme non è mai stata la capitale di alcuna entità araba o musulmana, e così anche quando i Giordani hanno occupato Gerusalemme, non si sono mai sognati di farne la loro capitale e mai vi si sono recati i dirigenti arabi.

6. Gerusalemme è menzionata oltre 700 volte nell’Antico testamento. Gerusalemme non è menzionata una sola volta nel Corano.

7. Il re Davide ha fondato la città di Gerusalemme. Maometto non vi si è mai recato.

8. Gli ebrei pregano con la faccia rivolta verso Gerusalemme. I musulmani pregano con le loro schiene rivolte a Gerusalemme.

9. Nel 1948 i rifugiati arabi furono incoraggiati a lasciare Israele dai dirigenti arabi che promisero di ripulire le terre dagli ebrei. Il 68% della popolazione abbandonò la terra senza aver mai visto un soldato israeliano.

10. I rifugiati ebrei furono costretti ad abbandonare i paesi arabi in ragione della brutalità araba, delle persecuzioni e dei pogrom.

11. Il numero di rifugiati arabi che abbandonarono Israele nel 1948 è stimato circa sui 630.000. Il numero degli ebrei rifugiati dai paesi arabi è stimato all’incirca sulla stessa cifra.

12. I rifugiati arabi non vennero INTENZIONALMENTE assorbiti e integrati dai paesi arabi in cui erano fuggiti, a dispetto della vastità del territorio arabo. Di tutti i 100 milioni di rifugiati della seconda Guerra Mondiale è il solo gruppo di rifugiati al mondo che non è mai stato assorbito o integrato nei paesi del loro stesso popolo. I rifugiati ebrei furono tutti assorbiti dallo stato di Israele, un paese poco più grande dello stato del New Jersey

13. Gli arabi sono rappresentati da otto nazioni distinte, senza contare i palestinesi. C’è una sola nazione ebraica che occupa il 2% del Medio Oriente. Gli arabi hanno iniziato le cinque guerre e le hanno perse. Israele si è difeso ogni volta e ha vinto.

14.
Tra i conflitti scoppiati dal 1950 ad oggi, il conflitto arabo-israeliano si pone solo al 49° posto per le vittime causate, nonostante sia considerato da molti il conflitto più pericoloso al mondo e riscuote più del 90% dell'interesse internazionale. 

15. Sotto la dominazione giordana i siti religiosi ebraici sono stai profanati e agli ebrei è stato impedito l’accesso ai loro luoghi di preghiera. Sotto l’autorità d’Israele tutti i luoghi musulmani e cristiani sono stati preservati e resi accessibili ai loro fedeli.

16. Delle 175 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite votate prima del 1990, 97 erano contro Israele. Delle 690 risoluzioni dell’assemblea generale delle nazioni Unite votate prima del 1990, 429 erano contro Israele.

17. Le nazioni Unite sono rimaste mute mentre 58 sinagoghe venivano distrutte a Gerusalemme da parte dei giordani dal 1948 al 1967. Le Nazioni Unite sono rimaste mute anche mentre i giordani profanavano sistematicamente l’antico cimitero ebreo del Monte degli olivi fra il 1948 e il 1967. Le nazioni unite sono rimaste mute mentre i giordani applicavano una politica di apartheid impedendo agli ebrei di visitare il monte del tempio e il Muro occidentale (Kotel) fra il 1948 e il 1967

 

18. Fra il 1955 e il 1992, in trentasette anni che coprono il terrorismo porta a porta, quello aereo e quello olimpico, le aggressioni arabe del '56 e del '67, Settembre nero, insomma una storia tormentatissima con orrori indicibili contro i civili israeliani, questa pagina conta 77 risoluzioni che condannano Israele e 1 contro i feroci terroristi palestinesi.

 

19. Tra le risoluzioni Onu contro Israele vi sono delle cose fantastiche, come il rimprovero di aver tenuto la parata per il Giorno dell'Indipendenza a Gerusalemme o la condanna per qualunque azione antiterrorista dopo i numerosi dirottamenti e attacchi agli aerei di quegli anni. Ed ovviamente qualsiasi volta che Israele osa difendersi con le armi dalle aggressioni missilistiche da Gaza, scatta l'inevitabile risoluzione, come se Israele potesse fermare i lanci di missili sui civili israeliani lanciando fiorellini sui terroristi.

 

20. Israele non è guerrafondaio: non lo è mai stato. Tutte le guerre che Israele ha dovuto combattere dal 15 maggio 1948, cioè dal giorno della sua nascita, sono state e sono guerre di difesa. Ogni volta che Israele è stato costretto a prendere le armi e a versare il sangue dei suoi cittadini, è perché ha subito un attacco mortale e non aveva altra scelta che difendersi.


21. Anche riguardo a Gaza, Israele interviene per difendersi dall'attacco di missili che piovono diretti ai cittadini israeliani, solo che i media occidentali non evidenziamo mai quando viene aggredito ma riportano solo quando inizia a difendersi, dando l'idea che si tratta di una aggressione da parte israeliana e non di una legittima difesa.

 

22. Il conflitto arabo-israeliano esiste perché gli arabi vogliono distruggere Israele perché credono che sia la volontà di Allah. Hanno iniziato nel 1948 e non si sono mai fermati con guerre, terrorismo, propaganda politica, demonizzazione di Israele, uso del popolo dei palestinesi, ecc. L'obiettivo è la distruzione di Israele per motivi religiosi e nulla può far cambiare loro idea, ecco perché non c'è la pace. L'unica colpa di Israele è quella di non essere una teocrazia islamica, e l'unica colpa degli ebrei è di non essere musulmani.

 

23. I territori che Israele ha conquistato nel 1967 e di nuovo nel 1973 non sono assolutamente occupati ma contesi perché la loro conquista e in alcuni casi annessione è stata fatta dopo aver vinto due guerre iniziate dagli arabi per la distruzione di Israele e sono legali poiché non appartenevano a nessuna altra nazione (è questo che recita la Convenzione di Ginevra). Erano territori occupati prima dalla Turchia (Impero ottomano) e dopo dall’Inghilterra. Gerusalemme, nel corso di 3000 anni, non è mai stata capitale di nessuno Stato arabo, solo di Israele.

 

24. I “coloni”: la percentuale di terre della “West Bank” abitate da “coloni” corrisponde all’1,1% del territorio (fonti palestinesi)

 

25. “Occupazione”: Palestinesi sottoposti a governo palestinese dal 96% al 98%

 

26. “I Palestinesi vogliono la pace”: I Palestinesi che accettano l’esistenza di Israele sono il 23%

 

27. I Palestinesi non accettano il terrorismo”: La percentuale di Palestinesi che supportano il terrorismo è il più alto in tutto il mondo arabo: 68%

 

28. “I Palestinesi non sono antisemiti, sono semiti anche loro”: I palestinesi che non accettano gli Ebrei (non gli Israeliani) sono il 97%

 

29. "Gerusalemme è la città Santa dell'Islam": Ma quale città santa dell'Islam, quando non è mai nominata nemmeno una volta nel Corano.

 

30. Israele si è completamente ritirato dal Libano nel 2000 e da Gaza nel 2005. Ma sia Hamas (Gaza) che gli Hezbollah (Libano), tuttavia, hanno continuato ad aggredire Israele, non nascondendo la loro volontà di cancellarlo dalla faccia della terra.

 

31. Giordania : Stato arabo creato dal nulla dalla Gran Bretagna, con il nome di Transgiordania, diventa indipendente nel 1946 e prende il nome di Regno di Giordania nel 1949. Superficie della Giordania : approssimativamente 2/3 della Palestina del Mandato britannico. La “Cisgiordania” occupata dalla Giordania dal 1949 al 1967, senza condanna internazionale. La Giudea Samaria fu ribattezzata Giordania dai Giordani perché si trova sulla riva occidentale del fiume Giordano.

 

32. Striscia di Gaza : occupata dall’Egitto dal 1949 al 1967, senza condanna internazionale.

 

33. “Israele si espande a dismisura”: Israele si è ritirato, nei 45 anni successivi alla Guerra dei Sei Giorni, su più di due terzi del territorio (Sinai, Gaza, Libano meridionale e gran parte della Cisgiordania)

 

 

34. OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) : fondato dal KGB sovietico, dal presidente egiziano Gamal Abdel Nasser e dalla Lega araba, con Ahmed Shukeiry come fondatore. La sua Carta del 1964, e quella rivista del 1968, così come l’attuale, menzionano sempre come obiettivo dell’Olp “l’annientamento dello Stato di Israele”. Bisognerebbe sempre sottolineare la data di nascita dell’OLP, organizzazione per la liberazione della Palestina: 1964. La cosiddetta occupazione dei cosiddetti territori palestinesi è iniziata nel 1967; nel 1964 l’unico territorio occupato da Israele era lo stato di Israele. A uso e consumo di chi ce la mette tutta a convincersi che l’obiettivo sia la costituzione dello stato di Palestina.

 

35. Il fondatore del “Movimento palestinese” : Hadj Amin Al Husseini, Gran Mufti’ di Gerusalemme, leader dei Fratelli Musulmani, residente in Germania dal 1941 al 1945, partecipa alla « soluzione finale » (Shoah). Mentore e zio di Yasser Arafat.

 

36. Hamas : fondato alla fine degli anni 1980, officina dei Fratelli Musulmani, organizzazione terroristica che esalta l’uccisione degli Ebrei e la distruzione dello Stato di Israele in nome di una guerra santa islamica.

 

37. Popolazione non ebrea nella Palestina dominata dall’Impero Ottomano, agli inizi del XX° secolo: Maghrebini, Egiziani, Druzi, Armeni, Greci, Turchi e Turkmeni, Beduini d’Arabia, Ceceni, Circassi, Azeri, Albanesi, Kurdi, Bosniaci, Veneziani. Nessuna etnia o gruppo “palestinese”.

 

38.  I palestinesi da sessant’anni stanno subendo un genocidio secondo molti, col risultato che si moltiplicano a dismisura: nel 1947 erano un milione e duecentomila, oggi, dopo sessant’anni di ininterrotto genocidio, sono, a quanto pare, un po’ più di dieci milioni: due e mezzo in Cisgiordania, uno e mezzo a Gaza, uno e tre in Israele, e circa cinque milioni di cosiddetti profughi. Qualcuno, un giorno, ce la dovrà spiegare questa cosa. E nella striscia di Gaza, dove Israele interviene per difendersi dai lanci dei missili di Hamas, nel 1970 contava 400.000 abitanti, oggi quasi 2 milioni, peraltro tutti di religione islamica. Questo è genocidio?

 

39. Oggi nel mondo ci sono 50 barriere difensive di cui una esiste anche in Israele, chiamata impropriamente "muro", dato che è composta al 93% da un reticolato con sensori. Il muro in Israele esiste solo nelle zone più calde del confine tra Israele e i territori, quelle zone da cui erano soliti entrare i terroristi, tutto il resto è rete di protezione. Da quando esiste la barriera salva-vita gli attentati sono diminuiti del 99%. Ricordiamo a chi legge alcuni particolari: dagli accordi di Oslo il terrorismo contro Israele da parte dei palestinesi è aumentato in modo spaventoso per raggiungere l'apice dal 2000 al 2005 quando saltavano in Israele, tra la popolazione civile, autobus, teatri , ristoranti, pizzerie, centri commerciali con 1400 morti tra i civili e più di 6000 feriti diventati poi disabili perché bruciati in tutto il corpo, perché rimasti senza arti, perché diventati malati di nervi.

 

40. Israele è una nazione di sei milioni di abitanti di cui un milione di arabi e gli arabi israeliani votano esattamente come gli ebrei, senza alcuna separazione, hanno partiti e deputati, e naturalmente giudici, professori universitari, sindaci, pieni diritti politici e sociali e il libero accesso a tutte le opportunità offerte da una società aperta e modernissima come quella israeliana  Israele non è quindi il paese dell’apartheid: non ci sono mezzi di trasporto, scuole, strutture dove gli arabi non possono entrare. Ci sono deputati arabi al parlamento israeliano, medici arabi importanti (anche donne) negli ospedali della nazione, ed anche giudici della corte suprema arabi. In sostanza, gli arabo-israeliani godono stessi diritti dei cittadini ebrei e sono tutt'ora rappresentati al parlamento di Israele. Tra l'altro, il 68,3 per cento degli arabi israeliani preferisce vivere in Israele rispetto a qualunque altro stato al mondo.

 

 

Nota:  L'espressione più diffusa per parlare del West Bank, cioè della Cisgiordania, è Territori occupati. La definizione è storicamente, geograficamente e politicamente scorretta e fuorviante.
Il West Bank fu conquistato da Israele all'indomani della Guerra dei Sei Giorni, dopo che gli eserciti egiziano, giordano, iracheno avevano schierato le truppe lungo i confini con Israele: gli egiziani cacciarono le truppe delle Nazioni Unite (UNEF) e si allinearono lungo i propri confini e lungo quelli della Striscia di Gaza, mentre i giordani e gli iracheni si posizionarono lungo il confine giordano e della Cisgiordania (Transgiordania).
La Cisgiordania infatti (un tempo Giudea e Samaria), dopo esser stata sotto il controllo ottomano, passò nelle mani degli inglesi, per poi essere conquistata dalla Giordania. Ovviemente, non è mai stato territorio del popolo palestinese, perché la Palestina non è stata altro che una regione geografica così denominata dai Romani. Al tempo della conquista giordana, infatti, il West Bank non è mai stato definito "Territorio occupato" ai danni dei palestinesi.
Questa definizione venne apposta soltanto dopo la conquista israeliana del '67. Da lì i palestinesi ne rivendicarono la proprietà come Palestina.
I Territori restarono quindi contesi per decenni, fino a quando negli Accordi di Oslo del 1993 israeliani e palestinesi si accordarono per una spartizione provvisoria del West Bank, per tendere comunque ad altri negoziati che definiscano linee definitive. La Cisgiordania fu quindi divisa in tre aree: A, B, C. La prima controllata appieno dall'Autorità palestinese, la seconda sotto controllo civile palestinese e militare israeliano e la terza sotto il totale controllo israeliano.
Si tratta quindi di territori ancora contesi, ma temporaneamente spartiti. E' chiaro però che fa comodo alla propaganda araba chiamarli Territori occupati, tanto che ormai la definizione è entrata a far parte dei libri di storia e nelle riviste di geopolitica. Una definizione che contiene in sé l'accusa verso il "nemico sionista" e che non sarebbe mai stata coniata se fosse rimasto tutto sotto il controllo giordano.

 

 

 

 

 

 

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