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Storia di Israele in Palestina: la nascita dello Stato di Israele e la guerra del 1948-1949

 

 

Premessa: tratto da qui Un lungo ed esaustivo lavoro di Stefano Davidson, dagli inizi ai giorni nostri. 

 

Il sionismo è un movimento per la riunificazione degli ebrei della diaspora in uno stato ebraico in Palestina. Il nome del movimento deriva da Sion, la collina su cui era edificato il tempio di Gerusalemme. Nato alla fine dell’ottocento, il suo scopo era il ritorno degli ebrei a Gerusalemme perché potessero avere una patria e governarsi da sé. Fu tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo che iniziarono a migrare in Palestina alcune migliaia di ebrei, grazie all’aiuto finanziario di facoltose personalità delle precedenti diaspore, come il banchiere tedesco Rothschild. Sorto nel XIX secolo il sionismo culminò nel 1948 con la nascita dello stato di Israele (cfr. nota 2)
Bene, siamo qui arrivati al momento “critico”, analizziamo quindi con cura, attraverso il testo dei “comunicati stampa” ufficiali del periodo (e non attraverso il “sentito dire”) come avvenne questa nascita. Vi prego di leggere tutto con estrema attenzione:

18 FEBBRAIO 1947 – Londra – La questione palestinese va all’ONU. – Il ministro degli esteri britannico Bevin ha annunciato oggi ai Comuni la decisione del governo britannico di deferire all’Onu la questione della Palestina. E ha dichiarato che il fallimento della conferenza è dovuto all’atteggiamento irresponsabile degli arabi e degli ebrei e che nessuna soluzione appare per il momento possibile (Comun. Ansa del 18 febbraio 1947, ore 18,45)

2 APRILE 1947 – I cinque Grandi chiedono una sessione speciale. Le grandi potenze hanno convenuto che una speciale sessione dell’Assemblea Onu venga dedicata alla discussione della questione palestinese.(Ib ore 20.40)

27 APRILE 1947 – Gli Ebrei in guerra con i britannici. – Gerusalemme – Da fonte ben informata si è appreso che le due principali organizzazioni terroristiche ebraiche, la banda Stern e la Irgun Zwei Leumi – stanno progettando (con i medesimi Arabi !) un’intima collaborazione nella loro “guerra” con i britannici in Palestina. Nella città araba di Giaffa sono stati distribuiti volantini che incitano gli arabi a collaborare con questi ebrei contro l’imperialismo britannico in Palestina (Ib. ore 20.30).

10 OTTOBRE 1947 – Il segretario generale della Lega Araba, Azzam pascià, ha dichiarato che le truppe egiziane e siriane sono in marcia verso i confini della Palestina, pronte a dare agli arabi palestinesi (e agli ebrei!) gli aiuti militari, morali ed economici necessari nell’eventualità dell’evacuazione degli inglesi” (Ib. ore 10,15)

30 NOVEMBRE 1947 – Flushing Meadows . L’ONU APPROVA LA SPARTIZIONE DELLA PALESTINA. – L’ASSEMBLEA GENERALE DELLA NAZIONI UNITE HA APPROVATO OGGI CON 33 VOTI FAVOREVOLI, 13 CONTRARI E 10 ASTENSIONI IL PIANO PER LA SPARTIZIONE DELLA PALESTINA (IB. ORE 00,30). LA VOTAZIONE È AVVENUTA PER CHIAMATA. PRIMA INTERPELLATA LA FRANCIA, CHE NEL SILENZIO PIÙ ASSOLUTO DELLA SALA HA RISPOSTO “SÌ”. QUESTA RISPOSTA INASPETTATA È STATA ACCOLTA DA UNO SCROSCIO DI APPLAUSI. HANNO VOTATO CONTRO AFGHANISTAN, CUBA, EGITTO, INDIA, IRAN, IRAQ, LIBANO, PAKISTAN, ARABIA SAUDITA, FRA GLI ASTENUTI, INGHILTERRA, JUGOSLAVIA, MESSICO, HONDURAS, ETIOPIA, SALVADOR, COLOMBIA, CINA, CILE, ARGENTINA. (IB. ORE 10.50) (cfr. Nota 3)

A questo punto che accade?

IMMEDIATAMENTE LA LEGA ARABA DICHIARA GUERRA AL NEONATO STATO.

Anche a questo proposito, quindi, basiamo la nostra analisi sul testo dei comunicati stampa:

30 NOVEMBRE 1947 – Il Cairo – Il segretario della Lega Araba, Azzam pascià, ha dichiarato che la decisione della partizione “darà fuoco al Medio Oriente”, aggiungendo ” Il destino della Palestina si deciderà in Palestina. Gli arabi sono capaci di ogni sacrificio” (Comun. Ansa del 30 nov ore 22.15).

8 DICEMBRE 1947 – Gerusalemme – Gli inglesi cominciano ad andarsene. – Secondo notizie raccolte della New York Herald Tribune, l’amministrazione britannica in Palestina avrebbe deciso di iniziare il 15 corrente l’evacuazione delle forze di polizia e delle truppe da Tel Aviv e da Giaffa. (Ib. ore 14.45).

12 DICEMBRE 1947 – Londra – Bevin annuncia la fine del mandato inglese. Il ministro degli esteri britannico ha dichiarato ai Comuni che la Gran Bretagna considera il 15 maggio 1948 come termine ultimo per la rinuncia del suo mandato sulla Palestina (Ib. ore 16.50).

17 DICEMBRE 1947 – Il Cairo – I CAPI ARABI SI ACCORDANO ALLA RIUNIONE TERMINATA OGGI. HANNO RAGGIUNTO “UN ACCORDO COMPLETO PER IMPEDIRE CON TUTTI I MEZZI LA SPARTIZIONE DELLA PALESTINA. ALCUNI SCONTRI SONO GIÀ COMINCIATI SIN DAL 30 NOVEMBRE 1947: SUBITO DOPO L’ADOZIONE DEL PIANO DI SPARTIZIONE DA PARTE DELL’ONU. (Ib. ore 20.40).

2 APRILE 1948 – Lake Success – La questione torna all’ONU. Il consiglio di sicurezza ha approvato questa sera all’unanimità la proposta americana per una tregua in Palestina. Il Consiglio ha deciso di convocare per il 16 aprile una sessione speciale dell’assemblea generale sulla questione palestinese. (Ib. ore 00.30).

SULLA QUESTIONE ISRAELE-ARABO LA POSIZIONE DEL CREMLINO È BIZANTINA: LA PRAVDA HA SCRITTO CHE “L’URSS SOSTIENE L’INDIPENDENZA DEI POPOLI ARABI, MA DEV’ESSERE PERÒ CHIARO CHE GLI ARABI NON SI BATTONO OGGI PER I LORO INTERESSI NAZIONALI E PER LA LORO INDIPENDENZA MA CONTRO IL DIRITTO DEGLI EBREI A COSTITUIRE UN LORO STATO INDIPENDENTE. L’OPINIONE PUBBLICA SOVIETICA NON PUÒ QUINDI CHE CONDANNARE L’AGGRESSIONE ARABA CONTRO ISRAELE”. La situazione è tesissima. La propaganda sugli arabi rimasti in territorio israeliano è tambureggiante e ha un certo gioco soprattutto a causa di un tragico incidente accaduto nella notte del 10 aprile 1948.

10 APRILE 1948 – STRAGE A DEIR YASSIN – “Tel Aviv -Forze miste dell’Irgun Zvei Leumi e della Banda Stern hanno tentato nella notte di sgombrare il villaggio arabo di Deir Yassin, lungo la strada per Gerusalemme, considerato una posizione strategica vitale. Dopo un parziale sgombero e una finta resa, sono state attaccate, perdendo il 40 per cento degli effettivi. Hanno reagito sparando all’impazzata, uccidendo 250 arabi fra armati e civili. Fra i cadaveri si scoprono anche corpi di donne e bambini (Comun. Ansa, del 10 aprile, ore 12.30)

“L’HAGANÀ, PER ORDINE DI BEN GURION CHE GIÀ MAL SOPPORTAVA LE DUE FORMAZIONI IRREGOLARI… ENTRÒ NEL VILLAGGIO INGIUNGENDO ALL’IRGUN DI ABBANDONARLO. PIÙ TARDI BEN GURION SCIOGLIERÀ LE DUE FORMAZIONI INCORPORANDOLE NELL’ESERCITO. LA RADIO EBRAICA È LA PRIMA A DARE L’ANNUNCIO: “NON VOGLIAMO PIÙ VITTORIE COME QUELLA DI DEIR YASSIN”. BEN GURION TELEGRAFA ALL’EMIRO ABDULLAH DI TRANSGIORDANIA ESPRIMENDO “LA SUA PROFONDA RIPROVAZIONE” PER IL MASSACRO E IL GRAN RABBINO DI GERUSALEMME NE MALEDICE GLI AUTORI. “NONOSTANTE LA DEPLORAZIONE UFFICIALE DA PARTE EBRAICA E LA SINCERA UNANIME CONDANNA CHE SI LEVÒ DAL PAESE, POCHI GIORNI DOPO, IL 13 APRILE, FORZE ARABE DAVANO UNA RISPOSTA NON MENO CRUDELE… A UN CONVOGLIO DI MEDICI E INFERMIERI CHE SI STAVANO RECANDO ALL’OSPEDALE DI MONTE SCOPUS, CHE DOMINA LA CITTÀ DI GERUSALEMME, FU TESO UN AGGUATO. CIRCONDATI, FURONO TUTTI MASSACRATI CON BOMBE A MANO E FUCILI MITRAGLIATORI. RESTARONO SUL TERRENO 77 MORTI, TUTTI EBREI, TUTTI MEDICI E SANITARI CHE CORREVANO IN SOCCORSO DI MALATI E FERITI. MOLTI DEGLI UCCISI ERANO MIRACOLOSAMENTE SFUGGITI AI CAMPI DI STERMINIO NAZISTI (COME L’ITALIANA ANNA DI GIOACCHINO CASSUTO) E ALCUNI DI ESSI ERANO GIUNTI DA POCHI GIORNI IN TERRA D’ISRAELE. FRA LE VITTIME UN ILLUSTRE PIONIERE DELLA PSICANALISI ITALIANA, IL FIORENTINO PROFESSOR ENZO BONAVENTURA”.

Gli arabi sfruttano così la strage di Deir Yassin, per seminare anche il terrore nella loro stessa popolazione musulmana e convincerla ad abbandonare (dicono temporaneamente) i territori controllati dagli ebrei. È un grande esodo. Lunghe colonne di arabi lasciano Haifa, Safed, Tiberiade, Jaffa: dal 15 aprile al 15 maggio del 1948 fuggono 250.000 arabi. Che non saranno certo sistemati dignitosamente, non avranno condizioni di vita civili, ma verranno ammassati in campi profughi formati da tende, dove vegeteranno in condizioni penose, privi di avvenire. Naturalmente il malcontento, la tensione provocate da questa situazione verranno indirizzate dalla propaganda degli alti comandi arabi verso l’Yshuv.

13 APRILE 1948 – Gerusalemme – Nasce il primo governo ebraico. L’Agenzia ebraica ha annunciato oggi ufficialmente la formazione di un gabinetto formato da 13 membri; un capo del governo e 12 ministri – che “costituirà l’organo centrale del progettato stato ebraico in Palestina. (Ib. ore 16.50).

15 APRILE 1948 – Il Cairo – I CRISTIANI CONTRO LA SPARTIZIONE – Il Patriarca, i vescovi e i capi delle comunità religiose cristiane in Palestina hanno deciso di rendere noto alla Lega Araba che nell’interesse dei Luoghi Santi e dei Cristiani in Palestina, essi chiedono l’abbandono del progetto di spartizione. (Ib. ore 10.20)

(PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA I CRISTIANI SI SCHIERANO CON GLI ARABI – GLI EX INFEDELI). QUINDI NON È VERO CHE TUTTI GLI STATI DEL MONDO ERANO FAVOREVOLI AL NUOVO STATO D´ISRAELE. IL VATICANO (E NON SOLO QUESTO) AD ESEMPIO HA MOSTRATO SEMPRE DUBBI SULLA COSA, TANTO DA NON RICONOSCERE LO STATO D’ISRAELE FINO A NON MOLTO TEMPO FA (30 DICEMBRE 1993).

17 APRILE 1948 – (ore 11.45) – Il Consiglio di sicurezza ha votato una mozione per la tregua tra arabi e ebrei.

24 APRILE 1948 – (ore 18.15) – L’Onu costituisce una commissione di tregua tra arabi e ebrei.

26 APRILE 1948 – (ore 12.25) – Si concentrano le forze arabe. Truppe dell’Iraq sono penetrate in Palestina.

27 APRILE 1948 – (ore 10.50) – Violenti combattimenti a Haifa, Giaffa, Acri, e altre località della Palestina. I britannici – secondo un comunicato – avrebbero aperto un violento fuoco di mitragliatrici contro le forze delle organizzazioni ebraiche penetrate in Giaffa. Truppe irachene combatterebbero a fianco di truppe della Legione araba. IL PIROSCAFO “CASTEL” CON A BORDO 600 IMMIGRATI EBREI È STATO ABBORDATO AL LARGO DELLE COSTE PALESTINESI DA UN CACCIATORPEDINIERE BRITANNICO. A NICOSIA DAGLI INGLESI È STATA ANCHE INTERCETTATA LA NAVE “EXODUS” CON A BORDO 793 IMMIGRATI (ORE 11.05).

DOPO VARI GIORNI IN BALIA DEL MARE, LA NAVE EXODUS VIENE RIMANDATA SOTTO SCORTA AD AMBURGO.

UN FATTO CHE LASCIA ESTERREFATTI GLI STESSI TEDESCHI. UN EPISODIO CHE PORTA L’YSHUV ALLA DECISIONE INEVITABILE: ORGANIZZARE LA RESISTENZA PER LIBERARE IL TERRITORIO DAL DOMINIO INGLESE. E’ L’UNICO MODO PER CONQUISTARE L’INDIPENDENZA DEFINITIVA E DAR MODO AGLI EBREI DELLA DIASPORA, AI VARI PROFUGHI, DI TORNARE IN ISRAELE.

E resistenza è, dura e decisa: la conducono l’Haganà, l’Irgun Zvai Leumi (Organizzazione militare nazionale) e il Lohamei Herut Ìsrael (Combattenti d’Israele per la libertà) (entrambe considerate dagli inglesi delle bande terroristiche). Le organizzazioni agiscono indipendentemente, ma ognuna di loro conduce con maestria una guerriglia che, per la fulminea mobilità dei commandos, per l’intelligenza tattico-strategica con la quale questa task force si muove sui terreni più difficili, mette in ginocchio le truppe inglesi. Da queste tre organizzazioni, quando l’appena sorto stato ebraico si troverà davanti all’attacco arabo, nasceranno le regolari Forze di difesa israeliane.

28 APRILE 1948 – (ore 10.20) – I primi profughi palestinesi sono già arrivati in Egitto, completamente sprovvisti di mezzi di sostentamento. Il governo egiziano ha istituito un comitato di soccorso e ha stanziato 10 mila sterline per i primi aiuti ai fuggiaschi.

14 MAGGIO 1948 – – TEL AVIV – GLI EBREI PROCLAMANO LO STATO DI ISRAELE – “La Costituzione dello Stato Ebraico è stata proclamata nel pomeriggio di oggi a Tel Aviv nel corso di una solenne cerimonia. Il proclama ufficiale dice: “Noi membri del Consiglio nazionale che rappresenta il popolo ebraico in Palestina e il movimento ebraico nel mondo, riuniti in solenne assemblea nel giorno della scadenza del mandato britannico sulla Palestina, per virtù dei diritti naturali e storici del popolo ebraico, in forza della risoluzione dell’assemblea generale dell’Onu, proclamiamo la costituzione di uno stato ebraico in Palestina, che prenderà il nome di ISRAELE.” (Comun. Ansa, 14 maggio 1948, ore 16.45).

NASCE IL GOVERNO d’ISRAELE – Gli Ebrei agiscono subito, senza aspettare l’ONU. Il Consiglio nazionale ebraico assume provvisoriamente funzioni di governo dello Stato di Israele. BEN GURION sarà il primo ministro e ministro della difesa (Ib. ore 22.00)”.

BEN GURION riuscì a fare un distinguo sul movimento. Tutti gli ebrei della diaspora sparsi per il mondo erano sì “sionisti” cioè “Amici di Israele”, ma considerava sionisti in senso stretto soltanto gli ebrei che si erano trasferiti o si volevano trasferire in Palestina. Inutile dire che queste dispute di carattere politico e religioso (appoggiando il nuovo governo una o l’altra fazione) crearono divisioni dentro lo stesso stato di Israele mentre era in fase di realizzazione la grande opera concepita da Herzl.

Ben Gurion verrà poi eletto primo ministro prima nel governo provvisorio poi riconfermato in quello ufficiale. Ma le due fazioni continueranno reciprocamente nelle loro ostilità. La più moderata esprime dei dubbi su questa decisione, nel voler ignorare così ostentatamente una decisione dell’ONU. E che il nuovo Stato parte debole, è accerchiato dagli Arabi, e inizia a farsi nemici in tutto il mondo per lo schiaffo che si vuol dare alle Nazioni Unite. Ben Gurion, sicuro di sé, tranquillizza (sa di avere l’appoggio degli Stati Uniti, ma anche della Russia (sempre contro il colonialismo inglese in Medio Oriente)

15 MAGGIO 1948 – Stati Uniti . IL PRESIDENTE TRUMAN DETIENE IL RECORD NEL RICONOSCIMENTO DEL NUOVO STATO; HA FIRMATO IL DECRETO CON CUI RICONOSCE UFFICIALMENTE IL NUOVO STATO EBRAICO IN QUANTO AUTORITÀ “DE FACTO” IN TERRA SANTA. – BEN GURION, HA INSOMMA AVUTO RAGIONE. HA DALLA SUA PARTE UNA GRANDE POTENZA. (IB. ORE 02.40).

E SE TRUMAN NON DECIDEVA SUBITO, ERA PRONTO STALIN, L’ALTRA GRANDE POTENZA CHE RICONOSCE LO STATO D’ISRAELE DUE GIORNI DOPO, IL 17 MAGGIO, OVVIAMENTE IN FUNZIONE DEL PREDOMINIO BRITANNICO NEL MEDIO ORIENTE. GLI ALTRI STATI SI ADEGUANO, NON POSSONO COMPORTARSI DIVERSAMENTE. SALVO LA SANTA SEDE, CHE NON VUOLE EBREI IN TERRASANTA.

15 MAGGIO 1948 – L’Egitto è in guerra. L’ordine del primo ministro Nokrashi pascià, in un messaggio alla radio ha ordinato alle forze armate egiziane di entrare in Palestina per ristabilirvi la sicurezza. (Ib. ore 02.45).

15 MAGGIO 1948 (ore 06.00)- SUBITO DOPO LA PROCLAMAZIONE DELLO STATO D’ISRAELE, SCOPPIA LA PRIMA GUERRA ARABO-ISRAELIANA. GLI ESERCITI DELLA TRANSGIORDANIA, DELL’EGITTO E DELLA SIRIA, CON L’APPOGGIO DI CONTINGENTI LIBANESI E IRACHENI, SONO ENTRATE NEL TERRITORIO PALESTINESE “PER MANTENERE L’ORDINE E LA PACE E PER SALVARE I LUOGHI SANTI DALLE VIOLENZE E UMILIAZIONI DEGLI EBREI”.

IN REALTÀ GLI SCONTRI ERANO GIÀ COMINCIATI SIN DAL 30 NOVEMBRE 1947: SUBITO DOPO L’ADOZIONE DEL PIANO DI SPARTIZIONE DA PARTE DELL’ONU. DA PARTE ARABA SI RIFIUTAVA LA SPARTIZIONE E LA CONSEGUENTE CREAZIONE DI UNO STATO EBRAICO; DA PARTE EBRAICA, ANCHE SE SI ACCETTÒ LA DECISIONE DELL’ONU, SI SPERAVA DI MIGLIORARLA, AUMENTANDO, COSÌ, LA SUPERFICIE DI ISRAELE. ED INFATTI -COME VEDREMO- CON QUESTA PRIMA INVASIONE GLI ISRAELIANI RESPINSERO LE FORZE ARABE ED ESTESERO IL TERRITORIO A LORO DESTINATO DALL’ONU NEL 1947.

15 MAGGIO 1948 – TEL AVIV È STATA BOMBARDATA STAMATTINA ALL’ALBA DA TRE APPARECCHI ARABI. (IB. ORE 09.00). MASSACRO A KFAR ETZION ANCORA COME RAPPRESAGLIA ALLA STRAGE DI DEIR YASSIN DEL 10 APRILE, GLI ARABI HANNO MASSACRATO L’INTERA POPOLAZIONE DELLE COLONIE EBRAICHE DI KFAR ETZION, A SUD DI GERUSALEMME” (Ib. ore 14.25)

Il precedente massacro di Deir Yassin ha comunque provocato delle reazioni nella popolazione araba che, come detto, ha dato il via a una fuga di massa degli Arabi dalla parte della Palestina di cui l’Onu prevede l’attribuzione agli ebrei. La Jewish Agency di Ben Gurion lancia agli arabi un appello perché rimangano, dicendo che la loro esistenza è garantita dentro lo Stato ebraico.

17 MAGGIO 1948 – (ore 23.35) – Radio Mosca annuncia che il governo sovietico ha riconosciuto ufficialmente lo stato di Israele. La Russia si è convinta che il nuovo Stato Ebraico che sorgerà riuscirà a far breccia nel tradizionale predominio britannico nel Medio Oriente. – Ben Gurion ha avuto un’altra volta ragione, ha pure Stalin dalla sua parte. E gli altri Stati occidentali seguono le due grandi potenze.

28 MAGGIO 1948 – (ore 11.30) Termina la battaglia per la vecchia Gerusalemme. Il quartiere ebraico della città si è arreso oggi alla Legione Araba dopo 12 giorni di accanita resistenza. Il numero degli ebrei che si sono arresi ammonta a 1500.

Rabin è impegnato in questa battaglia per Gerusalemme; proprio lui che è nato a Gerusalemme a 26 anni si trova sulle spalle la responsabilità di salvare la vita di decine di migliaia di persone e di difendere la città più cara alla storia ebraica. La città che le Nazioni Unite avrebbero voluto porre sotto amministrazione internazionale ma che poi, in pratica, hanno abbandonato alle sorti della guerra.

1 GIUGNO 1948 – (ore 12.20) Controffensiva ebraica. E’ stata bombardata Amman, capitale della Transgiordania, da forze ebraiche, colpiti obiettivi militari. (ore 24.00) Bernadotte (mediatore dell’Onu) ha proposto una tregua in Palestina che cominci alle ore 8 di venerdì 11 giugno.

9 GIUGNO 1948 – (ore 16.30) La tregua è accettata. Da buona fonte si apprende che sia arabi che ebrei hanno dato riposta positiva alle proposte di tregua di Bernadotte.

11 GIUGNO 1948 – (ore18.10) Il fuoco è cessato, ma in altri settori del Paese gli scontri continuano.

12 GIUGNO 1948 – – (ore 08.10) Da Marsiglia sono partiti armi e volontari con la nave “Altalena” battente bandiera panamense. I volontari sono polacchi, francesi, americani, britannici, ungheresi, cechi, austriaci e tedeschi. Pare che si tratti di ebrei ex internati nel campo di Belsen.

22 GIUGNO 1948 – (ore 18,20) Primi conflitti interni in Israele. Una tensione dovuta al conflitto tra il governo provvisorio d’Israele e le bande di Irgun Zvei Leumi e quelle di Stern; entrambe antigovernative.

25 GIUGNO 1948 – (ore 20.30) – Compare BEGIN, il comandante delle truppe israeliane irregolari dell’Irgun. Non riconosce il governo provvisorio, ne chiede lo scioglimento, e minaccia con le sue forze di intervenire.

29 GIUGNO 1948 – (ore 01.00) – Trapela il “Piano di Bernadotte”. In alcuni punti principali si apprende 1) mantenimento di uno stato ebraico più ridotto; 2) Mantenimento dell’unità palestinese tra la zona ebrea e quella araba; 3) Libertà d’immigrazione senza limiti nella zona ebraica; 4) Statuto internazionale e corridoi di accesso a Gerusalemme. Alle ore 12.43, dello stesso giorno 29 GIUGNO si conclude l’evacuazione delle truppe inglesi dalla Palestina, con l’ammaino della bandiera britannica. Termina ufficialmente dopo 25 anni l’occupazione britannica.

3 LUGLIO 1948 – (ore 24.00) – La lega araba ufficialmente rifiuta il piano del mediatore Onu Bernadotte.

6 LUGLIO 1948 – (ore 14.35) – Anche il Consiglio di stato d’Israele ha deciso di respingere completamente le proposte di pace fatte dal mediatore delle Nazioni Unite, conte Bernadotte.

9 LUGLIO 1948 (ore 10.20) – La guerra riprende. Arabi ed ebrei hanno stamani riaperto le ostilità e il fuoco.

9 AGOSTO 1948 – (ore 14.00) – Israele propone nuovamente un negoziato di pace, ancora una volta tramite il mediatore ONU Bernadotte.

10 AGOSTO 1948 – (ore 23.00) – La Lega Araba respinge le proposte di pace avanzate dal governo Israele, perché -affermano- non riconoscendo il governo non possono di conseguenza entrare in simili trattative.

17 SETTEMBRE 1948 – (ore 21.00) – Il mediatore di pace dell’Onu BERNADOTTE è stato assassinato oggi alle ore 12.00 a Gerusalemme assieme al colonnello Serot osservatore delle Nazioni Unite.

16 NOVEMBRE 1948 – (ore 15.00) – L’ONU ordina un armistizio. 8 voti contro 1 (Siria) mentre Urss e Ucraina si sono astenute.

7 GENNAIO 1949- (ore 14.00) – Alle ore 13.00 il governo di Israele ha dato ordine a tutte le sue forze di terra, di mare e d’aria di cessare il fuoco.

13 GENNAIO 1949 – (ore 15.00) – Si comincia oggi a Rodi a negoziare. BUNCHE ha sostituito Bernadotte.

17 FEBBRAIO 1949 – (ore 08.00) – Ieri sera è stato eletto Presidente dello Stato di Israele CHAIM WEIZMANN.

24 FEBBRAIO 1949 – (ore 01.00) – Rodi: La Reuter informa che è stato firmato oggi un armistizio generale fra l’Egitto e lo Stato d’Israele.

20 MARZO 1949 – (ore 20.00) – Accordo armistiziale fra Israele e lo stato del Libano. Mercoledì la firma.

3 APRILE 1949 – (ore 22.00) – Firmato l’armistizio anche fra Israele e i rappresentanti della Trangiordania.

20 LUGLIO 1949 – (ore 11.00) – Cerimonia ufficiale oggi per la firma fra Siria e Israele dopo mesi di negoziati

E’ da qui, nonostante gli armistizi siglati e non rispettati, che guerra dopo guerra, battaglia dopo battaglia, inizia la lunga serie di sconfitte militari subite dagli arabi da parte degli Israeliani. Cominciano a nascere così i primi campi profughi. Questi vengono allestiti in Libano, Siria e Giordania con al loro interno quasi due milioni di persone povere, turbolente ed invise anche agli arabi locali TANTO CHE NEL SETTEMBRE 1970 I GIORDANI VI MASSACRANO MIGLIAIA DI PALESTINESI.

La vita dei Palestinesi in tali campi si trasforma presto in un inferno e così, del resto, continua ad esserlo ancora oggi.

 

Nota:

Il quotidiano del Cairo “Akhbar el-yom”, il 12 Ottobre 1963 ricordava: “Venne il 15 Maggio 1948 quello stesso giorno il Mufti di Gerusalemme [leader imposto agli Arabi dagli Inglesi] fece appello agli Arabi di Palestina affinchè abbandonassero il Paese, in quanto gli eserciti Arabi stavano per entrare al loro posto”.

Il 6 Settembre 1948 il “Beirut Telegraph” intervistava Emile Ghoury, segretario del Comando Supremo Arabo: “Se esistono questi profughi, è conseguenza diretta dell azione degli stati arabi contro la partizione, e contro lo stato ebraico” .

Il 19 Febbraio 1949 il quotidiano giordano “Filistin” scriveva: “Gli stati arabi che avevano incoraggiato gli Arabi di Palestina a lasciare le proprie case temporaneamente per sgomberare il terreno dell’offensiva araba, non hanno poi mantenuta la promessa di aiutare quei profughi.”

Da un rapporto della Polizia Britannica al Quartier Generale di Gerusalemme il 26 Aprile 1948:

“Ogni sforzo è compiuto da parte degli Ebrei per convincere a popolazione araba a rimanere e a condurre insieme a loro una vita normale è risultato vano”.

“A Haifa il 27 aprile 1948 il Comitato Nazionale Arabo rifiutò di firmare una tregua, e né informò i governi della Lega Araba. Quando la delegazione entrò nella sala delle riunioni, rifiutò con fierezza di firmare la tregua, e chiese che si facilitassero l’evacuazione della popolazione araba, e il suo trasferimento nei paesi arabi circostanti. Le autorità militari e civili e i vari esponenti ebraici espressero il loro profondo rincrescimento. Il Sindaco di Haifa, Shabtai Levi, aggiornò l’incontro con un appello alla popolazione araba affinché riconsiderasse la sua decisione.”

Testo del manifesto in arabo e in ebraico affisso il 28 aprile 1948 dal Consiglio Ebraico dei Lavoratori di Haifa, rivolto ai cittadini arabi, ai lavoratori, alle autorità:

“Da tanti anni viviamo insieme nella nostra città, Haifa. In sicurezza, e in fratellanza e comprensione reciproche. Grazie a ciò, la nostra città è fiorita, e si è sviluppata per il bene dei residenti, sia arabi, sia ebrei.

Così Haifa è stata di esempio per altre città della Palestina. Elementi ostili non sono riusciti a adeguarsi a questa situazione, e hanno dato origine a scontri, minando le relazioni fra voi e noi. Ma la mano della Giustizia è più forte. La nostra città ora è sgombra di questi elementi, che sono fuggiti temendo per la propria vita. Così, una volta di più, l’ordine e la sicurezza hanno il sopravvento nella città. La strada è aperta per la ripresa della cooperazione e della fratellanza fra i lavoratori ebrei e arabi.

“A questo punto riteniamo necessario chiarire nei termini più franchi: siamo persone amanti della Pace! Non c’è ragione per la paura che altri cercano d’instillare in voi. Non c’è odio nei nostri cuori, né astio nel nostro atteggiamento verso cittadini amanti della Pace che, come noi, sono impegnati nel lavoro, e nello sforzo di creare.

“Non temete! Non distruggete le vostre case con le vostre stesse mani! Non troncate le vostre fonti di vita. Non attirate su di voi, con le vostre mani, la tragedia, mediante un evacuazione non necessaria, mediante fardelli da voi stessi creati. Trasferendovi altrove sarete sopraffatti dalla povertà e dall umiliazione. Ma in questa città, vostra e nostra, Haifa, le porte sono aperte alla vita, al lavoro, alla Pace, per voi e per le vostre famiglie.

“Cittadini giusti e amanti della Pace “Il Consiglo dei Lavoratori di Haifa e la Confederazione del Lavoro, la Histadruth, vi consigliano, per il vostro bene, di restare nella città, e di tornare al vostro lavoro normale. Siamo pronti a venire in vostro aiuto, a ristabilire condizioni normali, a assistervi nell’approvvigionamento di cibo, e ad aprirvi possibilità di lavoro.

“Lavoratori: la città che abbiamo in comune, haifa, fa appello a voi affinche vi uniate nella sua costruzione, nel suo progresso, nel suo sviluppo; non tradite la vostra citta, e non tradite voi stessi. Seguite il vostro interesse, e seguite il retto sentiero!

“Federazione Ebraica del Lavoro in Palestina Consiglio dei Lavoratori di Haifa”

Nel 2002 su circa 6 milioni di cittadini israeliani, più di un milione sono arabi: sono i figli di quegli arabi che non accolsero gli appelli dei dittatori della Siria, dell’Iraq e dell’Egitto.

I discendenti di quegli arabi che credettero ai dittatori sono a tutt’oggi ancora rinchiusi nei campi profughi e non hanno la cittadinanza del paese in cui sono nati. Soltanto in Israele e in Giordania i discendenti degli arabi provenienti dalla Palestina occidentale non sono nei campi profughi, ma liberi cittadini di uno stato di diritto.

 

Mito: la “Linea Verde” del 1949  è confine internazionalmente riconosciuto di Israele

 

I confini di Israele precedenti al 1967  riflettono il dispiegamento delle forze israeliane e arabe sul terreno,  dopo la prima guerra di indipendenza di Israele nel 1948. Il Professor Giudice Stephen M. Schwebel,  ex presidente della Corte internazionale di giustizia ha chiarito nei suoi scritti “Justice in International Laws” che le linee di demarcazione dell’armistizio del 1949 non sono confini permanenti:

 

“… Gli accordi di armistizio del 1949 preservano espressamente  dalle rivendicazioni territoriali di tutte le parti e non hanno la pretesa di stabilire i confini definitivi tra di loro. “

 

La risoluzione 54 dell’ Onu (15 luglio 1948) invita gli arabi ad accettare una tregua e fermare la loro aggressività:

 

“Tenuto conto che il governo provvisorio di Israele ha manifestato la sua accettazione in linea di principio di un prolungamento della tregua in Palestina, che i membri degli Stati della Lega araba hanno respinto gli appelli successivi del mediatore delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza nella sua risoluzione 53 (1948) del 7 luglio 1948, per il prolungamento della tregua in Palestina, e che cio’ ha ulteriormente sviluppato la ripresa delle ostilità in Palestina “

 

La linea di demarcazione che è emersa in seguito alla guerra, è stata decisa sotto l’egida delle Nazioni Unite mediatore Dr. Ralph Johnson Bunche. Questa nuova linea di confine riflette essenzialmente le linee di cessate il fuoco del 1949, che furono chiamate “Linea Verde” per il solo fatto che una matita verde fu utilizzata per disegnare la mappa dei confini dell’armistizio.

 

 

 

 

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